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Tutto ebbe inizio all'alba.
I soldati americani dovevano distruggere le postazioni nemiche.
Entrarono nel villaggio al levar del sole.
Quello che fecero in quel luogo, sconvolse il mondo.
Il governo, sensibile all'opinione mondiale,
mise sotto processo il comandante e lo condannò.
La giustizia, benché cieca, fu servita.
La coscienza della società indignata fu temporaneamente acquietata.
Tutto il Paese era colpevole, non si può condannare un solo individuo.
Non si può carcerare tutto il Paese, occorreva un capro espiatorio.
Lui ha avuto la sfortuna di essere preso.
Credo che la fortuna non c'entri.
Chi l'ha mandato lì? Chi gli ha dato il mitra?
Ha ammazzato donne e bambini,
ma quante nostre bombe hanno fatto altrettanto?
Quante case hanno distrutto? E chi è in galera per questo?
Che devo dirti? Il sistema non è perfetto.
La gente vuole solo manifestare il disgusto per queste cose.
- Secondo me è anche giusto. - Lo so, non dico che sia ingiusto.
Però se punisci i crimini di guerra,
non puoi permettere che un solo individuo si prenda tutta la colpa.
- Dove vai adesso? - Mi vedo con mio fratello.
- Io vado di qua. - Va bene, ci vediamo.
...mi ritrovai per una selva oscura...
Bella serata, vero?
Guardami e dimmi di andare via.
Non tanto per dire. Ordinamelo.
Ti prego.
Ti prego.
Credi che questo basti?
Per favore.
Collaborazionista.
Vuoi sapere che ti succederà? Aspetta e vedrai.
Va bene, chiederemo una descrizione a chi pattuglia quel settore.
Se dovesse incontrarla di nuovo, chiami il 911.
Se la fermiamo noi, dovrà venire alla Centrale per un confronto.
D'accordo.
Le è andata bene, poteva anche scannarla.
Un aspetto del determinismo si manifesta nel fatto
che i non salvati non sono consapevoli del peccato.
Non hanno rimorsi perché non riconoscono l'esistenza del male.
Questo perché sono tutti predestinati all'inferno
e non raggiungono mai la luce della metanoia o conversione.
Questa è un'opera della grazia che tocca solo ai credenti.
Considerando l'aspetto salvifico
che sta nell'affrontare la colpa, la sofferenza è un bene.
Dovremmo tutti sentire la colpa e la sofferenza
per poter cercare il perdono e la libertà.
Il senso di colpa ci dice solo che Dio disegna il nostro destino
ed è da stupidi rifiutarsi di riconoscerlo.
Prendete il libro di testo e andate a pagina 36...
Kathrine!
Se ora andate alla pagina 36...
Ciao, Kathy. Sono il tuo medico curante, come ti senti?
Gli esami fatti finora non indicano niente di grave.
Le ferite non mostrano alcun segno di infezione.
Il virus dell'AlDS non si manifesta subito,
nel caso sia curiosa di saperlo.
La tua condizione è dovuta a un'anemia cronica di cui soffri,
che è stata acuita da questo evento traumatico.
Starai qui qualche giorno. Faremo una cura di vitamine e ferro.
Tornerai a casa tra pochi giorni. Ci sono domande?
Se hai bisogno di qualcosa, basta che suoni il campanello.
- Dove sei stata? - In infermeria, non stavo bene.
Si vede, hai l'aria stanca.
Ti hanno dato delle medicine?
La medicina non è che una metafora dell'onnipotenza.
- Mi hanno dato gli antibiotici. - Li prendi?
Sì, certo.
Perché mi guardi?
Scusa, non volevo.
- Ti senti bene? - Sì.
Hai letto i temi di Cassidy per i seminari?
Sì, tu li hai letti?
Che bugiardi! Gli venga un cancro!
Voglio vedere cosa diranno del libero arbitrio.
Come fai a leggere quella roba mentre mangi?
Che hai oggi?
Ti sei mai chiesta se valga la pena fare una tesi su questi idioti?
Se vuoi arrivare al dottorato, non ci sono altre opzioni.
- Hai visto la mostra? - No.
- Ci vuoi andare? - Sì, magari dopo la lezione.
Questo è ciò che hanno fatto i tedeschi ed è inutile negarlo.
Lo hanno fatto deliberatamente e vigliaccamente
i dottori, gli scrittori, gli avvocati, i musicisti
e i professionisti di ogni genere.
Adesso conosco chiaramente una metà della verità.
Vale a dire una metà in più di quella che loro riconoscono.
Il vecchio adagio di Santayana,
secondo cui coloro che non imparano dalla Storia
sono condannati a riviverla, è una menzogna. La Storia non esiste.
Tutto ciò che siamo è eternamente con noi.
La domanda è: Cosa potrà salvarci dalla nostra folle propensione
a propagare il male in cerchi sempre più ampi?
"L'essere il nulla." Sartre.
"L'essere il tempo,
idee, la malattia mortale", Kierkegaard.
"La volontà di potenza", Nietzsche.
Entro la prossima settimana finite le prime 128 pagine di Sartre.
Ci sono domande? Potete andare.
So che non sei stata bene, ora va meglio?
Sì, grazie.
- Ci vediamo alle 7? - Sì.
Porta quello che sei riuscita a fare.
- Magari mangiamo insieme. - Va bene.
- Sicura di farcela? - Certo.
Quello che faccio non cambia niente. Che succhi sangue o no.
È la violenza della mia volontà contro la loro.
Qualcosa non va? Non hai aperto bocca tutta la sera.
Nel silenzio ci sono due aspetti.
Uno secondo Sartre, l'altro secondo Max Picard.
- Indovini perché taccio. - È un quiz?
Ho detto qualcosa che ti ha urtata?
- Lei è un egotista, professore. - È vero, ma che hai?
Si è fatto tardi, dovremo anche lavorare.
Certe cose sono più importanti di altre.
E poi lei non è quello che rigetta la filosofia speculativa?
Io comincio ad accettare la mia esistenza.
Ad applicare a me stessa quello che ho appreso.
Per chiacchierare della tesi c'è tempo.
È triste questa musica, vero?
Mi fa venire la depressione.
Andiamo via.
Senti, ora è meglio che vada.
Non credo. La prego, entri un attimo, venga.
- Non è stata una gran serata. - Andiamo.
- Allora, vuoi bere qualcosa? - Che hai?
Tutto quello che vuoi.
Aspetta un momento. Ho una cosa per te.
La dipendenza è una cosa meravigliosa.
Per l'anima è meglio di qualsiasi concetto intellettuale.
Dai, viziami.
Dammi il braccio.
Lascia perdere. Quella è una troia, sono tutte troie.
Stasera mi farei anche una troia.
Come va? Dove stai andando?
- Come ti chiami? - "Il Moro", lo vedi anche tu.
Sei su di giri?
- Ripasso a trovarti, ciao. - Mi trovi sempre qui.
C'è fetore qui dentro, peggio che in un ossario, questo è un cimitero.
File di fatiscenti pietre tombali, viscidi e offensivi epitaffi,
e tutti siamo attratti qui come mosche.
- Come sta andando? - Un vero disastro.
Anche a me.
- La tua materia? - Antropologia.
- Ti piace? - Non esiste altro.
"L'uomo è la misura di tutte le cose".
Protagora.
Giusto?
Che cosa studi?
Il balsamo di ogni avversità, filosofia.
- Non ti fanno paura queste strade? - Sì, ma abbiamo altra scelta?
O così, o un college nel South-Dakota.
Oppure niente, anche quella è una scelta.
Però non sarei felice. A me piace qui.
- Stai in dormitorio? - Sì, tu?
Ho un mio appartamento, vuoi venire da me?
Tanto vado avanti fino a domattina, ci facciamo del caffè.
- Vuoi parlare ancora di Fahlbeck? - Certo, vengo da te.
Che cosa ti eri messa in testa?
Perché non mi hai mandata via?
Perché non mi hai mandata al diavolo, ma volendolo veramente?
Avevo paura che mi facessi del male.
- Più di quello che ti ho fatto? - Non so che mi hai fatto.
Non so che diavolo sia questa cosa.
Mi verrà una malattia?
Non peggiore di quella che avevi prima.
Che vuol dire?
Come fai a essere così disinvolta? Guarda che mi hai fatto!
Come hai potuto farlo? Non te ne frega niente?
È stata una tua decisione.
Il tuo amico Fahlbeck ha scritto:
"Tutti gli uomini che contano le stelle,
equivalgono in tutto a Dio". La mia indifferenza è conseguente.
È il tuo stupore che va studiato.
Ti ho chiamata tutta la sera, dov'eri?
In biblioteca.
Dovresti rallentare, ti sei vista allo specchio recentemente?
Non sono mai stata meglio in vita mia.
Comincio a pensare che dovrei preoccuparmi.
Merda! Cazzo!
- Ti senti bene? - Sì.
Mi è venuto in mente che ho lasciato una cosa di sopra.
Ti saluto, adesso. Ci sentiamo.
- Se vuoi, ti aspetto qui. - Non preoccuparti.
- Ci vorrà un po' di tempo. - Va bene.
Vado fuori, ciao.
Sei quella dell'altra sera.
Ti voglio portare in un posto. Vieni, andiamo.
- Il dovere mi chiama! - Non farti spompare troppo.
Che cazzo fai? Perché m i tieni la mano così?
Perché non mi dici di lasciarti in pace?
Vaffanculo!
Dimmi di andarmene e di lasciarti in pace.
Dimmelo!
- Chi è? - Una consegna.
La signorina Conklin?
Grazie.
Vieni, ti devo parlare.
Nemmeno un grazie dei fiori?
- Andiamo fuori, devo parlarti. - D'accordo.
Ho conosciuto un veterinario, ho passato con lui un paio di notti.
Ti sei messa a fumare?
Sai che fa tutto il giorno? Scanna gli animali.
Lavora al mattatoio, sta nel sangue fino alle caviglie.
Mi ha detto che una carriera dopo 4 anni di studi universitari
non vale quello che gli hanno insegnato in Asia.
Di notte gira con il suo furgone, raccoglie gli autostoppisti
e li porta dove vogliono.
Tra poco dovrai discutere la tesi. Non vai alle lezioni,
non studi e non fai i colloqui. Che cosa combini?
I filosofi hanno sempre un predecessore
per sviluppare un sistema filosofico.
La stessa cosa vale per noi, però non funziona più.
Il nostro predecessore non ha nomi.
Predecessore in cosa? Non capisco di che parli.
La colpa non si lava col tempo, è eterna.
Davvero?
Negli ultimi giorni ho imparato che l'appetito è insaziabile.
Non puoi negarlo. Dimmi almeno che questo l'hai capito.
Vuoi una scusa per il relativismo etico?
No, dimostrami che il male non esiste. Poi, puoi anche andartene.
Posso anche andarmene?
Secondo te perché ho dovuto coprire gli specchi a casa?
Che cosa non voglio vedere della mia faccia?
- Kathy, cominci a farmi paura. - Gli occhi!
Prima o poi fanno tutti la stessa cosa.
Se vuoi un consiglio, ricoverati in infermeria.
Credi che l'inferno abbia chiuso bottega?
Credi che quello che hai fatto non circoli nello spazio
e credi di essere stata perdonata per le bugie che hai detto?
O per essere stata con uomini sposati
o per aver pagato tasse che hanno finanziato l'lmperialismo?
Vieni in bagno con me.
Voglio farti vedere una cosa. Vieni, di che hai paura?
Vuoi vedere una cosa?
Sto marcendo dentro.
Però non sto morendo. Potrei andare avanti così in eterno.
Tutti dobbiamo pagare il debito.
Per nascondere le pecche si fa la chirurgia plastica.
Ma non si taglia dove il male ha origine.
Non so più con chi sto parlando.
Kathy, devi farti curare.
È così avvilente questa ottusità, specie in una dottoranda.
Dovresti aver capito.
Capito cosa? Parli come una pazza scatenata.
Certo, in gente come me si vede subito. Il cancro diventa palese.
Ma tu ne sei colpita quanto me, cosa credi?
In te c'è la stessa dipendenza, è nella natura dell'organismo.
- È di questo che stai parlando? - Certo, di questo.
Ora guardami in faccia e dimmi di andare.
Guarda il peccato in faccia e digli di andarsene.
- Ti prego. - È così che ci si riduce.
- Guardami e mandami via. - Così mi fai male.
- Ancora non ho cominciato. - Che vuoi da me?
Guardami in faccia e dimmi di andare, ma con fermezza.
Dillo in modo autorevole, dillo con convinzione!
Lasciami!
Dopo stasera, non vorrai più guardarti.
Ti prego, smettila. Ti prego, lasciami.
Perché non mi dici di lasciarti andare? Con convinzione.
Che c'è?
Vuoi andare in un posto scuro?
Ti puzza il fiato di merda, lo sai?
Sai da quanto mi astengo? Da 40 anni.
L'ultima volta che ci ho dato dentro me ne sono fatti 20 in una notte.
Cadono come mosche quando hai fame, vero?
Non riesci mai a saziarti, eh? Però si impara a controllarsi.
Come fanno i tibetani. Loro vivono quasi con niente.
Tieni.
Allora, che hai combinato?
Che hai dentro? Il sangue di qualche ragazzino?
La prima è la più dura, vero? Superata quella, sono tutte uguali.
Siamo arrivati.
Tutto il mondo è un cimitero e noi gli uccelli che beccano le ossa.
Siamo quelli che dicono ai moribondi che l'ora è suonata.
Ecco, siediti.
Credi che Nietzsche capisse qualcosa?
L'umanità si è sforzata di vivere al di là del bene e del male.
E sai cosa ha trovato? Me.
- Vuoi un tè? - No.
- Magari più tardi. - Come fai a bere il tè?
- Molta gente beve il tè. - Non quelli come noi.
Io non sono come te, tu non sei niente. Non dimenticare questa cosa.
Tu non sei una persona, non sei niente.
Hai mai letto "Il pasto nudo"?
Burroughs descrive perfettamente che significa stare in astinenza.
Chi sei?
Mi chiamo Paine.
- Che vuoi da me? - No, che cosa vuoi tu da me!
Mi hai seguito, mi hai preso la mano e volevi portarmi in un vicolo.
Non è andata così? Credi di capire, ma non capisci niente!
Ti faccio vedere io che cosa sei.
Ti insegno io cos'è la fame.
Hai trovato difficile la prima volta?
Rilassati, c'è tempo prima che spunti il sole.
Non riesci a mangiare e a dormire.
Non riesci a uscire di giorno e soddisfare l'impulso.
Sei schiava di quello che sei. Non sei niente.
Io defeco, tu da quanto non lo fai?
Io sono quasi umano. Mangio, dormo, ho un lavoro
e ho imparato a stare a dieta. Tu credi di sapere quello che sei.
Bisogna sapersi mescolare, non ostentare la propria diversità.
Conta la qualità dell'esistenza.
Il mio vizio è controllato dalla mia volontà.
All'inizio la mia volontà è stata influenzata dal mio vizio.
Ma ora è abbastanza forte da dettare le condizioni
per soddisfare le mie necessità.
Lo trovi troppo astratto?
Il buono che è in te lo userò per il mio sostentamento.
Mentre tu avrai la sensazione di non nutrirti da settimane.
I demoni soffrono nell'inferno.
Ciò che è morto non si uccide.
L'eternità è lunga, cerca di abituarti.
Ti prego, aiutami.
Di che ti preoccupi? Non puoi morire.
Il dolore è una cosa che tutti conosciamo,
ma per capirlo occorre essere speciali.
Davvero speciali.
- Aiutami. - Io non sono speciale, purtroppo.
Che cosa mi succederà?
Leggiti i libri: Sartre, Bekett.
Di cosa credi che parlino? Credi che siano fiction?
"Ho sentito il vento delle ali della follia". Baudelaire.
- Tornerò tardi. - E io che cosa...
Sii sincera. Un attimo fa non volevi farla finita.
Cercavi solo di capire se ti avrei lasciato qualcosa per una dose.
Per favore, aiuto.
Aiutatemi.
Signorina, si sente bene?
Che cos'ha? Venga, le do una mano.
Venga, l'aiuto io. Ci penso io.
C'è l'ospedale qui vicino.
Ho capito cosa c'è dietro tutto questo. Cosa l'ha reso possibile.
Capisco la mostruosità che c'è dentro di noi.
La nostra droga è il male.
La nostra propensione al male risiede nella nostra debolezza.
Kierkegaard aveva ragione: "C'è un terribile precipizio davanti a noi".
Però sbagliava riguardo al salto.
C'è differenza tra saltare ed essere spinti.
Ci si ritrova a fare i conti con i propri bisogni.
L'incapacità di gestire la situazione crea ansia.
Non è "cogito ergo sum",
bensì "dedito ergo sum". Pecco ergo sum.
E l'intrusione dei valori nel suo compendio?
La filosofia è propaganda.
Ha il tentativo di influenzare l'oggetto
e di cambiare la visione delle cose. Il vero interrogativo è:
Che impatto può avere la filosofia sugli altri ego?
Trascendenti o no.
È una questione che lei affronta nella tesi?
Noi eliminiamo il verbo e il significato.
Il predicato definisce il ruolo del sostantivo nell'essere.
Ecco perché nella mia analisi
insisto sul palese didatticismo nelle opere del filosofo.
È un elemento che rinnega la sua trascendenza e indipendenza.
E il risultato?
L'essenza viene rivelata dalla prassi.
Le parole del filosofo, le sue idee e le sue azioni
non si possono scindere dai suoi valori e dai suoi intendimenti.
In fondo si tratta di questo, non credete?
Il nostro impatto è sugli altri ego.
Rettore.
Congratulazioni, dottore. Tanti auguri.
Vorrei invitarla insieme a tutti i professori e agli amici
a una festa che do dopo la cerimonia.
Ne sono onorato. Verrò senz'altro, ci conti.
- Mi raccomando. - Grazie.
- Stasera, d'accordo? - D'accordo.
Allora ci vediamo.
La dipendenza ha una duplice natura.
Da un lato soddisfa lo stimolo che scaturisce dal male,
ma dall'altro ottunde la percezione.
Così viene meno la coscienza del nostro stato.
Si deve però ottundere la coscienza di essere alcolisti.
L'esistenza diventa ricerca di sollievo dal vizio.
E il vizio è l'unico sollievo che possiamo trovare.
Buonasera, come va?
Sentito la buona novella? Dio ti ama.
Ascolta la Parola di Dio.
Danno pasti gratis sulla 35a. Qui trovi l'indirizzo.
- Dio ti ama. - Per favore, vieni dentro.
- No, grazie, non posso. - Ti prego, vieni.
Ti ringrazio dell'offerta. Magari un'altra volta. Dio ti benedica.
Ascolta la Parola di Dio, la buona novella.
Dio ti ama, fratello.
Maledizione! Perché?
Cazzo! Perché non dovrei? No, non lo farò!
Non mi voglio sottomettere! Non voglio!
- Hai visto Kathy? - Non la vedo da ore.
D'accordo.
Portami una donna della mia taglia. Sbrigati!
Voglio farti vedere una cosa, vieni un attimo.
- Sì, certo. - Ti ringrazio.
Vorrei ringraziarvi per essere venuti stasera,
a festeggiare con me il conferimento del mio dottorato.
Vorrei anche esprimere un sincero senso di gratitudine
alla Facoltà e a tutta la scuola.
Adesso vorrei condividere con voi quello che ho imparato
in tanti e duri anni di studio.
Qualcuno chiami il 911!
Adesso cerchi di riposare, andrà tutto bene.
Vi prego, fatemi morire.
No, nessuno la farà morire.
Fate smettere la bambina. C'è bisogno di silenzio.
- Luce. - Cosa?
Le veneziane.
Vuole che le apra? È sicura?
Il settimo cerchio, vero?
Dante lo ha descritto perfettamente.
"Alberi sanguinanti in attesa del Giorno del Giudizio,
quando potremo tutti impiccarci ai nostri stessi rami".
Non è così facile,
dottore.
Trovare la quiete, richiede vera genialità.
È questione di discernimento.
Come dice Sprown: "Non siamo peccatori perché pecchiamo,
ma pecchiamo perché siamo peccatori".
In termini più accessibili:
"Non siamo malvagi per via del male che facciamo,
ma facciamo del male perché siamo malvagi".
Già.
Che scelta ha la gente come noi?
Direi che non abbiamo altre opzioni.
Buongiorno, dottore. Piacere di vederla.
Come sta?
Buongiorno.
Come si sente?
Posso fare qualcosa?
Vorrei confessare tutto.
Lei è cattolica?
Sono stata battezzata.
Che cosa vuole confessare?
Dio...
perdonami.
Che Dio Onnipotente abbia pietà di te
e perdoni i tuoi peccati tramite nostro Signore Gesù Cristo.
Che rafforzi la tua bontà
e attraverso il potere dello Spirito Santo ti doni la vita eterna.
Il corpo di Cristo.
Affrontare ciò che siamo veramente.
Ci esponiamo alla luce e la nostra vera natura viene rivelata.
L'autoconoscenza è la distruzione del sé.
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