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Original subtitles

Negli episodi precedenti...

- E' l'acqua. - Cosa?

Ce l'avevamo davanti senza accorgercene.

E tutto è iniziato con una tempesta.

E' appena passato tuo marito, a piedi.

Nacho!

Papà.

Non ti ha fatto male?

- Male? - Abel!

E' strano, Pablo. Sono andato a prendere una cosa in dispensa

e a un tratto qualcuno ha chiuso da fuori.

- Chi c'è là? - Credi sia stato lui?

Non c'era nessun altro.

Credi che il nonno stia fingendo di avere l'Alzheimer?

No. Beh, non lo so!

Ma credo che non sia così malato come vuole farci credere.

- Maria! - Dove mi trovo?

- Sei incinta. - Ma non è possibile.

La mia gravidanza...

Non ricordo di essere stata con qualcuno.

Sono dentro. E non ci sbagliavamo, è qui.

Penso che non ci sia bisogno di ricordarti...

che la posta in gioco è molto alta.

Sai già qual è il piano.

- Mamma, cosa c'è? - Daniela, figlia.

- Posso vedere. - Cosa?

Questo paese è stato costruito su una falda acquifera.

Di sicuro dall'acqua non possiamo fuggire.

- Sono suo fratello. - E sei pure il mio amante, cazzo!

Mio marito è in coma, e sono andata a letto col fratello.

Siamo pessime persone.

- Sara. - Penso tu debba sapere la verità.

Siamo vicini alla fine.

Sara!

Sara!

E' Sara. Si è buttata giù.

Devi aiutarmi, si è buttata dal pontile!

Abi!

Allontanati.

Ti ho detto che non tornerà.

Ma perché ne sei così sicuro?

Chi sei?

Non puoi non avere neanche un graffio, avrei giurato di averti visto cadere.

Qualcosa mi ha tirato giù.

Qualcosa?

Qualcuno.

Subsfactory e Las montañeras sono lieti di presentarvi:

El Incidente - 1x04 - La debilidad -

I MALATI DI ALZHEIMER POSSONO CAMMINARE DI NUOVO?

"Non si conoscono casi di malati di Alzheimer che abbiano camminato di nuovo."

Traduzione e sync: johanna.p, giuppi, gaiacaiello, jesstrl, chiarii94

Check sync: Asphyxia

Revisione: humarub

www.subsfactory.it

- E quella lì? - E' pazza.

E' scalza.

E anche in pigiama.

Ma cosa fa?

- Ho ricevuto il pacco. - Ci servono i campioni al più presto.

Bisogna confrontarli con quelli degli altri soggetti.

Okay.

Li riceverete in meno di 48 ore.

Alicia.

Perfetto, passi a prendermi tu?

Okay.

Bene, a dopo.

Quanti metri c'erano? Dieci? Quindici?

Come minimo.

Com'è possibile che una donna di quasi settant'anni

cada da lì e non si faccia niente, nemmeno un graffio?

Ed eviti di annegare per la corrente,

perché, diciamocelo, io nemmeno sarei riuscita a nuotare a riva.

Sara è un altro caso.

Come Esther e María.

Come mio fratello.

Lo credi davvero?

Compare in mezzo alla strada disorientata e confusa.

Così come è successo con Maria.

E nemmeno ricorda come ci sia arrivata.

Non è finita, Alicia.

Ci saranno ancora più casi.

Io direi che...

non solo non è finita...

ma è appena iniziata.

Se avessimo ragione e fosse l'acqua, perché influenza solo alcuni e non tutti?

Magari è questione di tempo.

Pensi che interesserà tutti alla fine?

Non lo so.

CARTELLA MEDICA

Salve, com'è andata al lago?

Bene, normale. Era tutto normale.

- Quella era di María? - Vi lascio, devo aprire l'ambulatorio.

Aspettami, anch'io ho una commissione da sbrigare.

Rivero, quando finisci con le scatole, puoi chiamare il tecnico informatico, per favore?

Manca di nuovo Internet.

- A dopo. - A dopo.

Vieni, nonno.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Lascia, lascia. Lo porto io alla fisioterapia.

E dopo viene con me in officina, così lì può distrarsi un po'.

Sei sicuro?

Sì, ieri...

ho esagerato con lui, ma avevi ragione.

Gli ho anche chiesto scusa. Vero, nonno?

Abbiamo fatto pace, no?

Forza, vai!

Ciao.

Sì?

Sì. Sì, sì.

Vi ho chiamato io.

Ha l'Alzheimer a uno stadio avanzato.

No.

No, no, è sempre rimasto a casa con noi, ma...

ogni giorno è sempre più difficile.

Capisco.

E potreste mandarmi tutte le informazioni possibili,

non so, orari, prezzi, i trattamenti offerti?

Va bene.

D'accordo, grazie.

Arrivederci.

Vieni, andiamo, nonno.

Che fai, nonno? Coraggio, andiamo.

Forza, nonno, lascia.

Lascialo!

Ciao.

Ciao.

Come sta Sara?

Uguale.

Che sfortuna.

Oltre tutto quello che ha, cade pure nel lago.

Bene.

Senti.

Cosa?

Nel pomeriggio vengo a trovare Nacho.

Come va lì? Tutto bene?

Sì.

- E' successo qualcosa? - Non è successo niente, vai, è lì.

Vado, ho molto da fare.

Ciao, zio Pablo!

Ma dai, e tu che fai qua?

Niente, mamma e papà hanno litigato, e siamo venuti a vivere qui.

Bene, devo andare.

Perché non me lo hai detto?

Ma cos'è successo?

Niente, ho discusso con tuo fratello e siamo venuti a dormire qua.

E perché non siete venuti da me?

Sai bene che puoi sempre contare su di me per tutto.

A dire il vero, sono venuta da te, ma avevi le mani impegnate.

Come? Le mani impegnate?

Non fa niente, Pablo, chiunque sia, non mi riguarda.

Aspetta un attimo...

sei gelosa?

Non sono gelosa.

Hai tutto il diritto a rifarti una vita.

Non mi sono rifatto niente!

Non mi devi spiegazioni, puoi stare con chi vuoi.

Io voglio solo stare con te, e lo sai.

Sto allo stesso punto di due settimane fa...

aspettando magari qualche miracolo.

Che ti presenti alla porta e mi dici che mi ami.

E' questo quello che aspetto.

Sono ancora qui.

Non mi sono mosso.

- Sei tu quella cambia idea. - Io non cambio idea.

A volte ho dei dubbi.

Beh, io non voglio i tuoi dubbi.

Voglio che ti sia chiaro che mi ami.

Altrimenti, non voglio nulla.

Aiuto, vi prego!

Aiuto!

Qualcuno mi aiuti, vi prego!

Aiuto! Aiuto!

Cosa succede?

Aiuto, per favore!

- Cosa succede? Sta bene? - Quel bambino.

- Cosa? Che c'è? Stai bene? - Non è mio figlio!

- Dov'è lui? - Sì.

- Sei sicuro? - Dov'è mio figlio?

- Vi prego, aiutatemi! - Cos'è succes...

- Aiuto, per favore. - Tranquilla. Va bene, calma.

- No, non è mio figlio. - Calma.

- Come non è tuo figlio? - Non è mio figlio, davvero.

- Quel bambino non è mio figlio! - E' Adrián, Miriam.

Ti giuro, non è mio figlio, non so chi sia.

- Tranquilla, calmati. - Vi prego.

Mamma, perché dici così?

Vi prego.

Buongiorno.

- Buongiorno. - Al depuratore mi hanno detto che era qui.

Volevo chiederle con che frequenza analizza l'acqua del lago.

Circa tre volte al mese, più o meno.

E cosa verifica, esattamente?

Microorganismi...

elementi contaminanti...

E, ultimamente, non ha riscontrato nulla di strano,

magari tossico, che potrebbe arrivare all'acqua dei rubinetti?

Tutta l'acqua che si consuma nella Valle del Cer è filtrata nell'impianto.

E poi è potabilizzata.

Grazie.

- Tieni. - Grazie.

Sei più calma?

Cos'è successo lì fuori?

Perché prima hai detto quelle cose?

E' successo qualcosa.

Non so casa sia, ma sono cambiati.

All'improvviso.

Prima lui e poi il bambino.

Ciao.

Come stai, tesoro?

Stanno bene. Stanno entrambi abbastanza bene.

E' stata solo una crisi d'ansia.

Comunque, credo sia meglio che resti in osservazione.

Meglio che andiamo a casa, così riposi.

- Sarà solo per poco. - No.

Grazie, dottore.

Se succederà di nuovo, la porterò all'ospedale.

Adrián.

Ti prego, aiutami.

Non lasciarmi sola con loro.

- Cosa succede, Miriam? Cosa succede? - Non posso.

Andiamo.

Grazie, dottore.

Mamma, cosa fai?

Lascio entrare la luce.

Ma così ci vedranno tutti i vicini, sei impazzita?

Beh, ci guardino pure, qui dentro non c'è niente di brutto.

Sai una cosa?

Vado a fare la stessa cosa in camera.

Che fai qui?

Devo prendere dei documenti che mi ha chiesto la banca.

Nonno, non muoverti dalla porta, dai.

E' un Mercury Marina, vero?

Sì.

Un 600 a quattro tempi.

Ormai non se ne vedono quasi più.

Nonno, stai fermo!

Vuoi che ti dia una mano?

No, non serve, me la cavo.

Questo è certo.

Quando da piccolo mi aiutavi...

sapevo che saresti diventato più bravo di me.

Almeno su questo, non ho sbagliato.

Cazzo.

Nonno!

In realtà, sto soffrendo un po' di insonnia.

Potrebbe dipendere dalla gravidanza?

No, anzi, dovresti dormire di più.

E stai mangiando?

Quasi niente.

Neanche questo è normale?

Beh, non molto, le donne incinta di solito mangiano per due.

Ed è strano, perché i tuoi esami sono perfetti.

Di una persona che si alimenta benissimo.

Vediamo.

Sdraiati.

Vediamo.

Alza un pochino.

Cosa c'è?

Come sta il bambino? Sta bene?

Sì, sta bene.

In realtà, sta fin troppo bene.

Troppo?

Tu non mangerai, ma tuo figlio si fa delle belle scorpacciate.

Cresce a una velocità fuori dal normale.

- In che senso, fuori dal normale? - Perché sei incinta di sette settimane...

ma, per le dimensioni del feto, direi che sei almeno di dieci.

- Javi, tranquillo, d'accordo? - Dobbiamo parlare.

- Cosa vuoi? - Che torni a casa.

No. C'è altro?

Sono tuo marito.

Quindi?

Un uomo deve stare con sua moglie e suo figlio...

a casa.

Le famiglie vivono insieme.

Così dev'essere.

Tu chi sei?

Sono Nacho.

Tuo marito.

No, tu non sei mio marito.

Lui mi direbbe di tornare a casa, perché gli manco tantissimo...

perché è la prima notte che dorme senza di me, dopo tredici anni.

E non riesce a sopportarlo...

perché mi ama...

e perché non riesce neanche a immaginare la sua vita senza la moglie e il figlio.

Quello è mio marito.

E quando lo rivedrò...

tornerò a casa.

Nel frattempo, lasciami in pace.

- Julián! - Ciao.

Mi chiedevo se, per caso, ti facesse piacere...

se ti andasse...

di mangiare con me.

Sai, la vedo dura.

Sono morti dei cinghiali su in alto, vicino ai rifugi...

e devo determinare la causa di morte.

E capire che succede a Internet, perché s'interrompe ogni due secondi.

Beh, il tecnico informatico, non io, ma devo assisterlo.

Ma...

dovrai pur mangiare.

- Non ci riesci, vero? - Come?

A perdonarmi per la gravidanza.

Ci provi, ma non ci riesci, vero?

E' che è un po' strano.

Non so...

è molto difficile da mandar giù.

Però...

dammi un po' di tempo.

D'accordo?

- Buongiorno. - Buongiorno.

Hai le chiavi del fuoristrada?

Sì, certo. Dove andiamo?

Sarebbe meglio se tu rimanessi qui, Rivero.

Riguarda María, vero?

Ho visto la sua foto nella cartella di Pablo.

Perché Pablo ha una foto di María?

Rivero...

Non posso parlarne con te, mi dispiace.

Nacho?

Nacho.

Nacho, ci sei?

Nacho.

Ma che hai fatto?

Dannazione!

Svegliati!

Svegliati!

Cosa fai qui?

Mi hai spaventato a morte, cazzo.

Cosa ti sta succedendo?

Arrivo a casa tua e vedo in sala tutte le cose messe in fila.

Poi salgo e ti trovo nella vasca...

ricoperto dall'acqua, senza respirare!

Passi tutto il giorno aggiustando cose. Si può sapere che cazzo fai?

La tua famiglia va via da casa perché non può vivere con te, Nacho.

Hai ucciso il cane, cavolo. Abi.

Non so più chi sei.

Sono tuo fratello.

Sono Nacho.

Beh, io non ti riconosco più.

Non so chi diavolo sei.

Scusa, posso?

Sì, certo.

Sto raccogliendo materiale per lo spettacolo dei nonni.

- E, più altro, sembro un rigattiere. - Non preoccuparti.

Ti ho visto da solo e, siccome non parliamo mai, ho pensato di approfittarne...

per parlare di...

- Di María? - Sì.

Della gravidanza.

Mi ha detto che ne avevate discusso e...

Beh, sì, e già quella è strana.

Ma c'è qualcosa di peggio.

Come qualcosa di peggio? Che succede?

Sì, c'è qualcosa di peggio e...

a dirti il vero non ho nessuno con cui parlarne.

Quando sono caduto dall'antenna, ho scordato tutto e non sapevo più cosa fosse successo.

Ma l'altro giorno, all'improvviso, ho avuto un flash...

e...

Non sono caduto, Juanjo.

Mi hanno tirato giù.

Mi ha tirato giù lei.

Come ha potuto essere María, Rivero? E' impossibile.

Lo so, sembra assurdo. Ma ti giuro che...

ho quell'immagine impressa nella mente.

Senti, io ero con lei quando ha saputo che stavi in ospedale.

E' svenuta proprio qui, quindi...

dovrebbe essere un'ottima attrice per riuscire a mentire così.

Juanjo...

io so quello che ho visto.

E' stata lei.

Prima non eri così.

E com'ero?

Beh, eri...

chiacchierone...

scherzoso, eri sempre appiccicato a Tania, e se non la stavi baciando...

la toccavi, cavolo.

E con Hugo...

eri un giocherellone.

Stavate sempre a farvi il solletico...

a scherzare.

Quel bambino ti adora.

E non sai quanto sei fortunato.

Hai una famiglia fantastica.

E se continui così, finirai per perderla.

E te ne pentirai per il resto della vita.

Salve. Un espresso.

Anzi, meglio una birra.

Ciao, papà.

Ciao, tesoro.

Mi offri uno spuntino?

Un pezzo di frittata e un succo, per favore.

Sai una cosa? Mi hanno chiesto di entrare nella squadra di basket.

Sono l'unica ragazza.

Vorrei essere playmaker, ma l'allenatore dice che forse giocherò da ala piccola...

perché lancio molto bene.

Porta via la birra.

Gli ho detto che sono più un tipo da calcio, ma che ci avrei pensato su.

Faccio certi gol a José Rueda che lo lascio col culo a terra.

E chi sarebbe questo José Rueda?

Quel ragazzino scuro, il figlio della tizia del supermercato.

Quella che ha un caratteraccio, con i capelli rossi.

- Quella che non ci fa credito. - Proprio lei.

Cazzo, Rivero, mi hai spaventato!

Cosa fai lì? Mi stavi seguendo?

No, facevo solo il giro di controllo.

Nemmeno ti avevo visto.

E cosa vuoi che faccia?

Se nemmeno riesci a dirmi quello che succede con María.

- T'ho già detto che non posso parlartene. - Ma perché?

Devi dirmelo, non ci capisco più niente.

María è molto importante per me.

E non sono tranquillo se so che le sta succedendo qualcosa.

Che cazzo c'è là?

E' solo un riflesso. Ci sarà qualcosa sotto l'acqua.

Dovremmo vedere di che si tratta.

Sta facendo buio, non è meglio se torniamo domani con la barca?

Va bene, ma non c'è bisogno che tu venga, posso farlo da sola.

Non ne dubito, ma siamo colleghi.

Se non cominci a rompermi le scatole con María...

puoi venire, va bene?

D'accordo.

DIVIETO DI BALNEAZIONE ACQUA POTABILE

DIVIETO DI BALNEAZIONE ACQUA POTABILE

Solo una notte, tanto domani finiscono le riparazioni a casa.

Quindi...

Beh, le stanze sono più o meno tutte uguali...

ma in questa c'è più luce.

E...

si può chiudere bene da dentro?

Sì. Perché?

Niente, giusto per sapere.

Vieni, te la mostro.

Prima ti ho visto parlare con Nacho.

So che ci stai mentendo, nonno, tu puoi parlare.

Così come puoi camminare.

E le tue scarpe piene di fango?

Ti sei alzato dalla carrozzella, vero?

Perché, nonno? Perché ci menti? Cosa nascondi?

Che fate?

Niente.

Niente, cazzeggiavo col nonno prima di metterlo a letto.

Buonanotte, nonno.

Senti, Abel...

stavo pensando una cosa.

Perché non chiedi a papà di aiutarti domani in officina?

- No, è meglio lasciarlo stare, d'accordo? - Ma perché?

Ascolta, non ci sono ma.

Non intrometterti e basta.

Abel.

- Che vuoi ora? - Chiedi a papà di tornare a lavorare qui.

Ti ho già detto di no.

Ma sta smettendo di bere e ha buttato via tutte le bottiglie che aveva a casa.

Per l'ultima volta, non gli chiederò di tornare a lavorare qui, capito?

- E ora fila a scuola, forza. - Dagli tregua, cavolo, ci sta provando!

Anche per me è dura riavviare l'officina e per te badare ogni giorno al nonno.

Non voglio che ci provi. Voglio che ci riesca come ci riusciamo noi.

Quando vedrò che possiamo fidarci di lui, lo farò, te lo prometto.

Nel frattempo, però, lascia le cose come stanno.

Dai, Martina, veramente credi che smetterà di bere?

Pensi che sarà la volta decisiva? E fino a quando?

Al prossimo giorno storto.

E' nostro padre, Abel, devi dargli una possibilità.

Un padre non lascia che la figlia di tredici anni si prenda cura del nonno malato.

Un padre non caccia il figlio come un cane e non lo incolpa per la morte della madre.

Sì, ma almeno lui è rimasto, lei invece stava per lasciarci.

Cosa hai detto?

Martina, cos'hai detto?

Martina.

Prima di morire...

mamma voleva andarsene di casa.

Senza di noi.

Allora...

raccontami.

Mi piacerebbe...

ma non so da dove iniziare.

E' successo qualcosa?

La vista va bene?

La mia vista?

Vedi quel cartello?

IN VENDITA

655...

30224.

Sono i numeri indicati.

Riesci a leggere i numeri?

Io non distinguo neanche il cartello.

Beh, non è detto...

che sia qualcosa di negativo.

E...

hai notato qualche altro strano sintomo?

Guarda...

promettimi che non lo dirai a Daniela...

visto che...

è così entusiasta che abbia recuperato la vista.

Ma...

non riesco a chiudere occhio.

Ultimamente, non riesco a dormire nemmeno per due ore.

E...

non provo dolore.

Nessun tipo di dolore.

Esther. Che fai, Esther? Esther!

Ma...

E non è tutto.

Lo vedi?

Che cosa mi succede, Pablo?

E tu come sai tutto questo?

Li ho sentiti discutere...

qualche ore prima dell'incidente di mamma.

Stava per venirti a cercare...

ed è scoppiato un casino enorme.

Un casino, perché?

Mamma gli aveva detto che l'avrebbe lasciato.

E poi?

Che avrebbe lasciato anche noi.

Papà si è arrabbiato tantissimo.

Le ha detto che poteva fare qualsiasi cosa a lui, ma non ai suoi figli.

Le ha sputato addosso un mucchio di veleno.

Che era una cattiva madre e...

una puttana.

E poi, lei esce e muore.

E lui non può più nemmeno odiarla.

Senti, non dico che sia giusto quello che sta facendo papà...

ma un po' non riesci a capirlo?

Per questo è così arrabbiato.

E non perché non ti ha perdonato.

Il fatto è che non perdona nemmeno sé stesso.

Perché non mi ha detto nulla?

Per cosa? Perché la odiassi anche tu?

No, per non farti sopportare questo schifo da sola, Martina.

Tu non avresti fatto lo stesso?

Non avresti evitato di farmi sapere che...

mamma non ci voleva bene?

Posso uscire un po' fuori a giocare?

Sì.

Non allontanarti, che dobbiamo fare colazione.

Attento, tesoro, non ti tagliare.

Ciao.

E tu chi saresti?

Che carino.

Ti piace?

Si chiama Urco.

Ti ricordi quando ti ho regalato Abi?

Era piccolo così.

L'avevo messo in una scatola rossa, e lui si è mangiato tutti i bordi.

Sono venuto a dirti che mi dispiace, Hugo.

Non volevo far male ad Abi.

Pensavo ti mordesse e mi sono spaventato.

Abi non mi avrebbe mai morso.

Era mio amico.

Probabilmente, hai ragione.

Ma ho avuto paura.

Se ti succedesse qualcosa, non so che farei.

E' molto simpatico.

E' vero?

- Posso tenerlo? - Certo, è per te.

Promettimi che non gli farai del male.

Mai.

Te lo prometto.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Un caffè macchiato, per favore.

- Hai deciso di portarci tuo nonno? - No, no. Era nella cassetta della posta.

A proposito di quello che mi dicevi...

che ti sembrava un po' strano...

continua a esserlo?

Abel...

qualsiasi cosa dovesse succedere a casa tua, sai che puoi dirmelo.

Succedere? Che deve succedere, Pablo?

Quello che mi dicevi di tuo nonno che...

non era lo stesso.

Non è niente.

Sciocchezze mie. Mio nonno sta come sempre.

Veramente.

Ti lascio, devo aprire l'officina.

- Ciao. - Ci vediamo.

Alicia, non sai...

Sì. Ho già preparato la barca, ma...

D'accordo, ci vediamo là.

Ciao.

Come va?

Bene, grazie.

Sono venuto perché ero abbastanza preoccupato...

per quello che hai detto ieri.

Ti ricordi?

Rispetto a tuo marito e...

a tuo figlio.

Ultimamente sono un po' nervosa.

Non farci caso.

Mi dispiace averti fatto preoccupare.

Grazie per esserti preoccupato tanto per noi, Pablo.

Sei molto gentile.

Beh...

allora, niente.

Ci vediamo.

Ciao.

Ciao.

Non vedo niente.

- Sei sicura sia qui? - Certo, sicura.

FORESTALE

Forse dovremmo calarci laggiù.

FORESTALE

O magari sarebbe meglio chiamare dei sub.

Che cos'è?

Senti, so che ho promesso di non chiederti di María...

Dannazione, Rivero!

Dopo anni, è la prima ragazza che mi piace veramente. E lo sai.

Cosa c'entra María con tutto questo?

María è uno dei casi strani di cui discuti con Pablo, vero?

Per questo mi hai detto di crederle.

Dammi retta, Rivero, è meglio che tu non sappia altro.

E perché?

Lo sai quanto ci sto male?

Lo sai quanto ci sta male lei?

Che cos'è?

Non lo so.

Cazzo.

Non mi piace per niente, Rivero. Andiamocene subito! Metti in moto!

No.

- Finché non mi dici che succede a María. - Parti, cazzo!

Succedono un sacco di cose che non capisco, ho continui flash

di quando sono caduto dall'antenna.

Non voglio metterti di nuovo in pericolo. Parti!

Sto impazzendo, cazzo! Ho bisogno che mi dica la verità!

L'ultima volta che hai voluto sapere la verità stavi per morire.

Metti in moto, cazzo!

- Che succede? Capo! Capo! - Rivero!

Rivero! Rivero, dio santo!

- Alzala, dai. Rivero!

- Rivero! - Forza.

- Che cos'è stato? - Reggiti.

Nacho, mi spaventi di continuo!

Lasciami in pace.

Non volevo spaventarti.

Volevo parlarti.

E vieni così, senza cane?

Perche Hugo mi ha detto che è così che risolvi le cose.

Vedi, Tania...

da quando mi sono risvegliato dal coma sono un po'...

confuso.

E sono venuto a dirti che...

mi dispiace.

Ti dispiace?

Di cosa ti dispiace?

Di evitare tuo figlio? O evitare me?

O di aver ucciso il nostro cane? O di averci cacciato di casa?

Di tutto, Tania.

- Certo. - Di tutto, davvero.

Stamattina mi sono ricordato di quando cercavamo casa.

Appena l'hai vista, hai detto "E' questa".

"Questa è la nostra casa".

"E mi vedo vivendo qui con te e altri sette figli".

Ricordi?

Sì, ricordo.

Quella casa è tua, Tania.

No, quella casa è nostra.

E non capisco dove vuoi arrivare.

Se c'è uno che deve lasciare quella casa, quello sono io.

Ho fatto le valigie e quando stasera tornerete non mi troverete più.

Mi dispiace molto di avervi fatto del male.

Mi dispiace davvero.

E sei bellissima.

Che cos'è stato?

Non lo so.

Era come se...

qualcosa mi stesse tirando verso il fondo.

Una specie di...

forza...

estranea.

Grazie per avermi salvato la vita, Rivero.

Siamo colleghi, no?

Sì...

lo siamo.

E hai ragione.

Hai il diritto di sapere cosa sta succedendo a María.

Ma non puoi dirlo a nessuno, nemmeno a lei,

finché non sappiamo di cosa si tratta.

Credo che il problema sia nell'ingranaggio.

Non mi ero accorto che era usurato.

Hai controllato l'olio?

Perché vogliono tanto i motori di marca, e poi non fanno la giusta manutenzione.

E se a questi motori non cambi l'olio ogni anno, è finita.

Non saprei...

potrebbe essere...

oppure l'ha fatto fuori il caldo.

Grazie.

Alicia.

Scusate.

Posso parlarti un secondo?

Sa tutto.

Gliel'ho appena detto.

Oltretutto, sapeva già della gravidanza di María.

Ed è un mio collega.

Non voglio mentirgli.

D'accordo, va bene.

Ieri dicevi che quello che sta succedendo qui influenza certe persone e altre no.

Ebbene...

credo di aver capito perché.

- Posso? - Sì.

Ramón, Alzheimer.

ANALISI GLICEMICA

Esther...

cecità irreversibile.

CARTELLA MEDICA

Nacho, lo sappiamo, era in coma.

CARTELLA MEDICA

Sara, cancro in fase terminale.

CARTELLA MEDICA

Mario, grave forma di diabete. E Miriam...

claudicante a causa di una meningite.

Anche Mario e Miriam?

Non solo loro...

anche il figlio.

- Colpisce prima i malati. - I deboli.

E' come se la malattia fosse un modo per entrare dentro di loro.

E quindi...

qual è la malattia di María?

Ciao, sono María. In questo momento non posso rispondere.

Lascia un messaggio e ti richiamerò.

Ciao, María. Sono io.

Non so se ricordi...

quando...

mi hai dato quel bacio.

Mi hai reso l'uomo più felice del mondo.

Mi hai fatto credere che...

tra di noi potesse funzionare.

Non so, pensavo...

a una vacanza insieme.

Beh, a una vita con te.

María...

voglio stare con te.

E se lo vuoi anche tu, allora, mi farebbe piacere se mi richiamassi.

Altrimenti...

beh, sarebbe giusto che me lo dicessi.

Ciao.

Ho tutti i campioni di DNA.

Inviameli col solito metodo.

L'organizzazione vuole analizzarli prima possibile.

I risultati saranno gli stessi ottenuti a Húsavík e a Bloom.

Non ho dubbi.

Non serve dirti di fare come se fossi a casa tua.

- Non so quanto resterò. - Quanto vuoi, lo sai.

Vado a dormire di sopra.

Per qualsiasi cosa...

Grazie.

Nacho...

hai fatto bene.

Lascia qui il trolley.

Va bene.

Va' a farti la doccia. Tra poco salgo anch'io, d'accordo?

Va bene.

Uno, due e tre.

Ta-da!

Questa è casa tua.

E' bellissima.

A Hugo piace?

Anche a Hugo piace tantissimo.

Aspetta che vengo anche io. Sono sette figli, no?

Sì, ma dopo non tirarti indietro.

Ti amo.

Ti amo.

Ti amo.

Ti amo.

Ti faccio il solletico.

CASA DI RIPOSO PER ANZIANI "LOS ROBLES"

Papà, che fai? Puoi camminare?

Ma...

Nel prossimo episodio...

Dio mio, non si vede il fondo.

Venticinque metri.

- Trenta metri. - E' arrivata al fondo?

No, è finita la corda.

Mentre ero in ospedale, sei stato molto vicino a Tania, no?

Siete diventati buoni amici.

Tania!

Tania! Apri, ti prego! So che ci sei.

Sei incinta, vero?

Dopo la lezione potresti venire a casa mia.

Per te, casa mia sarà sempre aperta.

- Alicia Riquelme? - Sì.

Sono l'ultimo sopravvissuto di Húsavík.

Qualcuno di Húsavík si è messo in contatto con la guardia forestale.

Devo sapere chi è.

E devo saperlo subito.

Cerchi di dirmi che non sono più loro?

Sembra un'altra persona, che ne so...

sembra un estraneo, cazzo.

No, papà. No!

Tuo nonno...

Rispondi, Abel, ti prego.

La situazione è sempre più difficile.

Le persone colpite aumentano ed è sempre più difficile nasconderlo.

Risolverò questa cosa, che ti piaccia o no.

Cos'è successo a Húsavík?

Quello che succederà anche qui.

Andate via!

Salvi tutti quelli che può.

Prima che sia...

troppo tardi.

Non puoi più fermarlo, ormai.

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