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Original subtitles

Dobbiamo solo sapere dove andare.

- Seguitemi. - Non era da quella parte?

- Andiamo da questa parte. - Sì, ha senso. - Venite.

Ehi, Joe! Cinque dollari, Joe.

Vieni qui, Joe!

Ciao, entra.

Questa è mia nipote. È Lucia.

- Hai visto quanto è bella? - Mi chiamo Dean, piacere.

Ho portato il cibo.

- Carne in scatola. - Cos'è? - Carne in scatola.

- Hai presente il manzo? - No, non ho capito. - Hai presente...

Da mangiare.

La carne!

Conosci questa?

- Cos'è? - È minestra.

La minestra? Così piccolina?

La metti nell'acqua e la fai bollire.

- Sai, come... - Questa è la minestra?

Giri tutto e hai la minestra.

- Cos'è? - Questa? Gomma da masticare.

Ma non la ingoiare.

È buona?

26!

- Numero 26. - C'è un cameriere in questo posto?

Sì, ci dovrebbe essere. Cameriere, puoi venire qui?

Ho sete.

- Quattro due. - Allacciami la scarpa. - Smettila di dire cavolate.

54!

- Numero 54. - Chiudi la porta!

- Chiama un numero che abbiamo. - Tre zero.

- Non ce l'ho il 30. - Numero tre zero. - È colpa tua.

Non sono affatto fortunato stasera.

Nessuno ha fatto bingo, ancora?

Guarda i numeri.

Numero 68!

Proprio lì.

Vediamo che sai fare.

Prova ad avvicinarti al centro.

- Merda. - Che succede?

Ti ho mandato una raccomandata, l'hai letta?

- Non ho ricevuto niente. - È la convocazione del mio avvocato.

- Sono anni che dici che mi darai dei soldi ma mi hai mai dato niente. - Ehi, gioca tu per me.

Ora è ufficiale. Sei obbligato a pagare gli alimenti.

Se la pensione non ti basta, puoi trovarti un lavoro.

- Ne possiamo parlare dopo? - Se non troviamo un accordo, dovrò farlo.

Ehi!

Cosa significa? Di cosa parli?

- Mi prendo la casa. - Ti prendi la casa?

- Sì. - Ti prendi la casa dei miei genitori? - Sì.

Ehi, perché fai così?

Ti darò qualcosa!

Non ti credo.

- Il motore è originale? - Sì.

- Veramente ha solo 20.000 miglia? - Pensi che lo abbia cambiato?

Ecco qui.

La tratterò bene.

Finalmente ho raggiunto ciò che mi spetta,

sono al comando di un'astronave.

- La rotta, signor Chekov. - 127 punto 8.

Signor Sulu, proceda a fattore di ipervelocità due.

Ipervelocità due.

Signor Chekov, calcoli la rotta per la Colonia Benecia.

Rotta per Benecia: 3-7-3 punto 8.

Quando ci potremo arrivare all'attuale velocità?

Tra 48 ore, signore.

Signor Sulu, faccia rotta verso la Colonia 3-7-3 punto 8.

Sì, signore. 3-7-3 punto 8.

LUCIA È MORTA. ENZO, 12 ANNI, È IN SALUTE. VUOLE CONOSCERE SUO PADRE.

E le condizioni della dottoressa Lester peggiorano rapidamente.

- Prosegua su questa rotta. - Sì, signore.

"Lucia è morta. Enzo, 12 anni, è in salute. Vuole conoscere suo padre".

È di 13 anni fa.

Guardi il timbro, 1958.

Mi faccia parlare con il mio manager. Torno subito da lei.

- Signor Dean Barry? - Sì.

- Buongiorno. - Salve. - Prego, si accomodi.

Signor Barry, non ho idea di come abbia ricevuto questo telegramma dalla Veterans Administration.

Noi ci assicuriamo che riceva le sue indennità di veterano.

Ma me l'avete mandato voi!

Ascolti, signor Barry, questo non ha nulla a che fare con noi.

Viene dalla Croce Rossa.

Qualcuno negli uffici a Washington deve averlo trovato, messo in una busta e spedito.

Ma le assicuro che non ci occupiamo di inviare questi messaggi.

Cosa c'è?

- Ho fame. - Cosa hai detto?

- Ho fame. - "Ho fame"?

- Ho fame. - "Ho fame".

Eh, mamma mia, ma sta' zitto!

- Sta' zitto? - Sta' zitto! - Sta' zitto...

Scusate, ma chi cercate?

Antonietta? Ha vissuto 80 anni, ma è morta. Pace all'anima sua.

Merda.

Amico mio, lo vuoi fare un affare? Guarda qua. Orologi in pelle e in acciaio.

Anche per donna. Un dollaro.

Ehi, Joe! Amico mio!

Ehi, Joe, come stai?

Come stai? Come va? Di che hai bisogno? Dimmi!

- Un buon ristorante? - No. - Un bel Night Club? - No, no, no.

- Ti porto domani al negozio dei coralli. - No, no, grazie. Grazie, grazie.

Ehi, Joe, un momento, per favore.

- Una birra per me, un dollaro. - Cosa? - No?

Ehi, Joe... No! Non è buono.

Quello è buono. Il Night Club San Francisco.

- Ragazze stupende. - No.

- Un Tom Collins. - Scusi, cosa?

- Gin Old Tom. - Sì.

- Succo di limone, zucchero, soda. - Va bene.

- Gin singolo o doppio? - Doppio.

Come stai?

- Ti dovrei offrire da bere? - A me? No.

Non voglio niente da te. Sono solo triste.

Perché stasera è il mio compleanno.

- È il tuo compleanno? - Sì, è il mio compleanno.

- Quanti anni hai? - Sono una signora, non puoi chiedermelo.

Scusa.

Ok, vuoi stare qui, triste e depresso?

Va bene, troverò qualcun altro.

- Buonanotte. - Ehi, ehi, va bene.

Come ti chiami?

Bambi.

- Bambi? - Sì.

- Sai che Bambi è un maschio? - Bambi non è maschio. - È un maschio.

Bambi è una femmina!

Ti sembro un maschio?

- Ok. - Ti ho fatto ridere.

Signore, per Bambi.

Champagne!

- Champagne? - Vieni con me.

Allora... a che ora torni a bordo?

Non ci torno.

Sono un veterano.

Perché sei a Napoli?

Ho un figlio.

Tanto tempo fa stavo con una ragazza dei Quartieri Spagnoli.

Come si chiama?

Enzo quanti anni ha?

Non sai quanti anni ha tuo figlio?

Non l'ho mai incontrato.

Per questo sono qui, sono venuto a cercarlo ma...

non so dove sia.

- Ma non parliamone. - Sì.

Sono d'accordo.

Niente figli, niente problemi.

Solo champagne.

Sei d'accordo?

Ne vuoi ancora?

- Cinque dollari per la stanza. - Come? - Cinque dollari per la stanza!

Ti aiuto io, è tutto ok.

Questi sono per me, va bene?

Ti aiuto io.

Troppo champagne?

Sei troppo ubriaco, non ti va?

lo...

Vuoi dormire?

- Tesoro, dove vai? - A casa, dove devo andare? - Come a casa, e lui?

- È ubriaco, lascialo stare. - Sta dormendo.

- Appunto, dorme, che fastidio ti dà? - E cosa dovrei farne di lui?

Quanto pesa!

Eccoti.

- Mi hai preso i soldi ieri, vero? - No.

- Dal portafoglio. - Non lo stare a sentire, è pazzo.

- Attento, ti rapinerà. - Non guardarlo, è pazzo.

Sei pazzo.

Come cazzo fai a ricordare, non c'eri!

- Parlaci tu, io non lo capisco. - Andiamo, di che stai parlando?

Ero con lei ieri sera. Mi hai riempito di champagne.

- Siamo andati a casa e mi ha rubato i soldi. - Eri ubriaco ieri sera.

Certo che ero ubriaco, mi ha costretto a ingurgitare champagne!

- Mandalo fuori. - Chissà dove hai messo i tuoi soldi.

- Ma fai sul serio? - Avanti.

Cosa cazzo è, una truffa?

- Mi ha rubato i soldi! - Esci!

- Vai fuori! - Ha preso i miei soldi.

- Di nuovo? - Esci! Esci! - Sei un truffatore del cazzo!

Stai zitta! Zitta o chiamo la polizia, ok?

- Stammi a sentire. - Cosa vuoi? - Dammi i miei cazzo di soldi.

- Non ho i soldi, me li hai dati tu. - Non hai i soldi? - Eri ubriaco, non ti ricordi?

- Andiamo dalla polizia. - No, no. - Non ci vuoi andare? Hai preso i miei soldi!

Me li hai presi dal portafoglio, 300 dollari!

- E poi mi hai lasciato per strada. - Puoi portarmi dalla polizia ma non ho i tuoi soldi!

Bene, non hai i miei soldi? E allora andiamo dalla polizia e vai in prigione, ok?

- Ti prego... - Vuoi andare in prigione?

- No, per favore, non posso andare dalla polizia. - Vuoi andare in prigione? - Ti prego.

- Per favore, non mettermi nei guai. - Bene, dove sono i soldi?

- Ok, va bene. - Cosa? - Ok! - Cosa?

Zitto, va bene! Ti porto ai Quartieri Spagnoli.

- Cosa? - Vivo ai Quartieri Spagnoli. - E quindi?

- Ti aiuto a trovare tuo figlio. - Non prendermi per il culo!

- Non prendermi per il culo, sono serio! - Zitto, zitto! Non ti prendo per il culo.

Puoi andarci da solo? No! Conosco persone lì, andiamo ora.

- Ora? - Sì, ora! - Sono le due del mattino.

- Che cosa importa? - Ci andiamo a quest'ora? - Certo, adesso!

- Cosa? - Vieni con me.

Avanti.

Non tenermi.

- Vi serve la stanza? Vado a prendere un caffè? - No, no. Devo chiederti un favore.

- Un piacere? - Sì. - Prima ti posso chiedere io una cosa?

- Mi vuoi vendere questa collanina? - Sempre con queste collanine?

Ma come, questa è un regalo di mia nonna.

- Ma quale regalo della nonna! - Guarda come ti sta bene, dai.

- La vendi a lui. - Dai, fammi questo piacere.

- Vi posso chiedere un favore? - Dimmi.

Vi ricordate della signora Lucia che abitava a Montecalvario?

Quella bella ragazza che viveva nella casetta con la nonna.

Quella bella ragazza bionda che ha avuto un figlio?

Adesso non sta più qua, è andata via.

Quell'uomo americano sta cercando il figlio.

- Il padre? - Ho capito bene?

- Lui è il padre?! - Sì, ha detto che è il padre.

- Il padre di Enzo, il figlio di Lucia Stendardo. - Sì, ho capito!

- E ci pensi adesso dopo tanti anni? - E che ne so? - Ormai è grande.

- È in Vico Politi. C'è un bar, sta sempre lì - È sempre lì attorno.

È bel ragazzo e ha la barba. È alto.

- Però, se lo guardi bene, assomiglia al padre. - Identico.

Ha il taglio degli occhi uguale.

Se vai a Montecalvario, lo riconosci subito.

- Solo che lui è giovane, capisci? - Grazie... - Tu sei più anziano.

- Vieni a trovarci, siamo sempre qua. - Vieni a trovarci.

- Ehi! - Che c'è?

- Ho un affare da proporti. - Un affare?

- Tu sei un veterano, no? Puoi andare alla base NATO. - Sì.

Ti pago cinque dollari per le stecche di sigarette americane.

- No, grazie. - Anche whisky americano.

- No. - Ti pago bene! Pensaci.

Bambi, siamo a posto, buona vita.

Calate giù i cestini!

Ecco, la partita.

Il Modena ha avuto tre palle gol inutili.

Abbiamo vinto uno a zero.

Sì.

Senza ghiaccio.

Bravo, chiudi la parentesi, è meglio.

Ma lo senti questo?

Quello non è neanche napoletano.

Ma non gioca con il centrocampista, inoltre non ha i panchinari.

L'importante è aver vinto.

Un dollaro.

Grazie.

Prendi la sponda.

Seguimi.

- Cosa? - Hashish! Un grammo?

- Ho dell'hashish è molto buono. - Hashish?

Hashish, sì? Ok.

Duemila lire.

Sì, quattro dollari.

- Veloce, americano. - Ok.

Uno, due, tre, quattro.

Prendi questo.

Che c'è?

Cocaina, eroina, un coltello?

Sei sicuro? Un coltello non ti serve? Sei sicuro?

Metti il fumo nella tasca. Mettilo in tasca.

E non fumare qui, va bene?

- Vai! - Va bene. - Mi crei problemi, capisci? - Ok, sì.

Vai fino là e poi torni di nuovo? Per me?

Non ci credo.

Hai una moneta?

Siediti qui.

Salve.

Americano, sei ancora qui? Che vuoi?

E a te cosa importa?

- Sono Dean. - E allora? Ho capito chi sei.

Hai parlato con tutto il rione. Che cosa vuoi da me?

Ascolta, io sto lavorando.

- Capisci? - Sì.

Allora vai. Vai via da qui.

Guarda.

- Vi piace? - Quanto costa? - Duemila lire. - No, è troppo.

- Troppo? - Andiamocene. - Vieni, dove vai?

- Solo per voi, però, un grammo, mille. - Va bene.

Sei ancora qui? Ti ho detto di andartene.

Non puoi restare qua, io devo lavorare. Hai capito o no?

Voglio solo parlare.

Non voglio parlare con te. Hai capito?

Vai per la tua strada. Vattene.

Allora non hai capito, ti devo cacciare? Ti ho detto che devi andartene. Adesso e veloce!

Non tornare.

Non venire più qui.

- Hai capito? - Sì.

Il primo volo parte domani mattina alle 11:00.

La porterà a Roma, e da lì c'è un volo per New York.

Quanto costa?

- 500.000 lire. - In dollari?

In dollari non saprei, controllo.

- Intorno agli 800 dollari. - 800?!

- Ho pagato 350 per venire qui. - È perché vuole partire domani.

Costa molto di più.

Ho 600 dollari. Se aspetto qualche giorno?

Costerà ancora 800 dollari.

- Se aspetta due settimane, costerà meno. - Non posso aspettare due settimane.

Da questa parte, signore.

Documento, per favore.

- Buongiorno, signore. - Buongiorno. Come sta? - Bene, grazie.

Posso avere dieci stecche di rosse

e dieci Jack Daniel's?

- Hai la testa dura, sei di nuovo qui. - Per favore, vada via.

Lascialo stare, è tutto a posto.

- Sei sicura? - Sicura. Perché sei qui?

Guarda chi sta arrivando!

- Cosa sono tutte queste cose? Non c'è niente per noi? - Dove vai con l'americano?

Stanno per conto loro.

60 dollari per le sigarette,

130 per le bottiglie,

in totale fa... 190.

- 120.000 lire. - Va bene.

Guarda qua.

- La vuoi comprare? - No. - È tedesca, originale.

- Non mi interessa. - Tutti gli americani la vogliono.

Mi servono i soldi per il biglietto.

Domani torno in America.

E tuo figlio?

Non vuole nemmeno parlarmi.

Che ti aspettavi, i fuochi d'artificio?

Va bene, tu cosa suggerisci?

Insisti!

Torna lì finché non cambia idea, no?

Ma come giochi le carte? Stiamo qui dentro da ieri!

Dai, metti, metti.

- Dammi 10.000 lire, mettile qua. - È da 50.000 questa...

- Chi è questo? - Altre 5000 lire? Tieni, li metto sui tuoi.

- Che ci fai qui? - Ma chi è?

Esci!

Ma ci fai giocare? Te ne vuoi andare?

Ti sei giocato 100.000 lire?

Uomo di merda, ti sei giocato i nostri soldi!

Le 100.000 lire delle sigarette!

- Le 100.000 lire delle sigarette ti sei giocato. - Te li restituisco!

E come fai? Con i soldi che guadagni vendendo il fumo?

- Tu che vuoi tu? Che vuoi? - Aspetta, lo conosco.

Stai calmo, io lo conosco.

Ha un debito con me, Vittorio. Così siamo a posto.

Ti è andata bene perché ti ha portato i soldi, ma se scopro che vai a giocare...

- Non ci vado. - Fai l'uomo!

Ti stavi mettendo nei guai.

Non preoccuparti.

D'accordo, andiamo a bere un caffè.

Nunzia, lui è l'americano di cui parlavo.

- Il bambino dov'è? - È di là, adesso credo che si sia svegliato, prima dormiva.

Era stanco.

- Eccolo. - Lo prendi tu? - Sì, lo prendo io.

- Preparo qualcosa? Che dici? - Sì, dai, fai due caffè.

Due caffè? Va bene.

Sedetevi.

- Enzo, buongiorno. - Che ti serve? - Mi servono due stecche di sigarette.

- Due? - Sì. - Va bene. - Come cresce bene.

Visto come sta diventando grande?

Enzo, torno subito.

- Quanto ti devo? - Senti, dammi 7000 lire.

- Sono aumentate di nuovo. - Lo sai com'è il mercato.

- Ma sono americane? - Vengono dalla Spagna ma sono americane, tranquillo.

Vi piace?

Quanto tempo restate a Napoli?

Vi farebbe piacere venire al battesimo del bimbo domenica?

- "Battesimo''? - Il battesimo.

In chiesa, la benedizione con l'acqua santa.

Lascia stare, Nunzia, lui ha da fare.

A noi ci fa piacere.

Ho incontrato sua moglie e il bambino.

- Sei nonno. - Sì, un nonno.

Quindi... mi hanno invitato al battesimo.

Voglio comprare un regalo. Quindi mi servono più soldi.

- Hai la pistola? - Ah! Sì.

Sì? Bene.

Guarda. È stupenda.

Fai attenzione. Ok, quanto vuoi?

- 100 dollari. - 100?! - Sì.

È un souvenir di Napoli. Guarda.

- Te ne do 80. - No.

- Dai, non riesci a venderla, sta nella scatola. - Chi te lo ha detto?

Perché hai provato a vendermela ieri e nemmeno mi conoscevi!

Ne vuoi 80 o la vuoi lasciare lì nella scatola e non ci guadagni nulla?

Ci divertiremo un sacco.

Fate festa, eh?

Sì. Stasera faremo un barbecue davanti al British Pub.

- È il compleanno di qualcuno? - No, qui ho finito, io torno a casa.

- Congratulazioni. - Grazie.

- Vuoi un souvenir? - Un souvenir?

Sì, di Napoli.

- Una Luger? - Wow, la pistola dei nazisti.

- Cimelio della Seconda Guerra Mondiale. - Che ci fai con quella? Non ti serve.

Vale 300 dollari.

Te la vendo per 200.

- Forza. - Non ho 200 dollari con me.

Lo so, ci vediamo dopo, quando avrai i soldi.

- Dove la trovi una cosa così? - Senti, mi dispiace, non ci serve.

Andiamo.

Stammi bene.

Guarda qua, dei jeans...

- Jeans americani. - Questi possiamo venderli a 10.000 lire.

- Bravo. - Fantastico.

Guarda questo.

- Cos'è? - È dei Los Angeles Dodgers.

- Cosa sono i Dodgers? - Giovano a baseball. Baseball!

- Fammela provare. - Tieni, vuoi provarla?

Provala.

- E no, questa me la tengo. - Fai bene, amore.

Guarda qui. Marshmallow!

Mangiate.

Sono buoni.

Quindi...

Ti devo chiedere un favore.

Cosa compra un nonno a suo nipote per il battesimo?

Devi scegliere il santo che vuoi mettere sulla...

Guarda.

Me l'ha regalata mia nonna al mio battesimo.

La porto sempre. A tuo nipote fai un regalo che terrà per tutta la vita.

- Bello. - Ti piace?

Stai bene.

Sei molto elegante.

Grazie, Angela.

Come fai a sapere che mi chiamo Angela?

Dalla medaglia.

Non dovevi leggere.

Ehi, Dean, sei venuto.

Ma guarda questo bambino, più passano i giorni e più diventa bello.

Guarda che cosa ti ha portato il tuo Vittorio.

Il regalo del nonno. Guarda com'è bello, Vittorio.

- Ti piace, Nunzia? - È molto bella, mamma mia!

Sta cominciando la messa, entriamo.

- Entriamo, dai. - Andiamo, facciamo battezzare questo bambino. - Dean, entrate.

Adesso che l'avete conosciuto, che volete fare?

Ascoltami. Enzo l'ho cresciuto io.

Madre! Hai capito?

Ma non vi voglio giudicare.

Don Vittorio, venite a cantare una canzone con me. Don Vittorio!

Don Vittorio, venite, oggi è anche la vostra festa.

Non riprendere solo me. Guarda Filomena e Nunzia come sono belle.

C'è anche l'americano. Fai il filmino anche a lui.

Gli americani se ne stanno andando con "una mano davanti e una dietro".

- Hanno preso una mazzata. - I vietnamiti sono fetenti.

Zio, venite a vedere. I vietnamiti stanno cacciando gli americani.

La guerra è ancora in corso,

ora i selvaggi stanno negoziando la pace.

Che cosa ne pensa a riguardo?

Ma cosa dovete combattere? Avete perso! Ma stanno scherzando?

Enzo! Oh, guarda che c'è Dean.

- Hai pulito solo le candele? - E la pompa dell'acqua. Accendiamo.

- Vai indietro. - Aspetta.

- Va bene? - Tira forte.

Tira forte.

Uno, due e...

- Di più, di più. - Abbassa un po'.

Non ti preoccupare, c'era confusione.

Ho da fare.

Non ti preoccupare.

Voglio solo parlare.

lo e te, una volta sola.

Va bene, ma devo parlare con Vittorio.

Siamo arrivati.

Vittorio, il motore è a posto. Vado a mangiare una cosa con Dean.

Enzo, ma che ti dice la testa? Pensi che la barca aspetti noi?

- Ma perché, un'oretta e torniamo. Ci mettiamo poco. - Non c'è tempo, Enzo.

Non c'è tempo, vai la prossima volta a mangiare con l'americano.

Stasera il ragazzo deve lavorare.

Non ti muovere, ci dobbiamo organizzare.

- Posso dargli il buono? - Dagli il buono.

Tieni, Enzo, non perderlo.

Te l'avevo detto che ero impegnato.

Non lo so. Vieni stasera a casa, dopo mangiato.

Ci vediamo dopo?

Che succede?

Enzo non è ancora tornato.

- lo non esco. - Stiamo aspettando da tre ore, dobbiamo andare.

Enzo, senti, vedi com'è pulita la costa?

- C'è la tramontana, se usciamo, troviamo l'inferno. - Ma quale tramontana!

- Il mare è una tavola, non vedi? - È una tavola qua, non là.

- C'è maltempo. - Sì, capisco, ma la nave ci sta aspettando.

- Se parte, perdiamo tutto. - Ma io non rischio di morire con questo mare.

Ho capito ma sono 30 casse. Così perdiamo i soldi.

Non metterti in mezzo, devo fare un carico di sigarette. Che facciamo? Vittorio mi uccide.

Con tutto il rispetto per Vittorio, non rischio di andare in mare.

Non rischio di morire se il tempo è brutto. lo non esco.

Sai pilotare la barca con il tempo che c'è?

Americano, ma sei sicuro?

- Ci portiamo lui. - Il buono ce l'hai in tasca? - Sì, ce l'ho io. Andiamo.

- Ma dove vai... - State attenti.

Leva quella cima. Ci sono i passamontagna?

- Oh, rispondi, ci sono? - Sono lì dentro, ma mi raccomando.

- Sì, non ti preoccupare. - Ci vediamo dopo.

- Dai, ci vediamo dopo. - Noi andiamocene.

Fermati qua.

Ora ci spostiamo di 180 gradi e navighiamo per un'ora. Dopo 20 miglia siamo arrivati.

Sei sicuro di voler continuare? Guarda che il mare è agitato.

Sei sicuro?

- Stai ridendo? - Sì.

Ho paura.

- Non preoccuparti. - "Non preoccuparti".

Dimitri, ti vedo a prua. Accendi e spegni le luci.

A posto, ti vedo.

Aspetta.

Presto, ragazzi, arriva la finanza.

Veloci, veloci!

Mi raccomando, una volta che sali a bordo, falle volare 'ste casse. Anche tu, Ciro, carica.

Carichiamo, ragazzi.

- Togliamo il telo. - Vai, attacca.

- Presto, scarica. - Dai, andiamo, andiamo.

Fate partire anche questa.

Era di maggio, io, no, non me lo dimentico.

Cantavamo una canzone a due voci.

Più passa il tempo e più me lo ricordo.

L'aria era fresca e la canzone dolce.

E diceva: "Cuore, cuore,

cuore mio, lontano vai.

Tu mi lasci, io conto le ore.

Chissà quando tornerai".

Rispondevo: "Tornerò quando tornano le rose."

"Se questo fiore torna a maggio,

anche a maggio io starò qui."

"Se questo fiore torna a maggio,

anche a maggio io starò qui."

- Non parlo di queste cose. - Scusa.

Nessun problema.

Ti hanno sparato?

- Affari pericolosi. - Sì.

Vivi a New York?

E hai anche la piscina?

Ma questa è una Mustang?

Certo che la conosco.

- Di che anno è? - Ford Mustang del 1966.

Sessantasei...

Sei sposato?

Allora sei solo, sei pieno di donne e fai la bella vita.

Hai capito...

Beato te.

Posso chiederti una cosa?

Senti...

E ti chiedo scusa.

Scusa.

Sono qui.

Direttamente...

dalla Grecia.

- Buono. - Sì. Buono? - Sì.

Direttamente dalla barca.

- Buono, vero? - Sì.

Non andare al lavoro stasera.

- Esci con me. - Ma di che parli?

- Devo lavorare, mi servono i soldi. - Ti servono i soldi?

- Sì. - Va bene.

Guarda, questi sono soldi.

- Lo so, ma quanto? - Quanto mi paghi?

È gratis.

- Tutte queste cose? - Sì.

- Dai. - Va bene.

Va bene, girati.

Facciamo quello che vuoi.

Una buona cena,

musica, balli...

buon vino.

Quello che vuoi.

È il tuo preferito?

Ti piace questo?

Lo capisci?

Così così.

Parla di una donna...

che ha gli occhi come il mare.

Non è rimasto niente.

Nemmeno una parola.

Un cenno, un saluto,

ed è scomparsa.

Stai dormendo?

Dormi?

No, sono sveglia.

Parli un ottimo inglese.

Grazie.

- Dove l'hai imparato? - Dove pensi che l'abbia imparato?

È abbastanza buono per vivere in America.

Che ci vado a fare in America?

Sono nata qui.

Ho due bambini.

- Hai due bambini? - Sì, ho due bambini.

Come si chiamano?

Francesco e Patrizia.

Quanti anni hanno?

Nove e sei anni.

Dove stanno?

Vivono con mia nonna.

- Prendo anche questa. - Va bene.

Signore...

Signore!

Signor Barry!

Ops. L'ho lasciato sul bancone, grazie.

Ho notato che ha fatto molti acquisti ultimamente.

Sì, ho la famiglia qui a Napoli. Questo è un regalo per mio figlio.

Certo, capisco. Come veterano può comprare quello che vuole.

Ma non può vendere niente fuori dalla base, sarebbe un crimine.

Certo. Non lo farò.

Meglio non mescolarsi con la gente del posto.

Certo.

Grazie del consiglio.

Siete ancora qui? Non avete capito che non voglio la vostra benedizione?

- Ah, non la volete? - No! E non vi do un soldo.

Anzi, fatemi un favore. Andatevene via. Muoviti, cammina.

- Enzo, sali. - Cammina!

- Scemo! Diteglielo a don Vittorio. - Non ti preoccupare.

Avete capito questi due? Vengono a chiedere i soldi.

Noi stiamo lavorando. Ce li sudiamo.

Due scemi.

Sì, sta dormendo.

Ma perché non passate più tardi?

Scusa.

Ma che vuoi?

Ma che vuoi da me? Vattene. Fatti i fatti tuoi.

Ma tu dopo 20 anni vieni a rompermi il cazzo? Vattene a casa!

- Idiota del cazzo! - Vaffanculo!

Stai sempre in mezzo.

Sì, lo vado a chiamarlo.

- Cosa? - La polizia ti sta cercando.

- Hai visto cos'è successo stanotte? - Cos'è successo? - Tu non sai niente? Dormivi?

- Hanno incendiato il negozio di Salvatore. - Be', che volete da me?

- - Non sai niente? - lo? Cosa dovrei sapere?

- Vieni in centrale per delle domande. - Perché devo venire, io non ho fatto niente.

Sono stato con lui ieri notte. È mio padre, un ex militare americano.

Controllate.

Ho preso il cognome di mia mamma.

Fermati!

Fammi almeno ringraziare.

Non dovevi immischiarti. lo dovevo farlo per forza.

Capisci? lo non ho scelta.

- Non hai scelta? - No, la mia vita è questa.

Vittorio mi ha cresciuto, ho le mani legate. Sono in debito, devo fare quello che dice lui.

- Che posso fare? Dimmelo tu. - Vai via.

- Dove? In America con te? - Sì.

Se vuoi venire in America, vieni in America.

Va bene?

Vieni!

Stai scherzando? E la mia famiglia?

Ovviamente.

E poi che cosa faccio in America?

Fai sul serio? Dici davvero?

Sono serio.

- Scusami. - Che ci fai qui?

Ho qualche maglietta e dei jeans ma...

È l'ultima volta, mi hanno beccato.

- Sei nei guai? - No, è tutto ok.

In realtà...

ho delle buone notizie.

Cioè...

Mio figlio vuole venire in America con me.

- Davvero? - Sì. - Quando?

Dobbiamo fare il passaporto e il visto. Sono sicuro di riuscirci.

Sì, tu sei americano, è tutto più facile per te, no?

Scusami, sono impegnata.

Voglio ringraziarti.

- Mi hai aiutato. - Non ti preoccupare. Sono felice per te.

Buona fortuna.

- Che c'è? - Ho detto buona fortuna. Sono occupata.

Vai via.

Vattene.

E ve lo portate in America.

Avete comprato la madre di Enzo con una scatola di fagioli, e adesso non avete i soldi?

Allora Enzo resta qua. Statemi bene.

- Raffaele, andiamo. - Buonanotte.

Vieni qua.

- Dov'è? - È qui.

- Che ti serve? - Dammi una stecca.

Dieci milioni?

E io che ci posso fare?

Va bene, aspetta.

E non diciamo niente.

- La fai facile, qui non funziona così. - Non mi interessa!

"Non mi interessa"...

Se Vittorio lo viene a sapere, non arriviamo nemmeno in aeroporto.

Non ho dieci milioni.

Come non hai dieci milioni?

Hai detto che hai la casa. La villa, la piscina, la macchina.

- Tu sei un americano, sei ricco. - Non sono ricco.

Ho venduto la mia Mustang per venire qui.

Prendo le medicine per dormire

e sono un alcolista.

Sono... sono una merda.

Ho solo pensato...

di venire qui così possiamo ricominciare.

Entrambi.

lo e te.

Quindi tu vorresti salvare me?

Sono... sono a Napoli perché ho ricevuto un telegramma.

Chi se ne frega del telegramma, voglio sapere quando mi dai i soldi.

Be', è quello di cui volevo parlarti.

- Quanto ti devo? - In dieci anni non mi hai mai dato niente.

Puoi prenderti la casa.

Cosa?

Puoi prenderti casa mia. Ma ho bisogno di 20.000 dollari, subito.

- Sei nei guai? - No, non sono nei guai.

Ma... ho bisogno dei soldi.

Quindi ti prendi la casa, mi mandi i soldi e siamo pari, ok?

Signor Barry, mi segua, per favore.

Salve.

12 milioni e 292.000 lire.

Prego, controlli.

Questa settimana ha avuto un problema.

Questa settimana abbiamo fatto le cose per bene, non preoccuparti.

Vai a chiamare Enzuccio.

Si guadagnano tanti soldi là, eh!

Volete giocare a biliardo?

Quello che vuole.

Nemmeno la Coca-Cola?

Voi americani impazzite per la Coca-Cola.

- Non volete niente? - Don Vittorio, Enzo è qui.

Tuo padre ti vuole portare in America.

Ma tu vuoi andare davvero con lui in America?

Allora? Che vuoi fare? Ci vuoi andare? Rispondi.

Rispondi.

- Rispondi! - Quando mai, io non ci voglio andare.

Il ragazzo vuole stare qua.

Vai a sederti.

Vattene.

Vattene.

Eh, no, questi restano qua. Enzo, l'ho cresciuto io, mica tu.

- Uomo di merda! - Fermo, fermo!

- Lo ha ferito. - Pensa a Vittorio.

Prendete uno straccio!

Sto dormendo.

Che c'è? La tua amica ti ha lasciato fuori?

Che hai? Cos'è questa faccia? Angela!

- Che c'è? - Guarda che cosa si è fatto. Sbrigati, non sta bene.

Mi devo nascondere.

Non so che hai fatto, non me ne importa. Qui non ci puoi stare, capito?

Lasciami spiegare.

Non voglio saperlo.

Non voglio problemi. Finisco qui e te ne vai.

Puoi almeno comprarmi un biglietto aereo?

- Comprare? - Come faccio a comprarlo? È notte.

- Devo aspettare domattina. - Allora compralo domani.

Reggi questo.

E poi domani me ne vado.

Promesso.

Solo un biglietto?

Mio figlio non viene.

- Va bene, te lo compro. - Grazie.

Non ti dimenticherò.

Sì.

Prendi l'aereo e ti sei già dimenticato.

- No. Non è così, te lo prometto. - Ok.

Dobbiamo andare, non possiamo stare qui.

- Ciao. - Ciao, nonna, buongiorno.

- Lui è Dean, un mio amico. Ha bisogno di riposare un po'. - Piacere.

Ti vuoi sedere? Un caffè?

- Gli puoi dare una camicia pulita? - Certo.

Mamma, che ci fai qui?

Dormi, te lo spiego dopo. Dammi un bacio.

- Dici che va bene questa? - Sì.

- Sicura? - Sì, va bene. Grazie.

- Mettiti qui. - Grazie.

Buongiorno.

Hai dormito bene? Ti hanno dato fastidio i bambini?

Dammelo.

Dai, non esagerare.

- Hai capito cosa ti sta dando? - Mamma mia.

- Che ci fate qua? - Stavamo facendo braccio di ferro.

- Guarda che ha vinto. - Fammi vedere cos'hai vinto.

A quest'ora...

- Però adesso andate a dormire. - No, mamma.

Su, andiamo.

- Quando ci vediamo? - Domani, amore mio. Resto fino a domenica.

Spegnete la luce.

Ascolta...

Vittorio è vivo.

Ha promesso soldi a chi ti trova. Ti cercano ovunque.

Anche al night, hai capito?

Quindi ho preso il primo volo per domattina.

Il traghetto per Napoli parte fra tre ore, ok?

Vai, o perderai l'aereo.

Bene, vediamo...

Ha bagagli?

- No. - Allora perfetto. Uscita numero otto.

Buon viaggio. Come posso aiutarla, signore?

Non c'è.

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