All language subtitles for El.incidente.s01e01.sub.ita.subsfactory

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian Download
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian Download
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Abi!

Buongiorno, Abi!

Abi!

Dove sei, Abi?

Abi?

Abi!

Subsfactory e Las montañeras sono lieti di presentarvi:

El Incidente - 1x01 - En el ojo del huracán -

Traduzione e sync: jesstrl, johanna.p, giuppi, gaiacaiello

Traduzione e sync: giorgia temerario, chiarii, miahu

Revisione: humarub

www.subsfactory.it

www.subsfactory.it

www.subsfactory.it

www.subsfactory.it

Mi chiamo Alicia Riquelme.

E quando tutto ha avuto inizio, ero guardia forestale nella Valle del Cer.

Il posto dove sono cresciuta.

Una tranquilla località di montagna in cui...

fino a un anno prima...

nessuno avrebbe mai detto che sarebbe successo un fatto simile.

Sono stata la prima ad accorgermi che stava succedendo qualcosa...

qualcosa che cambiava le persone.

Qualcosa di terrificante.

- Quando è successo? - Ieri sera. Erano molto agitati.

Per un bel po' li ho sentiti abbaiare e fare tanto rumore.

- Non è andato a controllare? - Magari l'avessi fatto.

Ma non l'ho creduto importante.

A volte lo fanno soltanto per richiamare l'attenzione.

Sono tutti morti.

Stamattina Abi è scappato.

Tuo figlio ci è rimasto di un male che nemmeno immagini.

Questo te lo cambio, perché...

ormai è ingiallito.

Gli manchi tanto, sai?

Nacho...

devo dirti una cosa.

Riguarda Pablo, tuo fratello.

Non so come sia successo...

te lo giuro, lui...

passava le ore qui in attesa di qualche tuo progresso, e...

ha lasciato la città, ha chiesto il congedo ed è venuto qui.

E io...

sono esplosa di gioia quando me l'ha detto, perché...

perché stavo malissimo.

Tu eri...

ogni giorno tra la vita e la morte e...

Hugo aveva solo cinque anni e io...

non capivo nemmeno quello che dicevano i medici, e lui...

mi ha aiutato tantissimo.

Hugo...

era felicissimo di averlo a casa, perché in qualche modo era...

come se tu non fossi andato via.

Nacho, io...

ti giuro che non è un capriccio, lui...

lui è...

Cosa sono io?

Sta per arrivare il medico.

Dev'essere stata opera di qualche psicopatico.

Ma la serratura era intatta, nessuno è entrato né uscito da lì.

Qualsiasi cosa sia successa, si è generata dall'interno.

E se gli animali se lo fossero fatti da soli?

E perché farsi del male?

Perché sono impazziti, come...

una sorta di malattia che li fa impazzire. Può essere.

Come la mucca pazza?

Beh, non è poi così assurdo.

Considera che solo in paese ci sono ventitré fattorie...

senza contare i volatili della zona e gli animali domestici.

Se si tratta di un virus...

bisogna avvisare subito il Ministero della Salute.

Fermati.

Che c'è?

C'è molto silenzio.

Beh, siamo lontani dal paese e non ci sono automobili, è normale.

Non si sente un uccello che vola...

né un grillo...

né un cane in lontananza, né una foglia...

nulla.

Non c'è mai così tanto silenzio.

Me lo ha già detto cinquecento volte. Me lo dice ogni volta che vengo qui.

Non staccherò la spina a mio marito.

Ascolta...

abbiamo provato tutte le cure possibili.

Tutte quelle di ultima generazione.

- Sono mesi che non migliora. - Non mi importa!

E' molto probabile...

Sì, è molto probabile che rimanga così anni, magari tutta la vita.

Non staccherò la spina a mio marito.

Non vuoi proprio capire.

- Pablo, spiegale che lì dentro ormai non... - Che qui dentro non c'è mio marito?

Che è solo un corpo e che gli risparmierò anni di sofferenze?

Non gli dica di spiegarmelo perché lo capisco perfettamente.

Vediamo se lei capisce.

- Non staccherò la spina a mio marito. - Ora basta, Tania.

- Tania... - Spiegaglielo, Pablo, che non sembra capire.

Ti prego, cerca solo di chiarirti la situazione.

- Nient'altro. - Allora la smetta di trattarmi da imbecille!

Ti aspetto in macchina.

Grazie.

Le parlerò io.

Allora, nonno, oggi cosa vuoi?

Caffè o cioccolata?

Sei tutto sudato, nonno.

Oggi hai l'espressione di chi ha voglia di un caffè appena fatto.

- Tanti auguri! - Abel!

Sei venuto!

Ovviamente.

Potevo perdermi il tuo compleanno?

Nonno! Nonno!

Ti ricordi di Abel?

Nonno...

nonno, saluta tuo nipote!

Cosa sono queste urla, Martina?

Ciao, papà.

Ti ho detto di non mettere più piede in questa casa.

E' il compleanno di mia sorella.

Domani ti voglio fuori da qui.

Mi accompagni a scuola?

Al diavolo la scuola.

Quante volte compirai tredici anni?

Oggi ci divertiamo.

Non sopporto che quando vado a trovare mio marito,

quello stronzo mi ripete lo stesso.

- Non si stanca mai. - Cerca solo di fare il suo lavoro.

Sai bene che le ha provate tutte.

Tania...

è un buon medico.

In più, è mio amico e ha ragione.

Non c'è più altro da fare.

Mica sarai d'accordo con lui, no?

Non posso crederci.

Senti, bisogna essere realisti e accettare la situazione.

- Solo un miracolo farebbe risvegliare Nacho. - Non voglio parlarne con te, va bene?

Allora fallo per Hugo.

- Cosa c'entra Hugo? - Che non sa più cosa pensare.

Non sa se suo padre è vivo o morto.

Se vogliamo andare avanti insieme, prima o poi dovremo prendere una decisione.

Dovremo?

- Sono suo fratello. - E sei pure il mio amante, cazzo!

Mio marito è in coma, e sono andata a letto col fratello.

Non posso decidere questo con te, te ne rendi conto?

Non lo possiamo decidere insieme!

Non possiamo.

Credi che mi senta bene in questa situazione?

Mi sento di merda.

Ma quello in ospedale non è Nacho.

Non è tuo marito.

E non devi colpevolizzarti, perché non lo farai ritornare.

Non devi dirmi tu come sentirmi, va bene?

Lasciami, per favore.

Lasciami, voglio pensare.

Devo pensare.

Ciao.

Cosa vuoi? Ho da fare.

Credo di avere una notizia che potrebbe interessarti.

Cosa?

Zio, qui succede qualcosa di strano.

Sono morti un sacco di uccelli nel bosco e...

anche un sacco di animali in una delle fattorie qui vicino.

Nello stesso giorno.

Non ti sembra strano?

Ma il sindaco sono io.

E non chiamerò il Ministero della Salute per qualche animale morto.

Venti.

Beh, fa lo stesso.

Alicia, sai anche tu che Salvador, quello della fattoria Las Calesas, è in rovina.

Può semplicemente aver architettato tutto per l'assicurazione.

Stiamo dando troppa importanza a qualcosa che non ne ha.

E se ne avesse?

Che intendi?

Se oltre agli animali colpisse anche noi?

Se fosse contagioso?

Non dire idiozie.

Scusa.

E' colpa del caldo e delle elezioni.

Sai quanto sia importante che vinca il sì.

Quanti posti di lavoro creerebbe un resort di lusso con più di duecento stanze.

Sì, Isidoro, me lo hai già detto.

Ma non succede niente se chiamiamo in città tanto per stare tranquilli.

Qui nessuno chiama nessuno,

o fa qualcosa, finché il progetto non è firmato.

Inoltre...

dovresti essere tu la più interessata.

Da quant'è che tuo marito è senza lavoro?

Due anni?

E...

il tuo lavoro...

lo stipendio, chi te lo paga?

Il Comune.

Se non ti conoscessi, penserei che mi stai minacciando.

Ma per favore, Alicia.

Sai che non farei mai una cosa del genere.

Ci vediamo nel pomeriggio.

Pensi anche tu che sia un'esagerazione?

Io non so più cosa pensare.

Macchina del ghiaccio, del caffè e cucina.

Si apre solo a pranzo, la cena è su prenotazione e la preparo prima di andarmene.

Vediamo.

La lavanderia, lì c'è tutto. Se ti serve qualcosa, dimmelo e te lo porto.

Computer...

e telefono. Se chiamano per prenotare, prendi i dati e fai una scheda.

- Sai qualcosa di informatica? - Poco.

Ma riesco a cavarmela.

Bene. Sopra ci sono le stanze, sono sette. Una è di Agustín e Sara, i proprietari.

Dovrai pulire anche quella.

Ce ne sono alcune libere, quindi scegline una.

Hai domande?

Guarda...

Sara è malata e Agustín se ne prende cura. Qui sono sola e ho bisogno di una mano.

Di qualcuno che voglia lavorare sodo. Te la senti?

Certo.

Bene, ma voglio vederlo. Sei in prova.

Se mi piaci, rimani, se no, ti pago e te ne vai.

- Senti! - Dimmi.

Mi chiamo Ana.

Tania.

Benvenuta.

Avevano ferite in tutto il corpo...

come se non si fossero preoccupati...

di farsi del male, pur di uscire da lì.

Perché volevano andarsene dal posto in cui vivevano?

Senti, "d'improvviso, sono iniziati a scomparire tutti gli animali del paese.

Cani.

Uccelli."

Dove?

Qui dice in Husavik.

In Islanda. E' un villaggio di pescatori.

E lo collegano a un altro caso avvenuto a Bloom, in Texas, negli Stati Uniti.

Stessa storia.

E ancor più strano è che è l'unica notizia al riguardo.

Forse dovrei mettermi in contatto con le autorità di quei due paesi.

Non è una cattiva idea.

Incredibile aumento delle temperature.

INCREDIBILE

INCREDIBILE AUMEN

INCREDIBILE AUMENT

INCREDIBILE AUMENTO

DELLE TEMPERATU

DELLE TEMPERATUR

DELLE TEMPERATURE

44 gradi in inverno.

44° GRADI

44° GRADI I

44° GRADI IN

44° GRADI IN INVER

44° GRADI IN INVERN

44° GRADI IN INVERNO

ORE DOPO ON

ORE DOPO ONDA

ORE DOPO ONDATA

Ondata di caldo.

ONDATA DI C

ONDATA DI CA

ONDATA DI CAL

ONDATA DI CALD

ONDATA DI CALDO

Poche ore dopo l'ondata di caldo,

una terribile tempesta ha distrutto tutto il paese.

Ciao, Tania! Fammi un panino al prosciutto, per favore.

- Scusa. - Scusami tu.

Tania! Segnamelo.

- Ci vediamo dopo, ho lezione con i bambini. - Sì.

Mi chiedevo...

Sì?

Magari un giorno o...

- anche nel pomeriggio... - Sì?

Ti andrebbe di bere qualcosa?

Se non sei troppo impegnato.

- Anche se immagino lo sia sempre. - No...

Ma magari un giorno non lo sarai.

E se lo sei, non fa niente, che anch'io ho molto da fare.

Sono libera solo nel pomeriggio...

e anche di sera, ma forse...

avrai cose che...

Sai cosa?

Lascia stare.

Vediamo se piove e rinfresca un po', che questo caldo non si sopporta.

Lo ha visto Antonia, mentre passeggiava sulla riva.

Sarà stato per l'aumento della temperatura dell'acqua che i pesci non hanno sopportato.

Cosa vuol dire che non l'hanno sopportato?

Che cazzo fai?

Lasciami spiegare.

Dammi i soldi.

Dammi i soldi.

Perché ti cerca?

- Perché è mio marito. - Tuo marito?

Sì, mio marito, il più gran figlio di puttana del mondo.

Tania, sono anni che mi picchia...

trattandomi come un cane, maltrattandomi.

Non sai cosa mi faceva fare.

- Lo avrai denunciato, no? - No.

- No? - No, no, non so, credo per paura, non lo so.

Ma quando non ce l'ho fatta più, sono scappata, e ormai è...

è da molto tempo che mi arrangio come posso,

cercando di cavarmela in qualche modo. Ma riesce sempre a trovarmi, sempre.

Se stavolta mi trova, mi uccide.

Nasconditi, coraggio.

Dai, vai lì sotto, sotto.

Salve! Si sta mettendo brutto, eh!

- Sì! - Un caffè?

No, grazie.

Cerca qualcuno?

Sì...

questa ragazza.

La conosce?

Sì. E' stata qui stamattina, sì.

E...

- dov'è ora? - Beh...

non lo so, a dire la verità...

l'ho cacciata dopo appena un paio d'ore.

- Perché? - Era una ladra. Stava rubando l'incasso.

Ormai, non ci si può più fidare di nessuno.

Sa dove sia andata?

Non ne ho idea, l'ho vista prendere l'autobus, ma non saprei.

Beve qualcosa o no? Perché, visto quello che arriva, volevo chiudere.

Le dispiace se do un'occhiata?

Certo che mi dispiace. Mi scusi, ma io non la conosco.

E un ladro al giorno mi è più che sufficiente.

D'accordo.

Grazie.

Se la vede...

- mi chiami. - Va bene.

Ma come hai fatto a sposare quel tizio? Che spavento.

Grazie, davvero.

Tania, non sai quant'è importante quello che hai fatto, grazie mille.

Dai, sta' tranquilla.

Ma non dirmi più bugie, perché ti cavo gli occhi.

E' finita, se n'è andato.

Da quand'è che si sbronza così?

Più o meno, da quando te ne sei andato.

- Va avanti così da un anno? - All'inizio non era così.

Beveva solo qualche volta.

- Ma ultimamente... - E chi si occupa della casa, Martina?

Di portare il nonno al centro sociale, di te.

Io.

Avresti dovuto dirmelo.

Ti chiamavo tutte le settimane, chiedendoti come andava, e mi dicevi bene.

- Perché mi hai mentito? - Hai litigato con Daniela e sei andato via.

Che avresti fatto tu da casa del diavolo?

- E' papà che m'ha mandato via, non mi vuole. - Non vuole nessuno qua!

Nemmeno lui vuole starci.

Non sopporta di vivere senza mamma.

E sai una cosa?

Neanch'io.

Lei se n'è andata, tu te ne sei andato...

papà è andato via e non c'è più nessuno a prendersi cura di me e del nonno.

L'avresti visto con i tuoi occhi, se fossi rimasto qua.

- No, Martina, aspetta, aspetta. - Lasciami!

Mi dispiace.

- Senti, Daniela, non funziona... - La gente deve sapere cosa succede.

Mi dispiace, capo. Si è imbucata di nuovo dalla porta sul retro.

Tranquillo, ci penso io, e vediamo se riusciamo ad aggiustare la porta.

Non puoi presentarti qui quando ti pare e piace.

Cosa sta succedendo, Alicia?

- Cosa sta succedendo? - Ma vaffanculo.

Vi ho seguito stamattina.

Lo pubblicherò con o senza il tuo consenso.

- Beh, commetterai un errore. - Perché?

Perché così tu e il sindaco terrete tutto segreto fino alle elezioni?

No.

Perché il paese non ha proprio bisogno di un'ondata di panico,

causata da una giornalista che non ha idea di cosa parla.

Non sappiamo ancora cosa sta succedendo, Daniela.

Se pubblichi un'informazione assicurati che sia certa,

perché quando gli agricoltori e allevatori della zona vedranno che nessuno...

vuole comprare i loro prodotti...

daranno la colpa a te.

E io non ti aiuterò.

Sicuro che non lo fai per pararti il culo?

E che me dirai quando succede qualcosa?

Sì.

A me per prima?

A te per prima, dai.

D'accordo.

Chiudi la porta quando esci, per favore.

Rivero.

Dimmi.

Bisogna informare il Ministero della Salute.

- Sei sicura? - Sì.

Avvisali che stiamo mandando la documentazione necessaria.

Caspita, stavo quasi per volarmene.

Cosa c'è per merenda?

Ho una fame.

Cosa succede?

- Perché piangi? - Vieni, tesoro, dobbiamo parlare.

Hai trovato Abi?

No, si tratta di papà.

Sembra che non migliori.

E i medici dicono che...

sicuramente...

non si sveglierà più.

E come fanno a saperlo?

Beh, perché...

sono loro che si intendono di queste cose.

Ma io pensavo che eri tu quella che sapeva di più di papà.

E dicevi che si sarebbe svegliato.

Io ci ho creduto.

Perché lo desideravo tanto.

Lo pensavo sempre

e lo dicevo ad alta voce, perché succedesse e lui potesse tornare da noi, ma...

ma mi sono sbagliata, tesoro.

Quindi...

papà rimarrà in ospedale per sempre?

No.

Dovranno...

staccare le macchine che lo tengono in vita.

Lo capisci?

Papà morirà?

Ma lo seppelliremo con la nonna e il nonno, come voleva lui.

No. Non può morire.

Dobbiamo finire la canzone.

Che canzone, amore?

Quella che avremmo cantato al tuo compleanno.

E com'era?

Mamma...

sei più bella di una mucca...

e più meravigliosa di una stella.

Ma da quando eravate piccioncini...

dice papà che non hai fatto altro che strillargli.

Dice che a volte sembri un pappagallo...

ma a lui non importa...

e dice che ti mangerebbe di baci.

Mi piace tanto, tesoro.

Adesso andiamo all'ospedale.

A dirgli addio.

- Sì... - A dirgli che non lo dimenticheremo mai.

Mai.

Abbiamo l'acqua migliore di questa zona dello Stato.

Giusto?

E il lago ci ha portato sempre numerosi benefici.

Ma con questo progetto possiamo spingerci più in là.

Possiamo legare definitivamente il paese al lago...

perché non stiamo parlando di un altro hotel qualunque.

Parliamo di un complesso termale di lusso,

con duecentodieci stanze, circuiti di acque termali...

un ristorante 3 forchette Michelin, altri due con cucine etniche.

Cioè...

un blocco di cemento ai piedi del lago, no?

No, no, no.

Il progetto rispetta totalmente l'ambiente.

L'ho supervisionato io stesso.

E perché dovremmo fidarci della tua parola?

Il progetto è stato approvato dalla giunta all'unanimità?

La documentazione sarà resa pubblica?

Posso concludere, prima di passare alle domande?

Grazie, bella.

Finisci, però, non voglio lasciare Sara tanto tempo da sola.

Va bene, sarò breve.

La costruzione di questo fantastico complesso

non solo porterà un turismo di qualità

e creerà un mucchio di posti di lavoro.

Servirà anche a rivalorizzare tutta la zona.

E trasformerà questo paese...

in uno dei più esclusivi del territorio per passare l'estate.

E per vivere.

Queste elezioni...

spero...

permetteranno di dare il via al progetto.

Gli imprenditori della capitale sono molto interessati.

Aspettaci qui, d'accordo?

Torniamo subito.

Mamma mi ha detto che...

che morirai.

Dice che devo dirti addio.

Io non voglio.

Però dice che...

se non lo faccio, poi da grande me ne pentirò.

Ti prometto che darò retta a mamma.

Lascialo perdere, non importa.

No, Abel!

Papà.

Non ho intenzione di andare da nessuna parte.

Rimango qui.

Papà, aspetta!

Non vivrai in casa mia!

- Sono tuo figlio. - Hai ucciso tua madre!

- Non dire così. - Tu hai ucciso tua madre!

Non dire così!

- Fermo. - Papà!

- Vattene, Martina. - Martina, vai via!

Ti prego, papà.

Papà.

Non mi stai ascoltando.

Ti devi svegliare.

Mi senti? Ti prego, papà.

Ti devi svegliare, papà, ti prego.

- Mi devi perdonare, papà. - Non posso.

Non posso!

Non posso.

Stai bene, Abel?

Abel!

Mamma!

Mamma!

Mamma!

Dove mi trovo?

In ospedale.

Sei solo svenuta, ma nella tua condizione è normale.

Nella mia condizione?

Sei incinta.

Guarda.

Questo è il cuore.

E sta battendo con forza.

Ma non è possibile.

Tra poco, il tuo fidanzato potrà entrare.

Poverino, non si è allontanato un attimo dalla porta.

Per favore, non glielo dica.

Questa linea è sicura.

Sono dentro.

E non ci sbagliavamo, è qui.

La tempesta si è già scatenata, nello stesso identico modo delle altre volte.

Ma quello è già risolto.

Va tutto secondo i piani.

UNA SETTIMANA DOPO

PESCI NEL LAGO, TUTTI MORTI!

ANALIZZARE: TERRA, ARIA.

UCCELLI CADONO A TERRA. CAUSA?

CERCA STRANE GRAVIDANZE

CERCA VERGINE INCINTA

CERCA INCINTA SENZA AVER AVUTO RAPPORTO SESSUALE

Ti rivedo, finalmente!

Cavolo, Juanjo, che spavento.

Dove eri? E' da mezz'ora che ti aspetto.

Sì, e io da una settimana, María.

Dove ti eri cacciata?

A scuola mi hanno detto che eri malata, però

non rispondi ai messaggi, non mi richiami e io...

Mi hai fatto preoccupare, María.

E pensa il povero Rivero.

Non mi andava di vedere nessuno.

Sì, ma non ti costava niente almeno un messaggio per dire che non eri morta, no?

Che ti è successo? Hai avuto la febbre o qualcos'altro?

Devo dirti una cosa.

Sì, certo.

Cosa succede? Dimmi.

- Non fa niente, lascia stare, sì. - No, no, no, María, dimmelo. Aspetta!

María, aspetta...

Che cavolo.

Tieni.

Gravidanze strane.

Cos'è? Che significa, María?

Adiamo. Piano piano.

Piano piano.

Ecco, ci siamo.

Siete stati rapidi!

Sì.

Allora? Ciao, amore.

Com'è andata?

- Molto bene. - Bene.

E già, lo so.

E' ancora da tinteggiare.

L'ho chiesto un miliardo di volte all'imbianchino, ma non c'è verso.

Ugo!

E' arrivato tuo padre!

Ugo!

Non vedeva l'ora. Non sai che mattinata m'ha fatto passare...

Lascia.

- Lo porto io, non preoccuparti. - Okay.

Amore mio.

Ugo!

Papà!

Papà!

Mi sei mancato tanto.

Su, andiamo.

Dimmi qualcosa.

Mi avevi detto di essere vergine.

E lo sono.

Eppure in ospedale ti hanno detto che sei incinta.

Di tre settimane.

Adesso, quasi quattro.

- Scusami, però è... - Hai detto che mi avresti creduto.

Sì, ma è troppo strano.

- María, non si può essere vergine e incinta. - Lo so bene.

Sennò perché sarei così angosciata, che a malapena esco da casa.

Neppure rispondo a Rivero che mi piace così tanto.

E non so che fare.

- Né dove andare né a chi dirlo. - Aspetta, María, aspetta.

- María, aspetta. - Mi sento sola.

- E sono spaventata. - Scusa, scusami.

Scusami. D'accordo?

Pensavo scherzassi, non...

Non sei sola, María, ci sono io con te.

Almeno adesso siamo in due a essere spaventati.

Che mi succede, Juanjo?

Non lo so...

ma lo scopriremo.

Sì.

Devi analizzare questo per me.

- Posso? - Sì. Sì, sì, certo.

- Dimmi, tutto bene con tuo fratello? - Bene, più o meno, sta lì.

Cos'è?

Una trota.

Ne abbiamo trovate più di duecento così.

Così come?

Morte.

Sono apparse così nel lago, all'improvviso.

Dovresti analizzarle e dirmi come sono morte.

Vediamo un po'.

Non ho mai visto nulla di simile.

Si sgretola come sabbia.

E' come se fosse...

disidratata.

Non ho gli strumenti necessari.

Dovresti mandarla a un laboratorio per farla analizzare come si deve.

Non posso, Pablo.

Deve restare tra me e te.

Perché?

Nemmeno questo posso dirti.

Forza, di che si tratta, Alicia?

Qualcosa di brutto?

Beh, non so se sia brutto, ma...

qualcosa sta succedendo.

Senti, Pablo, appena posso te lo dico, ma...

dammi una mano.

Sì, d'accordo.

ci proverò.

Stiamo considerando ogni possibilità, e magari hai ragione,

ma ti chiedo di lasciarmi almeno mettere dei cartelli sul lago, per precauzione,

finché non chiariamo la questione.

Vuoi vietare la balneazione nel lago?

No, guarda, ti propongo qualcosa di meglio, ficcami un coltello in gola e facciamo prima.

Sarà solo per pochi giorni, finché Pablo analizza il pesce per dirci cosa succede.

Ma tu sai quanta gente nuota in quel lago, anche d'inverno?

Oltre alla scuola di vela e a chi pesca dal ponte?

Scusa, un bicchiere d'acqua, per favore.

Vuoi che vengano in massa a fare casino in municipio?

- E poi che dico? - Di' la verità, è per la loro sicurezza!

Non saresti più tranquillo sapendo che quella gente non è in pericolo?

- No. - No?

No.

Perché il pericolo di cui parli è solo nella tua testa.

Beh, meno male che la pensi così,

perché quell'acqua l'ho presa dal lago apposta per te.

Stai bluffando.

VIETATO L'ACCESSO

VIETATO L'ACCESSO

Abel.

Guarda qui, ti piacerà da impazzire!

Forza, nonno, inizio. Va bene?

LAMPADA

VASO

CAFFETTIERA

Ma dai.

Non è fantastico?

- Come ci sei riuscita? - Io non ho fatto niente, è stato lui.

Mi indicava qualcosa, ma io non riuscivo a capire.

Allora, gli ho messo un foglietto davanti, e ci siamo ritrovati a fare questo gioco.

Ma non è normale.

No, ma per una volta che ci capita qualcosa di bello...

non mettiamoci a cercare i peli nell'uovo, no?

Sarebbe da stupidi.

Stupidi.

CHIAVI

Guarda, qui ho la medaglia d'oro.

L'ho ricevuta come miglior scalatore di tutto la scuola.

Ugo, tesoro, poco a poco.

Guarda, qui facevamo la gimcana, la mia squadra è arrivata seconda.

- Lo ricordi, mamma? - Sì.

Quant'è stato divertente dover portare il cucchiaio con l'uovo usando la bocca!

Guarda, vedi? Questo è il premio della gimcana. Fantastico, no?

Non ti va di guardare le foto, papà?

Preferisci giocare fuori con le lattine?

Non sai quanto ho migliorato la mira.

Rimarrai scioccato, posso tirare a distanza di tre metri e a occhi chiusi.

Cosa succede?

Ugo!

Adesso basta.

Bravissimo, vediamo se ci riesco io.

- Quasi. - E' che sbagli.

- Perché? - Devi tirare così, un po' di lato.

Così si fa! Ma tu sei un campione!

Non ti batte nessuno, eh?

Invece, sì, mi batteva papà.

Ti ricordi?

Vedrai che tornerà presto a giocare con te.

Bisogna solo dargli un po' di tempo.

Adesso è ancora un po' frastornato. Ricordi che l'altro giorno lo dicevamo?

Che bisogna trattarlo con calma.

Solo che lui è molto strano.

Ma è normale.

E' stato tanto tempo in ospedale.

Bisogna capirlo. Ascolta, chiudi gli occhi.

- Uffa, mamma... - Chiudi gli occhi!

Bene, ora immagina che tua madre sia due anni più vecchia...

e che lo siano anche i tuoi amici, le tue cose, la tua casa, tutto.

Ora apri gli occhi.

Vedi? Per te è un batter d'occhi, ma in realtà sono passati due anni.

Sì. Perciò volevo raccontare tutte quelle cose a papà.

Così non si sconvolge troppo.

- Certo, tesoro. - Ma sembra gli dia fastidio.

Non gli da fastidio, bisogna solo farlo pian piano.

Ma io ho paura che possa di nuovo chiudere gli occhi e non svegliarsi mai più.

- Com'è successo il giorno dell'incidente. - No, è impossibile.

- No. - Perché?

Perché nessuno può essere così sfortunato due volte di seguito.

Conosci forse qualcuno che abbia vinto due volte la lotteria?

- No. - No, beh, è lo stesso ma al contrario.

Mi hanno detto che sono alla terza settimana.

Adesso quasi alla quarta. Ma ricordo benissimo cosa ho fatto quattro settimane fa.

- Ero in vacanza con i bambini. - Bene.

- E non sei uscita per niente in quei giorni? - Neanche a comprare il pane.

Sono stata tutta la settimana rinchiusa lì dentro, tra bambini, mucche e galline.

Da quanto tempo sta così?

Beh, sarà più o meno una settimana.

E' incredibile.

E' come se fosse tornato alla fase iniziale della malattia.

E tuo nonno era a uno stadio abbastanza avanzato.

Sì, sì, intanto stamattina l'abbiamo beccato mentre cambiava canali, a caso.

Poi Martina gli ha fatto un gioco per indovinare le parole.

Martina crede che forse gli abbia fatto effetto una delle pillole che prende.

Una pillola che cura l'Alzheimer?

Magari.

Sarebbe la scoperta del secolo.

Purtroppo...

per ora, questa malattia non ha cura.

I medicinali possono solo rallentare i sintomi.

Bene, allora perché gli sta succedendo questo?

Non lo so, non lo so.

A volte hanno giorni migliori in cui, per esempio, sono più vigili...

ricordano più cose...

ma poi arrivano giorni peggiori.

E devi sapere che...

in genere, quando sono in questa fase in cui tutto sembra andare meglio...

c'è poi una ricaduta peggiore.

Di gran lunga peggiore.

Quindi, prima ti illude per poi fregarti ben bene.

Beh, che malattia di merda, Pablo!

Prima è scoppiato a ridere e ho ripensato a quando stava bene e si occupava di noi.

Fossi in voi, approfitterei del momento.

Non so...

organizzate qualcosa. Divertitevi, godetevelo.

Prendetelo per quello che è.

Un regalo.

Sì, credo tu abbia ragione.

Vediamo come la prende Martina, che era così tanto eccitata.

Sì. Anzi, diglielo al più presto, altrimenti la botta sarà terribile.

Poniamo che la storia degli uccelli e dei pesci sia dipesa dal caldo.

E anche la fuga degli animali domestici.

Ma gli animali della fattoria...

erano così ansiosi di andarsene da lì, tanto da ferirsi in quel modo?

Sarà per il caldo?

Magari, la storia dei cani è diversa.

Come quella dello tsunami che mi hai raccontato.

Hanno percepito qualche pericolo e hanno provato a scappare.

Sì, ma quale pericolo?

Una tempesta?

Mi sembra un po' esagerato. Pioveva acqua non acido.

A proposito...

ho chiamato quei due paesi dove anni fa ci sono state tempeste simili.

Bloom e Husavik, il paese negli Stati Uniti e quello d'Islanda.

Alla polizia locale e a un telefono che ho trovato, dei pompieri di Bloom.

- E allora? - Niente, non mi rispondono.

Però, ho indagato, e avevi ragione.

In Internet, non c'è la minima notizia collegata a quei paesi...

tranne quello che ha trovato Antonio la settimana scorsa.

Ed è strano, perché in Internet di solito c'è sempre qualcosa.

Qualche tipo di incidente, qualche casa in vendita.

Non capisco. E' come se...

E' come se qualcuno avesse voluto eliminare tutto ciò che è collegato a quei due paesi.

Ma ho trovato qualcosa.

Un video amatoriale.

- Un video? - Sì.

Un video su un server, l'immagine è bloccata.

E il tecnico sta cercando di sistemarlo così possiamo vedere tutto il file.

Per ora, però...

si vede solo questo.

Probabilmente non significa niente, ma...

dà i brividi, no?

Cazzo...

Riprova a chiamare i due paesi, vediamo se ti risponde qualcuno.

- Dobbiamo scoprire cos'è successo. - Va bene.

E per questo, capo, mi aumenterai lo stipendio.

Secondo una pagina di Meteosat,

GUARDIE FORESTALI VALLE DEL CER. PARCO NATURALE

la notte della tempesta, sono caduti diciottomila fulmini qui a Valle del Cer.

Sai quanti ne sono caduti nel villaggio islandese?

- Diciottomila. - E a Bloom, negli Stati Uniti...

sempre diciottomila.

E non è tutto. Stessi livelli di umidità, stessa quantità d'acqua.

Tutto esattamente identico, al millimetro.

Sì. Sì, sono io.

Dimmi.

Certo, grazie mille.

- Capo. Era il tecnico. - Che dice?

E' riuscito a sistemare il video...

che ci lascerà di stucco.

- Aiutante? - Sì, in municipio.

Mi aiuterai con la stampa. Ci sono solo io e non basto più.

E potrò fare ancor meno, se il progetto del complesso termale andrà in porto.

E perché sceglie me?

Perché sei di qui, la gente ti conosce e si fida di te.

E abbiamo bisogno di gente che si fidi di più di noi.

E... che cosa dovrei fare?

Comunicati stampa, dossier, rapporti, relazione con i media, annunci...

aggiornamenti nei social network.

Insomma, aiutare me, praticamente.

Scusa.

- Mi puoi fare un altro decaffeinato? - Certo.

Lo stipendio non è alto. Seicento.

Che dici, hai bisogno di pensarci su?

Nemmeno un po'.

La mia risposta è no.

E digli al sindaco che mi sembra una mossa grossolana

cercare di chiudermi la bocca, offrendomi un lavoro.

E digli anche che potrebbe essere perfino illegale.

Anche se suppongo che non gli importi granché.

Al sindaco? Non so di cosa parli.

E digli pure...

che ho finito di scrivere l'articolo.

E lo pubblicherò, se ritengo di doverlo fare.

In caso contrario, non lo farò.

Ma non sarà mai perché ho ricevuto dei soldi dal Comune.

- Uno stipendio. - Una mazzetta.

Io pensavo non sapessi di cosa ti stessi parlando?

E con questo...

fai sequenze da quindici tutti i giorni.

Molto lentamente. Prima con il destro...

così...

e poi col sinistro.

- Ciao, ragazzi! - Ciao, come va?

Ti ho portato anche questo.

E' un dinamometro, serve per misurare la forza della mano.

Così vedremo i tuoi sviluppi.

E un bel giorno...

l'ago arriverà a tre, che è il livello massimo.

Bene! Ti metto tutto dentro la scatola...

e abbiamo finito.

Anzitutto, però...

prendila con calma.

E non ti stressare. Fa' piano piano, che sei ancora debole.

Bene, torno subito.

Nacho!

Attenzione, attenzione! Attento.

Lo tengo, lo tengo...

Ecco. Tranquillo, con calma.

Ecco, così.

Sei impazzito, forse?

Sto bene.

Il medico ha detto che non avresti camminato prima di tre mesi, e guarda tu...

già alla prima settimana.

Non puoi andare così velocemente, ogni cosa ha il suo tempo.

Andiamo in giardino a prendere un po' d'aria, forza.

Senti, e se...

No, no.

Ma, fors... No, niente, niente.

- Accettalo, Juanjo, sei perso come me. - Va bene, María, me ne rendo conto, certo.

Solo che...

dev'esserci qualcosa che ci sfugge.

Qualcosa che è davanti al nostro naso e non riusciamo a vedere.

Ma certo!

Siamo due stupidi, come abbiamo fatto a non pensarci prima?

- A cosa? - Beh, che non sei incinta!

- Come? - Che è stato un errore dell'ospedale.

No, Juanjo, mi hanno fatto un ecografia!

- Ho sentito il cuore! - Beh...

è rimasto registrato dalla paziente precedente.

Che ne so! Ci sarà pure un motivo tecnico, ma quello che ti sto dicendo è logico.

In realtà, l'infermiera sembrava molto giovane.

- E ha detto di non sapere come funzionasse. - Sicuramente.

E il pomeriggio...

tra le urgenze, con la stanchezza e lo stress che quelli lì accumulano...

Basta, María, non dire altro. Torniamo subito all'ospedale a ripetere l'ecografia, va bene?

Dai, andiamo!

E chiudiamo la storia.

E' veramente un buon pezzo, Daniela.

Perché non me l'hai mostrato prima?

- Avevo provato a chiamarti in redazione. - Avresti dovuto insistere.

E' favoloso.

C'è di tutto. Una probabile malattia animale, un progetto immobiliare, un intrigo politico.

Ed è proprio ben scritto. Le cose stanno così.

Qualcosa la correggerò, ma lo pubblico.

No, aspetta. Non puoi ancora pubblicarlo.

In che senso, non posso ancora pubblicarlo, perché?

Perché l'ho promesso ad Alicia.

Mi prendi per culo, vero?

No.

Daniela, è un buon lavoro.

Non possiamo permetterci di perdere questa notizia.

Sì, zio, è una fregatura. Lo so, però...

non posso dartelo, veramente.

Alicia mi ha chiesto un po' di tempo.

Per coprirlo, no?

Vuoi reggergli il gioco?

Contribuirai a nascondere la verità alla gente?

- Io non voglio nascondere nulla, non è così. - E allora, perché?

Daniela...

ti sei appena laureata e ora sei una giornalista.

E il primo dovere di un giornalista è raccontare la verità.

E' un errore non svelare tutto questo.

Bene, lascia che ci pensi su, d'accordo?

D'accordo.

Sei qui, tesoro?

Sì, mamma, sono qui.

Sono stata in municipio.

Inizieranno dei lavori in strada e...

toglieranno il chiosco della lotteria.

Non sanno né dove né quando ne metteranno uno nuovo, e...

Cosa?

Sono rimasta senza lavoro.

Le luci stanno lampeggiando.

Non capisco.

Cosa gli prende?

Perché fanno così?

E' come se...

sentissero qualcosa che non riescono a sopportare.

Mettilo un'altra volta.

Metti in pausa.

Cosa c'è?

Guarda l'orologio.

Sono le 18:43.

Si sono messi le mani in testa...

esattamente alla stessa ora...

in cui qui nella Valle...

si sono fermati gli orologi.

Una coincidenza?

Non credo proprio.

Quando c'è stata questa festa di nozze?

Tre anni fa.

Nel paese in Islanda.

Una settimana dopo la tempesta.

Oggi è una settimana esatta dalla tempesta, no?

Cosa vuoi dire?

Che c'è un nesso strano tra quanto è successo tre anni fa in quei due paesi

e quello che ora succede qui.

E sono le 18:38.

Tra cinque minuti sapremo se ho ragione o meno.

Andiamo!

Senti...

non lo so, non lo so. Dico solo che...

che è sorprendente...

e anche un po' strano, direi.

Non dovrebbe avere forza nemmeno per alzarsi dal letto.

Sai quanto ci vuole per riabilitazione del genere?

Nacho è sempre stato forte, non vedo dov'è il problema.

Non dico che sia un problema, ma non è normale.

Non è normale che stia facendo passi da gigante e tu non ne sei contento.

Certo che lo sono.

E neanche è normale che ti presenti senza avvisare, anche se ti ho detto di non venire.

Ti ho telefonato, ma tu non rispondi.

Perché non voglio parlare con te, né averti qui!

Isidoro!

D'accordo...

hai vinto tu!

Ma fa' tornare mia madre al lavoro.

E' una cieca, ha bisogno di lavorare.

Ha bisogno di sentirsi utile.

E io ti do la mia parola che non pubblicherò l'articolo.

- La tua parola? - Sì.

Ma la tua parola non mi serve a niente.

Preferisco che firmi un contratto di lavoro redatto appositamente per te...

con un accordo di riservatezza.

Se ti scappa qualcosa durante i lavori del complesso termale...

ci vedremo in tribunale.

Quanto al chiosco della lotteria...

ci penserò!

Sei uno stronzo!

Modera i termini, cara!

Un po' di rispetto, no? Stai parlando col tuo futuro capo.

Ti ho appena ridotto lo stipendio di cento euro.

Sai, sono una persona molto sensibile e non mi piace che mi dicano stronzo.

Già...

Ma che diavolo è questo rumore?

OSPEDALE

OSPEDALE

Allora, solleva questa, per favore.

Così, bene.

Sentirai un po' di freddo.

Vediamo.

Stai tranquilla.

Un attimo.

Eccolo qui.

Sì, aspetti un bambino, e dovrebbe avere circa quattro settimane.

Lo sentite?

Senti, Martina, dico solo di non prendere decisioni affrettate.

Non sappiamo se starà sempre così!

E perché no? Non fare il guastafeste.

Oddio, cos'è questo rumore?

Non sono un guastafeste, ma è meglio aspettare.

- Resterà al centro sociale, e basta. - Proprio no!

E perché il tuo parere conta più del mio?

Perché sono più grande, e ci sono cose che non capisci.

Cos'è che non capisco? Tu non comandi più qui dentro, Abel.

Adesso, anche il mio parere è importante.

Per un anno intero, ho dato al nonno ogni medicina di cui aveva bisogno...

gli ho cucinato ogni pasto...

e ho spinto io la sua sedia a rotelle per portarlo a spasso.

Il mio voto conta, e io voto che il nonno resti con noi.

Senti, mi pare dimentichi qualcosa. Nacho è anche mio fratello.

Sono preoccupato per lui e voglio stare qui.

Beh, non puoi, non adesso.

No, magari tra una o due settimane, ma non adesso.

E' che, quando ti guardo, ricordo

che mi hai convinto a staccare la macchina che teneva in vita Nacho.

- E io mi fidavo di te. - Non essere ingiusta, per favore!

- Nessuno sapeva che si sarebbe risvegliato. - Io sì!

- Tu lo sapevi? Lo sapevi? - Sì! Sì, lo sapevo!

- E' stato un miracolo, Tania. - Io lo sapevo!

Per questo non mi sono arresa neanche un giorno, per ben due anni!

E se fossimo arrivati all'ospedale mezz'ora più tardi...

ora mio figlio starebbe seppellendo suo padre.

E lo ricordo ogni volta che ti guardo. E mi odio per questo.

Cazzo!

OSTELLO SARA

OSTELLO SARA

Cosa sta succedendo?

Perdonami.

MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELLA SALUTE

NOTE RONZ

NOTE RONZI

NOTE RONZIO?

E

EL

ELE

ELET

ELETT

ELETTR

ELETTRI

NOTE. RONZIO? ELETTRICITÀ E' COMINCIATO.

NOTE. RONZIO? ELETTRICITÀ E' COMINCIATO..

NOTE. RONZIO? ELETTRICITÀ E' COMINCIATO...

NOTE. RONZIO? ELETTRICITÀ E' COMINCIATO... CH

NOTE. RONZIO? ELETTRICITÀ E' COMINCIATO... CHI

NOTE. RONZIO? ELETTRICITÀ E' COMINCIATO... CHI E'

NOTE. RONZIO? ELETTRICITÀ E' COMINCIATO... CHI E' CH

NOTE. RONZIO? ELETTRICITÀ E' COMINCIATO... CHI E' CHE

NOTE. RONZIO? ELETTRICITÀ E' COMINCIATO... CHI E' CHI?

PABLO SA PIÙ DI QUELLO CH

PABLO SA PIÙ DI QUELLO CHE

PABLO SA PIÙ DI QUELLO CHE S

PABLO SA PIÙ DI QUELLO CHE SE

PABLO SA PIÙ DI QUELLO CHE SEM

PABLO SA PIÙ DI QUELLO CHE SEMB

PABLO SA PIÙ DI QUELLO CHE SEMBR

PABLO SA PIÙ DI QUELLO CHE SEMBRA?

MARIA INCINTA. C

MARIA INCINTA. C'

MARIA INCINTA. C'E'

MARIA INCINTA. C'E'

MARIA INCINTA. C'E' R

MARIA INCINTA. C'E' RE

MARIA INCINTA. C'E' REL

MARIA INCINTA. C'E' RELA

MARIA INCINTA. C'E' RELAZ

MARIA INCINTA. C'E' RELAZI

MARIA INCINTA. C'E' RELAZIO

MARIA INCINTA. C'E' RELAZION

MARIA INCINTA. C'E' RELAZIONE?

NACHO LUI E' IL PRI

NACHO LUI E' IL PRIM

NACHO LUI E' IL PRIMO

NACHO LUI E' IL PRIMO?

NACHO E' IL PRIMO

Nel prossimo episodio...

E' appena passato tuo marito, a piedi.

- Nacho! - Dimmi!

E' successo qualcosa di molto grave nella cooperativa.

Papà! Papà!

E' dipeso tutto dalla stessa cosa.

E qualunque sia, è alla fine della strada che porta alla discarica.

La guardia forestale ha scoperto l'antenna.

E' arrivato il momento di fermarli.

- Ribero? - María! María!

Sarebbe stato provocato tutto da un'antenna che è lì da un anno?

E come sai che è lì da un anno?

Ci stanno nascondendo qualcosa.

Abel!

Ha smontato tutto l'orologio del salone, pezzo a pezzo.

Incredibile!

Questo bambino...

forse è la scusa di cui abbiamo bisogno per...

per accettare il fatto che siamo ancora innamorati l'uno dell'altra.

Siamo pessime persone.

- Sei incinta? - Ti prego, lasciami spiegare.

Ti prego.

Guarda, cos'è?

Santo cielo! Non è normale.

Quando le cose si fanno bene...

finiscono bene.

Apri la portiera.

Ma quando si fanno male...

finiscono male.

E' qui in gita?

Proprio così.

Ribero!

No!

Ho visto qualcosa.

Cosa?

Qualcosa mi ha tirato giù.

Qualcosa?

Qualcuno.

www.subsfactory.it

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.