All language subtitles for ES_Prieto Luis_Estación Rocafort aka Last Stop Rocafort St. (2024)_Subtitles02.ITA

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal) Download
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian Download
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese Download
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish Download
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish Download
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

ULTIMA FERMATA: ROCAFORT ST.

BARCELLONA, 1999

- Tranquilla, non ti preoccupare. - Silenzio!

Camminate, avanti.

Non vi fermate, camminate!

- Deve essere qui. - Román, aspettiamo i rinforzi.

No, Andrés, questa volta non rischio di perderlo.

Andiamo!

Veloci, non vi fermate!

Aspetta.

Forza, veloci.

In ginocchio.

In ginocchio!

Vengono a prendermi.

Vengono a prendermi!

Perché non mi aiuti?

Ho fatto la mia parte!

Ho fatto quello che mi hai chiesto, li ho portati qui.

Fatti vedere!

Aiutami!

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo, così in Terra.

Dev'essere vicino.

No, no, per favore.

- Sta uccidendo gli ostaggi. - Dobbiamo fare qualcosa, andiamo!

Aspetta, servono rinforzi. Román!

No!

No!

Sbrigatevi, andiamo!

Presto!

Fermati!

A chi diavolo hai sparato?

BARCELLONA, 2024

- Ciao, Laura. - Ciao, zia.

Lavori questa sera?

Vieni, ti preparo qualcosa da mangiare.

No, no, non preoccuparti, non ho molto tempo.

Ti ho portato questi.

Grazie mille.

Che Dio ti benedica per tutto quello che fai.

Com'è il tuo nuovo lavoro? Hai già degli amici?

Grazie, zia.

Laura, somigli sempre di più a tua madre.

Che riposi nella gloria di Dio.

Ecco la mia messicana preferita.

Sali, andiamo.

Com'è la vita a Rocafort?

- Monotona. - Meglio così.

Non lasciarti influenzare dalle storie di fantasmi.

Sai le sciocchezze che raccontano sulla stazione maledetta.

No... non so niente.

Non ti dico niente, altrimenti domani lasci il lavoro.

Sono solo storie per spaventare i bambini.

C'è qualcuno?

Ciao.

Vai a casa?

- Tu? - Vado da Bernie con gli altri.

Vieni?

Incidente a Rocafort.

È morta una donna di 70 anni,

investita da un convoglio della metro nella stazione di Rocafort.

Non si conoscono le cause dell'incidente, avvenuto questa mattina.

Finora le autorità hanno solo confermato

che l'incidente non è dovuto a un malfunzionamento.

PARTNER STRONZO ANDRÉS

Bene, bene, che bella sorpresa.

Possibile che lavori a quest'ora?

Non mi dispiacerebbe fare questo, una volta in pensione.

È per l'articolo di questa settimana, sul giornale della metro.

Scrivo sul parco divertimenti di Montjuic.

Non sapevo che lì ci fosse un parco divertimenti.

Lo hanno chiuso nel 1998,

e ora tutte le attrazioni sono in un magazzino della metro.

Ti prendo un birra.

Tu...

sai qualcosa su Rocafort?

Perché Albert mi ha spaventata a morte.

È un posto ideale per i suicidi.

Dove ci si toglie la vita.

Direi che quattro suicidi su cinque sono avvenuti a Rocafort.

È una maledizione.

Io non credo ai fantasmi, quindi...

Grazie.

Omicidi, fenomeni strani e suicidi.

L'assassino della linea gialla ha trasformato la stazione di Rocafort

in qualcosa di più di una leggenda metropolitana.

Cinque anni fa la nostra inviata a Barcellona

ha realizzato questa intervista.

Abbiamo con noi l'ufficiale di polizia

che ha scritto un libro sul caso del serial killer.

Buongiorno, signor Azpuru.

- Che succede? - Mi fai impazzire.

Lo so, sono incredibile.

Non è possibile, Laura. Mi dispiace, Rocafort è la tua stazione.

Lo sai che Rocafort è maledetta.

Non c'è alcuna differenza tra le varie stazioni.

- Però questa in effetti... - Non posso trasferirti per delle dicerie.

Se fossero solo dicerie, lo farebbe chiunque.

Ma visto che sono l'ultima arrivata...

Su questo siamo d'accordo, sei l'ultima arrivata.

- E... - Io sono il tuo capo.

- A te serve questo lavoro, no? - Sì, certo.

Non parliamone più.

Tu.

- Controlla i freni. - Li stavo controllando.

ROCAFORT, STAZIONE MALEDETTA O LEGGENDA METROPOLITANA?

Signore?

Signore?

Tutto bene?

Non guardare!

Non crederci, non credere a quello che vedi!

Era uno dei nostri autisti, uno dei migliori.

Sa se era sotto cura psichiatrica?

Lui non voleva, ma insistevamo tutti.

Aveva assistito a quattro suicidi in nove anni.

L'ultimo proprio ieri.

- Si riferisce alla donna a Rocafort? - Sono tutti avvenuti a Rocafort.

Mi ha detto di non guardare.

Di non credere a quello che vedo.

Laura... va tutto bene, ok?

- È finita. Certo che puoi. - Non ce la posso fare, Cris.

No.

Non dire sciocchezze.

Tutti abbiamo dei brutti momenti.

La chiave è farci aiutare dalle persone che ci amano.

Ma io sono sola.

Tu hai me.

Laura.

No, no!

Laura? Laura, che cazzo stai facendo?

- Marga, apri la finestra! - Sì, ecco!

Cazzo!

Maledizione!

Che diavolo volevi fare?

- No, no, non te la prendere con me. - Io non ce la faccio più.

- Non la voglio più tra i piedi. - Sei tu che hai voluto tenerla.

- Tu non mi sei d'aiuto. - Smettila di trattarmi così.

- Il problema sarei io? - Sì, mi tratti come una serva.

UOMO EUROPEO DI 56 ANNI

TRAGEDIA NELL'ARRESTO DEL KILLER

No!

ESOTERISMO

L'ASSASSINO DELLA LINEA GIALLA

FOTOGRAFIA DELLA SCENA DEL CRIMINE

- Non dovresti essere qui, lo sai. - Sì, lo so, ma... dovevo vederti da solo.

Non so perché ho convinto Marga a non buttarti fuori di casa.

- Mi dispiace tanto, Toni. - A che stavi pensando?

Non lo so, dal giorno del suicidio, mi succedono cose strane.

Beh, chiedi aiuto, ma non ci uccidere tutti, cazzo.

Ascolta, hai un mese per lasciare la casa.

Non di più, hai capito?

Un mese.

"Un mese."

Che leggi?

L'assassino della linea gialla.

Vieni, andiamo prima che scoppi la bile a qualcun altro.

Mi faresti un favore?

Ammazzare Toni? Ci penso e ti faccio sapere.

No, parlo seriamente.

Mi accompagneresti a parlare con questo tipo?

Voglio fargli delle domande.

- Albert mi ha detto che sa dove trovarlo. - Albert?

Sì, così ha detto.

Allora che aspettiamo?

Grazie per esserci.

Grazie a te, di avermelo chiesto.

Román Azpuru?

Ma che fa?

Che maleducato.

Possiamo parlare?

Amica, per l'amor del cielo, metti qualcos'altro.

Maledetta musica cinese.

Ho bisogno di parlare con lei.

Per favore.

È importante.

Va bene.

Benvenuta nel mio ufficio, siediti.

Portane un'altra.

Sentiamo.

Ecco...

ho assistito a un suicidio a Rocafort.

E?

Ho delle visioni e incubi.

Congratulazioni.

Ma lo strizzacervelli è nel bar di fronte.

Se ti sbrighi, lo trovi.

Anzi, ho di meglio, la sorella di una mia amica...

fa agopuntura, se può interessarti.

Ci aiuti, per favore.

Mi parli del suo libro.

Non ti offendere, ma...

ci sono milioni di stronzi che continuano a tormentarmi con quel cazzo di libro.

Io non posso aiutarti.

Mi dispiace per quello che hai visto, ma non posso fare nulla.

Non fare la timida, andiamo.

Abbiamo finito.

Quanto vuole?

Sì.

Quanto vuole per il suo aiuto?

Seicento euro.

Cento.

Andata.

Per risolvere il caso, dobbiamo sapere di più sul macchinista.

Innanzitutto...

dobbiamo sapere perché si è suicidato...

- Luis. - Luis. Perché si è suicidato?

Dipende...

se è stato obbligato... da una maledizione,

o forse la moglie lo ha riempito di corna e non passava più dalla porta di casa.

- Non era sposato. - Pare che vivesse da solo.

Beh, questo complica un po' le cose.

Sarà dura guadagnarmi quel denaro.

E c'era qualcuno con cui...

aveva confidenza?

Cioè, qualcuno che sapeva qualcosa della sua vita.

Dovrà pure aver scopato con qualcuno.

- Potremmo andare a casa sua? - A casa sua?

Una volta ho visto un suo certificato medico.

Viveva a La Florida.

Potremmo andare a parlare con i suoi vicini.

Proviamo a partire da lì.

Molto bene.

Ci vediamo domani mattina,

alle dieci alla metro La Florida?

- No, era normale. - Dici?

Quanto vuole? Ci dica quanto vuole e smettiamo di girarci intorno.

- Mi è venuta così, non ci ho pensato. - Lo so.

Menomale, anche se forse vuole solo i nostri soldi.

Beh, l'importante è che ci aiuti.

Sì, se lo fa davvero,

non ne sarei così convinta.

Ciao.

Hai già un posto dove andare?

Ancora no.

Una mia amica si è fermata a dormire.

- Spero non ti dispiaccia. - Non mi interessa, Laura.

Voglio solo che tu te ne vada.

Però vorrei che mi avvisassi, se qualcuno si ferma a dormire a casa mia.

Scusa, non...

Lo sapevo.

Non mi sarei dovuta fidare di quel tipo.

Vuoi che ce ne andiamo?

Devo dirti una cosa.

Penso di approfittare del periodo di assenza per cercare un altro lavoro.

È stato tutto troppo per me.

E poi...

lavorare altrove mi aiuterà anche a voltare pagina con Toni.

È un'ottima idea.

Ti aiuterò a trovare qualcosa.

- Sì? - Sono Román Azpuru.

L'aspettavo stamattina.

Sì, mi dispiace, ma ho avuto un imprevisto.

Adesso attacco, non mi chiami più.

Aspetta, aspetta.

Voglio solo aiutarti.

Perché?

Hai avuto altre allucinazioni?

Sì, immagino di sì.

Senti,

andiamo a casa di quell'uomo, non eravamo d'accordo così?

Ci vediamo tra mezz'ora?

Non so se riesco a trovare l'indirizzo.

Ce l'ha la mia amica, non io.

Non importa, ci penso io.

Come?

Ero un poliziotto.

Ci vediamo a La Florida tra mezz'ora, sì o no?

- Conosce il signor Ruiz? - Io?

Non lo conosco, non so chi sia questo signore.

Grazie mille, signora.

- Che gente. - La prossima volta chiedo io.

- Le puzza l'alito di alcol. - A me?

La prossima volta assicurati che si suicidi uno meno noioso.

Tu preghi?

Bingo.

La tua preghiera ha funzionato.

Dopo di te.

Fatture, pubblicità.

Laura?

Che succede?

È solo un uccello morto.

Ehi, ehi, ehi.

Stai bene? Siediti.

Avanti, siediti.

Vado a prendere un po' d'acqua.

Grandioso.

TROVATO IL CORPO DI RICARD, IL BAMBINO SCOMPARSO NELLA METROPOLITANA

UN TENTATIVO DI SUICIDIO OGNI TRE SETTIMANE

UN NUOVO OMICIDIO IN STAZIONE

L'ASSASSINO DELLA LINEA GIALLA

ARRESTATO DOPO L'OMICIDIO DI UNA FAMIGLIA DI TARRAGONA

Avanti, stronzo, muoviti!

- Sei un maledetto figlio di puttana. - Román.

Ma cosa fai? Sei impazzito?

Román?

Román?

- Che significa tutto questo? - Non ne ho idea.

Andiamo.

- Che succede? - Devo vedere una persona.

Andiamo.

Laura?

Laura?

Che è successo? Ti senti bene?

Laura?

Vieni.

Va meglio?

Sei in malattia.

Si può sapere perché sei qui?

Albert, devo chiederti una cosa.

Dimmi.

Raccontami la storia di Rocafort.

Sono leggende metropolitane, non dargli peso.

Se credessi a queste sciocchezze non sarei qui, non trovi?

Queste cose servono per scrivere articoli sul giornale della metropolitana.

Abiti ancora a casa di Toni?

Posso darti un consiglio?

Devi andartene da lì il prima possibile.

Non puoi continuare a vivere con il tuo ex.

È per il tuo bene.

È che...

da... da quando ho visto l'incidente, vedo cose strane.

Ti devi riposare, solo questo.

Román?

- Non ci vediamo da... - Da quando?

Da quando hai testimoniato contro di me.

- In realtà ti ho salvato il culo. - Ah, mi hai salvato il culo?

Che figlio di puttana, Andrés. Tu mi hai cacciato dal corpo.

Ma tranquillo, non sono qui per le tue scuse.

Molto bene.

Vedo che non sei cambiato.

Vediamoci tra altri 20 anni.

Freud, andiamo.

Ehi, Andrés. Aspetta, dai.

Ho bisogno del tuo aiuto. Si tratta di Elias Soro.

INCIDENTE MORTALE A ROCAFORT

Che c'entra Soro con tutto questo?

Sono fatti avvenuti dopo il suo arresto.

Non lo so, pensavo che tu ne sapessi...

qualcosa in più.

Vedo che continui a farti del male.

Sei diventato un medico? No... e nemmeno un prete.

Smettila di perdere tempo e dimmi se c'è qualcosa di Soro che io non so.

Andrés.

Durante gli interrogatori,

quel bastardo ha detto cose simili a quelle che hai detto tu.

Come?

In quel momento non volevo alimentare le tue paranoie,

eri già in malattia.

Stavi molto male, imbottito di medicinali.

Sei un pezzo di merda, Andrés, lo sai?

Dovrei farti saltare la testa, figlio di puttana.

Me ne frego del tuo distintivo.

I nastri.

I maledetti nastri degli interrogatori,

dimmi che li hai ancora.

Sì, zia.

Ti prometto che è solo per pochi giorni.

Questa è casa tua, lo sai, tesoro.

- Puoi venire quando vuoi. - Giuro che non ti farò spendere soldi.

- Tranquilla, non è un problema. - Ci vediamo.

- Ti aspetto, tesoro mio. - Grazie.

Va meglio?

Devo parlare ancora con quell'uomo.

Il poliziotto?

Devo sapere cosa mi sta succedendo.

Tre giorni.

Rivoglio tutto in perfette condizioni.

INTERROGATORIO DI ELIAS SORO

LUCIA, LA RAGAZZA CHE DIVENTÒ LA PRIMA VITTIMA DI ELIAS SORO

Questa è una conversazione con Elias Soro,

arrestato il 5 novembre 1999.

Era una guerra,

una guerra contro i loro dei.

Per noi erano bestie.

Per loro, dei.

Che diavolo ci fai qui?

Devo sapere che sta succedendo.

Ti ringrazio molto per avermi indicato la via,

ma ora lascia giocare gli adulti, ok?

Siediti.

Non distingui la realtà.

Dopo un po', perdi la testa e vuoi solo morire.

E una volta che vedi la bestia,

diventi la prossima vittima.

Inizi ad avere incubi e non riesci più a distinguere la realtà.

Ecco perché dico che è come un'infezione.

È lui.

L'assassino della linea gialla.

Conosciuto anche come il figlio di puttana che mi ha rovinato la vita.

Ha fatto fuori un sacco di gente prima che lo prendessimo,

non abbiamo mai scoperto il movente.

Sono stato io a mandarlo in prigione.

Hai letto il libro che ho scritto, no?

L'ho fatto... per avere delle spiegazioni.

Invece ho trovato solo disprezzo.

È un tesserino universitario.

Ora smettila di ficcare il naso.

Se trovo qualcosa ti chiamo, vai.

Non ti faranno entrare nel campus di nessuna università.

- Ah, no? - Io invece posso andare e venire.

E posso convincere mio padre ad accompagnarmi.

Si era iscritto a un corso, ma non lo ha mai iniziato.

Strano, no?

Un autista di metro di quell'età iscritto a un corso universitario?

Non quadra.

SCHEDA DI LETTURA

IL MIO PROFILO - PRESTITI

Ha preso questo libro 11 volte.

JÁUREGUI HÉCTOR - 100 ANIME PER XÓLOTL

IL MITO DI XÓLOTL: IL PUNTO DI INCONTRO TRA VITA E MORTE

Scusa, sto cercando questo libro, puoi aiutarmi?

Quello che cerchi è li.

Román?

Román? Dove sei?

Román?

Ehi, Laura? Laura, tranquilla, va tutto bene.

Tranquilla.

"Durante la conquista del Nuovo Mondo, i Conquistadores usavano cani feroci,

con collari chiodati, per attaccare gli indigeni.

Era una forma di terrore quasi demoniaco."

Questo non ha niente a che fare con Elias Soro.

Erano numeri.

Cosa?

Quelli che quel figlio di puttana ha dipinto sui loro volti.

Numeri aztechi, guarda.

Ho sempre avuto questa cosa sotto il naso e non me ne sono mai accorto.

Quel bastardo contava le sue vittime,

ma non capisco il perché.

Scusate.

Se cercate informazioni su Xólotl,

negli audiovisivi c'è un'intervista di Héctor Jáuregui.

Grazie.

Si tratta di un'urna a forma di cane,

in onore di Xólotl,

il dio del tramonto.

- L'ho visto in un'allucinazione. - Nella mitologia azteca,

Xólotl accompagna

e protegge il Sole sulla Terra, dalla morte, ogni notte.

Nelle diverse culture mesoamericane,

il cane ha il compito di trasportare l'anima del defunto da un mondo all'altro.

Sicuramente abbiamo una certa familiarità

con la relazione tra questa idea e Cerbero, o Cancerbero,

il guardiano del mondo degli inferi greco,

per essere più precisi, del punto in cui morte e vita si incontrano.

Soro era missionario in Sud America prima che scoppiasse il casino.

Ma questo non ci aiuta affatto.

Penso che conoscesse i riti funerari.

E che importa? Si è portato il segreto nella tomba.

Elias Soro non è morto.

Amico.

- Ho bisogno di vederlo. - Freud, smettila.

- Come facciamo, mi fai intrufolare o... - Di che parli?

- Non puoi chiedermelo, Román. - Una visita, una volta.

- No, né una, né quattro, né metà, chiaro? - Andrés, per favore.

- Zitto! - Freud, buono.

Eravamo amici, no?

- Non cercare di intenerirmi. - Andrés, eravamo abbastanza amici

- da farti preoccupare per me. - Non sono un medico, l'hai detto tu.

- Ascolta, Andrés, ascoltami. - Ricordi?

Facciamo un patto.

Giuro che smetterò di bere se mi lasci parlare con Soro.

- Porca puttana. - Aiutami, Andrés.

Te lo chiedo per favore.

Buongiorno.

Román Azpuru?

Quanto sei invecchiato.

Neanche tu sei più un ragazzino, ormai.

Conosco anche te.

Ti sono mancato, vero?

Come mi chiamavi, in commissariato?

Elias, il maligno degli inferi.

Ti ho chiamato in modi decisamente peggiori.

- Tipo quali? - Basta con le stronzate.

Perché hai dipinto numeri aztechi sui volti di quella famiglia?

Conosci i numeri aztechi?

Conosco tutto il cazzo che mi pare. Parla.

Li ho dipinti...

per le 100 anime di cui ha bisogno Daniela.

Mi ha usato per ottenere più anime,

mi ha usato.

E quando poi mi hanno portato qui,

mi, mi...

mi ha abbandonato.

Chi è Daniela?

Ma alcune notti, viene a trovarmi.

Mi racconta delle cose.

Non vuole uccidermi.

Le piace farmi soffrire, perché l'ho delusa.

Non sono più il suo protettore.

Per lei, o sei una delle sue 100 vittime,

o uno dei suoi carnefici.

E ora dà la caccia a te.

Ora sta tirando la corda.

Sta tirando la corda.

Per questo sei venuto qui,

perché sai che solo io posso liberarti da lei.

MESSICO, 1989

Mi avevano chiamato per esorcizzare una giovane donna

che aveva ucciso i suoi fratelli.

Se non fosse stato per le donne del paese,

avrebbe ucciso anche la figlia che era appena nata.

Io ho provato a salvare Daniela,

ma era troppo tardi.

Potevo salvare solo la sua anima.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in Terra.

Daniela teneva un oggetto tra le mani.

Non appena l'ho preso, ho sentito tutta la sua potenza.

Rubando quel monile,

ho rubato anche l'anima di Daniela.

Dove si trova?

Perché ti interessa tanto, Román?

Vorresti forse regalarlo alla tua fidanzata?

Smettila di dire sciocchezze.

Sei molto più sano di quanto vuoi far credere.

Qui la chiamano schizofrenia dissociativa.

Dove cazzo hai nascosto quel monile?

Credete che io abbia ucciso tutte quelle persone?

No, è una menzogna.

Non sono morte.

Dov'è quel cazzo di monile?

Se te lo dico,

lei mi ucciderà.

Parla!

L'ho gettato nel Mississippi.

Che cosa ne pensi, Daniela?

Io penso che faresti meglio a smetterla di dire sciocchezze.

Altrimenti?

Altrimenti ti uccido io con le mie mani.

- Non c'è bisogno che venga Daniela. - Davvero, davvero, davvero.

Mi ucciderai, sì, mi ucciderai.

- Come io ho ucciso quella famiglia. - Figlio di puttana.

Guardami, guardami!

- Guardami, guardami! - Ehi, ehi, fermo, basta!

Stronzo!

Comunque non ti resta molto tempo.

Lasciami.

Chiamate il commissario Romero, lui mi conosce, ero suo partner.

Ricevuto, passo.

- Lascialo, è un ex agente. - Visto?

Ti danno un distintivo e subito credi di essere Robocop.

È tutto a posto.

Il commissario dice di lasciarlo andare, al resto pensiamo noi.

Ottima idea.

Fate il vostro lavoro.

Ora che facciamo?

Niente, non facciamo niente.

Non hai sentito quel bastardo?

Siamo venuti qui solo per farci deridere.

- Ma dobbiamo... - No, non dobbiamo fare niente.

Io non avevo nessun bisogno di rivivere tutto questo.

Proprio nessun bisogno.

Così trascenderò,

non è vero?

Adesso verrò con te.

Padre nostro...

Ehi, amica, aspetta, non chiudere.

- Siamo chiusi. - No, ho bisogno di un drink.

Devo bere qualcosa.

Siamo chiusi, sono molto stanca.

Un bicchiere.

Ti prego.

Va bene.

Grazie.

Hai letto l'articolo sulla chiusura del parco di Montjuic?

"La metropolitana di Barcellona nel 1998 divenne inaspettatamente la casa di..."

Guarda.

Cosa c'entra questo?

"Ormai andati perduti,

furono conservati alcuni gioielli del vecchio parco di Montjuic,

come il polpo pazzo...

o la barca del Mississippi."

Amica?

Un altro.

Román?

Per favore, ascoltami attentamente.

Ho scoperto che da qualche parte, sulla linea metropolitana di Rocafort,

c'è un magazzino dove sono conservate le attrazioni del parco...

Il luogo dove Elias ha ucciso quella famiglia è poco più avanti.

Merda.

Se davvero ha nascosto quel monile, deve essere qui.

Riconosci questo posto?

Sono bloccato qui da 20 anni.

Potrebbe essere qui?

Non ne sarei sorpreso.

È il magazzino?

Presumo di sì.

Dove diavolo è il Mississippi?

Benson.

Benson.

Dove vai?

Aspetta, Benson.

Benson!

Benson, torna subito qui!

Merda.

Non funziona più.

Maledetto Elias.

Di sicuro è un altro dei suoi trucchi.

Laura?

Cris?

Sono qui.

Abbiamo perso Román.

Che sta succedendo?

Tranquilla.

Sono qui con te.

Che ci fa qui?

Non lo so.

Guarda che ho trovato.

Benson!

Laura.

Voleva portarci qui.

Mi ha pregato di metterlo.

Cris.

Non lo capisci?

Vuole anche la tua anima.

Lei ti ama.

Saremo una cosa sola,

tu e io.

Per l'eternità.

No.

Laura?

Merda.

Mi dispiace, amico.

Vado a cercare aiuto.

Tranquillo.

Román!

- Che è successo? - Cris.

Cris?

Non ci crederai, è una sopravvissuta ai crimini di Soro.

Laura... che stai dicendo?

Ha indossato il monile e ha cercato di possedermi.

- Laura. - Rocafort l'ha intrappolata.

Laura.

Chi è Cris?

Come sarebbe a dire?

Non so di cosa parli.

La mia amica.

Quella con cui sono venuta al ristorante.

Al ristorante sei venuta da sola.

Non è vero.

Mettilo giù.

Laura, ascoltami.

- Chi è Cris? - Cris è la mia amica!

Da dove viene tutto quel sangue?

Cris ha trovato il Mississippi.

Ehi, tu!

Che succede qui?

Ehi, ferma!

Centrale, ho bisogno di aiuto.

Laura, tesoro mio, entra.

- Vengo a stare qui. - Lascia che ti aiuti.

No, no, prendi questo.

Laura, vieni qui.

Arrivo.

ULTIMA FERMATA: ROCAFORT ST.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.