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♪ Nessun dorma… ♪
♪ Nessun dorma… ♪
♪ Tu pure, o Principessa ♪
♪ Nella tua fredda stanza ♪
♪ Guardi le stelle… ♪
♪ Ma il mio mistero È chiuso in me ♪
♪ Il nome mio nessun saprà ♪
♪ No, no ♪
♪ Sulla tua bocca ♪
♪ Lo dirò ♪
♪ Quando la luce ♪
♪ Splenderà ♪
A fuoco!
Aspettatemi! Ci sono anch'io!
♪ Finisce tutto troppo in fretta ♪
♪ In questa vita così lenta ♪
♪ Non sei più qui a tenermi stretta ♪
♪ Chissà il tuo cuore di chi è ♪
♪ Il tuo profumo sulle labbra È diventato amaro in bocca ♪
♪ Sento la gola già più stretta ♪
♪ E voglio solo piangere ♪
♪ Perché quel giorno hai detto "amore" ♪
♪ Mentre correvi verso il mare ♪
♪ E mi batteva forte il cuore ♪
Buongiorno!
- Questo è un colpo basso. - Ho solo preparato la colazione.
No, questi sono i tuoi pancake.
Con latte e marmellata era la tua colazione preferita.
- Vieni, dai, sono pronti. - Li amavo.
Poi, sai, te ne sei andata.
Papà non li ha mai fatti.
Mi dispiace, non volevo ferirti.
- Ci sei cascata? - Sì! Vieni, dai, siediti.
Papà ha provato a farli, ma fanno schifo.
Ci credo. Allora, guarda…
- Frutta secca, marmellata… - Ok.
- È una vita che li aspetto. - Speriamo.
- Vado. - Vai.
Mh…
Mh… Wow!
Sono ottimi, caldi, pieni di burro.
L'attentatore Polibomber è ancora a piede libero.
Le Forze dell'Ordine…
- Promettimi di stare attenta. - Non lo dico a papà, o ti uccide.
No, intendevo là fuori, con questo Polibomber.
Io sbobino registrazioni. L'unico rischio è morire di noia.
Tranquilla.
E Sebastiano come sta? È da tanto che non passa.
Non lo so. Ci siamo lasciati.
Mi dispiace. Che cosa è successo?
Diciamo che per lui il pericolo sono io.
Per caso ne volevi un pezzo?
Chiama Sebastiano.
Servizio di segreteria telefonica…
Aspetta, ci siamo quasi.
Naturalmente. Io ci lavoro notte e giorno.
- Che cosa dice ai genovesi spaventati? - Ecco.
Io dico che lo prenderemo. È una promessa a tutti i genovesi.
- Grazie. - Grazie a voi.
Niente male, eh? È vero che il video sfina.
Veramente ingrassa. Il nero sfina.
In effetti.
Se si vede dimagrito nel video, si guardi allo specchio.
- Così mi dicono. - Io vedo una consulente in ritardo.
- Così mi dicono. - Giusto.
Vado a sbobinare gli archivi?
No, le telefonate dell'attentatore. Voglio tutti su questa indagine.
- Sono il dottor Sivori… - Può essere anche il dottor Strange.
- Aspetti, abbiamo cose più urgenti. - Sì, per quello sono qui.
Come stavo dicendo, sono il dottor Sivori.
Della DIGOS.
Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali, ha presente?
Mi scusi. Prego.
Bacigalupo, non ho bisogno del suo permesso.
Il PM mi ha assegnato l'indagine su questo ASD.
ASD?
Attentatore seriale dinamitardo.
Le sarebbe utile un corso di aggiornamento.
Provvederò sicuramente.
Voglio il materiale entro stasera, in formato cartaceo e digitale.
Provvediamo, così capiamo come coordinare le indagini.
No, non ci siamo capiti. D'ora in poi ce ne occupiamo noi.
Se avessimo bisogno di qualcosa, vi facciamo sapere.
Ah, un'altra cosa.
La consulente. Come si chiama?
- Bianca Ferrando. - Sì, Blanca.
Sono io.
Ah.
Wow, bella stretta.
So che l'attentatore vuole parlare solo con lei.
Sì.
D'ora in avanti parla solo con me, è chiaro?
- Grazie. - Mi dà il suo numero?
Per girarle le chiamate dell'attentatore.
Mh?
Peccato, è antipatico. Ha una bella stretta virile, bella voce. Carino?
È arrivato quello bravo.
Poverino. Dovrà farà a meno del suo istinto.
Non dovevi sbobinare l'archivio? Vai, sbobina!
Scusi, dottore. C'è una segnalazione da un palazzo in fiamme.
- Chiama i pompieri. - C'è un morto assassinato.
- Vado. - Vengo anch'io.
No, tu vai a sbobinare.
Dottore, forse questa volta Blanca è utile.
Grazie, Carità, sono commossa.
- Prego. - Perché è utile?
Ehm…
Arianna Danili. Ha gli occhiali da vista, ma è non vedente.
- Occhiali da vista? - Sì.
La vittima è stata uccisa con uno sparo al petto.
Yuri Campana. I vicini dicono che non usciva mai.
- Però con l'incendio è uscito. - Non c'è stato un incendio.
Hanno dato fuoco a dei bidoni di metallo.
Il fumo ha fatto credere a un incendio.
- Un diversivo. - Esatto. Campana è uscito per scappare.
E l'assassino l'ha fatto fuori. Un'esecuzione.
- La ragazza cieca ha trovato il corpo. - Fammi parlare con lei.
Arianna, lei è la dottoressa Ferrando.
Ciao, sono Blanca, una consulente della polizia.
Ho già parlato con i suoi colleghi. Con me perdete tempo, sono cieca.
Che problema c'è? Sono cieca anch'io.
- Prendi per il culo? - Sarei felice di farlo.
Mi dispiace. Sono stanca, voglio solo tornare a casa.
Capisco, ma volevo sapere se hai sentito qualcosa. Qualsiasi cosa.
No, niente. Non lo conoscevo quello, stava sempre chiuso in casa.
Abbiamo finito. Può rientrare.
- Grazie. - Non sei cieca da molto?
Un anno e diciassette giorni.
Perché porti gli occhiali?
Sono cazzi miei, no?
Che caratterino.
- Testimone perfetta, muta e cieca. - Cieca non vuole dire inutile.
Arianna può aiutarci, è solo sotto shock.
La mandiamo alla Spa, così si rilassa
e può confermare che non ha visto niente perché è cieca!
Dottore, dal 2015 Campana era addetto alla manutenzione
al cimitero di Staglieno, ma da tre mesi era in aspettativa.
Chi poteva volerlo morto? Uno che è stato sepolto male?
Uno che lo conosce e ha inscenato un incendio per stanarlo.
C'è una cosa strana.
Pagava bollette del gas salatissime.
Volete vedere le mie?
Guardi.
I consumi sono eccessivi per una persona che vive sola.
Sentite i suoi colleghi.
Che cos'è questo profumo?
Magnolia e gelsomino.
E un pizzico di cannella.
È una torta.
No. Un profumo, creato su misura per me.
Eau de Veronique.
- Posso parlare con Michele, da sola? - Sì, certo.
Ah, qui e ora? Ti aspetto fuori.
Prego.
Grazie.
Devo farti firmare questi.
Documenti di liquidazione di capitale. Tua madre mi ha chiesto di portarteli.
- L'Eroica? - È solo un costo fisso.
È la barca di mio padre.
L'ultimo ricordo che ho di lui.
Capisco, ma nessuno la usa più e ha alti costi di mantenimento.
- Vuole venderla perché ci tengo. - No, c'è un acquirente.
Potrebbe essere l'ultimo che fa un'offerta.
La barca non si tocca.
Hai capito Sua Altezza? "C'è anche un po' di cannella."
Lo so, grazie!
Eau de Veronique de giraffe de parfum de Paris.
- Eccomi. - Ehi! Ciao.
Ci vediamo stasera.
- Allora, Liguori, andiamo al lavoro? - Sì.
- Dai! - Andiamo.
Hai notato quest'auto? C'era anche stamattina.
Dai, dai, dai!
- Buongiorno. - Ispettore Liguori?
Buongiorno.
Lei è la dottoressa Ferrando, la nostra consulente.
Salve.
Piacere. Tommaso Farini, responsabile del cimitero.
- Grazie per la disponibilità. - È il minimo. Come posso aiutare?
Conosceva Campana?
Chi può dire di conoscere un uomo? Soprattutto uno schivo come Yuri.
Ci ho sempre avuto poco a che fare.
Ci sono dei colleghi che lavoravano qui con lui?
Sì.
- Possiamo parlare con loro? - Certo.
Prego.
Non lo vedevo da tre mesi, da quando si è messo in aspettativa.
Come mai l'ha fatto?
Lui non l'ha detto e io non ho chiesto.
Aveva avuto problemi con qualcuno?
Non saprei, il Covid non ha aiutato.
Il Covid?
Per i cimiteri è stato un periodo terribile.
Troppi morti insieme, funerali proibiti per tenere le distanze…
I parenti non sapevano dove finisse la loro salma.
Capisco.
Molti mi chiedono come faccio a lavorare qui dentro
ma non esiste posto più felice del cimitero
perché chi sta qui non deve più morire.
- Buongiorno. - Buongiorno.
La polizia vorrebbe farvi domande su Yuri.
- Salve. - Salve.
Salve.
Simona è responsabile delle tombe di interesse storico.
Giacomo è il suo assistente. Yuri lavorava con loro. Hai finito?
- Sì. - Scusate.
- L'ultima volta che l'avete visto? - Qui al lavoro.
Prima che mi lasciasse da solo a occuparmi di sessanta tombe.
Io gli telefonavo per convincerlo a tornare, ma non ci sono riuscita.
Non usciva di casa da mesi. Sapete il motivo?
Questo lavoro è particolare.
Alcuni lo adorano, come il direttore, e altri vanno fuori di testa.
Invia messaggio vocale a Sebastiano.
Fammi sapere come stai, ti prego. Chiamami.
Problemi con il tuo fidanzato?
Non stiamo più insieme.
Come mai?
Diciamo che pensa a un'altra e quest'altra è mia sorella.
In che senso?
Non riesce a togliersi dalla testa Beatrice.
Quando mi guarda, vede lei. Sono molto preoccupata.
E tu?
- Io che cosa? - Perché sei preoccupato?
Da quando hai parlato con Veronica non dici una parola.
Mia madre vuole vendere la barca di famiglia.
È l'ultimo ricordo che ho di mio padre.
Quella donna più invecchia e più diventa stronza.
Non ha intenzione di vendere la barca.
Fa sempre l'opposto di quello che vorrei.
Gli ricorda suo padre.
Non accetterà mai.
Allora pagherà tutto in tasse di successione.
Io lo facevo per lui.
Livia, basterebbe dirgli la verità.
Che hai un tumore. Capirebbe le ragioni di questa richiesta.
Lo conosco, non servirebbe a niente.
- Lucia. - Ehi?
- Mi hanno presa! Mi hanno presa! - Ti hanno presa dove?
Il Conservatorio fa un concerto sul mare e prendono solo i migliori.
Ma che brava! Bello! Dov'è?
- Ecco, appunto. A Porto Venere. - Ah.
- Come ci arriviamo? - Non lo so.
Io penso alla musica, tu pensa al trasporto.
- Va bene? - In classe!
Devo andare.
- Siamo d'accordo? - D'accordo.
- In qualche modo faremo. - Ti voglio bene! Ciao, Linneo!
Una cosa alla volta, ok?
Ok.
Sono Blanca!
- Te l'ho detto, non posso aiutarvi. - Lasci fuori una povera cieca?
Oh…
Attenta al cane, che non stacchi lo scotch.
Lo scotch?
Ho messo del nastro adesivo a terra, così sento il percorso e non sbatto.
Hai le finestre aperte? Sei pazza?
- E le tapparelle chiuse? - Come lo sai?
- Non sento la luce. - Perché, tu senti la luce?
Il sole.
Il calore del sole sulla pelle.
Non serve solo a chi vede,
fa bene anche noi.
Il primo periodo anch'io stavo sigillata in casa.
Poi è arrivato Linneo.
Hai mai pensato a un cane guida?
Qui ho il nastro adesivo
e ho gli occhiali con il sensore che vibrano se c'è un ostacolo.
Figo! Così nessuno capirà che sei cieca.
- Prendi per il culo? - Sì.
Ok.
Puoi mettere lo scotch e gli occhiali da Ispettore Gadget
ma sappi che puoi percepire più di quanto credi.
Risparmiami il pistolotto del "non sei diversa, sei speciale".
Sono destrorsa o mancina?
Come faccio a saperlo?
Concentrati. Mi hai fatto entrare, ti sono passata accanto.
Tu eri tra me e il cane.
Lo tenevi con la sinistra, quindi sei mancina.
Visto?
No, non puoi.
Non sei diversa, sei speciale.
Ora concentrati.
Il giorno dell'omicidio.
Che cosa ricordi prima di avere trovato il corpo?
L'allarme antincendio che suonava, odore di fumo
e rumore di qualcosa che bruciava, poi gente che urlava.
Mentre aprivo la porta
ho sentito un colpo secco, come ad aria compressa.
Forse una pistola con il silenziatore.
Poi?
Passi.
Veloci? Pesanti? Lenti? Con tacco o senza?
Pensa, concentrati. È importante.
Non lo so, non me lo ricordo.
Va bene, sei stata bravissima.
- Adesso lasciami in pace, sono stanca. - Certo.
Chiama Sebastiano.
Fermiamoci qui. Quello è un palo.
So chi può aiutarci.
Io non so che fanno in quella zona del porto e non voglio saperlo.
Ti ricordo che mi devi un favore.
Dai, Vincenzino!
Voglio solo sapere chi è quell'uomo.
Non sai in che casino ti metti.
Quelli rubano la dinamite per le cave di Carrara
e la rivendono sul mercato nero. Sono criminali veri!
Ci siamo conosciuti in carcere, non in chiesa.
Lo so, ho fame anch'io! Linneo!
- Sei ancora qui? - Volevo parlarti.
Aspetta.
Fammi indovinare. Sei in partenza.
La nave della ONG è riparata e riprende il largo, ma io resto.
- Sì, brava, prendi il largo… - Resto.
- Sono stata una vita senza te… - Ho detto che resto!
Non parto.
Se ci sono anch'io, sarà più facile avere l'affido di Lucia.
Sì.
Bene. A domani, allora.
- Mamma. - Sì?
Grazie.
- Ti chiedo l'aumento. - Te lo do.
Lucia ha un concerto a Porto Venere. Ci puoi portare?
Ho la macchina rotta, ma non preoccuparti, ci penso io.
- Ciao. - Ciao.
Ah!
C'è qualcuno?
Siete della polizia?
Forse era l'assassino che cercava di rubare qualcosa.
Sei stata molto coraggiosa.
- Hai sentito qualcosa di particolare? - No.
Sai dirci dove fosse nella casa?
Ero nel corridoio.
Mi è sembrato che venisse dal fondo.
Dalla cucina.
Sì, Linneo, lo sento anch'io.
- Che cosa? - È uno strano odore.
È casa di un becchino, avrà sepolto un cadavere.
- No, non è odore di carne umana. - Era una battuta.
Ssh! Ti prego, Liguori.
- Viene da qui. Che cos'è? - È la cucina.
È il forno, ma è vuoto.
È più pulito del mio.
Spostiamola. Spostala.
- Oh, sì, viene proprio da lì. - C'è un doppiofondo qui.
- Un doppiofondo. - Che cosa c'è?
Non lo so, è pieno di oggetti.
Ecco.
C'è un cannello per il gas, un crogiolo per fondere i metalli.
Delle pinze. Tutti oggetti per fondere i metalli.
- Chi è venuto cercava questi. - Credo che l'abbia trovato.
C'è del sangue. Si è ferito.
- C'è anche un'altra cosa. - Che cosa?
Che cosa, Liguori?
- Una fede. - Una fede?
Sì, con una scritta incisa all'interno.
"Giacinta, 12 dicembre 1961".
Un tombarolo?
Dalla data di nozze abbiamo trovato la signora Giacinta.
Il marito è morto sei mesi fa ed è al cimitero di Staglieno.
Campana spendeva tanto in gas per fondere l'oro rubato ai morti.
Stronzo.
Forse l'assassino sapeva quello che faceva.
L'ha ucciso, ma non ha portato via l'oro. Arianna l'ha interrotto.
Convocate i colleghi. Sapevano quello che faceva Campana.
Adesso ci andiamo di mezzo noi per quello stronzo.
Ti hanno assunto con i punti del supermercato?
Se non hai notato che rubava l'oro dai defunti, o sei complice o scemo.
Campana si tratteneva fino a tardi. Non sappiamo se apriva le bare.
Dove eravate ieri sera?
- Al cinema con delle amiche. - Io a casa a guardare la partita.
Nessuno può confermarlo. È un problema?
Non allontanatevi da Genova.
Grazie per il vostro tempo.
Ops.
Questa come te la sei fatta?
Al cinema con le amichette?
C'era sangue dove Campana nascondeva il tesoretto.
Facciamo l'esame del DNA o vuoi collaborare?
Oh!
Abbiamo iniziato durante il Covid.
Era facile perché le bare arrivavano senza parenti.
Non siamo più riusciti a smettere.
Campana scioglieva l'oro e io lo rivendevo.
Poi lui si è chiuso in casa, non hai visto più un euro
e l'hai ucciso.
- No! - No?
Yuri era un amico. Io non gli ho fatto niente.
Anzi, ero preoccupata per lui, perché…
Qualcuno gli faceva delle minacce.
Per questo non usciva più.
Che tipo di minacce?
Ecco.
"So quello che hai fatto".
"Sei in trappola, Campana." "Non permetterò che ti salvi."
"Non puoi più scappare."
"Brucerai all'inferno."
"Devi morire, Campana."
Li trovava sotto la porta, era terrorizzato.
A ucciderlo è stato quello delle minacce.
Non c'è traccia dei biglietti.
Yuri li distruggeva, era ossessionato.
Dunque puoi confermarlo solo tu.
Credetemi, sono andata a recuperare l'oro, ma non l'ho ucciso io.
Chiedete al PM un decreto di perquisizione.
A casa sua troveremo pistola e silenziatore.
Ma perché l'incendio? Aveva le chiavi di Campana.
Altrimenti avremmo pensato subito a lei.
- E le minacce? - Se le è inventate.
Dico, le basi! Che consulente sei se devo spiegarti tutto?
Tu? Non dici niente?
In questo momento è inutile.
- Poi devo scappare. - Dove vai?
A vedere la barca di mio padre in che condizioni è.
- Vai da solo? Vuoi… - No.
Passa a prendermi Veronica.
Ah. Veronica.
Sento già il suo profumo.
Eau de Veronique.
De parfum de Paris.
È davvero molto bella.
È molto più di questo, è autentica.
Mio padre l'ha restaurata pezzo dopo pezzo.
Una volta mi ha portato con lui all'isola d'Elba.
Avevo dieci anni ed ero seduto lì accanto a lui.
Ero così felice.
Mi sembrava di attraversare l'oceano.
Mia madre non capiva le passioni di mio padre.
Le considerava dei costi, delle spese inutili.
Scusa, ma forse stavolta sei tu che non capisci.
- Che cosa dovrei capire? - Tua madre lo fa per te.
In vista della successione.
Quale successione?
È malata. Non le resta molto.
Avrei voluto saperlo da lei.
Avvocata vecchia scuola.
Mai mostrare lati scoperti.
È una stronza vecchia scuola.
Sono solo dei documenti.
Se li firmi, penso a tutto io. Non sei costretto a rivederla.
Arianna.
- Pronto? - Ho fatto un danno.
Non sapevo chi chiamare.
- Che è successo? - Vieni e basta.
Grazie.
- Errore tipico. - Attenta.
- Era un vaso di cristallo di Boemia. - Meglio.
Pezzi piccoli e poco taglienti. Aspirapolvere e poi panno bagnato.
- Si risolve tutto. - La fai facile tu.
Grazie, non avrei saputo come fare.
- Quando volevi lavare questi vestiti? - Eh…
E questo? Per chi lo indossiamo?
- Che cosa? - Attenzione ad Arianna!
È un abito da sera, corto, fino al ginocchio.
Scollato, di seta.
Lascialo stare.
Tu piuttosto, con quel poliziotto.
- Voce profonda, profumo di tabacco. - Che fai, mi rubi il lavoro?
Non ci vuole un genio per capire che c'è qualcosa tra voi.
Ci siamo baciati una volta, ma non stiamo insieme.
- Perché? - Perché è complicato.
- Però tu vorresti, vero? - Senti, carina…
Raccontami qualcosa di te, non so niente.
Come sei diventata cieca?
Non ha importanza, non ricordo molto.
Cazzate.
Passiamo la vita a ricordare l'ultima cosa che abbiamo visto.
È successo tutto una notte.
Non volevo tornare a casa dei miei.
Mi sono nascosta nella barca della mia migliore amica, Camilla.
Era il nostro rifugio segreto.
Mi sono addormentata.
Quando mi sono svegliata, la barca era in fiamme.
Mi sono buttata in acqua.
Non sapevo che anche Camilla fosse lì.
Deve essere arrivata dopo di me.
Quando mi sono risvegliata in ospedale
mi hanno detto che Camilla non ce l'aveva fatta.
E per me, neuropatia ottica ischemica.
Cieca a vita.
I primi mesi sono stati i più duri.
Però avevo un obiettivo.
Volevo andare in Svizzera in una clinica privata
per farla finita.
Ma non avevo i soldi necessari. Quindicimila euro.
Prima di tutto questo, qual era il tuo sogno?
Andare all'Università.
Volevo fare Giurisprudenza, l'avvocato.
Adesso prendo la pensione d'invalidità, mi basta così.
- Ma no. - Non ha senso farsi illusioni inutili.
Messaggio vocale da Lucia.
Scusami.
Che scassina!
Blanca, dove sei? Tra poco partiamo!
Devo andare. Ma torno.
Attenta.
Sei troppo giovane per pensare alla pensione.
Linneo!
- Ma sta russando? - Sì.
Vedo che ti interessa tanto quello che diciamo. Forza! Su!
"Sono in orario, dieci minuti." Col cavolo!
- Vai, vai! - Blanca!
Oh, eccola! Scusate il ritardo. Sono pur sempre cieca, perdonatemi.
- Allora, saliamo in macchina? - Non c'è nessuna macchina.
- Come no? - No e siamo già in ritardo, Blanca.
- Nadia c'è? - Sì, sono qui.
- Ciao. Ci pensavi tu. - L'auto sta arrivando.
Senza un trasporto sicuro Lucia non va da nessuna parte.
Salvavo gente in mare, so organizzare un trasporto sicuro!
Se organizzava meglio, ne salvava di più.
Suora…
- È nostro? - È la nostra?
Scusate il ritardo! C'era la fila all'autolavaggio.
Papà!
No, oggi non sono papà.
Oggi sono l'autista ufficiale della giovane star Lucia Ottonello.
- Ah! - Prego, signorina.
- Andiamo! - In viaggio!
- Su, su, forza! - Muovetevi!
Frigobar a sinistra.
- Un attimo! - Mi scusi!
Pronti, via! Nadia ride.
- Abbiamo recuperato il ritardo. - Hai anche lavato la macchina.
È un'occasione speciale. Per la signorina questo e altro.
Grazie, grazie, grazie.
Vi ricordate la canzone che cantavamo sempre in viaggio?
♪ Il cielo… ♪
♪ Il cielo è grande Sopra la città ♪
- No, vi prego. - ♪ E tutto abbraccia come il mare ♪
♪ Il vento caldo ci riporterà ♪
♪ Il profumo delle viole ♪
- No, more. - Le more.
♪ Se qualche nuvola ritornerà… ♪
Stonati!
Che cos'è questa puzza di bruciato?
- Io non sento niente. - Neanch'io. Perché?
Che lavoraccio!
La cinghia della ventola è andata.
No. Quindi non arriveremo mai in tempo per il concerto.
È da un mese che sentivo un rumorino.
Io l'ho fatta controllare. Ora il meccanico mi sente!
Da chi l'hai fatta controllare?
- Da coso… - Da chi, papà?
- Cesarino. - Lo sapevo.
È ancora vivo?
Cesarino è un artista e si fa pagare il giusto.
Siamo in questa situazione perché sei tirchio!
No, sono oculato.
- Chiamiamo un carro attrezzi. - Chiama Cesarino, 98 anni.
- Il tempo di sellare il cavallo e arriva. - Che ironia.
È inutile parlare con te.
- Ho la palla di vetro? - Tu non ascolti!
Ma come non ascolto? Ho fatto controllare la macchina.
- Trovavamo un'altra macchina. - Volevi una Rolls o una Bentley?
- Per risparmiare i soldini. - Ma che soldini!
Gente!
Forse non c'è bisogno di arrivare a Porto Venere.
E il concerto?
Brava!
Dai, Lucia!
Cancella tutto.
Vado e torno.
Ciao. Posso farti una domanda?
Lo prendo per un sì?
Cerco un tizio con un'auto grigia che viene spesso qui.
Puoi aiutarmi?
- Buonasera. - Perché ti interessa questo posto?
No, non mi interessa questo posto.
Cerco un tizio con un'auto grigia che viene qui.
- Allora ci controlli. - No. Diglielo, io…
Io sono un amico di Vincenzino.
Ah, è amico di Vincenzino. Allora è diverso…
Ah! No!
No! Fermo, ti prego!
No, non piangere.
Nessuno farà male a tua sorella. Te lo prometto, Bea.
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