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Original subtitles

Novità?

Ho parlato con Blanca.

L'hanno tolta dall'indagine per questioni di competenza.

È molto seccata.

Non deve preoccuparsi, li convincerò a richiamarla.

Non è nulla di troppo pericoloso, vero?

Per me?

Per te e per tutti gli altri.

Mi conosci, sai che mantengo i patti.

Tu come stai?

Come sto?

Vivere con Blanca è travolgente,

ma non ho rimpianti. Non dimentico perché sono qui.

Allora puoi darmi il suo numero di cellulare.

Sì.

- Sì, certo. - Bene.

Mandami un messaggio sulla nostra linea sicura.

Raffaele.

Quando finirà?

Presto.

Prima che Blanca ti travolga del tutto.

Perché non ci ha detto

che il signor Ismail era venuto a parlarle di Giorgio?

Ora è il "signor Ismail".

Ci ho parlato solo quando l'ho cacciato dal parco.

Lui dice di averle detto prima di avere riconosciuto Giorgio,

e che pensava fosse suo figlio.

L'ha riconosciuto dieci anni dopo che era stato rapito?

Complimenti.

Come sa che è stato rapito e lo cercava da dieci anni?

Noi non lo abbiamo detto.

- No, io non l'ho detto. - Eh.

- È quello che dice in giro. - Ah.

Poi è una semplice deduzione.

Abbiamo adottato Giorgio che aveva poco più di tre anni.

Ora ne ha quattordici.

La sera in cui Ismail è stato aggredito al parco,

- Giorgio era con lui. - Falso.

Giorgio era a casa con noi quella sera.

Ma certo.

È semplice sapere chi ha ragione. Chiediamo a Giorgio. È in casa?

Giorgio…

- Giorgio… - Giorgio?

Giorgio non è in Italia in questo momento.

Ah…

E dov'è?

In Libano, in vacanza da una cugina di mio marito.

In pieno anno scolastico?

Recupererà.

Possiamo telefonargli, gli parliamo online.

No.

No, purtroppo sua cugina abita in una zona rurale.

Non c'è linea telefonica, non c'è campo.

Peccato.

- Siamo sfortunati, dottore. - Eh.

Se l'hanno davvero nascosto in Libano, ciao.

Comunque mentono entrambi.

Davvero? Liguori, non me n'ero accorto, tu?

Hanno detto due bugie.

Non sarò della DIGOS, ma capisco l'italiano.

Non ha capito. Fares ha mentito su Ismail con una prima bugia.

Quando lei ha chiesto dov'è Giorgio, la moglie ha detto la seconda bugia.

Che significa?

Che questa storia è più complicata

di un litigio tra due uomini che si contendono un figlio.

Grazie, Liguori.

Prego.

- Dov'è mio figlio? - Tranquillo.

Tranquillo. Sta bene. Ce lo teniamo come garanzia.

Garanzia di che?

Che non ti rovini la reputazione parlando troppo.

Senza reputazione un mercante d'arte è niente.

Liberatelo, vi darò qualunque cosa.

Non siamo così esigenti.

Basta che stai zitto

e che chiudiamo il nostro affare.

Datemi una prova che sta bene.

Che dicono?

Samuele.

Saluta il tuo papà.

Fagli vedere che stai bene.

Signori Fares.

Qualsiasi cosa stia succedendo,

l'importante è Giorgio.

Permetteteci di aiutarvi a trovare una soluzione.

Lei ha figli, signorina?

Sì, una.

- In affido. - Bene.

Pensi a lei come noi pensiamo a nostro figlio.

Buona giornata.

Bene.

Gli hai dato una possibilità.

- Mettiamogli il telefono sotto controllo. - Ha ragione.

- Che Giorgio è in Libano? - No, che non penso a Lucia.

Eccomi, ci sono!

Scusate, le sirene non sono per le urgenze?

Per me tu sei un'urgenza.

Grazie, Liguori!

- Solo per stavolta! - Grazie!

Ciao.

- Problemi con mia madre? - No, problemi con te.

Dobbiamo parlare, da soli.

Sì, hai ragione.

- Facciamo giovedì a pranzo? - A giovedì.

- Come va? - Chiudi!

- Tanto non posso vederti. - Tu no, ma gli altri sì.

- Un attimo! - Ok.

Come mi sta?

Male o bene?

Mah.

Wow, che bello. Ti piace?

Sì, carino.

Abbiamo tuta, scarpe, ginocchiere. Ci serve altro?

- Sai dove si compra l'altezza? - L'altezza?

Le mie compagne sono tutte delle stanghe.

Sono l'unica nana.

Che gioco a fare a pallavolo, Bla'?

Hai una mamma che oltre a essere molto figa,

è cieca e lavora con la polizia

e ti spaventa qualche centimetro di meno?

Almeno dieci.

- Dieci, venti… - Non sono pochi.

Che ti importa? Fai dei tuoi limiti un punto di forza.

Farai l'alzatrice, in cui servono intelligenza e strategia.

Se non sei Egonu, sarai Orro.

Chi sono questi?

Queste sono martello e alzatrice della Nazionale di pallavolo.

- Non lo sapevo, scusa. - Per questo hai quattro in ginnastica.

Educazione fisica. Educazione fisica, grazie.

È uguale.

- Non è uguale! - Sì!

Va bene, tieni. Maledetta!

C'è Sebastiano.

Dove?

Seba!

Dov'è?

Ma che ha?

Se n'è andato.

Altro che starti lontano! È ossessionato da te, Blanca.

Smettila. Magari vuole parlarmi, ma preferisce evitarti.

Carità, dimmi.

Abbiamo controllato le compagnie aeree per il Libano.

Non c'è nessun volo a nome Fares da tre mesi.

Lo sapevo.

A scuola di Giorgio

nessuno sapeva della partenza.

Tu e Scarabotti alla villa, io e Blanca al magazzino di Fares.

Qui non c'è niente. Gli scatoloni sono puliti.

Eccolo qui.

Un decreto di perquisizione, fresco di firma.

Su quali basi?

Per avere mentito.

Suo figlio non si è mosso dall'Italia.

Abbiamo trovato molti di questi.

È materiale sanitario.

Garze, siringhe, defibrillatori, incubatrici.

Che cosa vi interessa in particolare?

Li spedisco nelle zone di guerra…

con la mia rete per il trasporto di opere d'arte.

Certo. Aiutiamoli a casa loro.

Voi che fate per aiutarli?

Senta…

Spero che abbiate una buona assicurazione.

Se rompete una sola di queste opere, pagherete carissimo.

Nessun elemento rilevante.

Avete acquisito i video delle telecamere?

Le telecamere?

Fares tiene troppo alle sue opere. Ci devono essere.

Le hai trovate?

Da che cosa l'hai capito?

Da come mi guardi.

Qui siamo a ieri.

Giorgio entra con la sua bici.

Poi niente, non esce più.

- Ci sono altre uscite? - No.

Allora è ancora lì dentro.

Guardi due ore dopo.

Un camion entra nel complesso dei magazzini.

Un'ora dopo ancora…

Vede?

Il camion esce, ma Giorgio no.

C'è una sola spiegazione.

- Giorgio è nel camion. - Esatto.

È entrato in bici ed è uscito in un camion?

L'hanno costretto.

Perché i facchini dovrebbero rapire il figlio di Fares?

Perché secondo me…

questi non sono facchini.

Ha una pistola.

Se è così, Giorgio è nei guai.

Signor Ismail, la signorina la cercava.

Grazie, Flavio.

Da quando conoscono la mia storia, sono tutti più gentili con me.

Sperano tutti che finisca bene.

Nessuna notizia su mio figlio, vero?

Abbiamo motivo di credere che sia stato rapito.

Mi dispiace.

Di nuovo?

L'ultima volta che l'ho visto prima del rapimento

mi aveva chiesto di giocare con lui,

ma dovevo lavorare e me ne sono andato.

A volte, più che i ragazzi, guardo i loro genitori.

Soprattutto quelli con il cellulare che forse vorrebbero stare altrove.

Non capiscono quanto sono fortunati a vedere i loro figli giocare.

Anche Giorgio, quando l'ho incontrato, stava giocando.

E ho cercato subito di parlare con lui.

Il tuo vero nome è Nadir.

Ascolta questa canzone, la cantavo per farti addormentare.

Gliela cantavo anche quando cadevano le bombe.

Sembra assurdo, ma…

la guerra è l'unica cosa democratica che hanno esportato

perché colpisce tutto e tutti

soprattutto i più indifesi, come i bambini.

Come i bambini…

e le opere d'arte.

Che c'entra con Giorgio?

Fares aiuta l'Unesco a proteggere le opere d'arte in zone di guerra.

Sì. Arrivate al punto, mia moglie mi aspetta!

Il mercato nero dell'arte vale miliardi.

L'ISIS vende le opere rubate per finanziarsi.

L'ISIS? E Fantomas, niente?

- A domani. - Domani potrebbe essere tardi!

Se Fares continua a negare l'evidenza

è perché Giorgio è in mano a gente capace di uccidere anche un bambino.

Se c'entra l'ISIS entriamo nel campo dell'Antiterrorismo.

Sapete cosa significa?

Che deve chiamare il suo amichetto Sivori.

Questo è niente. Devo avvertire mia moglie che stasera faccio tardi.

Secondo me ne sarà felice.

Ho esagerato?

Non lo provocare.

Liguori. Liguori!

Complimenti.

Per che cosa?

Sei la prima che convince Bacigalupo a fare aspettare sua moglie.

L'importante è trovare Giorgio.

Che c'è?

Ehi.

Niente, niente.

Pensavo a Giorgio.

Ora vai a casa e fatti una bella dormita.

Domani sarà una giornata dura.

A domani.

Su, su!

- Ciao, Liguori. - Ciao.

- Chi è? - Liguori.

Che vuoi?

Che facevi sotto casa di Blanca?

- Sono un uomo libero. - Certo, ma sei anche malato.

Adesso sei un medico?

- Anche se fosse? - È meglio che stai lontano da lei.

E chi la protegge? Tu?

Prendi le medicine che ti hanno prescritto?

- Sono cazzi miei. - Non ti curi.

- Fuori da casa mia. - Sei un pericolo.

Fuori da casa mia!

- Chiamo un dottore. - Chi chiami?

Vai fuori da casa mia! Non chiami nessuno!

- Che succede? - Chi cazzo sei?

♪ Tatararara ♪

Lasciami!

Lasciami!

È casa mia!

Ho indagato e ho un po' di materiale per voi.

Ha fatto presto.

Scusi.

Bacigalupo è stato bravo nello spiegarmi l'urgenza.

Ecco, appunto, non perdiamo tempo.

Il porto di Genova è al centro dell'operazione Nettuno

con Francia, Spagna, Algeria e Tunisia.

Mezzo Mediterraneo.

Abbiamo fermato 36 sospetti terroristi.

Foreign fighters che trafficano armi, valuta e droga da e verso il Nord Africa.

Ma quello che vi interessa è questo.

Un furgone partito da Genova, poi fermato in Tunisia.

Trasportava lanciamissili e armi d'assalto

destinati alla guerriglia africana, nascosti tra materiale sanitario.

Il materiale sanitario del magazzino di Fares.

È un indizio, ma non basta per accusarlo.

Invece no, qualcosa ce l'abbiamo, dottore.

Guardi. Ahmed Faisal, membro di al-Qaida

sospettato di traffico d'armi per i nigeriani di Boko Haram.

È l'uomo davanti al magazzino di Fares.

Sì.

Convochiamo subito Fares.

Che ci faceva un terrorista di al-Qaida nel suo magazzino?

Parlo solo in presenza del mio avvocato.

L'avvocato non le riporterà suo figlio.

Se non ci dice con chi tratta l'arte rubata

non troveremo mai Giorgio.

Parlo solo in presenza del mio avvocato.

Sacrifica suo figlio per la Minerva Allat originale?

Quelli non rispetteranno i patti e Giorgio morirà.

Morirà e la colpa sarà sua, soltanto sua!

Mio figlio sta bene,

non ha bisogno di essere salvato.

Se non parla, possiamo fare poco.

Chiediamo il blocco dei suoi beni, così lo teniamo sotto pressione.

Chiederò al giudice, ma non abbiamo abbastanza elementi.

Scusate, devo parlare con una persona.

Sì.

Vai, tanto se non troviamo una pista, siamo fermi.

Vado alle intercettazioni. Magari Fares si lascia sfuggire qualcosa.

Resta collegata. Se ti chiamano per Sebastiano, manda qualcun altro.

Perché dovrebbero chiamarmi?

Liguori non te l'ha detto?

Che cosa?

Ormai devo prendere appuntamento per vederti.

Sì, scusami.

È solo…

È un periodo un po' complicato.

Immagino. Pieno di impegni, giusto?

Già.

Per questo ho deciso di parlarti.

- Veronica, io… - Che cazzo hai fatto?

Blanca.

Sebastiano si è fatto quindici anni di galera da innocente

e tu lo fai rinchiudere di nuovo?

È malato e non si cura.

Allora leghiamolo a un letto! Sei proprio uno sbirro!

- Ho chiesto il TSO, è pericoloso. - Sei ossessionato!

Ha preso a pugni me e un vicino. Non avevo alternative.

Un vicino?

Perché sei andato a casa sua?

- Perché è pericoloso per te! - Chi ti ha chiesto di proteggermi?

Avevi un'alternativa. Anziché andare da lui, venivi da me.

Scusami,

tu non c'entri niente con questa cosa…

Infatti io c'entro poco con voi due.

Veronica, dove vai?

Veronica!

Dai, sbrigati!

Intanto io prendo posto, vai!

Dai, Bla'.

Che cerca, signorina?

- Salve. Sebastiano Russo. - Qui non si può entrare.

Collaboro con la polizia.

Sebastiano Russo è in TSO da ieri notte.

Prego.

Grazie.

Quando ha fatto, citofoni e le apro.

- Dai, Lucia! Manchi solo tu. - Sì, arrivo.

- Un attimo. - Tua madre arriva.

Forza, dobbiamo iniziare.

Ehi.

In quante stanze sei entrata prima di trovare la mia?

C'era un piantone qui fuori.

Posso?

Per fortuna non mi vedi, faccio schifo.

Che cosa è successo?

Ho fatto un casino.

Liguori, il vicino…

Non volevo, mi dispiace, ho reagito male.

Hai reagito male a che cosa?

Liguori ti ha provocato?

- Mi ha detto che sono un pericolo per te. - Oddio…

Ma io ti seguivo solo proteggerti.

Credimi, Blanca.

Lo so.

Chiamata da numero sconosciuto.

Ecco. Potrebbe essere Polibomber.

No, le sue chiamate vanno alla DIGOS.

Sarà Lucia dal telefono di un'amica. Sono in ritardo alla sua partita.

Ehi?

Ciao, Blanca. Ti sono mancato?

Come sai il mio numero?

Lo so perché ci tengo a te e so che significa sentirsi esclusi.

Chi te l'ha dato?

Di' a quell'imbecille che parlerò solo con te.

Tu vali più di tutti loro.

Non preoccuparti, li convinco io a farti rimettere nella squadra.

- Che vuoi fare? - Non tornare al Commissariato.

Oggi c'è tempesta.

- Che succede? - Devo andare.

- Mi dispiace. - Che succede?

Polibomber mi ha chiamata sul mio numero privato.

- Come l'ha avuto? - Non lo so, ma sta per colpire.

- Dove? - In Commissariato.

C'è una bomba!

Di qua! Andiamo!

Per fortuna non c'è nessun ferito.

Senti,

che ti ha detto quel bastardo quando ti ha chiamato?

- Le parole esatte. - Anche gli insulti?

- Non tralasciare niente. - Ok.

"Di' a quell'imbecille che parlo solo con te.

Tu vali più degli altri e ti farò rimettere in squadra."

Parole sue, giuro.

Sì?

Dal centralino. È lui.

Ferrando.

Sono io.

Lo dicevo che ti rimettevano dentro.

Nessuno prende ordini da te.

Su, capisco lo spirito di corpo

ma fino a ieri volevano farti fuori e ora tu li difendi?

Per fortuna possiamo chiacchierare per conto nostro.

A presto, Blanca.

Come ha avuto il tuo numero?

Glielo avrà dato Sebastiano?

Non me lo so spiegare. C'è una talpa.

- Qui non ci sono traditori. - No, una talpa deve esserci.

Scusate. Il signor Ismail cerca Blanca.

Arrivo.

Non ho novità e ho le mani legate se Fares non collabora.

Dica al signor Fares che sparisco, rinuncio a sapere se è mio figlio.

Voglio solo che Giorgio cresca e diventi uomo.

Facciamo così. Lo dice lei al signor Fares.

Da padre a padre.

- Se la sente? - Sì.

- Andata. Andiamo, su, su! - Adesso?

E quando? Dai.

Linneo, tu aspetti qui.

Attenta al gradino.

- Prego. - Grazie.

Scusi.

- Bello? - Bellissimo.

Se siete qui per Giorgio, vi ho detto che è in Libano,

e soprattutto che è nostro figlio.

Potete accomodarvi fuori.

Andiamo.

Lo so che sei il padre, lo so.

So anche che gli vuoi bene,

l'hai cresciuto con amore.

Gli hai insegnato il valore della bellezza.

Non ce l'ho con te.

Hai adottato mio figlio in buona fede.

Io non l'ho cercato per dieci anni per accusarvi di averlo rubato

o per dirvi che fosse mio.

Io ho cercato mio figlio per sapere se era vivo.

Sano e salvo.

È questo che conta per un genitore,

sapere che suo figlio sta bene.

Un poeta libanese diceva:

"I figli sono le frecce e noi siamo l'arco che li lancia nel mondo".

Alla fine del mio viaggio, mi riempie il cuore

non solo avere trovato mio figlio…

ma averlo visto felice, in salute,

amorevole con i suoi genitori.

Alla fine,

prendendo mio figlio, lo hai salvato. L'avete salvato.

Con voi mio figlio non ha vissuto la guerra

ha vissuto nella bellezza.

Di questo ti sono grato, signor Fares.

Ma ti prego, salva questa cosa bella.

Samuele.

Non ho nulla da aggiungere.

Andiamo.

Posso entrare?

Come vuoi.

Lo so, è scoppiata una bomba, non è colpa tua.

- Scusa. - Lo capisco.

- Ah. - Com'è andata la partita?

- Abbiamo vinto. - Dai, grande!

- Perché non me l'hai detto? - Ah! Mi fai male.

Scusa. Che è successo?

Mi sono insaccata un dito alla partita, facendo muro.

- Chi me l'ha fatto fare? - Ma è rotto?

Perché non mi hai detto niente?

Non volevo scocciarti.

Tu devi scocciarmi, ogni volta che vuoi, per qualsiasi cosa.

Dici sempre che bisogna cavarsela da soli

che devo diventare autonoma, come hai fatto tu.

Tu sei già troppo autonoma. Badi a te stessa da quando sei piccola.

Ora ci sono io.

Sfruttami, chiedimi tutto quello che vuoi.

- Usami. - Ah! Il dito!

- Scusa. - Così mi rompi le costole.

Dai, guarda che pesi!

Allora domani andiamo a fare una lastra al dito

e poi facciamo qualcosa insieme.

Che vuoi fare?

Lo so!

Arrampicata. Arrampicata!

- Guarda che so fare! - Ahia!

È tonico. Hai fatto gli squat per Liguori?

- Il dito! - Ahia!

Questo ti farà bene.

Ecco qua.

La spesa è in frigo.

Grazie, tesoro.

Rimani a cena?

È arrivato tuo figlio.

Per questa sera non hai più bisogno di me.

Tua madre ha già preso gli anticoagulanti.

L'oncologo dice che sta reagendo bene.

Veronica,

grazie per quello che fai per lei.

- Scusami per… - Non servono scuse.

Quando vengo da Livia, ti avverto prima

così evitiamo equivoci tra te e Blanca.

Sei uno stupido a farti scappare una donna come Veronica.

Non lo dico solo per quello che fa per me.

Risparmiami l'ovvietà. Era scontato che Blanca non ti piacesse.

Ti sbagli.

Mi piace e anche molto.

Perché mi somiglia.

Lo ammetto, questo non me lo aspettavo.

È così evidente.

Blanca è come me. Mai ferme.

Sempre in lotta per sentirci vive.

Non fare l'errore che ha commesso tuo padre con me.

Stai lontano da Blanca o ti porti in casa la guerra.

Mi avevano promesso la statua originale della Minerva Allat.

La signorina sa di che cosa parlo.

L'idea di salvare quella meraviglia di più di duemila anni fa…

mi ha travolto.

- In cambio le hanno chiesto soldi? - No.

Qualcosa di più utile.

La mia logistica.

Negli anni ho costruito una rete commerciale

che copre tutto il Mediterraneo.

Una rete insospettabile.

Chi poteva immaginare che dietro opere d'arte e aiuti sanitari

ci fosse un contrabbando di armi?

Infatti. È così.

Dal mio magazzino stava per partire l'ultimo carico.

Ma poi è arrivato Ismail.

Sì. Ha avvicinato mio figlio dicendogli di essere suo padre

che era stato rapito da bambino e io ho smentito tutto.

Però quel pensiero era entrato in testa a Giorgio…

come un tarlo.

Non gli avevate detto che era stato adottato?

No,

e non volevo che lo scoprisse così, da un estraneo.

Ero furioso con quell'uomo.

Quella sera sapevo che Giorgio sarebbe andato da lui.

L'ho seguito e poi li ho visti insieme.

Ho sentito che lo stava manipolando.

- Gli diceva di essere suo padre. - E l'ha colpito con una pietra.

Sì.

Poi ho accompagnato Giorgio a casa.

Era sconvolto.

A questo punto dovevo dirgli tutto.

Perché non mi avete detto che sono adottato?

- Aspettavamo che fossi più grande. - Non vi credo più. Non vi credo.

A Giorgio non bastava la verità.

No, lui voleva…

Voleva vedere con i suoi occhi.

Sapeva che i documenti più delicati sono nella cassaforte del magazzino

ed è andato lì il giorno in cui facevano l'ultimo carico di armi.

È lì che lo hanno preso.

Ora lo tengono a garanzia,

finché il carico non sarà partito.

Da dove partono di solito?

Dal porto.

Con i miei container.

Però forse questa volta no.

Non si fidano più di me,

e forse hanno cambiato modalità.

Mi hanno mandato un video per dimostrarmi che Giorgio è vivo.

È una parete metallica come tante.

Qui c'è qualcosa. I numeri.

Il codice numerico dei container delle navi cargo.

Quindi è al porto.

Ssh!

Non sono navi.

Sono treni!

Lo scalo merci.

Sta là.

Gli ultimi numeri del container sono 3382. Andate! Cercate!

"Tre tre otto due". Trovato!

È qui!

Di qua! L'hanno trovato!

L'hanno portato via.

Qui non c'è! Continuate a cercare!

Blanca, è pericoloso!

- Blanca! - Ssh!

Lo senti anche tu?

- No, che cosa? - Concentrati.

È il canto di un bambino, è in uno di questi vagoni.

È qui, Liguori!

Ferma!

Ferma!

Ferma! Ferma!

Ferma!

Ferma!

Ferma il treno! Ferma!

Ferma! Sono della polizia! Polizia!

Ferma.

Forza, forza!

Tiralo giù! Passalo.

- Come sta? - Non lo so.

Allora?

Dite qualcosa!

- Vi prego. - Oddio.

Fares si farà qualche anno di carcere.

Lo sopporterà.

Ha salvato l'opera più bella.

È arrivato Ismail. Gli parli tu?

- Ci penso io. - Tieni.

Buongiorno.

- Ismail, ciao. - Buongiorno.

È salvo…

- Grazie a Dio. - Sì.

Sono arrivati i risultati del test del DNA su Giorgio.

Non è mio figlio.

No.

Mi dispiace, il DNA non corrisponde.

È salvo e questo è l'importante.

Lei che cosa farà?

Riparto.

Un giorno anch'io troverò il mio Nadir.

Lo so, Dio mi tratterà bene.

Manderemo ovunque le segnalazioni con i dati di suo figlio.

- Vuoi fare qualcosa per me? - Qualsiasi cosa.

So che hai una figlia in affido.

Ecco, ti chiedo questo…

Abbi cura di lei.

Chissà,

magari un giorno ci rivedremo e ti farò conoscere mio figlio.

Magari!

Grazie di tutto.

Buon viaggio, Ismail.

- Dopo la lastra al dito, acquario? - L'ho visto cento volte.

- Museo del mare? Libreria? - Mamma mia, tutte cose pallose!

- Scherzo. Facciamo shopping. - Oh, yes!

Chiamata da numero sconosciuto.

- Rispondi, non mi offendo. - Grazie.

- Pronto? - Ciao, Blanca.

Ho letto dell'ultimo caso che hai risolto.

- Terrorismo internazionale, addirittura. - Nervoso?

- Tu sei il prossimo, lo sai? - No, non nervoso.

Geloso. Non mi piace che ti occupi di altri.

Perché non ci incontriamo dal vivo? Così avrai tutte le mie attenzioni.

Grazie per la proposta, ma so come attirare il tuo interesse.

Ho una sorpresa per la DIGOS.

Sarà una grande festa.

Chiama Liguori. Polibomber è qui vicino.

Che festa? Sono curiosa.

Liguori,

Polibomber è sotto casa di Blanca.

- Ti prego, corri. - Dille che sto arrivando.

- Liguori sta arrivando. - Va bene, vai a casa.

- No, ti prego. - Vai a casa.

Perché hai scelto me? Perché sono cieca?

- Mi offendi solo a pensarlo. - Nessuna offesa.

Potevi scegliere qualcuno alla tua altezza.

Non fingere di sottovalutarti.

Ho scelto te perché hai dimostrato di avere le doti per farlo.

Tu lo sai,

e sono sicuro che sei felice che io abbia scelto te.

Che succede?

Che succede?

Blanca!

Blanca, sono io! Sebastiano!

- Sebastiano? - Sì, chiama la polizia. L'ho preso.

- Hai preso Polibomber? - Sì! Ce l'ho fatta.

Ora sei al sicuro.

Sebastiano?

Sebastiano!

- Liguori. - Eccomi, Blanca!

Liguori, cerca Sebastiano, vicino al campanile.

Cerca!

Dov'è?

C'è un uomo a terra, non capisco se è vivo o morto…

No, no, no.

No!

No!

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