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Ehi, va lavato il cesto, grazie.
Sei stato bravo,
ma domani torna il cuoco, non posso averne due.
Certo, erano i patti.
Però un lavoro ce l'ho.
Sì, qualsiasi cosa.
Puoi cominciare anche subito.
Ci vuoi il pesto o il sugo? Ti ho fatto un po' di spesa.
Potevi farla fare alla signora delle pulizie.
L'hai conosciuta, no? Vi siete parlati.
Mh?
Era tornata.
Sì, sapevo che era tornata.
- Volevo che te lo dicesse lei. - Non parlo di adesso.
È tornata quando è morta Bea?
Sì, era tornata.
Ti va di dirmi che cosa è successo?
- L'ho mandata via. - Hai pensato bene di non dirmi niente?
Di non farmi vedere mia madre per quindici anni?
Ho sbagliato a mandarla via,
però lei poteva chiamarti o contattarti.
- Non l'ha fatto. Perché? - Se me lo dicevi, avrei potuto scegliere.
Io avevo perso una figlia, tu la vista e lei se n'è fregata!
Quella donna non meritava una seconda possibilità.
Se lei…
Se lei fosse rimasta,
forse Beatrice non sarebbe morta.
Saremmo ancora una famiglia.
Io, te, lei e Bea.
Stronza.
Stronza.
Stronza.
Sono Nadia, se non rispondo, non posso o non voglio.
Lasciate un messaggio e forse vi richiamerò.
Mamma.
Lo spazio per i messaggi è esaurito.
Si prega di richiamare più tardi.
Nuovo messaggio da Stronza.
Sono io.
Ehi.
Ciao.
Ho visto tuo padre che andava via.
Ci hai parlato?
Allora? Com'è andata?
Non ho solo un genitore bugiardo,
sono due.
Vieni qua, vieni.
Va bene. Il lavoro com'è andato?
Bene,
ho trovato un posto.
- Dai, che bello! - Come cuoco.
- Che bello. - Con i contributi.
Che lusso!
Che dici?
Ci facciamo un giro?
Sta per piovere.
Appunto.
Dai, vieni.
No, io ci vedo benissimo, grazie.
Non è per quello, puzzi di fritto, vieni a lavarti.
- No, non ci casco. - Dai.
- Quasi. - L'ho fatto apposta. Ah ah!
Dai, vieni! Dai.
Sebastiano, vieni qui!
- Dov'è che sei? - Sono qua.
- No! - Ah!
Hai dormito qui?
Tu dove hai dormito?
Guarda qua.
- Mi prendi per il culo? - Le ha fatte Carità.
Sono casali che si trovano nella zona del Parco delle Mura.
È dove il ragazzo dice di vivere.
Se il padre fa combattere i cani, deve tenerli in un posto.
Cominciamo da qui.
Questo è il mare, forse volevi dire qui?
Io che ho detto?
Linneo.
Tu resta qui.
La polizia ha trovato il corpo di un uomo in zona Cassinelle.
La vittima si chiamava Maurizio Aldi.
Noto alla polizia per precedenti legati al mondo delle scommesse.
Il corpo era circondato da cani non registrati e in pessime condizioni.
Pensaci tu, piccola.
La polizia lavora per ricostruire i fatti.
La polizia non esclude alcuna ipotesi.
È la seconda morte sospetta in cui sono coinvolti dei cani.
Che succede ai migliori amici dell'uomo?
Cani di merda.
Sua figlia che direbbe?
Lei non è stata morsa da un cane come me.
- Sopravvissuto? - Sì, ma ero piccolo e mi sono spaventato.
Chiedevo del cane.
Per il medico legale la vittima è morta folgorata.
Come? Da un fulmine?
No, da un bastone come questo.
È elettrificato, si usa per muovere le mandrie.
A questo hanno aumentato la carica,
forse per aizzare i cani.
Finalmente un omicidio con un morto, un'arma, un assassino da prendere
e niente cani fra i piedi.
La cassaforte era aperta e vuota.
- Lì c'è il cellulare del ragazzo. - Viveva qui?
Il suo motorino è qui, non ci sono altri domicili.
- Non è stato lui. - Chi?
- So che cosa sta pensando. - Certo, come no.
Il ragazzo ha litigato con il padre, gli ha dato una scarica
ha rubato i soldi e ha tagliato la corda.
Se anche lo pensassi?
- Perché ha lasciato il cellulare qui? - Per non essere rintracciato.
- Il suo motorino? - È inutile nei boschi.
Perché non fare sparire l'arma?
Peso inutile nella fuga.
- Perché non è stato lui? - Per le gabbie.
Giovanni non le avrebbe lasciate aperte, ama i cani.
Non sono abituati a una vita randagia, lì fuori morirebbero.
La cosa certa è che è sparito. Organizza dei posti di controllo.
Non c'è bisogno. Mi date un indumento di Giovanni?
Subito.
Blanca, a quest'ora potrebbe essere lontano.
L'odore di un ragazzo… Grazie.
È più forte di quello di un uomo.
Ci proviamo. Linneo.
Brava, ci porti da Giovanni?
Su, vai.
Vai.
Libero.
Libero.
Libero.
Libero.
Giovanni, stai calmo.
Non avere paura.
Fermo, fermo lì.
- Buono. - Fermo.
Fermo.
Piano, Linneo.
- Piano. - Fermo!
Ah!
Fermo.
Ahia!
Se non rispondi, è andata come dice il commissario.
Così finisci a Marassi, in gabbia come i tuoi cani.
- Giovanni. - Dottoressa.
Eccoci qua.
Ci provi lei, perché con noi non apre bocca.
Ascoltami, ho chiamato l'avvocato, sta arrivando.
Tu devi dire che cos'è successo o noi non possiamo fare niente.
Io so che non puoi essere stato tu.
Tu sei buono.
Sei preoccupato per Libero?
- Chi è Libero? - Il pitbull grigio.
Non era con gli altri cani.
Perché gli danno questi nomi da cristiani che uno si confonde?
- Non è meglio Fido o Fuffi? - Fiocco.
Ok. Ti prometto che ritroveremo Libero, però devi dirci la verità.
Mio padre voleva ucciderlo.
Così hai usato il bastone elettrificato?
Non l'ho colpito.
Quando ha detto ai suoi uomini di portarlo nel bosco per ucciderlo
sono scappato via per fermarli.
Perché voleva ucciderlo?
Perché aveva ucciso Piazza?
No.
- Aveva perso un combattimento. - Piazza l'ha ucciso il tuo cane?
Mio padre ha detto di liberarlo nel parco.
Non aveva mai fatto così.
- Non so che cosa gli è preso. - Sono stato i ferormoni.
Che?
Una sostanza che tuo padre ha messo addosso a Marco Piazza.
Il tuo cane ha perso il controllo.
Non è colpa sua, Libero è buono.
Vi prego, aiutatemi a trovarlo.
Siamo l'esercito della salvezza dei cani?
Il padre voleva eliminare le prove dell'omicidio.
- Lui ha perso il controllo. - Lui adorava suo padre.
Il ragazzo è un animale,
a Carità ha quasi staccato una mano a morsi.
I soldi nella cassaforte che fine hanno fatto?
Li avrà spesi in crocchette.
- La madre di Giovanni? - Che cosa?
Ha tempestato di chiamate il marito.
- Lo fanno tutte le mogli. - Non lo chiamava da mesi.
Forse è coinvolta.
Troviamola e ascoltiamola.
Basta che ci siamo tolti i cani dalle palle.
- Dottore. - Sì.
- Ci sono delle persone per lei. - Chi?
Eccolo là!
Vieni qua.
Papo, non sappiamo davvero come ringraziarti.
Non dovete ringraziarmi, ho fatto solo il mio dovere, grazie.
Solo chi ama gli animali poteva prendersi a cuore
un cane accusato ingiustamente. Sei un grande.
- Papo! Papo! - Andate a casa, grazie, andate a casa.
- Ho un regalo per te. - Ah.
Ho avuto l'affidamento di Bruno.
- Bruno? - Rischiava di finire in un canile.
- Tu non lo avresti mai accettato, vero? - No? No.
- No. - Ma no.
Adesso vivrà con noi, non sei contento?
Certo.
- Il papo di Bruno. - Papo! Papo! Papo!
Papo! Papo!
Papo! Papo!
Dove vai?
- C'è un altro cane in pericolo. - Libero?
- Chissà dov'è. - Nel bosco.
- Quegli uomini erano a piedi. - Sì.
- Sarà morto. - L'ho promesso a Giovanni.
Lo abbatteranno.
- È pericoloso. - L'ho promesso.
Senti.
Io capisco se cerchi di aiutare un uomo pericoloso, ma un cane…
Sei fissato con Sebastiano. Ti do il suo numero?
Dai, chiama taxi.
- Sono ore che giriamo a vuoto. - Ssh.
Che c'è?
- Di là. - Attenta.
È di là, vai.
Allora, è lui?
Come sta?
Bene, ora lasciamolo riposare.
Un'altra ora in quel sacco e sarebbe morto,
ma credo che se la caverà.
Grazie.
Devo bere.
C'è un distributore, ti prendo dell'acqua.
No, dobbiamo festeggiare.
- Siamo in servizio. - Che noioso!
C'è poco da festeggiare, il cane sarà abbattuto.
Almeno morirà in modo dignitoso, non come un rifiuto in un sacco.
- Hai ragione, festeggiamo. - Stasera?
No. Stasera non posso, ho un impegno.
Ah, che stupida. Oggi è…
- Lunedì. - È lunedì.
- Ho un appuntamento. - Ah.
Attenta.
- Blanca. - È tutto confermato per stasera?
- Stasera? - Alle 20:30 da te, giusto?
- Da me? No, da me abbiamo… - Perfetto.
Voglio scoprire che hai in serbo per me.
- No. - Ciao, chef.
Blanca.
- Devi stare attenta, te l'ho detto. - Chi va sul sicuro si annoia.
Che faccio adesso?
Emozionata?
Anch'io, ma andrà tutto bene.
- Ben arrivata. - Addirittura lo chef ad accogliermi.
Per gli ospiti speciali, un trattamento speciale, vieni.
Qua?
- Di qua. - Ok.
- Che silenzio che c'è. - Ecco.
Grazie.
- Non servi in cucina? - No.
Il lunedì è una giornata abbastanza magra.
È molto magra.
Assurdo che lavori nel ristorante preferito di Bacigalupo.
Ecco. È meglio non dirglielo, non vorrei perdere un cliente.
Peccato, chissà che faccia farebbe se ti vedesse qui.
Appunto.
Che cosa ti porto?
Riconosco quello sguardo, ho capito, cima.
- Sì. - Che noia!
Io avevo la barca a vela ma l'ho venduta, meglio la barca a motore.
- Sì, va bene. - Ho un venti metri.
Com'è lavorare con la poliziotta cieca di cui si parla tanto?
Beh, un Commissariato è come una nave.
Se ognuno svolge al meglio il proprio dovere, si viaggia bene.
Blanca fa…
Lei è speciale.
Non è una poliziotta, è una consulente.
- Però rende migliori tutti noi. - E là là!
Non fare il cretino.
Un brindisi a Blanca e a tutte le donne che vi rendono migliori.
- A Blanca! - Ragazze.
Siete pronti per questo? La serata è lunga.
- Lo finiamo. - Non ce la fai da solo.
Lo finiamo sicuro.
Allora? Onesta, spietata.
- Piaciuta? - Non sarei qui, se non mi fidassi di te.
Era squisita.
Bene.
Desidera altro?
Sì.
Tu seduto lì.
Tanto non è venuto nessuno.
Solo perché è lunedì, gli altri giorni va molto meglio.
Meglio così, ho lo chef tutto per me.
Mano.
Allora…
- A che cosa brindiamo? - A un cane.
- È il compleanno di Linneo? - No, un altro cane.
Era ferito, disperso, stava per morire e noi lo abbiamo salvato.
Il cane di cui parlava il notiziario e che ha ucciso un uomo?
Io non vorrei rovinare il tuo entusiasmo ma tu sai che lo sopprimeranno?
Forse, ma adesso è vivo, no?
Hai un problema con le cause perse.
Eppure conosco uno che prima voleva uccidermi
e adesso vuole baciarmi.
- Mi stai dando del cane? - No.
- Che cazzo ci fai qui? - Mi scusi. Posso spiegare.
- Lo spieghi al prossimo che ti assume. - La prego.
Ne trovo quanti ne voglio di lavapiatti, fuori, via.
Non c'è niente di male a fare il lavapiatti.
Lo so.
Perché non me l'hai detto?
Sebastiano, mi spieghi, per favore?
Non volevo deluderti.
Come pensi di potermi deludere?
Tu ti sei messa tutto e tutti contro per tirarmi fuori dal carcere.
Io volevo dimostrarti che ne valeva la pena
e che mi ero ripreso la mia vita.
Volevo che tu fossi fiera di me.
Poi sono io che ho un problema con le cause perse.
Tu non puoi deludermi, io so che puoi rifarti una vita.
Sono contenta di farne parte.
Tu sei molto fico.
Scusami, avrei dovuto chiederti il permesso.
Sono abituata a cose peggiori di te.
Andiamo a casa?
Sì.
Ho solo fatto un favore a un amico, non è colpa mia.
- Buongiorno. - Ehi.
Già al lavoro?
Mh.
È andata bene la serata ieri?
Mh.
Ma dai!
Avete fatto tutte queste cose?
Un collega come si deve chiederebbe com'è andata la mia serata.
Molto bene, grazie.
Sta arrivando la madre di Giovanni.
Vogliamo capire se lui è innocente,
o ieri ti sei divertita troppo con il cuoco psicopatico?
Troppo.
Che cos'è? È proibito fare un salto al mare con un amico?
No. Ma farlo mentre suo figlio è accusato di avere ucciso il padre è un po' strano.
Beh…
- Mi state chiedendo se l'ho ucciso io? - No.
Le chiedo perché non l'ha fatto prima.
Suo marito la picchiava, non le ha mai dato i soldi degli alimenti.
Se confessa, rischia che il giudice le dia una medaglia.
Tra attenuanti e sconti di pena non andrà in carcere.
Si tolga questo peso, confessi e salvi suo figlio dal carcere.
Io non ho fatto niente.
Lei non sentiva suo marito da mesi
e negli ultimi due giorni lo chiama e gli manda messaggi.
"Dobbiamo vederci, rispondi o vado alla polizia."
Lui ha accettato di vederla.
Lei aveva capito tutto sull'omicidio e voleva salvare suo figlio.
- Ma la discussione è finita male. - Ci siamo visti.
Non abbiamo litigato.
Avevo capito che aveva usato nostro figlio e uno dei suoi cani per uccidere Piazza.
Volevo la mia parte per stare zitta, tutto qua.
Lui mi ha dato ciò che aveva in cassaforte.
- Che stronza. - Cioè?
Si è venduta suo figlio?
Da bambino mi dava solo problemi.
Da grande, quando poteva ripagarmi un po' dei miei sacrifici…
voleva stare solo con suo padre.
Avevo diritto anch'io a una ricompensa.
Scusate.
È arrivata la conferma dell'albergo in cui soggiornava la signora.
Al momento dell'omicidio lei era in camera.
Posso andare?
Com'è che si dice? Di mamma ce n'è una sola.
Meno male.
Ehi.
Che bello risentire la tua voce.
Che faccio? Ti canto una canzone?
Mi basta che ti siedi vicino a me.
Come stai?
Una favola.
Le suore sono un amore, la mensa è una delizia.
I ragazzi, che te lo dico a fare, sono fighi da paura.
Tuo papà si è fatto sentire?
Un continuo, ma io non rispondo. Ci sto troppo bene qua.
Indovina chi si è rifatto vivo.
L'ex di Liguori?
Tu segui troppo le mie avventure romantiche.
Non sono romantiche, sono comiche.
Sì, però questa cosa non fa ridere.
- Hai presente Elena? - Con lei sì che stavo bene.
È mia madre.
Se n'è andata quando avevo cinque anni.
Non l'ho più rivista.
Neanche quando è morta Bea e io ho perso la vista.
Perché è tornata? Ha bisogno di soldi?
- Un trapianto di rene? - Non lo so. Dice che…
Così, per riallacciare i rapporti.
Abbandona una ragazzina e poi si ripresenta solo per fare l'amica.
Che stronza.
Aspetta, chi è che mi ricorda?
Senti, carina. Non sono tua madre e non ti ho abbandonato per venti anni.
Sei giovane, puoi ancora peggiorare.
- Ora che fai con Elena? - Si chiama Nadia.
Boh, niente, l'ho cacciata.
- Ah. - Che cosa?
Niente.
Pensavo che cosa farei se fossi in te.
Anche mia madre era un casino, la odiavo,
ma se tornasse ora e mi chiedesse di ricominciare…
Non lo so.
Forse io accetterei.
Intervallo finito.
- Ci si vede. - Lo pensi anche di me?
- Ho la vita incasinata e mi odi? - Blanca, dicevo davvero prima.
Qui io sto bene, non ti devi preoccupare per me.
- Mh? - Mh.
- Se rivedi Elena, salutamela. - Si chiama Nadia.
Chiamala come vuoi, è tua mamma.
Ultimo messaggio Stronza.
Ultimo vocale Stronza, 21 settembre.
Vuoi ascoltarlo?
Tu che dici?
Dare consigli è fuori dalle mie competenze.
- Non sto parlando con te. - Scusa.
Riascolta.
Blanca, ciao, capisco la tua rabbia.
Non cerco scuse, voglio dirti che sei una donna straordinaria.
Non scoraggiarti mai, anche nei momenti difficili.
Quando ti sembra di non avere nessuna possibilità
ricordati sempre che la differenza la fai tu.
Ricordati sempre che la differenza la fai tu.
Blanca, sei tu?
Vorrei riparlare con te.
Domani.
Va bene.
Ti mando la mia posizione, voglio farti scoprire una cosa.
- A domani. - A domani.
Che vogliono? Sempre carte da firmare.
Commissariato San Teodoro.
Mamma, non mi piacciono le lenticchie.
Va bene, devo andare, ciao.
- Blanca. - Sì, dimmi.
- C'è un pacco per te. - Grazie. Vai a cuccia.
Di' la verità, ci sei rimasta male che avevo ragione io sul caso.
Allunghi le mani.
È uno di quei giochi per ciechi?
- Ora sono una scrivania. - Non aiuta una collega disabile?
Tu non sei una collega.
- Che cos'è? - Non lo so.
Che cosa c'è scritto?
"Boom".
Che c'entra Polibomber? Antonio Parodi è in carcere.
Questo viene da un mitomane che si diverte a giocare all'attentatore.
Sì, ma perché inviarlo a me?
Perché sei una donna.
È più facile farvi impressione.
Lei voleva dire che nessuno sa che l'attentatore parlava solo con lei.
Grazie.
Tutti sanno che lei è una consulente speciale.
Dottore, lei mi fa impressione.
Sarà perché sono donna?
- Scusate. - Vieni.
La Scientifica ha analizzato l'arma.
- Ci sono le impronte del ragazzo? - Sì, anche di altri.
Posso?
- Le altre di chi sono? - Del padre e di sconosciuti.
Forse gli aiutanti di Maurizio.
Non sappiamo chi l'ha preso per ultimo.
Basta che ci siano le impronte del sospettato.
No.
Aspettate.
C'è il morso di un cane.
Strano, su un bastone per cani.
Strano per un allevatore esperto.
A meno che non lo abbia usato uno che non è esperto.
Uno che non sapeva come usarlo.
Un cane l'ha sorpreso, un altro lo ha aggredito.
Non ho capito niente.
Forse ho capito chi è stato l'ultimo a impugnare il bastone.
Posso?
- Scusate il ritardo. - Prego, si figuri, nessun problema.
Venga, si accomodi pure.
Si segga qui.
Prego.
Come va la ferita alla gamba?
Che ferita?
La prima volta che sei venuta qui avevi un passo regolare e una gonna.
Dopo che è morto Maurizio, avevi un passo claudicante.
Indossavi un paio di pantaloni.
Come oggi.
Nascondi una ferita alla gamba, vero?
Mi sono tagliata facendo giardinaggio.
Oh, giardinaggio.
Se guardiamo la tua ferita, vediamo che è il morso di un cane.
Hai ucciso Maurizio,
hai aperto le gabbie per simulare un furto ma i cani ti hanno aggredito.
Hanno morso il bastone e la tua gamba.
Assurdo.
C'è il referto del Pronto Soccorso dove ti hanno medicato di notte.
Strano orario per il giardinaggio.
E poco prima la tua targa è stata registrata in uscita da Genova
verso i boschi di Cassinelle.
Strano posto per il giardinaggio.
Perché non dovrei?
I ragazzini sono come i cani, più li maltratti, più sono fedeli.
Buoni.
Arrivo.
Giovanni merita qualcosa di più. Lui deve studiare e farsi una vita.
Io volevo solo dirgli di non usare più suo figlio come…
Come un animale.
Fatti tu la tua vita.
Potevi fare dei figli e non stare dietro a quelli degli altri.
Non hai trovato nessuno che facesse 'sto sacrificio?
Sei ancora qui?
Ah!
Sapete quanti minori io vedo rovinati dai genitori?
Tutti dicono: "Poverini, non potete levagli i figli".
Io devo abbandonarli a padri come quello.
Io so che non saranno mai liberi.
Non saranno mai davvero amati.
Scusate, stavolta non ce l'ho fatta.
Mi dispiace.
Almeno Giovanni avrà la sua vita.
Mi dispiace.
Mi dispiace.
Allora, ti spiego.
Lì c'è l'Acquario.
Lì sotto il Porto Antico, Piazza dei Ferrari.
Dietro di noi c'è il Matitone.
Ah-ah, qui la Lanterna.
Il sole.
Questo è tutto quello che ti dovevo, non farti più vedere, vai.
Vai, vai.
- Mi dispiace, la cucina è chiusa. - Ah, lo chef è qui però.
Non lavora più per me.
I pansotti dell'altro giorno chi me li fa?
I pansotti chi glieli fa?
Se è così, devo dire ai ragazzi di andare altrove, è un peccato.
Mi piaceva qui.
Quindi…
Quindi?
Contratto a tempo indeterminato così su due piedi.
Dimmi come l'hai convinto.
- Bacigalupo? - Eh.
Mi è bastata una parola, pansotti.
Allora, grazie.
Scusa.
Toglimi una curiosità.
Come sapevi che quella volta li avevo cucinati io?
Conosco il tuo profumo.
Cioè, il profumo dei tuoi pansotti.
Beh, con un contratto così, un appartamento lo trovo subito.
- Subito subito? - Dovrai sopportarmi ancora pochi giorni.
Notti comprese?
Poche notti.
Poche?
Vediamo di non sprecarle.
Bea?
Sebastiano?
Tutto bene?
Sebastiano.
- Sebastiano, tutto bene? - Sì, ho fatto un sogno.
Liguori.
- Liguori. - Questo è un incubo.
Dimmi.
Arrivo.
Eccola.
Mi aspetta due minuti? Tranquillo, non morde.
Blanca, siamo qui.
- Ciao. - Ciao, Giovanni.
Glielo dici anche tu che è una follia?
Giovanni, è una follia, quindi falla bene e fino in fondo.
Capisci che vivrà da solo nei boschi?
Pensa a me che devo stare chiusa tutto il giorno in ufficio con te.
Dove andrai?
Prima sulle nostre montagne.
Poi ho un sogno, vedere i Pirenei.
Che bello! Guardali anche per me.
Grazie.
- Hai portato i croccantini? - I croccantini?
Vieni, vieni.
Libero.
- Ciao. - Piano.
Ciao.
Ciao, bello. Ciao, Libero.
- Voi non avete visto niente. - Io no.
- Come ha fatto a liberare il cane? - Quale cane?
- Io non so come ringraziarvi. - Non fare più casini, ecco come.
Ciao, Giovanni.
Ciao.
Procedere per altri venti metri.
Destinazione raggiunta.
- Interrompi navigazione. - Forte quel coso.
- Che cosa volevi farmi scoprire? - Casa mia.
È ormeggiata qui per riparazioni, non so quando si ripartirà.
- Hai salvato molti migranti? - Meno di quelli che avevano bisogno.
Non cerco scuse, è solo per farti capire perché me ne sono andata.
Sì, capisco.
Ho sbagliato,
ma io e tuo padre non andavamo d'accordo. Eravamo in crisi.
Io soffocavo a rimanere in quella casa.
Mi sentivo inutile per te, per Bea, inutile anche per tuo padre.
Avevo bisogno di sentirmi utile per qualcuno.
So che mi capisci.
- Tu sei come me. - Non credo proprio.
Perché una ragazza non vedente sceglie di lavorare in polizia?
Per aiutare chi rischia di andare a fondo, come Lucia.
Sei come me, Blanca.
- Non vuoi che ti accompagni a casa? - Ho il cellulare, grazie.
- Tu che fai ora? - I lavori sulla nave non sono finiti.
Poi seguiremo le indicazioni della nostra ONG.
Senti…
Senti, a proposito di persone che vanno a fondo.
C'è una ragazza che parla con il suo cane, è una tipa strana.
- Cucina di merda, sbaglia il bucato. - Ho presente il tipo.
Vuole chiedere l'affido di una ragazzina.
- Una pazza vera. - Sì.
Niente, stavo pensando a te, se ti va.
Capisco.
C'è sempre qualcuno per cui essere utile, ma non sono io.
Sai perché sono tornata? Mi sono ricordata un momento difficile.
Quando ho perso la vista e lì tu hai fatto la differenza.
Pensavo che potessi farla anche adesso, ma mi sbaglio.
- Andiamo, dai, Linneo. - Ok, parlerò con la mia ONG.
Chiedo quanto posso rimanere, ma non ti prometto nulla.
- Neanche io. - Neanche tu, che cosa?
Non ti prometto niente.
Trova Stronza,
cambia nome.
Mamma.
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