All language subtitles for Niki De Saint Phalle & Peter Whitehead - Daddy - English with German Subs

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Original subtitles

ho sognato che giocavamo al "cieco"

mamma mangia papà

mamma crocifigge papà

povero papà

una collana di lacrime

C'era una volta una bambina che sognava di vivere in un castello.

Ti ricordi papà quanto ti ho amato?

Hai reso la mia vita una fiaba.

Ti ricordi "il cieco"?

- Cosa facciamo adesso? - Giochiamo al "cieco".

- Non vedo niente! Dove sei? - Qui!

Mi guidi?

Sarai i miei occhi?

Cieco, cieco, sicuro di non vedere?

Gira tre volte e cerca di prendermi.

Gira a est, gira a ovest, prendi il più possibile.

Pensavi di avermi preso, cieco?

Mi fido di te.

Non mi stai portando al limite, vero? - No, no, no.

Dove siamo?

Non vedo niente!

Mi stai buttando giù dal precipizio!

Agnes! Dove sei?

Vuoi uccidere tuo padre? Agnes!

gli uccelli di papà

Ti ho amato soprattutto, papà, quando eri con i tuoi uccelli.

Non credo tu abbia amato così tanto qualsiasi altra cosa al mondo come i tuoi diversi uccelli.

I tuoi gufi, le tue aquile, i tuoi falchi.

Volevo tanto essere uno dei tuoi uccelli.

Che emozione, papà, poterti guardare mentre giochavi con loro.

Sembrava miracoloso che gli uccelli fossero così liberi di volare via e lasciarti,

eppure tornavano sempre come se li tenessi con un filo invisibile.

Sapevo che un giorno sarei volata via anch'io. Sarei riuscita a sfuggire a quel potere invisibile?

Un giorno mi sarebbero cresciute le ali al posto dei seni e avrei fluttuato via con il vento.

Come potevo sapere che ero solo una delle tue prede?

Buonanotte, piccola mia. Dormi bene, ci vediamo domani.

- Papà, leggimi una storia. - Non posso, non ho tempo, ho fretta, vado a cena fuori.

Per favore, lo desidero tanto.

Non ci siamo divertiti molto questo pomeriggio a giocare al "cieco"?

Se fai la brava, potremmo farlo anche domani...

Va bene così? Ci divertiremo molto. Dormi bene.

A domattina. Spengo la luce, va bene? Notte.

Papà, che mostro sei stato.

Cieco, cieco, sicuro di non vedere?

Perché eri cieco, papà, mi sono fidata di te.

Ti amavo. Gira tre volte e cerca di prendermi.

Quant'ero orgogliosa di te, papà, per quello che altri dei avrebbero voluto fare nelle mie mani.

Cosa stai facendo papà? Cosa stai facendo?

Voglio piangere! La mamma non ci vede!

Cieco, cieco, pensavi di avermi preso?

Papà, cosa vuoi dire? Voglio urlare! Non dirlo alla mamma, non dirlo alla mamma.

Girati a est, girati a ovest, in ginocchio.

Sicuro di non vedere?

La mamma non vede?

Ma io sono i tuoi occhi, papà.

Ti condurrò attraverso molti paesi, conquisterò il mondo per te.

Non dirlo alla mamma, non dirlo alla mamma.

Se tu sei Dio, papà, cosa fai in ginocchio?

In ginocchio papà, di' per favore.

Di' per favore.

Ed è qui che mi ricordo di te, papà.

È così che ti ho amato, papà. Cieco, papà cieco.

In ginocchio.

Sporco, sporco, sporco, papà. Di' per favore. Di' per favore.

Improvvisamente mi resi conto di quanto fossi ridicolo.

Ma quanto ero orgogliosa di te, papà, quanto ero orgogliosa, quando eri in ginocchio.

Ed è per questo che mi è sempre piaciuto giocare al "cieco", papà.

Ero così orgogliosa, ogni volta che me lo chiedevi, di vederti in ginocchio.

Buona notte, piccolina.

Vuoi che ti legga una storia?

Beh, buonanotte allora.

Spengo la luce.

Ora so perché le mie azioni sono andate in crisi. - Perché?

Per colpa di quei maledetti arabi e di quei noiosi ebrei.

Spazzatura!

Spazzatura!

Dillo ancora.

s-p-a-z-z-a-t-u-r-a

Spazzatura!

Maledetta puttana! Ti ho detto mille volte di comportarti bene

di fronte ai nostri ospiti! Troia! - No, non di nuovo!

Completamente umiliati!

Sei stata disgustosa! Con l'ambasciatore!

Le eccellenze, tutti noi siamo stati completamente umiliati! Brutta troia schifosa! Puttana da quattro soldi!

Io chiamo questa santa assemblea a testimoniare la rovina, ecco guarda!

Davanti al duca di Westminster.

Il granduca di York e la duchessa di Kent.

Per la madrepatria che ha donato dolci cose al nostro paese...

Guardano tutti dall'alto la nostra vergogna!

Ti ho già detto di non farlo!

Ti ho detto mille volte di non spiare!

Fammi uscire! Fammi uscire!

Papà, papà, è così buio qui dentro.

Dove sei papà, sei lì?

Cieco! Cieco!

da grande ucciderò papà

Ti piace il tuo regalo di compleanno?

Un giorno, quando sarai cresciuta e uscirai dal convento,

ti troveremo un bel giovanotto, di buona famiglia.

Ti innamorerai di lui.

E lo sposerai in questa cappella.

Non sposarti mai, sarebbe la cosa peggiore che puoi fare.

E poi andrai a vivere con lui.

In un castello come il nostro...

Cucinare...

fare il bucato...

Vogliono solo una cosa, nient'altro. Possiamo fare a meno di loro.

Avrai molti bambini... e un figlio, naturalmente...

e crescerai tuo figlio nel castello.

Faresti meglio a trovarti una bella ragazza.

E magari avrà il mio nome...

Bevono... mio Dio.

Sembrano ridicoli, come sembra stupido quando beve.

E sarà una bella vita per te.

Ti diverti e basta, ecco cosa fai.

E tu sarai fedele e leale con lui.

Può fare tutto ciò che vuole.

L'ho visto flirtare con alcune delle mie migliori amiche.

E avrai un figlio.

E sarà allevato nel castello...

E tuo padre è il peggiore di tutti.

Ciao papà.

Ti ricordi quando ero una bambina?

E ti raccontavo tutto di me...

Poi abbiamo smesso di parlarci, non è vero?

Come sognavo di punirti un giorno, papà.

Mostrandoti tutta la verità.

Aprendoti gli occhi su tutte quelle cose che ti rifiutavi di vedere.

Ora che stai per cadere in quel lungo sonno, ti racconterò una storia della buonanotte.

Guarda lo schermo, papà.

Vediamo cosa può fare un po' di introspezione.

Quanto desideravi sapere quali fossero le fantasie di una donna, vero papà?

Per poter avere sulla mente di una donna lo stesso potere che hai sul suo corpo.

Smetti di toccarti, sporca ragazzina.

Togli il dito da lì.

Smettila!

Sporcacciona.

Non giocare col tuo corpo.

Togli il dito da lì.

Sporca ragazzina.

Smetti di giocare coi mobili.

Bene papà, te lo dirò.

Immaginavo come fosse essere una delle tue donne, papà.

Immaginavo cosa volevi da lei...

Sognavo come fosse essere te, paparino.

Sognavo di andare in un bordello.

Dove c'erano uomini in vendita, papà. E ne avrei scelto uno che ti assomigliasse, naturalmente.

E l'avrei comprato, con i miei soldi.

Avrei fatto l'amore con lui per mezz'ora e l'avrei restituito per la prossima donna.

Sognavo di portare via la mamma da te, in modo che potesse vivere la vita per cui era stata creata.

Ciao.

- Come stai? - Un po' stanca.

- Raccontami di ieri sera, com'è andata? - Il cibo era buono.

Il bere era buono, mi ha comprato questa rosa e questo nuovo smalto, ti piace?

- Bel colore! - Ma, mio Dio, tutto qua.

- Com'è stato il resto? - Beh, sono stati circa 90 secondi

- Ma va bene. - Anche troppo, vero? - Esatto, ero stanca morta...

Puoi spegnere quella luce? Non ho dormito molto ultimamente.

L'uomo dell'altra sera era terribile. Un drink al bar è tutto ciò che ho ottenuto da lui.

E puzzava! Oh, mio Dio, volevo rifugiarmi in una pineta...

Non mi hai mai parlato di papà, com'era?

Era il peggiore di tutti. Oh Dio... si divertiva proprio.

- Sono meglio di papà? - Sei sempre stata migliore di papà.

Ti ricordi quante volte ci incontravamo, papà?

Almeno tre volte al giorno, durante i pasti.

Ti ricordi quanto ti arrabbiavi con tutti?

Io me lo immaginavo molto diversamente.

In piedi. Ho comprato questa medaglia apposta per dimostrare quanto possa essere davvero stupido.

Che babbeo. Ti piacciono le medaglie, vero Gaston?

Decorazioni... va come dondola...

Credo sia perfetta!

Dai su... diamoci una mossa

Alla tua.

...ti ci porterò tesoro, è un posticino bellissimo.

In ginocchio.

Giù.

Abbaia!

Più forte!

Su la faccia!

- Dovrà cantare per la cena stasera. - Oh bene, canta per la cena. Abbaia prima e canta.

Più forte.

Più forte!

Supplica.

Supplica!

"Per favore, un po' di cibo".

Un po' da mangiare, per favore.

Quale canzoncina vorresti questa sera?

Una canzoncina tedesca non sarebbe male.

Sì papà, canta una canzoncina tedesca.

Sembrava piuttosto dolce...

Tieni, può avere questi avanzi.

Abbaia.

Più forte!

Si sta facendo caldo, non è vero? Credo che per oggi ne abbiamo abbastanza di lui.

Sparisci.

Deve sempre mettersi in mostra... Dio mio...

Spero prepari la cena ora.

Ti ricordi quando ho raccontato alla mamma di quando giocavamo al "cieco"?

Si arrabbiò di brutto.

Perché credo che le sarebbe piaciuto che ci giocassimo tutt'e tre.

Sarebbe stata bravissima, lo so.

Guarda questo povero scemo.

Dai, non puoi nemmeno salire un po' più in alto di così?

Non riesci neanche ad arrivarci con le tue mani schifose.

Guarda, non si riesce nemmeno ad alzarsi di un centimetro.

Non hai più energia nelle ossa? Sono invecchiate, vero?

Lasciala in pace.

Se indossassi un vestito da bambina sarebbe d'aiuto, papà?

Questo non ti spinge a muoverti e aprire la cerniera della giacca?

Completamente nuda sopra, e tutto quello che fai è startene lì.

Che fa adesso?

Guarda quel poveraccio.

Ce la fai? Dai un altro passo.

Dai papà, non preoccuparti, se non ce la fai puoi sempre comprarla.

L'unica cosa rigida di te, papà, è il tuo labbro superiore.

Buon compleanno papà, ti ho comprato un regalo.

Un uccellino che ho catturato per te. Ti piace?

Una delle mie amiche è venuta a prendere il tè con noi dal convento.

Alzati.

Saluta papà.

Ciao, papà.

Girati.

È abbastanza bella per te?

Ti piace?

È la tua piccolina.

La preparerò per te, papà.

Pensi che gli piacerò?

Se non gli piaci, lo uccideremo.

Tutto quello che devi dire è: giochiamo al cieco, papà.

Giochiamo al "cieco", papà?

- Va bene? - Perfetto.

Otterrai tutto ciò che vuoi da lui.

Erano i tuoi occhi quelli che odiavo di più, papà.

I tuoi occhi.

Che guardavano tutto.

E non vedevano niente.

Basta!

Le brave ragazze non accavallano le gambe.

Siediti bene. Su.

Se non fai la brava non ti leggerò la favola della buonanotte stasera.

Piantala.

Bevi il tuo tè per bene.

Proprio come una signorina per bene.

Smettila.

Hai fame?

Gradisci un po' di torta?

Non aver paura, non morde.

Lecca.

Brava bambina.

Così va bene. Credo che avrai la storia della buonanotte.

Buona notte.

- Hai avuto una bella giornata. - Certamente, grazie.

Cosa leggi?

Vidi una cappella tutta d'oro in cui nessuno osava entrare

e molti, piangendo, stavano fuori, piangendo e adorando.

Vidi un serpente alzarsi tra i pilastri bianchi della porta e forzare e forzare e forzare gli alti cardini dorati.

E lungo il pavimento incastonato di perle e rubini brillanti

la sua viscida lunghezza si è trascinata fino all'altare bianco vomitando il suo veleno sul pane e sul vino.

Così mi trasformai in un porcile e mi sdraiai tra i porci.

Papà andava in chiesa, diceva che Dio non poteva esser morto, ma i suoi gusti non erano così cattolici con le ragazze che si portava a letto.

Soprattutto le vergini egli ospitava e deflorava con lo Spirito Santo.

E per la loro prima comunione prese il loro corpo e il loro sangue.

Ti stai divertendo, papà?

Ti sto offrendo un buon spettacolo?

È brava, non è vero?

Ora fai la brava per papà, voglio che tu faccia un regalino a papà.

Non avar paura, così, molto bene.

Ti è piaciuto guardare, papà? Un regalino per te, papà.

Avanti, papà. Mangia.

È oro, papà. Oro puro.

È bellissimo, papà.

Il mio oro. Mangialo!

Avanti! Mangia!

È l'oro con cui l'ho comprata per te, papà.

Mangia.

Ora papà, lei ballerà per me.

Solo per me.

Ti ricordi, papà, quando giocavamo al cieco nel bosco?

Pensavi di avermi presa, cieco?

Di' per favore.

In ginocchio.

Mi compri i dolcetti, papi?

Non dirlo alla mamma.

In ginocchio.

Sì... mi piace, papi.

Non lo dirò alla mamma. Mi vorrai sempre bene?

Sono la tua preferita, vero papà?

Di' per favore. In ginocchio.

Ti ricordi come ti piaceva punirmi, papà?

Vuoi che la punisca per te, papà?

Ti piacerebbe?

Papà, papà, è buio qui dentro.

Dove sei?

Dai, papi.

È pronta per te, sa cosa fare.

C'è solo una piccola cosa che devo insegnarle...

come fingere l'orgasmo.

Alzati, vieni.

È molto semplice, basta fare come la mamma.

E ti muovi un po'...

...e se vuoi farla finita velocemente...

inizi ad urlare.

Non ho mai incontrato un uomo che mi facesse sentire una donna prima d'ora.

Vuoi provare?

Così?

Nessun uomo mi ha mai fatto sentire così prima d'ora.

Saresti un'attrice fantastica.

No... ho davvero avuto un orgasmo...

Beh...

ma non con papino.

Tienilo per le tue fidanzate, non ho incontrato un solo uomo che se lo meritasse.

Bene, ora sei pronta per lui.

Tirati su la gonna.

Siediti sulle sue ginocchia come una brava bambina.

Brava.

Carezzalo.

Sii gentile.

Ha pagato un prezzo molto alto per te.

Fagli vedere tutto.

Fagli credere che ti sta piacendo.

Nessuna donna mi aveva mai fatto sentire così uomo.

Non ho mai capito perché avevi bisogno anche di me, papà, quando avevi i soldi.

papà è solo una ragazza travestita

Cosa cercavi sempre di dimostrare, papà? Perché non eri mai soddisfatto?

Perché avevi questo bisogno di illuderti di avere un tale potere su tutte le donne?

Era perché temevi il loro potere su di te?

Eri geloso papà. Quanto desideravi essere una donna!

Come invidiavi il nostro mondo, i nostri vestiti, i ruoli che potremmo interpretare.

Ci odiavi segretamente, papà, perché sapevi che il nostro mondo era così diverso dal tuo.

Ti sentivi tradito da noi, escluso.

Ma ho sempre saputo che eri un falso.

Papà era solo una ragazza sotto mentite spoglie.

Quello che volevi più di tutto, papà, era di non doverti preoccupare se ce l'avresti fatta o meno.

Papà, sei così bello, oh papà...

Sei una donna fantastica, papà, ti voglio!

Papà sei fantastico...

Non aver paura papà, non ti farò male, sarò molto gentile con te, sono una donna.

Oh papà, che sciocco a non prendere la pillola come ti avevo detto, ora sei gravido.

Penso che tu l'abbia fatto apposta, solo per avere un vantaggio sulla mamma.

Più forte!

Ma papà non capisco, hai fatto delle auto così belle.

Razzi e aeroplani così belli, cattedrali e grattacieli così fantastici.

Erano così alti che raschiavano Dio dal cielo.

Hai scritto bellissime poesie sulle donne, sulla natura e sulle idee.

Hai combattuto guerre così belle per così grandi ideali. Non capisco proprio.

Eppure hai fatto delle pistole bellissime, papà, le più belle del mondo.

Addio papaà

Mi dispiace molto che un uomo così buono se ne vada.

Dovevi andartene, papà, ma non voglio che tu la prenda sul personale.

Personalmente non avevo nulla contro di te, papà.

Per quanto mi riguarda, non sei stato falso né più né meno di altri, papà.

È solo che...

non è più il tuo momento, papà.

Non ha funzionato papà, semplicemente non ha funzionato.

Le tue schiave si sono finalmente liberate.

E intendiamo godere della nostra libertà e potere come tu hai goduto del tuo.

Mamma, mamma, ho una notizia meravigliosa per te, finalmente...

papà è morto.

Che liberazione! Beviamo alla sua!

Un giorno tornammo a casa presto e la trovammo con indosso le mutandine della mamma e i corsetti.

gli abbiamo dato le nostre calze e le cinture

le abbiamo chiesto come si sentiva ad essere una femmina papà

ad essere una femmina come me e te

Credo che dovremmo rifarlo...

Non pensi che starebbe benissimo, mamma...

Vuoi che ti legga un'ultima storia della buonanotte, papà, prima che tu non possa più sentirmi?

C'era una volta una bambina che sognava di vivere in una terra molto strana,

bruciata dal sole, piena di girasoli ed erbacce selvatiche.

Era la terra del mostro, dove aveva costruito un bellissimo castello per lei.

Il mostro aveva un aspetto spaventoso, era enorme e aveva grandi corna su tutto il corpo.

Quando voleva impressionarla, faceva i versi più terrificanti e dalla bocca usciva del fumo.

Il mostro aveva costruito un grande muro intorno al castello.

Nel sogno indossava un bellissimo vestito fatto di rose vere che il mostro le aveva regalato.

Era la regina della terra dei mostri e su di essa poteva fare tutto ciò che voleva, tranne andarsene.

Durante la notte, quando il mostro si occupava del suo regno, lei si arrampicava su una grande roccia e dopo molte difficoltà riusciva a raggiungere la parete.

Lì si sedeva per ore a guardare la luce della luna e il bellissimo frutteto dall'altra parte del muro.

Il frutteto la affascinava perché nel suo regno non c'erano alberi, ma solo rocce e fiori.

Una notte vide un giovane nel frutteto che le fece segno di raggiungerlo.

Lei si guardò intorno per assicurarsi che il mostro non stesse guardando e saltò giù tra le sue braccia, lui la portò sotto il suo albero più bello e fece l'amore con lei.

Poi parlarono e risero e divertirono. All'improvviso con grande spavento,

si rese conto che stava arrivando l'alba e che il mostro stava tornando, così si precipitò di nuovo oltre il muro, giusto in tempo per fingere di dormire,

quando sarebbe tornato.

Il mostro le aveva preparato quella mattina una bella colazione con i frutti più straordinari e la guardò in modo molto strano.

E si chiese se lui sapesse.

La notte successiva accadde la stessa cosa e poi ancora e ancora e ogni notte incontrava il suo amante nel frutteto.

Alcune notti portò degli uccelli straordinari con piume verdi e blu e li fece volare verso la luna.

Poi una notte le fece promettere di lasciare il regno del mostro e di restare con lui.

E le avrebbe costruito una bella casa sul suo albero preferito.

Arrivò l'alba e sapeva che il mostro avrebbe scoperto che se n'era andata e un'angoscia terribile l'assalì.

Quando arrivò il giorno, il suo amante si addormentò tra le sue braccia, sotto il loro albero.

Molto delicatamente, molto silenziosamente, sgattaiolò via senza fare rumore, scavalcò il muro

e lì trovò il terribile mostro che piangeva in silenzio.

Tra i suoi artigli teneva uno dei suoi abiti fatti di rose che le aveva regalato.

Disse al mostro che lo avrebbe lasciato per sempre e fece finta di non vedere le sue lacrime.

Il mostro non disse nulla e lei scavalcò di nuovo il muro per raggiungere il suo amante.

Il tempo passava velocemente.

Ed erano così felici che lei non pensava affatto al mostro.

E poi, un'alba, un orribile dolore la colse.

E sappe che doveva assolutamente tornare dal mostro.

Lui la chiamava, l'amante dormiva tra le sue braccia.

E dolcemente e silenziosamente si staccò dalle sue braccia e si arrampicò sul muro.

Dall'altra parte il mostro giaceva lì, morente. Era diventato molto magro.

Il fantasma del grande mostro che era stato, e quando lo vide pianse.

Sapeva che se fosse rimasta, lui sarebbe sopravvissuto e così rimase con lui.

Non guardò più oltre il muro.

Perché sapeva che se lo avesse fatto, anche solo una volta,

sarebbe stata persa.

Riesci a vedere?

Sei il mio papà cieco?

Non sarai di nuovo la mia bambina cattiva, vero?

Beh, non mi dispiacerebbe, ma non lo dirai alla mamma, vero?

Mi compri dei dolcetti papà?

Solo se sei molto cattiva...

E cosa mi compri se sono molto molto cattiva?

Potrei comprarti un gelato.

Non diremo alla mamma quanto siamo cattivi, vero papà? - Oh, no...

Mi piace molto essere cattiva con te. È molto meglio che con chiunque altro.

Papà, papà, è così buio qui dentro.

Dove sei papà? Sei lì? Cieco, cieco...

Erano i tuoi occhi che volevo uccidere papà, perché vedevano tutto.

Sapevano tutto.

Hanno sempre bramato la loro preda.

Lunga vita a papà.

Ti ho ucciso, papà.

Solo attraverso di me puoi rinascere.

Ora che i miei occhi sono chiusi, posso cadere in quell'oscurità e unirmi a te.

Ora che non mi guardi più, sono libera.

Papà, mio eros, mio uccello della morte, tu sei mio figlio, papà. Quando chiudo gli occhi ti vedo nell'oscurità.

Tu mi guardi, mi proteggi, nell'oscurità staremo insieme per sempre.

Papà, io ti odio.

Ma non sapevo che, uccidendoti, ti avrei reso eterno.

sottotitoli a cura di francescovecchi

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