Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Buongiorno.
Il mio amico Jacques Becker ha ricreato con tutti i dettagli...
una storia vera: La mia.
Tutto successe nel 1947... nel carcere di "La Santé".
Mettiti là.
Entra.
Fallo passare prima degli altri. Vado di fretta.
D'accordo. Mettiti qui.
Maurice Lavervoire, 32 anni 13° blocco, cella 35.
Il detenuto si rifiuta di mangiare da 48 ore.
Perché fai lo sciopero della fame?
Perché sono innocente.
Bene, se sei innocente lo saprai al processo...
mentre aspetti puoi mangiare.
Non voglio mangiare, voglio che il giudice lo sappia.
Perché se non mangio è a causa sua.
D'accordo, però lui mangia...
e sapere che tu non lo fai non gli farà passare l'appetito.
Io non mangio.
D'accordo.
Diremo al giudice che non vuoi mangiare.
Il prossimo.
Di cosa si tratta?
Gaspard Claude, Numero 6028...
aveva un accendino nascosto.
Sembrava d'oro.
Tu sai bene che qui è proibito avere accendini.
Nemmeno senza gas direttore?
Nemmeno senza gas.
Il regolamento è molto severo.
Te lo avranno detto quando sei entrato qui.
Sarò sincero direttore.
Lo avevo dimenticato in una tasca.
E poi lo hai ritrovato.
Esatto.
E perché non l'hai dato a una guardia?
Lo avresti riavuto all'uscita dal carcere.
Ha ragione direttore.
Per me ha un valore sentimentale. Guardarlo mi fa stare bene.
Quindi è d'oro?
Sì, signore.
Un oggetto prezioso.
Lo riavrai quando uscirai.
Per 15 giorni non potrai ricevere pacchi.
Per questa volta chiuderemo un occhio.
Grazie mille, direttore.
Bravo ragazzo.
Riavrai l'accendino quando uscirai.
Un nuovo arrivato.
Capo, siamo già in quattro.
Bene, adesso siete cinque.
Aspettiamo del lavoro.
Faremo delle scatole di cartone. Occuperanno molto spazio.
Nessuno vi obbliga. Siete detenuti.
Se lavorate è perché lo volete voi.
Le dà fastidio che lavoriamo?
Non fare il furbo con me.
Possiamo lavorare se vogliamo.
Ho detto che c'è un nuovo ospite. Smettetela di discutere.
Non sto discutendo.
Siamo già in quattro e aspettiamo del lavoro.
Si informi.
Metti la tua roba lì.
E tu stai zitto.
Non le ho mancato di rispetto.
Lascialo perdere Manù, lui è fatto così.
Certo che sono fatto così.
Adesso ti porteranno un materasso.
Mi dispiace ma non ho chiesto io di venire qui.
Non ti preoccupare.
Mi chiamo Bosanelle.
ma puoi chiamarmi "Monsignor", è il mio soprannome.
Mi chiamo Claude Gaspard.
Stavo nell'8° blocco, mi hanno mandato qui perché ho nascosto della roba.
Qui starai bene.
Non ho avuto questa impressione poco fa.
Ti ho detto di non preoccuparti.
Ricominciamo da capo, quel che è fatto è fatto.
- Roland Durband. - Ciao.
Questo è Geò Cassine.
Uno nuovo. Viene dall'ottavo.
Stanno facendo dei lavori nella sua cella.
Ciao.
Buongiorno!
Manù Borelli.
Qui starai bene.
Dammi le tue cose.
Ti aiutiamo a sistemare.
Mettilo sul letto.
A casa tua avevi un armadio?
Sì. Perché?
Lo avevamo tutti.
E anche una donna.
Hai la donna tu?
Non gli rispondere.
Non sei obbligato a parlarci dei fatti tuoi.
Non mi da fastidio parlarne.
Con la tua donna va tutto bene?
No.
Io amo un'altra.
Quell'altra faceva meglio l'amore?
Vuoi stare zitto?
Perché?
Parlare d'amore è bello. È sano.
Vedi? Geò è interessato all'amore.
Anche le donne lo sono.
Non dimenticarlo.
È uno specialista. Molto richiesto.
Se vuole dormire da solo deve nascondersi.
Ciao ragazzi. Abbiamo portato del lavoro.
Andiamo.
Che entusiasmo! Non durerà a lungo.
Cerchi di capire capo. Ci annoiamo.
Smettila di lamentarti.
Abbiamo portato 5000 cartoni.
Ci fidiamo.
Che fortuna eh? Signor Bouvard.
Non rida capo, dico sul serio.
Certo, non avrete nemmeno il tempo per mangiare.
- Va bene, possiamo andare. - Buonasera.
Ha ragione.
È un lavoro pesante, no?
Va benissimo per noi, vero Geò?
Andiamo fannulloni.
Lui va incoraggiato.
Dai Manù.
Posso?
Fai pure.
Sta iniziando a piacermi questo lavoro.
Avete scelto tutti di lavorare o solo voi tre?
Tutti e quattro.
- Geò, vieni a lavorare. - Va bene.
L'hai promesso.
Non sono ancora pronto.
Visto? C'è la zuppa.
- Cos'è? - Specialità dello Chef, pastina in brodo.
In cucina fate tutti schifo.
Ragazzo, io...
Non sta a te dirlo.
Io dico che in cucina fanno tutti schifo.
È un opinione personale la sua.
Questa roba è immangiabile.
Sì, non ha un bell'aspetto.
Semplicemente disgustoso.
Io non ne mangio più.
A me non sembra tanto male.
Tu hai sempre fame.
Volete? Ne ho abbastanza per tutti.
Molto gentile, ma abbiamo la nostra.
Metti a posto la tua roba. Oggi offriamo noi.
Come ti vizia la tua donna.
Lascialo perdere. Vieni a sederti.
È buono?
È una brodaglia.
Prendi! Mangia!
Serviti.
Ah, fegato d'oca.... Non ci facciamo mancare nulla.
Sì, guarda.
Miele.
Marmellata di fragole.
Marmellata di castagne.
Manù adora la marmellata di castagne.
E io che pensavo aveste bisogno di soldi.
Per questo?
Sì.
Solo le persone che hanno bisogno di soldi lavorano.
Anche quelli che si annoiano.
È vero. In celle dove non si va d'accordo.
Qui non c'è questo problema.
Non mi vorrete far credere che è per questo che lavorate?
E allora? Per cosa pensi?
Non lo so.
Mi sembra strano che lavoriate. Tutto qui.
Ah sì?
Sì, davvero.
Parliamo ancora della tua donna così la smetti di dire fesserie.
Passami il cucchiaio per favore.
- Dividete tutto? - Come puoi vedere.
È molto bello.
Sono contento di essere capitato qui.
Il piacere è nostro.
Non riesco mai a capire se dice sul serio.
È il mio fascino.
Dai! Serviti! Non essere timido.
Va bene.
Però divideremo anche quello che ricevo io.
Bravo. Sei in gamba.
Vuoi una sigaretta?
Grazie.
E Manù?
Lui non fuma.
Gaspard Claude?
Sono io.
C'è un pacco per te nel tuo vecchio blocco.
Tieni.
Sembri contento. Potrei sapere perché?
Il ragazzo mi piace.
Manù, dobbiamo decidere. Lo mettiamo al corrente?
Perché no?
Geò?
Decidi tu. Il piano è tuo.
Manù, credo che dovremmo dirglielo.
Tu credi?
Non abbiamo scelta, dobbiamo cominciare.
Tu dici che è meglio aspettare?
Sì.
Sei pazzo.
Non mi fido degli sconosciuti. Lui è uno sconosciuto.
Dai, non esagerare. Cosa sai di lui.
Vedrai.
Quando pensi di dircelo, quando ti condanneranno a morte?
Io sono nella tua stessa situazione.
Pensa anche agli altri.
Manù, mi sembra che stai esagerando.
Se non fosse venuto lui sarebbe venuto qualcun altro.
Forse anche più stupido.
Non ti pare?
Gaspard Claude, 8° blocco, cella 26.
Cosa? tu sei nell' 11° blocco, cella 6?
Sì capo, prima stavo nel blocco 8.
E come mai?
Mi hanno cambiato di cella. Tutto qua.
Verifico.
Gaspard Claude, 11° blocco cella 6... esatto.
Questo non è male.
Sembra un budino di riso.
Allora è così.
Goditelo. Il prossimo.
- Ah. Si è deciso anche Geò. - Ci vedi bene.
Mi hanno mandato dell'ottima roba.
Un salame.
Pesce affumicato.
Un budino di riso e vaniglia.
- Fatto dalla tua fidanzata? - Esatto.
A chi piace il budino?
A me. Adesso però non ho fame.
D'accordo. Cosa succede?
Niente. Perché?
Non so, ho una strana sensazione.
È vero. Stavamo parlando di te.
Abbiamo vissuto in quattro per tutto questo tempo.
È normale che parliamo di te.
Scusa, Manù voleva dire qualcosa. Vuoi continuare?
Sì.
- Noi non ci conosciamo. - Esatto!
- Però ti abbiamo accettato subito, o quasi. - Sì, siete molto gentili.
Senza saperlo, sei finito in una cella speciale.
Noi stiamo qui tutti per la stessa ragione.
Quando andremo davanti al giudice al più fortunato daranno dieci anni.
Come vedi amico mio, rischiamo molto.
È sicuro.
Noi vorremmo sapere quello che rischi tu, Gaspard.
Sono accusato di Tentato omicidio premeditato.
- Questo vale minimo dieci anni. - Ti interessa?
Chi ti accusa?
Mia moglie.
- Un pomeriggio, nella casa di campagna... - Congratulazioni!
- Sta zitto Monsignor. - Non farci caso. Continua.
Ero con mia moglie e sua sorella.
Stavamo discutendo.
Mia moglie mi ha minacciato con un fucile da caccia.
Io ho cercato di disarmarla, ma partì un colpo...
...che la ferì alla spalla.
Questo è quello che dici tu. Tua moglie avrà detto il contrario...
altrimenti non saresti qui.
Lei afferma che sono stato io a prendere il fucile per ucciderla.
- Era molto arrabbiata. - Sì, molto.
Quanti anni ha tua moglie?
30 anni. Tre più di me.
- E tua cognata? - È una ragazzina, ha 17 anni.
- Era presente al litigio? - Sì, confermò la mia dichiarazione.
Ma la domestica ha rovinato tutto.
Donnaccia.
Quella donna mi odia.
Ha detto al giudice che era di sopra con lei.
Hai detto omicidio con premeditazione. Dov'è la premeditazione?
C'erano tre fucili nella fuciliera. Solo uno era carico.
Perché stavate litigando?
Questioni di soldi. Almeno all'inizio.
- Nicole è brava a letto? - Cosa?
Vedi? Anche a lui piace fare l'amore.
Geò! Basta!
Erano proiettili o pallini?
- Pallini. - È meno grave dei proiettili.
- Cos'è successo a tua moglie? - Nulla di serio.
Una lieve ferita al braccio.
Lo muove con difficoltà, ma le passerà presto.
E lei dice che hai provato ad ammazzarla. Che crudele.
Immagina un po'.
Hai caricato tu il fucile?
Tua moglie è ricca?
Sì, abbastanza.
- Quanto guadagnavi? - Davanti al giudice è quello che conta.
Vendevo automobili.
Praticamente ti manteneva tua moglie.
Sì, diciamo di sì.
Venti anni di prigione.
- Tu dici? - Come minimo.
Sei sicuro?
Il tuo è un brutto caso.
Ferita d'arma da fuoco alla moglie che ti mantiene.
Ti portavi a letto la sorella, vendevi auto usate...
...queste cose non piacciono molto ai giudici.
Venti anni sono un periodo lungo.
Sì, ma qual è il problema?
Volevamo sapere cosa stai rischiando.
Perché per noi aspettare il processo è un rischio troppo grosso.
Come?
Noi vogliamo fuggire.
- Da qui? - Sì da qui.
Credi che siamo pazzi eh?
No assolutamente.
Dai Roland. Spiegagli tutto.
Lui sa quello che fa!
È già evaso tre volte. vero Roland?
Quando penso che, se non mi avessero cambiato cella non vi avrei incontrato...
Non avrei mai avuto questa possibilità.
Continua a fidarti di noi e avrai la tua occasione.
Quando iniziamo?
Fra un po' spegneranno le luci. Non possiamo scavare di notte.
Dobbiamo approfittare del rumore che c'è durante il giorno.
Chiaro.
Stanotte facciamo un banchetto. Passami quel budino di riso.
Passa la scatola Roland. Dividiamo tutto.
La cena è servita.
Mi piace come strofini le mani. Ti si addice.
Ovvio, la mia è una famiglia di prelati da più generazioni.
Mio zio era Vescovo.
Ma dai, adesso capisco perché ti chiamano Monsignor.
Allora inizio?
Fai pure.
Cosa c'è?
Niente, pensavo a mia nonna. Mi ha educato lei.
Era ricca?
Maledetto Gaspard. Hai avuto un infanzia felice.
Sì, avevo tutto quello che volevo.
Hai detto che ti ha cresciuto tua nonna. E i tuoi genitori?
Mia madre è morta quando sono nato. Mio padre cinque anni dopo.
Incidente d'auto.
Quindi non hai nessuno a parte tua nonna.
Miei nonni paterni. Ma non potevano permettersi di mantenermi.
Tua nonna è ancora viva?
No, perché?
Sei l'erede. Sei ricco?
Lo ero.
Hai speso tutto. Poi hai conosciuto una donna piena di soldi, giusto?
Mia moglie ha i soldi, ma non c'è niente da fare per quelli.
Non ti arrabbiare. Io avrei fatto la stessa cosa.
Se mi fossi sposato con una donna ricca, non le avrei sparato.
È stato quello il tuo errore.
Stai cominciando a darmi sui nervi, Monsignor.
Tranquillo, poco male.
Mi state stancando con le vostre stronzate.
Voglio dormire, quindi state zitti! Capito?
Bene.
Emile!
Mercier, finisici tu.
Dormito bene?
Mi sembra strano essere qui.
Succede sempre quando ti cambiano di cella.
Pensavo a tutto questo e non ho dormito bene.
Non preoccuparti, guarda. Dormono come bambini.
- Buongiorno. - Buongiorno Roland.
Avete bisogno del medico?
No, non credo.
Alzatevi, è mattina.
Passami lo zucchero e i biscotti.
Prendi.
Meno male che abbiamo lo zucchero. Questo caffè è una porcheria.
Questo ci servirà.
Togli i pezzi di vetro così non ci tagliamo.
Una cosa alla volta.
- Chi sta da più tempo in questa cella? - Io capo.
Stai qui, gli altri fuori.
Fazzoletto.
Va bene.
È tutto?
Il prossimo.
Tocca a te.
Dammi questo, spicciati.
Va bene.
Chi ha tirato lo sciacquone?
Io. Non lo avevo mai fatto da fuori.
Non farlo più.
Va bene, spostati.
Spostati.
Andiamo.
Potete entrare.
- Senza pietà. - Ora è tutto un casino.
Al contrario, questo è meglio per noi.
- In che senso? - Perché non verranno per un po'.
Sistemate le cose mentre io finisco.
Visto? questo sarà il nostro periscopio.
È perfetto! Si vede il corridoio da tutte due le parti.
Abbiamo preso nota dei movimenti. Per il momento siamo tranquilli.
Inizieremo a scavare oggi.
Viene dalla cella otto.
- Sì, dimmi. - Un pacchetto per la quattro. Sei pronto?
Aspetta.
Di' che stiamo aspettando i muratori.
Non potremo passare nulla fino a nuovo ordine.
Lancia.
Pronti alla quattro?
Dai, manda.
Ascoltate. Niente più pacchetti per oggi, aspettiamo i muratori.
- È chiaro alla otto? - Sì, grazie.
Così staremo tranquilli.
Iniziamo. Chi controlla?
Io, se volete.
D'accordo. Però fai attenzione e dicci tutto quello che vedi.
Potete fidarvi.
Continuate con le scatole. Adesso non mi servite.
- Arriva qualcuno. - Chi?
- Dei tipi con delle coperte. - Non sono per noi.
Fai vedere.
Pesa. Provalo.
Funzionerà.
Geò, iniziamo!
Spostati.
Così non finiremo mai. Devi colpire più forte.
Hai ragione. Non c'è altro modo.
Devo riuscire a sfondarlo entro un'ora, altrimenti ci scopriranno.
Sei pazzo! Così non va bene.
Se ci vogliamo salvare dobbiamo fare rumore.
Sono qui.
Se ne sono andati.
Geò, tocca a te.
Monsignor, non c'è più bisogno che controlli.
Sei pazzo? perché?
Perché se vengono adesso siamo fregati.
Non va per niente bene.
Non si vede nulla, passami un pezzo di cartone.
Ci siamo.
Stanotte scendiamo.
Permetti?
Adesso hai visto, spostati. Dobbiamo ributtare tutto dentro.
Proviamo.
Va bene?
Non è male.
Quando tiri la corda, mettici meno forza.
D'accordo, ma funziona solo da un lato. Quando devo tirare non va.
Non tirare forte.
Roland, stanno arrivando.
Signori è ora di dormire. Pulite la cella prima di dormire.
Va bene.
Abbiamo 15 minuti prima che inizi la ronda.
Arrivano.
Andiamo a letto, veloci.
Andiamo.
Sono venuti in anticipo. Maledetti!
- Va bene? - Va bene puoi scendere.
Monsignor...
Prendi la corda e la pietra.
Va bene?
È un sotterraneo come questo.
È lunga questa cella.
Perché c'è luce?
Ascolta.
È deserto.
Di notte, a parte la ronda, non ci viene nessuno.
Taglierò questa sbarra. Sarà sufficiente.
E se ci sente la guardia?
Segherò venti volte, poi mi fermerò ad ascoltare.
E così via.
Finisci tu.
Andiamo.
Questa è un altra galleria.
Ci sono un sacco di cose qui sotto.
Lo utilizzano come ripostiglio.
Le guardie passano da qui.
Un altra galleria.
Una chiave di convalida.
Vedi questo ferro? Lo sego qui...
...e ci faccio un grimaldello.
Il marito vendeva pelli di coniglio.
Un altro lavoro che sta scomparendo.
Lei era molto bella.
Prendi.
Un giorno lui ci scoprì. Immagina la scena.
Succede.
Pensavo di dovermi azzuffare, alla fine non è successe nulla.
Si voltò e uscì.
- E poi? - Beh... poi...
ci siamo visti 2-3 volte, e poi mi trasferirono a Parigi.
Abbiamo smesso di vederci.
Sono usciti da lì, faremo la stessa cosa.
Dove andiamo?
Guarda.
Questa più o meno la mappa del carcere.
Siamo arrivati da questo sotterraneo. Ce n'è uno in ogni angolo della prigione.
Sono molto simili e sono collegati...
...da gallerie come questa.
Capito, ma dove sono gli sbocchi delle fogne?
Forse in una delle stanze.
Forse nelle gallerie.
Forse ce ne sono diversi.
Tutte le serrature sono uguali?
Sì, uguali a quelle delle celle.
Così le guardie non vanno in giro con 100 chiavi.
- Fammi un po' di luce. - Eccola.
Guarda quest'animale.
Ecco la tua merenda, bella mia.
Guarda.
Alla prossima.
Di cosa diavolo stanno parlando?
Non ho capito una parola.
Guarda.
Questa è la porta del pozzo.
Ha una serratura a scatto.
- Cosa stai facendo? - Taglio i cardini.
- La porta non reggerà. - Lasciami fare.
Controlleranno.
Non se ne accorgeranno.
Formidabile!
Passami uno dei cardini.
Passami l'altro.
E adesso?
Vedrai.
È a posto?
Va bene.
Così sapremo se sono passati mentre stiamo lavorando.
Adesso tu.
Funziona.
Questo è cemento armato. È inutile provarci. Vediamo l'altro lato.
Possono passare da qui?
No, solo gli operai. Ma di rado.
- Da qui non si passa. - È molto duro?
Guarda.
Questo non è armato. È cemento debole, da qui ce la facciamo.
Come pensi di fare?
Qui siamo nella curva.
Scaviamo un tunnel per aggirarlo.
- Ci vorranno settimane. - Basterà una giornata.
Domani scendiamo con gli strumenti.
Sono passati.
Sì, sistema la porta.
Non siamo passati da qui.
Da qui è più corto. Abbiamo girato in tondo.
Domani questo ci sarà utile.
Mancano cinque celle.
Non funzionerà.
Hanno già tolto le tavole.
Sbrigatevi, stanno arrivando.
Eccoci.
In fretta!
Dai Roland!
Dai!
Svelti, i manichini!
Buongiorno ragazzi.
Buongiorno, capo.
Stanno ancora dormendo tutti.
Stanno sognando capo.
Perché hai dormito vestito?
Ho sempre sofferto molto il freddo.
Perché ci avete messo così tanto?
E tu come mai sei già vestito?
Molto simpatico. Eravamo pronti a scendere nel buco.
- La fiducia regna. - Raccontateci cosa è successo.
- Abbiamo trovato una via d'uscita, vero? - Credo di sì.
Perché ci avete messo così tanto?
Tu indossi un orologio? No! Nemmeno noi.
Non possiamo continuare così.
Cerca di non complicarmi la vita.
La vita... La vita mi ha giocato un brutto scherzo.
Gonorrea e carcere in un colpo solo. È troppo per chiunque.
Niente donne ragazzo, niente donne. Questo è il segreto.
Ognuno hai suoi gusti, vero dottore?
Nemmeno uomini.
Guarda questo. Te la spassi da solo?
Vuoi che ti prenda a pugni?
Lascia stare. Fammi vedere il naso.
Solo una goccia.
Grazie.
Vieni quando vuoi. Al tuo servizio.
Capo, per favore.
Alza le braccia.
Smettila di giocare.
Perché hai questa sabbia?
Per lavare i piatti. Che c'è di male?
Dobbiamo tenere le cose pulite. Non abbiamo altro.
Grazie capo.
30 minuti esatti. Ogni mezz'ora lo giriamo e facciamo un segno...
..così sapremo che ore sono e staremo più tranquilli.
Formidabile.
È largo quasi un metro.
Dovremo scavare un tunnel di tre metri. Sistemiamo le tavole.
Passamele.
Così non corriamo il rischio di intasare il canale con i detriti.
Passami quella.
Fai vedere.
Sembra una chiave vera.
Così gli altri possono circolare anche senza di me.
Manù. Sono le due, dobbiamo andare.
La ronda.
La ronda è già passata.
Sbrigatevi. Roland vi sta aspettando giù.
Sembrava più facile.
Ci vediamo.
Si passa di qua.
Di qua Geò.
Sono passati 28 minuti per venire a prendervi e tornare.
- Vi avverto, è dura. - Faremo del nostro meglio.
Buona fortuna. Vado a dormire un po'.
Non dimenticatevi del tempo. Ricordatevi di girare la clessidra.
Puoi dormire tranquillamente.
È un tipo incredibile.
È vero. Iniziamo.
- Manù. È fantastico. - Cosa?
Non mi sono mai sentito così.
Come?
Ti sembrerà strano...
ma è la prima volta che mi sento me stesso.
Ti assicuro che è la verità.
Mi piace stare con persone come voi.
Sì, credo di essere cambiato.
E lo sono grazie a te e Roland.
Come va la sotto?
Va benissimo. Con la chiave possono aprire e chiudere facilmente.
Geò ha chiuso la porta perfettamente.
L'ha incastrata al primo tentativo.
Non lo credevo così capace.
Nel corridoio va tutto bene.
Mi sdraio un po'.
Deve scendere anche lui. Domani notte lo porto con me.
Va bene.
Va a dormire. Ne hai bisogno.
Grazie Manù.
Il rubinetto perde sempre di più.
All'interno è marcio. Potrebbe rompersi da un momento all'altro.
Se succede di notte potrebbe arrivare una guardia.
Bisogna occuparsene subito. Monsignor, vai a chiamarli.
È una seccatura avere gli idraulici qui dentro.
Non abbiamo scelta.
Non ti piacciono gli operai?
Dormi Geò, dormi. Ah, questo ragazzo.
- Salve capo. - Cosa c'è?
Il rubinetto perde. È uno spreco.
Bene, avete rotto il rubinetto. adesso mi tocca cercare un idraulico.
Questo non è morto spero?
Ci piace troppo per darvi questo disturbo.
Quando vorrò morire aspetterò che abbia finito il turno.
Questo è capace di suicidarsi. È capace di tutto.
- Sa fare cose migliori. - Benissimo.
Tu saresti un buon avvocato. Adesso vi mando gli idraulici.
Nel frattempo preparatevi per la passeggiata.
È quasi ora.
- Salve capo. - Salve.
Ciao ragazzi.
Sistemate questo. In fretta.
- Quindi perde eh? - Non lo vedi?
Perde giorno e notte. Ci fa diventare matti.
È l'ora della passeggiata.
Stupido. Sempre di fretta.
Ora d'aria. Muovetevi.
Comportatevi bene?
Ora d'aria!
Veloci.
Ora d'aria. Muovetevi.
Non fate casino.
Ora d'aria.
Andiamo. In fretta.
Visto? Ora non perde più. Cercate di non romperlo di nuovo.
Grazie Capo.
Così staremo tranquilli.
Hanno finito in fretta no?
Non hanno nemmeno aspettato per la mancia.
Sì, è strano. Stanno sempre a mendicare.
Mi hanno rubato le sigarette.
A me un pacchetto intero di Gauloises.
A me i francobolli, due file complete.
È tutto? Manca qualcos'altro?
- Dal cibo non manca nulla. - Nemmeno qui.
Io sono stato fortunato. Non mi hanno rubato nulla.
Cosa stai facendo?
Lascia perdere Manù. Non ne vale la pena.
Io credo di sì.
Cosa c'è adesso?
Capo, c'è il signor Grinval?
Sì, l'ho appena visto. Perché?
Mi faccia un favore, lo faccia venire qui.
D'accordo.
Chi è Grinval?
È il capo del blocco.
Salve signor Grinval, mi scusi ma voglio farle vedere cos'è successo qui.
Durante l'ora d'aria qui c'erano gli idraulici.
- Allora? - Ora fumano le nostre sigarette.
Spediscono lettere con i nostri francobolli.
Perché sono venuti gli idraulici?
Il rubinetto perdeva.
Questo rubinetto è troppo duro. Faccio tornare gli idraulici.
Grazie signor Grinval.
Ora facciamo un po' di esercizio.
A chiesto di noi signor Grinval?
Entrate.
Date un occhiata al rubinetto.
L'abbiamo appena riparato.
Sono tutti vostri.
Tieni amico, fuma.
Cosa volete da noi?
Basta così Geò. Non esagerare.
Perquisiscilo.
Tira fuori la roba.
Idioti.
La prossima volta chiedete. Vi costerà di meno.
- Finito? - Sì signor Grinval, grazie.
Potete tornare a lavoro nel terzo blocco.
Sì signore.
Andiamo.
Tutto in ordine?
Perfetto Capo. Grazie.
Bene, bene.
Io mi sono divertito.
Ecco le tue sigarette.
Gliel'avete fatta vedere. Siete stati fantastici.
Che manaccie che hai Geò.
Questo non è serio Manù.
Con quello che abbiamo per le mani, tu ti comporti come un bambino.
Dai, basta.
Roland, io non vengo con voi.
Perché?
Rimango qui.
Non ti fidi più di noi?
Al contrario. Sono sicuro che andrà bene, è per questo che non vengo.
Non ricordo se te l'ho già detto.
Quando mi hanno arrestato, mia madre è quasi morta.
Se evado, la polizia andrà a casa mia.
Questo la ucciderebbe. Quindi rimango.
Per adesso non dire nulla agli altri.
Geò, dammi un po' d'acqua.
Stiamo andando bene. Non manca molto.
Mi dispiace che non vieni con noi.
Vado a lavorare.
Come va?
Dobbiamo essere vicini, è di nuovo duro.
Geò!
Geò, rispondimi!
Guarda. Si è svegliato.
Hai dormito bene?
Siete molto sporchi. Avete lavorato duramente.
Lo puoi dire forte. Vero Geò?
Il prossimo.
Pronto! Chi? Gaspard Claude?
È qui. Adesso te lo mando.
Hai una visita.
Che fortuna.
Dalle un bacio da parte mia.
Gaspard Claude.
Numero uno.
- Come hai fatto? - Grazie alla segretaria dell'avvocato.
Mi do da fare. Non sono come te. Non mi hai spedito neanche una lettera.
Se almeno potessi scriverti.
Racconta. Vivi ancora con tua sorella?
Certo. La casa è di entrambe. Però non ci parliamo.
Mangiamo in camere separate. È ancora innamorata di te.
La notte la sento piangere nella sua stanza.
Se tu volessi vederla, lei verrebbe subito.
Cosa te lo fa pensare?
Se la chiami adesso, ritirerà le accuse.
Non è quello che mi ha detto l'avvocato.
Mi disse che rifiutava categoricamente.
Ti voleva punire.
Senti, ci ho pensato bene. Andrò in Inghilterra per un anno.
Questo la calmerà.
Perché in Inghilterra?
Così studierò l'inglese. L'ho sempre desiderato.
Nicole, se sapessi quanto ti voglio.
Ti voglio!
Quando uscirai di prigione, tornerò. Allora potremo.
E tu, mi desideri?
Quanto sei curioso.
Non fare giochetti con me, Nicole. Mi infastidisci.
Dove vai?
Vado... Scusi Capo.
Mi sono confuso. Questa era la mia vecchia cella.
Va bene. Fammi vedere il tuo pass.
Vieni dal blocco 11, no? Proprio dall'altro lato.
Mi viene voglia di mandarti nel buco.
- Mi lasci spiegare. - Cosa vuoi spiegare?
- Volevi fare una passeggiata? - Le assicuro che è stato un errore.
Cosa succede qui?
Signor direttore, uno del blocco 11. Veniva dal Parlatorio.
Invece di andare nella sua cella, è venuto qui.
Mi scusi signore. Prima che arrivasse stavo cercando di spiegare.
Io vengo dal blocco 11, cella 6.
Però prima stavo nel blocco 8, cella 26.
Vorrebbe farle credere che ha perso la memoria.
Mi dispiace ma è proprio così.
Quando sono uscito dal parlatorio, ero confuso.
Sono cose che succedono, no?
Mi sembra di conoscerti.
Sì signore. Fu per una storia di poca importanza.
Avevo tenuto un Accendino. Era d'oro.
Ah sì, ricordo. Come si chiama?
Claude Gaspard, direttore.
Ritorna nella tua cella...
e in futuro cerca di essere meno distratto.
Certo signore. Grazie signor direttore.
- Vuoi? - No grazie. Non adesso.
Non è molto loquace il nostro amico.
Neanche voi.
Noi non veniamo dal parlatorio.
Quindi... volete essere informati.
No. Dicci solo se è bionda o bruna.
Andiamo..
Sì, ho appena visto una donna. Volevi sapere questo?
Solo una domanda se mi permetti. Rispondi solo sì o no.
Chiedi, non ti prometto nulla.
Dopo aver fatto l'amore, lei ti schiaccia i punti neri?
Rispondi. Sì o no?
Merda.
- Questa sì che è una bella visita. - Vero?
- Non si fida di noi? - Sì, certo.
Sappiamo che siete de detenuti modello. Ma dobbiamo fare il nostro lavoro.
Ah sì? Bene. Perché anche noi la apprezziamo.
- Non mi dire - Non è vero?
Assolutamente sì.
Comunque, perché è venuto a trovarci all'improvviso?
Non era nostra intenzione. Abbiamo controllato Freddy nell'altra cella.
Cos'ha fatto Freddy?
Abbiamo trovato una lima in uno scaffale.
E allora?
Vedo che qui non avete scaffali.
Però avete molto cartone. Magari ne volete fare uno.
Qui facciamo solo scatole. Nessuno scaffale.
E la lima? L'avete trovata?
Sei curioso? Lo vogliono sapere tutti.
Un giorno incontrerai Freddy e te lo racconterà.
Si sarà preoccupato quando ti ha visto.
Tutti si preoccupano quando mi vedono.
Grazie per averceli riordinati.
Spostati da lì.
Pierre!
Venite via, andiamo nell'altra cella.
Alla prossima.
Stavolta ho pensato che fossimo fregati.
Terribile.
Dobbiamo scavare più in fretta.
Stanotte o domani, altrimenti siamo fregati.
Gaspard!
Cosa c'è?
È fatta! Guarda!
Siamo arrivati dall'altra parte.
La mia giacca.
Andiamo.
C'è un'uscita.
Vieni.
Dai un'occhiata.
Guarda la prigione.
Che te ne pare.
Un taxi.
Potremmo prenderlo.
Ascolta.
Le sei in punto. Dobbiamo dirlo agli altri.
Roland, è fatta!
- Cosa? - Ci siamo riusciti.
Ci siamo passati attraverso, nella galleria principale e poi sulla strada.
La strada.
Sì, sulla strada. Gaspard voleva prendere un taxi.
Stanotte ce ne andiamo.
Fermi un momento.
- Il più giovane. - Perché io?
Perché sei il più giovane. Prendi.
- Monsignor. - Bravo Monsignor.
Bene. Il vecchio vi farà strada.
Prendi ancora.
Continua.
Ancora.
Roland e Gaspard.
Tu sei l'ultimo. Però se vuoi il mio posto te lo cedo.
- Prendi il mio. - Perché? Non c'è ragione.
- Sì, perché io non vengo. - Cosa?
Io non vengo. Roland lo sapeva già.
E da quando?
Da quando gliel'ho detto. Ho lavorato mi pare e ho fatto la mia parte.
Non ho nulla in contrario. Se per te va bene. Sei maggiorenne.
Sì, lo sono.
Gaspard sarà il secondo, al posto di Geò.
Buongiorno! Sei tu Gaspard Claude?
- Sì, perché? - Vieni con me.
- Dove? - Lo vedrai.
Metti la giacca e abbottona il colletto.
Sig. Grinval, dove lo sta portando?
Sei molto curioso, Borrelli.
- Sei pronto? - Quando vuole.
Questo cosa significa?
Il direttore lo vorrà vedere.
Per quale ragione.
Non lo so.
Da questa parte.
Gaspard, signor direttore.
Grazie Grinval.
Siediti.
- Si sente meglio da ieri? - Molto meglio, grazie.
Non hai un buon senso dell'orientamento, vero?
Se io non fossi stato lì, saresti finito nel buco per una settimana.
- Mi scuso di nuovo, direttore. - Tu sei gentile e educato.
- Questo nella vita aiuta. - A me non ha aiutato molto.
Ti dimostrerò il contrario. Mi sono informato sul tuo caso...
e ho scoperto qualcosa che potrebbe interessarti.
Di cosa si tratta?
- Non essere impaziente. - Mi perdoni.
Qui ci sono le accuse contro di te.
Tentato omicidio con premeditazione.
Sono accusato di aver ferito mia moglie con un colpo di pistola.
Com'è successo? Non ti sto interrogando.
Non rientra nei miei poteri. Questa è una conversazione privata.
Lo so signore. E le sono molto grato.
Se permette le racconterò tutto.
Racconta.
In poche parole, io e mia moglie abbiamo avuto una brutta discussione.
Mi ha minacciato con un fucile, e quando ho cercato di disarmarla...
è partito un colpo, ed è rimasta ferita.
Avrei voluto colpisse me. Lei è guarita in fretta.
- In fretta? - Sì, lei è guarita perfettamente.
Perché non ha ritirato le accuse?
Perché il giudice, il signor Labourdette, le consigliò di non farlo.
Come vede non sono simpatico a tutti, signor direttore.
- Quindi pensa che sia colpa del giudice? - Questo è quello che pensa l'avvocato.
E lei pensa che un giudice possa fare pressioni su un testimone?
Nel suo caso, una moglie innamorata e gelosa.
Come lo sa che mia moglie è innamorata.
Perché ieri ha ritirato le accuse.
- Quindi mi rilasceranno? - È molto probabile.
Non appena il giudice chiuderà il caso.
Magari non domani, ma presto.
Non mi sembra molto contento.
A cosa sta pensando? Mi dica.
Magari posso aiutarla.
Arrivo signor direttore.
Bene. Puoi tornare nella tua cella.
Sì, signor Grinval.
Cosa aspetti? Alza le braccia.
Mi hanno dato una notizia incredibile. Mia moglie ha ritirato le accuse.
Non me lo spiego.
Che te ne pare?
Come lo sai?
Me lo ha detto il direttore.
Che ne pensate?
- Non vieni con noi? - Certo che vengo.
- Sei pazzo? - Senti.
Il mio caso è migliore del tuo, no?
Mia moglie ha ritirato le accuse. Ma io devo farmi almeno cinque anni.
- Cosa te lo fa pensare? - Me lo avete detto voi...
che al giudice non piacciono storie come la mia.
Per non andare in tribunale, il giudice deve archiviare il caso.
Con il giudice Labourdette non mi aspetto molto.
Te le ha dette il direttore tutte queste cose?
No, ma so che è così.
Di cosa avete parlato per due ore nel suo ufficio?
È un brav'uomo.
Si è interessato al mio caso. Niente di più.
Certo. Per questo ti ha tenuto lì per due ore.
Il direttore lo fa tutti i giorni.
Ogni giorno fa chiamare un detenuto, solo per chiacchierare.
Avete preso il tè?
Non capisco cosa vuoi dire?
Raccontacelo per bene. Sei andato a vedere il direttore.
Ti ha dato la buona notizia. Racconta.
Che ti prende?
Cosa gli hai detto.
Manù, sei pazzo? Pensi che possa avervi tradito?
È così?
Credevo fossimo amici.
Scusami.
Non ti preoccupare.
Ragazzi, sta arrivando.
Veloci.
Questi stanno già dormendo.
Esatto. Sono l'unico a lavorare qui.
Senti chi parla.
Giuro.
A posto.
Che cravatta.
Un pezzo di coperta sarà sempre un pezzo di coperta.
Andiamo.
Addio Geò.
Vieni Roland.
Manù.
Dio! No!
Spogliali. Veloce.
Stai bene? Ti serve aiuto?
Grazie. Ce la faccio.
E tutto finito. Ora li portiamo in isolamento.
- Abbiamo finito qui. - Vieni fuori dall'altro lato.
Cella n.7
Povero Gaspard.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.