All language subtitles for Ghost Stories (2018).1080p.H264.italian.english.Ac3-5.1.sub.ita-BaMax71-MIRCrew_ita

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Original subtitles

È stato il credo religioso di mio padre a distruggere la nostra famiglia.

Dobbiamo scegliere con molta attenzione ciò in cui crediamo.

Ciao.

C'è qui un bambino che mi chiede di fargli da intermediario.

Su, coraggio.

Vuole parlare con qualcuno.

È un bel bambino e sta cercando la sua mamma.

Dice di chiamarsi Rob o Robbie...

Si tratta di lei, cara?

Si alzi in piedi, tesoro.

Mark Van Rhys è uno dei più famosi sensitivi del Regno Unito.

Pensa che stiamo facendo un documentario sui suoi poteri,

invece stiamo indagando sulle molteplici accuse che gli sono state rivolte.

Fate come la signora e accogliete il messaggio.

Mark?

Mark, riesci a sentirmi?

Dacci un segno, grattati il naso, se puoi.

Grazie a Dio! Steph, la donna si chiama Steph.

Cerca la sua mamma, dice che si chiama Steph.

Oh, mio Dio!

- È vero, cara? Lei è Steph? - Sì.

Prima dello spettacolo

lo staff di Van Rhys fa compilare al pubblico queste schede.

Scrivono nome e caratteristiche della persona che vogliono contattare

e che si trova "nell'aldilà".

Una volta carpite, queste informazioni vengono riportate a Van Rhys

attraverso un auricolare che ho intercettato.

Ed ecco che diventa un medium!

Ho il sangue malato, mamma!

Mi fa male!

- Perché lo dice? - Aveva la leucemia.

Povera creatura.

Ha un sorrisino impertinente, vero?

I bambini riescono a connettersi meglio, perché sono puri, capite?

- Era un bravo bambino. - Lo è ancora.

Lo è ancora.

Dice che è felice, ma gli manca la sua cucina.

Scusate l'interruzione, sono il professor Philip Goodman,

del programma "Bufale paranormali".

Van Rhys, ascolti...

possiamo provare che tramite auricolare le arrivano le informazioni

che lei spaccia come provenienti dall'aldilà.

- Come dice? - Andrà in onda sulla TV nazionale!

Nega di avere un auricolare?

Questa è una calunnia! Avrà notizie dal mio avvocato!

Gli hanno appena detto che Robbie era al Christchurch Hospital.

Le posso far sentire la registrazione. Mi dispiace!

Christchurch Hospital.

Sta mentendo, vero?

L'idea che i nostri cari muoiano, che cessino di esistere, è così straziante

che siamo disposti a credere a qualsiasi cosa ci faccia sperare in un aldilà.

Quella paura si chiama terrore esistenziale,

l'uomo che ha coniato questa definizione è il dottor Charles Cameron.

Perché pensa che le voci s'impossessino di lei, Jean?

Perché noi la amiamo.

E quante voci ci sono?

Trecento.

Sono tornata a vivere qui, per aiutarla.

- È qui perché ha finito le bottiglie. - No, mamma.

L'altra sera si è masturbata

pensando a John Travolta.

Papà vede tutto.

Cristo!

Conosco il fenomeno.

Sua madre si è sentita abbandonata dopo la morte di suo padre.

È posseduta.

No, è arrabbiata per la morte del marito.

E quanto al vaso...

sono stato io.

Il cervello vede ciò che vuole vedere.

Quando ho visto quel filmato da ragazzo,

è stato come se mi avesse colpito un fulmine.

Non dovevo lasciare che paura e superstizione governassero la mia vita,

come mi era stato inculcato da piccolo.

Era una rivelazione, esisteva un modo diverso di ragionare.

Ricordo che in quel preciso istante ho pensato: ecco cosa voglio fare,

ecco chi voglio essere.

Le ricerche dello scienziato ed esperto di paranormale, Charles Cameron,

sono state abbandonate, tre settimane dopo il ritrovamento della sua auto

nei pressi della sua abitazione, a Filey.

È come minimo paradossale.

Ha passato una vita a svelare misteri e ora è diventato lui stesso un mistero.

Avrei voluto conoscerlo, tutto qua.

Salve, professor Goodman, sono Charles Cameron.

Sono certo che resterà sorpreso di sentire la mia voce.

Conosco il suo lavoro.

E ho bisogno di vederla.

Non mi resta molto.

La prego, venga alla roulotte 79

del campeggio East Shore, a Filey.

Signor Cameron, salve, sono Philip Goodman.

Dai! Piacere, sono Philip Goodman.

Salve, Charles, sono Philip Goodman...

Un attimo!

Entra, non pago per riscaldare la strada.

Oh, Cristo!

Forza, accomodati. Mettiti seduto.

- Piacere, sono Philip Goodman. - Lo so.

- Non riesco ancora a crederci. - No?

E Perché?

Pensavo fosse morto, come tutti.

E come fai a sapere...

che non lo sono?

Posso chiederle cosa le è successo?

Allora, versami da bere. C'è la bottiglia, là.

- Versa! - Okay.

Le ho portato qualcosa.

Una copia del mio ultimo libro.

Gliel'ho autografato.

Lo lascio qui.

Ho letto così tante volte i suoi libri e visto i suoi programmi in TV...

che è come se la conoscessi.

Risparmia queste smancerie per moglie e famigliari.

Che sorpresa... non sei sposato.

Lei scopre sempre la verità.

La verità?

Se adesso ripenso al mio lavoro,

provo soltanto vergogna.

Per l'arroganza e l'insolenza con cui sono entrato in quelle case.

Provavo piacere a fare a pezzi quella gente e le loro storie.

- Non sia così duro con se stesso. - Ho esaminato il tuo lavoro.

Goodman, vuoi sapere cosa ne penso?

Fa schifo.

Sei un pusillanime, presuntuoso, privo di spina dorsale.

Censuri qualsiasi informazione possa inficiare la tua misera visione del mondo.

- Ora basta, ero venuto in buona fede... - Leggi qua!

Non sono riuscito a risolvere tre casi che ancora mi tormentano.

Tu dovrai riaprirli e riuscire a dimostrarmi che mi sbaglio.

Perché io sono giunto a una conclusione incontrovertibile:

il soprannaturale, le forze invisibili che ci circondano,

ciò che tu e io abbiamo passato una vita a screditare e confutare...

è tutto vero.

AI cento percento.

Per favore, Goodman...

ti supplico.

Dimmi che mi sbaglio.

Ho bisogno che tu mi dimostri...

che mi sbaglio.

PRIMO CASO - TONY MATTHEWS

Salve, Tony?

Sì, capitano.

Salve.

Philip Goodman.

Lento. Troppo lento.

- Sì, sembri un insegnante. - Davvero?

Beh...

tecnicamente sono un professore.

Insistono a chiamarmi così nel programma che conduco, "Bufale paranormali".

Ecco dove ti ho visto!

Lo seguo, quel programma.

Fa schifo.

Sto scherzando, amico. Non l'ho mai visto.

Mai nemmeno sentito, dolcezza.

- Professore, eh? - Sì.

È il titolo ufficiale del burattinaio di "Punch e Judy", lo sapevi?

- In effetti, no. - Ora lo sai.

Il professore ha imparato qualcosa dall'umile guardia notturna.

È questo il tuo lavoro?

Guardia notturna?

Veramente, preferirei non parlarne.

Prego?

Non sono in vena di chiacchiere, dolcezza.

Che rottura di palle.

- Ho già detto che c'è un compenso? - Cento sterline.

- Cinquanta. - Andata.

Venti...

Venticinque...

Cinquanta.

Allora, tu fai la guardia notturna?

Beh, lo facevo... quando è successo.

- E ora? - Ora?

Diciamo che l'immigrazione ci ha rovinato la piazza.

Che mi dici della tua famiglia, sei sposato?

Lo sono stato per 15 anni. Ti becchi di meno per omicidio, eh?

Hai divorziato?

Lei è morta, 23 anni fa.

Mi dispiace.

Se si ammalasse ora, lo annienterebbero, quel cancro.

Le cose sono cambiate, eh?

- Figli? - Fatti i cazzi tuoi!

Hai molte altre domande, Kojak? Le assicurazioni ne fanno meno.

Ho una figlia, Marnie.

Ho sempre adorato Hitchcock.

Se avessi avuto un maschio, l'avrei chiamato Norman.

- Quanti anni ha? - Trenta.

Quindi ne aveva sette, quando è morta tua moglie.

Dev'essere stata dura.

Marnie non è figlia di mia moglie.

Avevo avuto una storiella. Capita, no?

Certo.

La vedi spesso?

Basta con queste stronzate! Dovevamo parlare di cosa ho visto.

Io voglio aiutarti.

Non mi puoi aiutare, amico.

È in ospedale.

È lì da cinque anni, cazzo.

Sindrome del chiavistello, la chiamano.

Ha gli occhi aperti, ma...

tutto il resto è paralizzato.

Quando andavo da lei, non sapevo nemmeno se si rendesse conto che ero lì.

Alla fine ho smesso di andarci.

Non lo sopportava.

La mia bambina.

Mi dispiace.

Ti scusi parecchio, eh?

Hai la coscienza sporca?

Ti Va di...

parlarmi di cosa ti è successo?

Penserai che sono pazzo.

Lo pensano tutti, persino il prete.

Ma tu non credi, vero?

È stata l'ultima notte che ho lavorato lì.

Le quattro meno un quarto di mattina, un orario di merda.

Anche dopo sette anni di turno di notte, il corpo non si abitua mai.

Ne erano successe in quel posto.

Niente di bello.

Secoli fa era stato un... come si chiama...

Un manicomio, per donne.

Era infestato da sciroccate.

Vecchie battone, ubriacone, giovani che si erano fatte ingravidare...

bambine che nessuno voleva.

Rifiutate.

Disgraziate.

Nel mese precedente a quella notte...

due tizi nuovi, stranieri, se n'erano andati.

Dicevano di aver visto qualcosa.

Tu gli hai creduto?

Magari l'avessi fatto, Cristo onnipotente!

Sì?

Marek?

Devi premere il pulsante di lato.

Premi il grosso pulsante nero

sul lato...

coglione di un russo.

Tony, sono nell'altro edificio.

Complimenti, quale altro edificio?

Quello con le porte blu.

Perfetto, sei nell'edificio numero 3.

Sì, quello.

Che faccio?

Ci resti per le prossime dieci ore.

Ogni ora fai un giro di ricognizione, poi lo riporti sulla tabella.

Metti il timer che ti ho dato.

Nel frattempo fai quello che ti pare, leggi, gioca a scacchi...

impara l'inglese.

Okay, grazie tante, Tony.

Nessun problema, Marek.

Poi si è seduta, con la sua tazza di tè, ed è esplosa.

"Tipico", ha detto, "il signorine pensa solo a se stesso,

non si è nemmeno chiesto se ne volessi anch'io..."

Anch'io me lo sono fatto.

Davvero, sono stato egoista? Dunque è questo il matrimonio?

Una condanna a vita a preparare due tazze di tè invece di una?

Non è più salutare ogni tanto dedicarsi ai propri piaceri?

Può essere un balsamo per la coppia.

Voi cosa ne pensate?

Mike, da Barnet.

Ciao, Jeff... sembrerà sciocco, ma a noi piace fare tutto insieme.

Qualsiasi cosa, anche ordinare dai gialli, il sabato.

Riso fritto, buono.

Ci piace poltrire davanti alla TV, è il top.

Grazie del contributo, Mike.

Parlavi di cucina cinese, ovviamente.

- Ti prego! - Ci scusiamo per il linguaggio di Mike.

Però hai ragione, forse è questo il segreto...

Ma come ha...

Quello sarebbe valso una fortuna!

Ma che...

Non si tratta di volere questo o volere quello.

Ci si dimentica di cos'è importante, come prendersi per mano.

Mio marito ha avuto un ictus alcuni anni fa

e da allora è costretto in un letto di ospedale.

lo vado da lui tutti i giorni, gli tengo la mano...

E quindi saresti una santa, vecchia stronza?

Cristo santo!

Porca miseria.

Ma che...

Chi c'è?

Cristo.

Marek?

Marek! Rispondi, per favore. Sono Tony.

Ehi, Tony.

Senti, sei passato da questo edificio?

No, sono nell'altro.

Non mi piace questo posto, Tony.

Mi dà una sensazione...

brutta.

Noi abbiamo...

una parola per questo, dalle mie parti.

È...

Sentì, non...

non farti prendere da certi pensieri, d'accordo?

Trovati una radio, dolcezza, va bene?

Vado a fare un giro, tu resta fermo lì. Ti richiamo tra dieci minuti, intesi?

Okay. Grazie tante, Tony.

Figurati, amico.

Chi c'è?

C'è nessuno?

Marek?

Papà?

È in coma, probabile "chiavistello".

Resterà qui per sempre.

Sono disgrazie che capitano. La zucca c'è, ma è vuota.

Marek?

Ascolta, hai due minuti per sloggiare o te la vedrai con me!

Marek, se sei tu...

Adesso vedi!

Chi c'è?

Ma che accidenti...

Ora mi sono rotto i coglioni.

Cazzo.

Papà.

Sto entrando.

Ti ho beccato.

Fammi uscire!

Cazzo.

Ma che...

Papà!

Sa cosa ha fatto riavvicinare Tony alla chiesa?

Mi mette a disagio rispondere a domande così intime su un parrocchiano.

Posto che Tony le abbia dato il permesso.

Sì, certo, però posso...

farle delle domande un pò meno dirette, se la rassicura.

- Sì. - Okay, perfetto.

Mi dica...

sente di avere una responsabilità quando un adulto come Tony viene da lei

e le dice di aver avuto un'esperienza soprannaturale?

Sa, quando facevo il cappellano nelle scuole, ai ragazzi dicevo sempre:

"L'età non è importante per nostro Signore.

Siamo tutti bambini dinnanzi a lui".

Se vuole che crediamo, ci manderà un segno.

Ecco cosa sono queste esperienze.

Segni.

Certo, però...

Tony---

le avrà raccontato cosa gli è capitato.

Certo.

Lo spirito... Lo spirito inquieto.

Ipotizziamo per un attimo che sia davvero successo.

Non dobbiamo ipotizzarlo, è successo davvero.

Tony ha testimoniato di aver visto quello spirito

e che questo l'ha cambiato profondamente.

- Come può non essere reale? - Certo.

Per credere alla visione di Tony occorrerebbero delle prove materiali,

perché senza prove, insomma...

Tony si porta dietro un grosso carico emotivo...

Carico? Stiamo parlando di un uomo.

Un nostro fratello.

Sono stufo di come il mondo moderno bistratta la vita spirituale.

Quanto è impopolare

credere ad altro che non sia il nostro tornaconto.

Tony le ha detto cosa ha fatto dopo aver avuto quell'esperienza?

È tornato a visitare sua figlia Marnie.

L'indomani stesso.

E quando lei ha sentito la voce del padre, per la prima volta dopo cinque anni

i dottori hanno detto che il cuore ha sobbalzato.

Questo, secondo me, professore...

ci dice tutto ciò che dobbiamo sapere sulla realtà di quell'esperienza.

E sul suo valore.

Lei, signor Goodman, dovrebbe rifletterci in relazione alla sua famiglia.

Buona giornata.

SECONDO CASO - SIMON RIFKIND

- Chi è? - Il professor Goodman.

Ci siamo parlati al telefono.

Ce l'ha un documento?

Magari non è quello con cui ho parlato.

Lo sono.

Okay, ecco qua.

L'hai mandata tu a Charles Cameron.

Prego.

Mamma, vado di sopra.

Professor Goodman?

Simon?

Simon?

Di qua.

Cristo.

Si accomodi.

Per favore, non tocchi i miei libri.

Si muore di caldo, qui.

Sì, lo so, ma a me viene molto freddo e poi sto male, allora preferisco...

Preferisco così e basta.

Dimmi...

da dove vengono questi disegni?

Da un sacco di posti, fanno parte della mia ricerca.

Roba che trovo su Internet, che leggo, roba che mi interessa.

Sto cercando di capire certe cose e mi aiuta averli sempre davanti.

E quando non voglio vederli, guardo di là.

Quello che non voglio...

è che la gente mi guardi e mi creda pazzo. lo so cosa ho visto.

Il fatto è che sono molto, molto stanco e fatico a pensare lucidamente.

Voglio parlarne e voglio andare a fondo, però non voglio che la gente creda...

Voglio che sia tutto chiaro,

niente macchie, niente cose lasciate in sospeso.

Tutto chiaro e trasparente.

Non voglio che...

che la gente pensi ci sia qualcosa...

che non va in me.

Capisco.

Tutto bene?

Sì.

Okay.

Allora...

chi altri c'è qui con noi, al piano di sopra?

- Nessuno, solo noi due. - Nell'altra stanza.

- È di mio fratello. - Vive ancora qui?

Il signor Perfettino? No.

Ha 25 anni, una moglie e un appartamento tutto suo.

Non c'è nessuno quassù, solo noi.

- Scusa, è che... - Non c'è nessuno, le dico! Vuole vedere?

Bene.

Te ne vai, per favore? Stiamo cercando di parlare.

- Non vai d'accordo coi tuoi? - A loro non importa di me.

Lo so che sei ancora lì!

Mi può aiutare?

Posso provarci.

Tu dovresti...

soltanto...

dirmi tutto quello che puoi di quella notte.

Se potessi capire cos'è successo,

si aggiusterebbe tutto.

Non sono più la stessa persona che ero prima...

Il mondo non è più lo stesso.

Dio, mi sento un idiota!

Perché?

Guidavo la macchina di mio padre.

Non ho passato l'esame, ma avevo troppa paura di dirglielo.

Ho fatto finta di averlo passato.

Guidavo senza patente.

- Pronto? - Dove sei?

In macchina, sto tornando dalla festa.

Oh, grazie a Dio! È in macchina, Raymond.

Abbiamo provato a chiamarti, dov'eri?

- Scusa, da Eddie il telefono non prende. - Eravamo preoccupati!

- Dovevi tornare ore fa. - Doveva tornare ore fa!

- Raymond, per l'amor di Dio... - Pronto?

- Pronto? - Mamma è andata a letto, siamo furiosi!

Papà, non ti ho attaccato il telefono in faccia.

Mi spiace di aver fatto tardi.

Ho trovato i moduli per lo studentato che dovevi mandare tre settimane fa!

- Mi avevi detto di averli mandati. - Così pensavo.

Sei un maledetto bugiardo, Simon. Un bugiardo.

Potrai abbindolare tua madre, ma non certo me.

Hai mentito sui moduli, hai mentito sul fantomatico lavoro di sabato.

Adesso verrà fuori che hai mentito sull'esame della patente?

Ti assicuro che sono stufo marcio!

Cazzo.

Non ti permettere di attaccarmi il telefono in faccia.

Non ho attaccato io...

Oddio, oddio...

Oddio, oddio, oddio...

Oddio!

Tutto bene?

Niente campo.

Andiamo!

Telefonia mobile del cazzo!

Salve. È l'assistenza stradale.

Può darmi il numero di targa dell'auto?

Un secondo solo.

AG 57...

EOZ.

Grazie. Parlo col signor Rif-kind?

Rifkind, sì.

Sono Simon, il figlio.

Okay, Simon. Sei vicino alla macchina, adesso?

Pronto, Simon?

Sì.

Sono accanto alla macchina.

Okay, ti abbiamo rilevato col GPS, sappiamo esattamente dove sei.

Saremo da te tra dieci, massimo 45 minuti, okay?

Vi prego, fate più in fretta che potete.

Grazie, signor Rif-kind. Arrivederla.

Rifkind.

Cosa ho fatto? Cosa ho fatto?

Calma.

Chi c'è là?

Sono molto mortificato.

Fermo.

Col cazzo!

Le forze soprannaturali agiscono invisibili intorno a noi.

Charles,

ho investigato in maniera approfondita due dei suoi casi.

A me pare piuttosto semplice.

Il cervello vede ciò che vuole vedere, l'ha detto lei.

Tony Matthews è un alcolizzato pieno di traumi irrisolti e Simon...

è un ragazzo fragile, con una famiglia profondamente disfunzionale,

a rischio psicosi...

Lo so fin troppo bene, Charles,

quanto sia facile perdere la lucidità e la fiducia nel proprio giudizio.

Soprattutto quando siamo stanchi ed emotivamente vulnerabili.

E sofferenti.

TERZO CASO - MIKE PRIDDLE

Tenga il passo, Goodman.

Il mollaccione sono io, cosa crede?

Appena l'ho conosciuta volevo dei figli, ma Maria disse: "Scordatelo, amore".

- Maria è sua moglie? - Certo.

Perché non li voleva? Suppongo che economicamente stia bene.

Cristo, voialtri non pensate ad altro, vero? Solo ai soldi!

Che intende per "voialtri"?

"Niente figli finché non mi fanno socia allo studio."

Parole sue, non mie. Priorità.

Qualcuno deve guadagnare la pagnotta,

così voi froci potrete continuare a sfregarvi il mento

e levarvi le cipolle dal culo tutto il giorno.

Un attimo.

- Devo rispondere. - Prego

Potrebbe parlarmi dell'episodio?

Sa come mi chiamavano, quand'ero in finanza? Il Profeta.

Avevo il sesto senso su cosa sarebbe salito e cosa sceso.

- Qui la finanza non c'entra. - Lo so... cos'è che vuole sapere.

Lo so.

Andiamo di là.

Ho sbancato alla City.

Mi sono costruito una casa, un investimento immobiliare.

Ed è lì che è successo, alla casa?

Maria finalmente è diventata socia.

Tombola! Potevamo fare un figlio.

Ma andava per i 40 quando abbiamo iniziato a provarci e...

aveva aspettato troppo.

Era più arida del deserto del Gobi, là sotto.

Ma non mi sono abbattuto,

basta un poco di in vitro, e la macchina sforna-figli riparte.

Ero andato all'università con un luminare in quel campo

e trentamila sterline dopo...

Centro! La signorina è in dolce attesa.

Perché è sempre l'ultima chiave quella che apre tutto?

Andava tutto alla grande, ma al settimo mese ha avuto delle perdite.

Quindi si è optato per il ricovero, nella clinica più costosa del mondo.

Pareva lo stramaledetta Savoy!

L'ho mollata lì e sono tornato a casa a lavorare.

E che ora era?

Erano...

Le quattro meno un quarto.

Ed è quello che lei ha visto?

Da quel che so, il poltergeist è uno spirito maligno

o almeno arrabbiato, è vero?

Non esiste alcuna prova di questo.

Alla clinica hanno portato Maria a fare un'ecografia, ma non ce l'hanno mostrata.

Hanno detto che c'erano delle distorsioni sullo schermo.

Scusi, sto facendo una cosa con i cinesi.

Sì, l'ecografia.

Abbiamo i nervi tesi, prof?

- Scusi, io... - Ha mai ucciso qualcosa, signor Goodman?

- Assolutamente no. - Non lo ammetterebbe mai, eh?

I dottori hanno deciso di trattenere Maria un'altra notte,

e io sono tornato a casa.

Avevo una montagna di lavoro.

Uno dovrebbe sentirsi al sicuro a casa propria, vero, signor Goodman?

Lei crede nel male, professore?

Io non ci credevo...

prima di quella notte.

Maria?

Maria?

Siamo morti.

Perché non sei in clinica?

Sono riuscito a uscire dalla stanza.

Non so quanto sono rimasto così. Poi ha chiamato la clinica.

Sapevo cosa mi avrebbero detto.

Il Profeta.

A quanto pare il parto era stato...

L'ha spezzata in due.

Per fortuna è morta prima di vedere Barty, l'avrebbe devastata.

Nessuno credeva che Barty sarebbe vissuto così a lungo.

Ma in qualche modo la vita...

trova sempre una strada.

È stato questo che ho imparato.

La vita va avanti.

Che c'è?

Oh, cazzo!

Cazzo!

Signor Goodman, non sapevo fossi qui.

Ho scoperto tutto.

Grazie a Dio, dimmi.

Hai architettato questa messinscena del cazzo

per tornare in TV.

Volevi farmi fuori!

Sei un uomo solo, invidioso e rancoroso, ecco la verità.

Non riconosceresti la verità neanche se ti baciasse in bocca.

Una cosa la so.

Non c'è assolutamente nulla in queste storie

che un ragazzino di cinque anni un pò sveglio non saprebbe spiegare.

Non ce la puoi proprio fare,

vero, Philip?

Non riesci ad avere l'umiltà

di ammettere che forse, solo forse...

le cose non sono sempre come sembrano.

È proprio così che la penso.

Tutto è sempre esattamente come sembra.

Ne sei proprio sicuro?

Sì.

Tu non puoi sapere tutto.

Capito, tesorino?

Scusate, potete dare lo stop?

Con chi stai parlando?

Philip.

Il cervello vede...

quello che vuole vedere.

Vorrei tanto mostrarti una cosa, posso?

Vieni.

Su.

Saremo solo noi quattro:

tu, io, Barty e...

tu sai chi.

Un'ultima possibilità, signor Goodman.

- C'è qualcosa che vorresti dirmi? - A che proposito?

Sei, 79, 19...

Goodman faccia d'ebreo!

La mamma si scopa le merde!

Non andavamo a scuola insieme, chi sei?

Chi sei tu?

Signor saputello, geniaccio rinchiuso nella sua zucca vuota?

Hai mai osato rivolgere tutto questo fantomatico acume verso te stesso?

Undici, 92, 20?

Forza.

Aspetta. Ti prego...

Non mi piace.

Vuoi entrare?

Non posso.

La mia camicia!

Ma che fai?

Ehi, faccia da ebreo? Faccia da ebreo!

Vieni qui.

- Devo andare a casa. - Vieni qui!

- C'è la merenda. - Se la mangia la vacca di tua madre?

Non voglio ripetertelo.

Vieni qui!

Forza!

- Non ci entro, Freer. - "Non ci entro, Freer".

Non cacarti sotto, non è una camera a gas.

Mettiti lì.

Forza.

Sì!

Prendine una.

- Non voglio. - Non me ne frega un cazzo. Forza!

Dai!

- Mettila davanti alla faccia. - Cosa?

Davanti alla faccia!

E non muoverti, cazzo.

A che giocate?

- È Kojak! - Ehi, Kojak!

Vieni qui!

Cavoli!

Dai, muoviti.

Kojak, vuoi entrare nella nostra gang?

- Posso? - Certo che puoi,

se sei abbastanza fico. Sei un fico?

- Dove vai, faccia da ebreo? - A casa.

Stronzate, resti qui e vedi Kojak che fa il decimo numero.

- Sì, guarda. - Smettila, lo sai che non sa contare.

Invece so contare fino a cento.

Sentito? Vieni qui.

Vedi laggiù, dentro al tunnel? Che numero è?

- Sei. - Sì! Bravissimo!

È il primo di dieci numeri diversi che ho segnato là dentro col gessetto.

Per entrare nella nostra gang,

devi andare fino in fondo al tunnel.

Vai avanti finché non avrai trovato tutti e dieci i numeri

e poi memorizza qual è il decimo.

Callahan, non...

- Devo solo ricordarmi il decimo. - Sì, soltanto il decimo.

Cerca attentamente, perché sono molto distanti tra loro.

Piantala!

Quando uscirai fuori e mi dirai il decimo numero,

se il numero è corretto, entrerai nella gang!

Sì?

- Allora vado. - Aspetta un attimo.

Ti servirà questa.

Là dentro è molto buio.

Bene, vai a trovare il decimo numero.

- Forza. - Sì!

Forza!

- Sei! - Iniziamo bene.

Settantanove.

Diciannove.

- Che volevi dirgli? - Niente.

- Che non c'è il decimo numero? - No, davvero.

Che ti sei cacato sotto quando ci hai provato? Zitto o vedi...

Capito?

Venti.

Quarantotto.

- Non mi piace più, voglio uscire. - Non mollare adesso!

- Ti prego! - Và avanti!

Voglio uscire, è troppo stretto.

Non t'azzardare, Kojak!

Non ti facciamo uscire finché non trovi il decimo!

Callahan!

Callahan!

L'hai lasciato morire lì dentro.

- Che potevo fare? - Dirlo a qualcuno a casa.

Parlarne in assemblea, l'indomani?

Entrare nel tunnel e cercare di aiutare Desmond?

È stato un caso, una disgrazia, un orribile incidente.

- E te la cavi così. - Non sapevamo soffrisse d'asma.

Il caso ha solo voluto che il suo DNA lo facesse sottostare a quelli come te.

Quelli come me?

Ho passato la vita a cercare di aiutare gli altri,

a cercare di aprirgli gli occhi, mostrargli la verità

in un mare di balle stucchevoli e stronzate varie.

Non ridere!

Non l'ho fatto entrare io là dentro.

Non ero io che lo chiamavo Kojak... per sfotterlo.

E non sono stato io a impedirgli di uscire, quando lo chiedeva.

- Non ho fatto niente. - Esatto, non hai fatto niente.

Un figurante.

E da allora, come vivi, signor Goodman?

Riducendo le grandi domande dell'umanità ad atomi e molecole?

Dove altro vorresti trovare le risposte, santiddio?

Ciao.

Eccomi.

Eccomi qua.

Barty... Va tutto bene.

Guarda, guarda...

Tranquillo, il papà ha la scatoletta, va tutto bene.

Tieni, un bel boccone.

Apri bene. Apri.

Sì.

Bravo bambino.

Bravo bambino.

Su, su, Barty.

Bravo bambino.

Signor Goodman...

Lei, con la sua bella parlantina, in realtà è il più terrorizzato di tutti.

E in realtà non ha passato la vita ad aiutare gli altri,

l'ha passata a scappare...

dalla sua più grande paura: che ci sia qualcosa di più del qui e ora.

E che qualsiasi azione lei abbia compiuto o mancato di compiere,

ha avuto un effetto.

Ha lasciato una traccia.

Un fantasma.

È vero, no?

Dorme.

Su.

Ti prego!

Callahan?

Callahan, perdonami!

No!

Non un'altra volta...

Ti prego.

Ti prego.

Callahan, ti supplico! Perdonami!

Ti prego.

Callahan...

Sì, lo so che venerdì non sono venuto, mamma, mi dispiace...

Però dì a papà che questo venerdì non mancherò, okay?

Ti prego, mamma, sono al lavoro.

Devo andare.

Ti voglio bene anch'io, ciao.

Signor Priddle.

Ah, sì, il professor Philip Goodman,

ricoverato il 13 aprile alle 3:45, tentato suicidio.

Ha provato ad asfissiarsi nella sua auto, senza successo.

Stupido stronzetto, una fucilata in bocca, così si fa!

Vediamo un pò.

Bene.

L'esame neurologico evidenzia...

pupille fisse e dilatate, quindi...

Qual è il suo verdetto, dottor Rif-kind?

Rifkind.

È in coma, probabile "chiavistello". Resterà qui per sempre.

Sì, sono disgrazie che capitano. La zucca c'è, ma è vuota.

Come il mio vecchio professore, Charlie Cameron, diceva:

"Speriamo che faccia sogni d'oro."

Il prossimo paziente, ragazzo.

Ci si rivede, dolcezza.

Non badare a me.

L'amore vince su tutto...

- Mike, da Barnet. - Ciao, Jeff.

Sembrerà sciocco, ma a noi piace fare tutto insieme.

Qualsiasi cosa, anche ordinare dai gialli, il sabato.

Riso fritto, buono.

Bene.

Ci vediamo domani.

Fai il bravo.

Ecco qua, dolcezza.

Cambiamo un pò il panorama.

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