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Guarda che brutta luce! Ma che cazzo di
luce avete? Questo devo dire nel film.
Non è vero che fa schifo sta luce? Ma dai!
È quello che vi dico sempre io. Tu fai le
luci così? Qui non sono in campo,
vero? Ma perché mi fai cominciare e poi
parlate? Siamo pronti? Luca stai
registrando? Sì, Franco.
Franco? Sì, Letizia. Ti ricordi la
promessa della promessa? La promessa della
promessa mi fa temere, quale? Ti ricordi
che io non continuerò più a lavorare con
te se non mi fai fare nel prossimo film
la parte della buttana vecchia?
Disgraziatamente me lo ricordavo e speravo
che te lo fossi dimenticato. No, per me è
una condizione sine qua non. fare la
buttana fare la vecchia buttana la vecchia
io non l'ho mai fatto in nessun film
peggio male perché ti sei privato
di una cosa meravigliosa grazie quindi il
prossimo film la buttana la buttana
vecchia con le tizie a battaglia con le
tizie a battaglia ma intanto facciamo
questo facciamo sì solo a questa
condizione però impegnati eh sono
impegnatissima franco maresco martedì
23 maggio su una palermo ancora dolcemente
addormentata sta per spuntare l'alba di un
nuovo giorno Tra non molto, il sole
splenderà alto e i suoi allegri e caldi
raggi faranno allora capolino nel cuore di
ogni palermitano di buona volontà, il
quale sulle labbra per tutta la giornata
non avrà che due soli nomi, Giovanni e
Paolo. Sì, perché oggi sono
25 anni che la mafia sanguinaria e
bestiale dei Corleonesi ha ucciso i
giudici Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino, eroi di Palermo e del mondo
intero. Ecco dunque perché,
per dare inizio a questo nostro piccolo
film, abbiamo deciso di andare alla
ricerca del popolo semplice e umile,
quello che si appresta al duro ma onesto
lavoro quotidiano. E adesso chiederemo un
ricordo, una emozione, una delicata
parola. A chi le dà? Senta!
Prego! Buongiorno! Venticinque anni fa
morivano Falcone e Borsellino, lei oggi
che emozioni prova? Niente, che provate?
Niente! Ma che provate? Non l'ho capito!
Niente! Niente, non volevo mai partermi
con il tavolo! Sì, io! Eh! Ma che c'è
a chi le dà? Lei volevo chiedere solo che
emozioni prova? Non d'emozioni, sono un
po' gay! Può accadere lei e tutta la
compagna, però guarda sono un po' gay!
Grazie! Grazie! Voi ci
andate per Falcone e Borsellino?
Ragazzi, oggi c'è qualcuno di voi che va
per Falcone e Borsellino? Secondo lei il
loro sacrificio è servito? Sì, sì.
Abbiamo visto tanti cambiamenti qua, sia a
Palermo che in tante città. Ma che
cambiamento si è visto? Senta, gli hanno
detto che lei non si offenda, lei somiglia
a Buscetta. Ah no!
Maradona vuole dire? No, fisicamente.
Giustizia a buscetta, vedete il
combinazione della vita. Io, rassomiglia a
buscetta. Senta, venticinque anni fa
morivano Falcone e Borsellino. Lei oggi,
a distanza di un quarto di secolo, che
emozioni prova? Che emozioni prova?
Perché erano l'Urquino Tesbelle.
Erano? Erano. Falcone e Borsellino.
E perché? Perchè? Perchè tutti i mafiosi
cristiani, un'avano, un'avano, un'avano,
un'avano, un'avano, un'avano, un'avano,
un'avano, un'avano, un'avano, un'avano,
un'avano, un'avano, un'avano, un'avano,
un'avano, un'avano, un'avano, un'avano,
un'avano, un'avano, un'avano, un'avano,
un'avano, un'avano,
un'avano, un'avano, un'avano, un'avano,
un'avano, un'avano, un'avano, un'avano,
un'avano, un'avano, un'avano, un'avano,
un'avano, un'avano, un'avano, un'avano,
un'av parole brutali, cattive,
smemorate e ingrate, pronunciate da
persone che, seppure probabilmente non
esprimono i sentimenti della maggioranza,
sono figlie di quel popolo fiero ed
orgoglioso che Falcone e Borsellino hanno
sempre amato e nel cui nome hanno lottato
per una Sicilia finalmente libera dal
gioco di cosa nostra. Ma come
si spiega una simile reazione? Per
rispondere a questa domanda non ci resta
che andare a trovare una nostra grande e
cara amica, Letizia Battaglia.
Faro luminoso, stella polare di
un'antimafia da tempo claudicante. Sempre
meno efficace nell'azione e sempre più
contaminata da loschi figuri che con la
loro presenza ne hanno pesantemente
offuscato, in tempi recenti, la
credibilità agli occhi della cosiddetta
società civile.
Letizia è una delle più grandi fotografe
del mondo e per 50 anni le sue immagini
hanno raccontato la mafia come nessuno
aveva mai fatto prima di lei. La troviamo
a Convitto Nazionale, scuola dell'elite
borghese palermitana dove un tempo studiò
anche il giovane Falcone, impegnata in un
incontro con gli studenti con i quali
ricorda i due giudici martiri ed eroi.
Li dobbiamo amare più di come amate i
Santi e le Madonne, li dobbiamo amare
perché loro si sono immolati per noi.
Quando voi sentite questa parola
trattativa sappiate che ci hanno tradito.
Chissà, ci chiediamo, se in fondo questi
spensierati ragazzi, così attenti e
partecipi, sanno veramente chi è questa
signora di 83 anni. con parole toccanti
e mai retoriche, parla loro di Falcone e
Borsellino e di mafia.
Letizia ritorna a Palermo all'inizio degli
anni 70 da Milano, dove si è trasferita
per qualche tempo tentando la strada del
giornalismo.
È in questo periodo che comincia a
collaborare come fotografa con il LORE,
il quotidiano del pomeriggio che della
lotta alla mafia ha fatto la sua ragion
d'essere, denunciando con eroico coraggio
per primo i rapporti tra mafia e politica.
il business dell'eroina, gli affalti
corrotti e il disastro del cosiddetto
Sacco di Palermo, voluto dal sindaco
democristiano Vito Ciancimino, uomo di
Cosa Nostra.
All'alba degli anni Ottanta, su Palermo si
abbatte l'infinita carneficina dei
Corleonesi di Totò Riina, passata alla
storia come la seconda guerra di mafia che
culminerà nelle stragi di Capaci e via
D'Amelio. Di questa notte senza fine
palermitana Letizia Battaglia è testimone
coraggiosa e affranta e le sue immagini
fanno il giro del mondo.
Nel 1985 le viene assegnato il premio
Eugene Smith che la consacra tra i grandi
maestri della fotografia del Novecento.
Tra gli anni 80 e i 90 Letizia comincia a
fare politica, prima con i Verdi e poi
nella Rete, il partito fondato dal sindaco
Leoluca Orlando, da lei considerato un
vero e proprio eroe, anzi il salvatore
di Palermo. Ma le speranze della primavera
palermitana saranno presto spazzate via
nel 1994 da un uragano chiamato Forza
Italia, il cui inarrestabile condottiero è
il miliardario Silvio Berlusconi, l'uomo
che per quasi vent'anni la Sicilia intera
adorerà senza alcuna vergogna.
Letizia, sempre più stanca e delusa
dall'indifferenza dei suoi concittadini,
nel 2004 decide di andare via per
stabilirsi a Parigi, ma dopo appena un
anno tornerà ammettendo di non poter
vivere lontana dalla sua Palermo, la città
che un tempo tutti chiamavano, chissà
perché, felicissima.
Ecco, questa è la grande donna alla quale
andiamo a chiedere oggi, 23 maggio, come
mai le persone da noi intervistate sul
falcone Borsellino ci abbiano risposto
così brutalmente. Intanto credo che tu
queste persone te le sia cercate con il
lanternino. Tu dici? Io penso perché mi
sembra strano che tutti non sappiano oggi
onorare Falcone e Borsellino. Ti faccio
una proposta e volevo con te cominciare
oggi questo film andando all'albero
Falcone. Tu non ci vai da qualche tempo?
Io non ci vado da molto. Non perché io sia
scettica, che non mi piacciono le parole,
però se tu vuoi, oggi ci andiamo. Perché
mi vuoi bene. Perché ti voglio bene e ti
adoro. Grazie. Però ascolta, non ti
mettere con lo scetticismo così come base
di questo incontro, che io non lo sono
scettica. Io posso criticare quello che
avviene, ma non sono scettica sul fatto
che bisogna continuare a lottare e a
ricordare.
In attesa di rivedere Letizia nel
pomeriggio ci inoltriamo nel cuore della
città che come ogni 23 maggio è
pacificamente e gioiosamente invasa da
migliaia di studenti provenienti da ogni
parte d'Italia con le ormai famose navi
della legalità.
Ma oggi arrivano anche gli austeri
rappresentanti delle più alte cariche
dello Stato. Primo fra tutti il Presidente
della Repubblica, Sergio Mattarella, del
quale ogni palermitano è orgoglioso di
essere concittadino. Ad un
tratto riconosciamo nella folla festante e
colorata il volto familiare del nostro
amico Pino Magnace, il coraggioso
giornalista fondatore di Teleiato, la
televisione che da anni combatte la mafia.
Decidiamo di seguirlo per capire se a lui
va meglio che a noi.
Oggi è l'anniversario di Falcone. Sì,
allora? A chi ne pensi che ci stiamo
manifestando? Per curiosità. Ci stiamo
ammazzando tutti. Ah, ho capito.
Ma perché scappate? Perché? Perché?
Ma non siete andati da Falcone? Come mai?
Come mai... scusa, come mai non c'era
andata... Era una domanda...
La domanda era... Ok...
lì c'è
l'albero e lì sopra c'è un parrucchiere
che non voleva che voleva sradicare
l'albero perché le signore si turbavano
quando andavano dal parrucchiere a vedere
tutti i pezzettini scritti d'amore e di
attenzione per Falcone ti
va di scendere? vuoi che scendiamo? ci
manca solo l'odore del maiale rosso Non
ci posso scegliere. Sedi, sedi, sedi. Non
ridete, sedi. Pazzesco.
Questa discussione è impossibile e ci
ricordano il perché siamo qui, perché oggi
è il venticinquesimo anniversario della
scomparsa, come ben sapete. La scomparsa?
E' scomparso! Anche per un suo grande
amico, un suo collega, Paolo Forsellini.
Te lo saresti aspettato 25 anni fa,
che potesse realizzarsi questo incubo,
che si arrivasse a questo punto.
Allora piangevamo, non cantavamo.
Non potevo aspettarmelo, forse non dovevo
neanche vivere tanto.
Io sono più che arrabbiato, umiliato,
offeso. è ridicolo una barzelletta
ridurre il ricordo di cose tragiche di
cui i giovani oggi non sanno quasi niente
ridurla a questa piccola veramente sagra
ma tu in realtà cosa
possiamo proporre tu, noi, tutti?
qual è un'alternativa Franco?
A questa domanda di Letizia non siamo
francamente in grado di rispondere.
Possiamo però proporre una curiosa e per
certi versi misteriosa testimonianza che
dimostrerà come a Palermo oggi sia
possibile celebrare il ricordo di Falcone
e Borsellino in un modo assolutamente
inedito.
Francesco Mira, detto Ciccio, è una nostra
vecchia conoscenza il cui nome sarà
sicuramente familiare anche ai pochi
affezionati spettatori che da tempo ci
seguono per puro masochismo. Chi è
stato Peppino Impastato? Uno,
bravo, due e tre.
Lei non sa nient'altro? No. Diciamo che
era un suo collega. Chi? No, no... Sì,
vabbè, ma non è che io ho il radio.
Cicciomirano a noi ce ne fa passare un
tempo, in Italia, perché in Italia il
tempo non passa mai.
e qui non c'è stato, non si può capire
queste cose. Ma secondo lei,
sulla storia dei messaggi in codice, e lei
ne ha capito, che cosa c'è di vero? Di
questo io non lo so parlare. Niente?
Completamente. E anche se lo sapesse? Non
te lo direi. Ci troviamo a Brancaccio,
sta cantando Vittorio Ricciardi. Ad un
certo punto c'è un conflitto a fuoco tra
carabinieri e mafiosi. Cade un carabiniere
sfortunatamente. Voi che cosa fate?
Interrompete? No, alzano il volume della
musicazione. E lei che fa?
Io no, niente. Ma è successo una volta in
un posto che è caduto non so per chi.
Hanno alzato il volume. Boh. Quando
vede... Una divisa dei garabinieri per lui
è come vedere il vampiro che vede la
croce, è la stessa cosa. Associazione a
delinquere di stampo mafioso, quattro
arresti a Palermo, emanette anche un
organizzatore di feste di piazza.
Francesco Mira, detto Ciccio, è stato
prelevato all'alba durante un blitz
dell'arma nella sua abitazione di Carini.
Io non lo vedo, conosco persone che
neanche sono capaci di uccidere una mosca.
Detto Torrina, E lui sarà in questa
maniera pure dopo. Uno che non torcerebbe
il capello. Non lo hanno aggiornato a
Cicciomira. Non gli hanno spiegato che
oggi la mafia fa schifo. E quindi lui si
è ritrovato un po' spiazzato. Vittima dei
mafiosi nuovi vecchi. Perché non lo hanno
aggiornato. Gli hanno tirato un brutto
scherzo a Cicciomira. E vittima della
cattiveria del regista. Cicciomira, lei ha
68 anni e poco fa mi diceva che dal punto
di vista della virilità lei è ancora
attivo. Io dubitavo, però lei sostiene che
è ancora un vero maschio siciliano. Ma non
si vede, scusa? No. Cicciomira, guardi,
può essere tutto all'interno di un uomo
d'onore.
Non ha il linguaggio, l'intelligenza e la
capacità di un uomo d'onore.
ha fatto la figura
del pupillo per far ridere alle persone.
Allora ragazzi vi devo dire una cosa,
fate che la mafia non entra nelle vostre
vite perché non è più quella di una volta.
Oggi, a distanza di anni, le nostre strade
tornano a incrociare quelle di questo
ambiguo e misterioso personaggio, il quale
sta per rendersi protagonista di una
iniziativa che, a dir poco, ha
dell'incredibile. Se sei vicino e arrivi,
non pensi a nessuno, ti troverai a te.
Non ti preoccupare che la festa è ogni 19,
siamo tutti a festa ozenne. Fai con il
bocciolino, perché c'è la legalità, c'è
uno scusto, va bene. Quei compagni non
vengono, è un cazzo di menteria! Tutte
cose pronte c'hanno, la medicazione...
Tutte cose pronte c'hanno, perciò... Ma mi
faccio contare quello che gli ho detto a
me, che la festa la faccio sul bicchiere,
va bene? Solo questo pericolo, va bene?
Salute, ciao, ciao, ciao, ciao... Ma come
dov'è che non si è pensato? Eh, va bene,
va bene, finita a fare un toccolo, tutto
quanto sì... Mira, che cosa stai
organizzando? Sto organizzando una festa
contro la mafia... Perché, diciamo...
Lei? Io? Perché non la posso organizzare a
una festa contro la mano? No, no, dicevo
lei. Lei? Io? Un impresario deve fare
tutto, carissimo Franco.
Chi la chiama deve essere a disposizione.
Ma mi scusi, lei qualche anno fa, ad una
mia precisa domanda, se le chiedessero il
19 luglio, tu in quanto ottimo
organizzatore di concerti di piazza,
organizza un concerto per ricordare Paolo
Borsellino, No,
io non ne... non per cosa, non ne... Non è
la sua specialità? No, appunto, non ne...
perché poi ho una canzone italiana e poi
io sono specializzato per canzoni
napoletane. È veramente esemplare questo
suo pentimento? No, non discutiamo di
questa parola. No, no, pentimento nel
senso che... escusi, escusi. No, no, no,
scusiamo questa parola, non ci interessa
questa parola. Pentimento.
Non mi interessa. Cambiamo parola. Mila,
possiamo dire una cosa che lei ha capito
come stanno i tempi? Un tempo dire
no alla mafia era pericoloso, oggi invece
addirittura è la mafia stessa che vuole
che mi dica la verità. Lei è stato
autorizzato.
Da me stesso, non c'è problema. No, ma lei
è stata autorizzata. No, no, io l'ho fatta
di te, è quasi una cosa mia, personale.
Oggi si può fare. Oggi si può fare tutto
quello che si vuole. La mafia ne trae
perfino Giovamento. Eh, hai visto?
alcuni giorni dopo questa curiosa
intervista ci rechiamo negli studi di TSB
per conoscere da vicino i coraggiosi
artisti che il 19 luglio si esibiranno
allo zen con passione e profondo senso
civico qui rincontriamo cicciomira
che con mano ferma sta dirigendo le prove
dello spettacolo questa è
Agatha una grande danzatrice E'
campionessa questa. Ma scusami,
campionessa di che? Di danza del ventre.
Una cosa meravigliosa, guarda che
meravigliosana. Per Falcone e Borsellino
non ti sembra un po' fuori luogo? No,
perché la gente si deve divertire.
Non è che Borsellino... Borsellino non
amava divertirsi.
Signora,
una domanda, una...
Signora! Oh, ragazzi!
Volete staccare sta spina? Porco mondo!
Bustoso!
Senta,
se lei adora, o comunque lei rispetta
Falcone Borsellino, forse è il caso di
accordare la chitarra.
Sente?
Ma che?
È leggermente scordata. No, è proprio
l'immango della chitarra che porta queste
scherze. Perché la chitarra ha di più di
50 anni e ha preso un po' di umidità.
Scusi, lei dedica una canzone a Falcone e
Borsellino? Con la chitarra scionata no.
Con la chitarra scordata? Perché se fosse
scordata io non potrei cantare. Ma è
scordata? Lei che
cosa ballerà? A me piace
questa musica, tutto il movimento così,
tutto che si gira, tutta cosa
da girare,
Ciccio, lui è Matteo
Mannino, il tuo produttore. Buonasera.
Buonasera. Una cosa Ciccio,
questi sono gli artisti per
lo Zen, ma sono tutti o una parte?
Una parte, perché in Stampa ci saranno
altri artisti di una città Una certa
calibratura. Come? Una certa calibratura.
Ci saranno quelli anche... Un po' di
fuoriclasse, va!
One, two, three, four! Vieni da vicino,
occhio mio!
Cicciomira è Matteo Mannino, eroi come
Falcone e Borsellino perché per
organizzare questa festa ci vuole
coraggio, allo Zen 2. Allora io voglio
chiedere ai suoi artisti, ce ne saranno
altri, ma quelli che sono presenti stasera
se voi avete paura di questa festa, se voi
avete paura di gridare viva Falcone e
Borsellino e se avete paura di dire no
alla mafia.
Va bene così, no alla mafia, viva la
legalità nel nome di Falcone e Borsellino.
Prego? Non mi interessa. Non le interessa?
No. Grazie. Gentilissimo. Scusi, ma lei
non canta per Falcone e Borsellino? No,
io canto per dare nuove emozioni a tutto
lo zen. Ma non per Falcone e Borsellino?
No. Non le interessa? No, non mi
interessa assolutamente. Niente? Niente,
completamente. Ma lei sa che sono stati
eroi? Eroi? I miei eroi sono mio padre
e mia madre. Lei sa che alla fine della
festa Cicciomira inviterà tutti voi
artisti a gridare no alla mafia?
Questa non lo sapevo. Però se è una cosa
che si deve fare... Ho torto collo.
Lei si unirà a tutti gli artisti che
grideranno no alla mafia?
Ci vuol pensare?
Mannino, lei griderà allo Zen no alla
mafia, dando l'esempio? Non comment.
Prego? Non comment. Come non comment?
Cioè, scusi, lei produce Falcone e
Borsellino allo Zen. Quindi gli artisti,
mira, grideranno no alla mafia. Se lo
vogliono dire, non è che... E se non
vogliono dirlo? E niente, adesso possiamo.
Adesso noi facciamo la festa per loro.
Uomini di lealtà Dobbiamo ammettere
di essere delusi e un po' spiazzati da
quanto abbiamo appena sentito.
Ma adesso rimandiamo ogni considerazione
ad un altro momento e concentriamo la
nostra attenzione su un nuovo arrivato.
Il suo nome è Christian Michel, il pupillo
di Ciccio Mira. Christian Michel!
Christian Michel!
Lei, alla festa dello Zen,
Griderà insieme a Ciccio Mira e a Matteo
Mannino no alla mafia? Sinceramente no.
Non le interessa? Non mi interessa. Che
cosa le interessa?
Non lo sa nemmeno lei. Grazie,
arrivederci.
Il giorno dopo, le disastrose prove a cui
abbiamo assistito, ci rechiamo a casa di
Christian Michel, dove Ciccio Mira ci ha
dato appuntamento per raccontarci, come
lui la definisce, l'incredibile storia del
suo giovane protetto.
No, no, c'è nessuno, aspetta lei, ha
provato per la testa, aspetta lei.
Grazie, ciao. Non se ne può più, non se ne
può più, con questa musica, con questa
musica tutta inna, non se ne può più. C'è
un cristiano qua in Tire, se no manda qua!
Buongiorno! Ma come vuoi che non c'è un
cristiano qui in Tire, non c'è nessuno
qui! Ma come mai? No, non è
buono, non è buono. Mira, queste sono le
sorprese, prego. Queste e queste? Lui.
Gli altri invece? Prego. Accomodatevi.
Dico che lei ci riserva sempre belle
sorprese. Accomodatevi, accomodatevi,
accomodatevi. Permesso? Vi presento
Christian Michel e Martino. Chi?
Christian Michel e Martino.
Questa è la stanza dove trova...
Buongiorno! Buongiorno, dove trova
Martino. Buongiorno! Buongiorno Christian
Michel. Buongiorno. Mentre lasciamo
Christian provare e riprovare la sua
canzone, seguiamo Ciccio Mira per saperne
di più su questo caso umano. che ha, come
abbiamo già detto, dell'incredibile.
Christian Michel nasce a Palermo nel 1996,
la concetta Lo Piccolo e l'Iborio
Mistretta, un camionista originario della
provincia di Messina che quando Christian
ha solo due anni viene arrestato per
diversi reati, tra i quali abbigeato,
reati contro il patrimonio e furto
continuato di energia elettrica ai danni
di una fabbrica di oggetti sacri.
Nonostante queste problematiche, il
piccolo Christian cresce comunque
circondato dall'amore di mamma Concetta e
della sua numerosa famiglia che non gli fa
mancare niente.
Christian ama la musica neomelodica e
tutte le settimane non si perde una sola
puntata di Cantiamo insieme, il mitico
programma di Ciccio Mira. Purtroppo una
brutta sera di alcuni anni fa, mentre
ritorna a guardacaso da uno spettacolo di
Ciccio Mira, succede qualcosa che cambierà
per sempre la giovane esistenza del
promettente talento.
mentre ero con i miei familiari ero con la
macchia e sono andato a sbattere con un
palo sono andato a finire in coma quasi
morto ero morto e poi che cosa è successo?
e poi mi ha passato del sogno mentre in
coma Falcone e Bossellino chi? Falcone e
Bossellino mi ha passato del sogno e che
ti hanno detto? acida e canta e tu sei
andato? si dove? mi ha detto di cantare
alle feste di piazza nei quartieri Capo,
Ballarò, Uccia, Michelangelo tutte
le feste di piazza Nei giorni a
venire Cristian racconta a tutti, amici,
parenti e semplici conoscenti la sua
miracolosa guarigione, avvenuta per
intercessione delle anime dei giudici
Falcone e Borsellino. Sembra però che
l'incredibile notizia non interessi a
nessuno. Solo un giornale locale pubblica
un trafiletto che praticamente passa
inosservato, mentre chi ha saputo, per
esempio i vicini di casa, si mostra
scettico e quasi infastidito. a
dimostrazione che ormai viviamo tutti
quanti in un mondo materialista e senza
più fede. Buonasera signora. Una cosa
veloce veloce, una domanda veloce. Ma
questa storia del miracolo di Christian
Michel, lei da vicina che cosa ne pensa?
Che cosa ne penso? Se ci fosse questo
miracolo, questo ragazzo così, non ci
fosse. Quale miracolo, ci dà pure fastidio
questa voce che canta sempre. Perché
arriva fin qui? Sì, sì, dà fastidio ai
clienti pure qualche volta, però non li
rapporto una. Che gli siano apparsi
Falcone e Borsellino, lei non ci crede?
Non ci credo. Ma perché? Perché non ci
credo, perché l'ha mandato lui per me. Ma
lei non ci crede? Non ci credo, non ci
credo.
Per fortuna Christian può contare, oltre
che su falcone e borsellino, anche sulla
protezione del suo inossidabile talent
scout, cioè Cicciomira, il quale ha avuto
un'idea semplicemente magnifica. Portare
il 19 luglio Christian alla festa dello
Zen, in onore dei due giudici, e farlo
cantare di fronte alla folla, che, lui ne
è certo, si scioglierà in lacrime
ascoltando la dolce voce del suo pupillo.
va bene adesso si 1,2,3
buomini buomini alza buomini buomini alza
buomini buomini buomini buomini buomini e
come Cristo poi li abbiamo messi in croce
e come Cristo poi li abbiamo messi in
croce Come
Cristo! E' una cosa significativa,
importantissima, porca miseria. O signore
non mi sono incrocio, signore. E noi
abbiamo messo incrocio a loro. Lo devi
fare capire però, ti devi incazzare,
dico. Ecco,
quali sono i pregi di Christian
Michel? Entri nel merito. Uno.
E' uno che ha delle carenze bellissime.
Carenze? Cioè gli manca
qualcosa? No, le carenze sono nella
musica. Le carenze? Scusi, Christian
Michel ha delle carenze.
di cadere. No, no, no. Una cosa
bellissima. Lei ha detto che ha delle
carenze, con la R, carenze. Carenze.
Carenze, mi scusi. No, carezze,
carenze. Le voleva dire cadenze,
con la D, cadenze. Passiamo ai difetti,
uno. Difetti che non sono
difetti, comunque io dico... Passiamo al
secondo difetto. e che lui è un po' come
dire... un po' squadratello. Un po'?
Un po' squadrato, però è una cosa... Cioè
non va a tempo? Non va a tempo, però...
Terzo difetto? Terzo difetto?
Terzo difetto che è un pochettino stonato
a volte, sa come... Poco? Poco. Poco
stonato? Pochissimo. Ma si può correggere?
Sì. Quarto difetto? Quarto difetto...
Ma che la voglio dire? Scusi. Piccoli
difetti. Quinto difetto.
Non ci arriviamo. Non ci arriviamo. I
nostri grandi eroi! Alla fine
del ballo che cosa dice?
Li abbiamo uccisi noi. L'abbiamo ucciso.
Visto che siamo di fronte al Sacro Monte,
se Santa Rosalia ti chiedesse di gridare
no alla mafia, Mi dispiace per Santa
Rosalia, perché Santa Rosalia fa miracoli,
fa tante cose, però non lo posso fare.
Nemmeno se Santa Rosalia? No, mi dispiace.
Santa Rosalia! Mi dispiace perché io
chiedo a Gesù, che sono chiedente, però
non lo posso fare. Senti, allora diciamo
un'altra cosa. Se te lo chiedesse Gesù in
persona... Mi dispiace per Gesù perché
Gesù fa tanto per noi, ce la saluta, però
non la posso fare. Niente? Niente.
Nemmeno se lui ti dice grida no alla
mafia? No, non la posso fare. Senti
saliamo più in alto, se te lo chiede il
Padre Eterno, Dio in persona, grida no
alla mafia? Sì, però ce non la posso fare.
Ma dici sul serio? Sì, sì. Niente?
Niente. Ma perché? Perché non la posso
fare. Ma perché? Perché c'è i miei motivi.
Uno, qual è? Perché... non lo
posso fare. Grazie lo stesso. Ciao.
Ciao, ciao. Ma chi lo paga?
Non si sa. Non riesco a capire, c'è
qualcuno che paga? Non diamo troppa
importanza a Ciccio Mira. Fa una cosa allo
zen. Vabbè, andiamo a vedere. Vediamo di
che si tratta. Né con scetticismo, né con
grande speranza. Magari sarà una delle
solite parate, non lo so.
Ai primi di luglio Letizia ritrova
finalmente, dopo tanti anni, il suo grande
amico Franco Zecchini, fotografo di
eccezionale talento con il quale negli
anni 70 e 80 ha realizzato alcuni
memorabili servizi fotografici sulla
mafia. L'occasione è data loro da un
fotoreportage commissionato da una
importante rivista francese per il
venticinquennale delle stragi di Capaci e
via d'Amedio. Prima tappa, Brancaccio,
il quartiere dove abitava e fu ucciso
dalla mafia nel 1993 Don Pino
Puglisi. Appena arrivati, ai due
amici valda subito agli occhi un piccolo
ma curioso particolare. E' impressionante.
Somiglia a qualcuno. Sì, strano.
Somiglia a Berlusconi. Ma tu come te lo
spieghi? No, io non me lo spiego. Come
faccio a spiegarmi? Però mi sembra
incredibile. Capelli attaccati nello
stesso modo. Anche gli occhi sono...
E' incredibile. Cioè, il collo è
berlusconiano. Il collo? Sì, le orecchie
forse un po' meno. Io non vorrei
mai essere appesa come questi, con un
vestito vecchio di 100 anni, non vorrei
mai. Vorresti che si rinnovassero il
vestito? Guarda io prendo e ti infilo
dentro una nicchia e ti metto da
vivo, ti metto dentro una nicchia, ti
appendo là.
Lasciatisi alle spalle le catacombe dei
cappuccini, Letizia e Franco si avviano in
direzione Santerasmo, nello scopo di
individuare la terribile Camera della
Morte, dove una volta Cosa Nostra
scioglieva nell'acido i suoi nemici.
Questa Camera della Morte è stata sempre
la mia ossessione. Questo sembra il
residuo di un buio. Quella dietro.
no ma che stupide non puoi tirare più però
più giu' a te ma io capito che faccio i
savagli ma va tirne no un po' in altro ti
prendevi da chiedere un po' in altro stai
per i fatti ti prendi la recepizione ogni
foto poi sticca per i savagli e capi per
fare le fotografie dalle cosi Chi vuoi?
Ma sto lavorando! Vai a lavorare! Vai a
lavorare! Vai a lavorare! Vai a lavorare!
Vai a lavorare! Vai a lavorare! Vai a
lavorare! Vai a lavorare! Vai a lavorare!
Vai a lavorare! Vai a lavorare! Vai a
lavorare! Vai a lavorare! Vai a lavorare!
Vai a lavorare! Vai a lavorare! Vai a
lavorare! Vai a lavorare! Vai a lavorare!
Vai a lavorare! Vai a lavorare! Vai a
lavorare! Vai a lavorare! Vai a lavorare!
Vai a lavorare! Vai a lavorare! Vai a
lavorare! Vai a lavorare! Vai a lavorare!
Vai a lavorare! Vai a lavorare! Vai a
lavorare! Vai a lavorare! Vai a lavorare!
Vai a lavorare! Vai a lavorare! Vai a
lavorare! Vai a lavorare! Vai a lavorare!
Vai a lavorare! Vai a lavorare! Vai a
lavorare! Vai a lavorare! ma non lo so ora
mi dà il tuo passaggio perchè io mi
neghino o che io mi lascio per lo cammino
e mi neghino mi dà il tuo passaggio
ma ma scusa ma che vuoi ma
io ci lavoro Anche noi stiamo
lavorando, lo so però quando io mi scappo
i clienti è giusto da cosi, quanto tirava?
A me 50 euro, 50 euro? Certo, per che
cosa? A te che ti interessa che faccio io
a te, 50 euro? 50 euro, che fa meno tu?
No, e allora mi fai stavo per aiutare,
ora perchè mi accompagnate pure, perchè li
stavo qua per aiutare Mentre
Franco e Letizia riaccompagnano a casa
l'indomita e dolce Valentina, noi voliamo
da Ciccio Mira, il quale nel frattempo sta
sudando le classiche sette camice per
convincere i big della canzone neomelodica
siciliana a partecipare al grande concerto
dello Zen. Eh, guarda, guarda, vedi la
fantoccola del 36? Prima dice sì, prima
dice no. Cioè, che te me lo dite? Se è
possibile, giusto? Abbasso la mafia.
Invece tu, se vuoi che, insomma, io lo
spieghi la situazione. Sì,
scusami, ascolta. Sì, sì, sì,
sì. Allora, è un vocabolo che non riesce
appunto nel mio linguaggio, capito? E io
sono il cantante del Popolino e non potrei
mettermi nessuno contro. quando a quando,
porca miseria, ti riso una cortesia. E'
tutto a bene a fare con Ciretta, a bene a
fare solo con le canzoni. Ma amore,
guarda, non si può riprendere, non ti
vuole più una nota a te, non ti vuole più
una nota, sbagliato che si secca il nome.
Anche se i big della canzone neomelodica
gli hanno detto no, Cicciomira non si
scoraggia per niente e la sera stessa ci
invita a seguirlo allo zen per effettuare
un sopralluogo.
Vai! Sì! E appunto è un... La
presentazione, la presentazione! Cosa sono
questi fischi? No, quali fischi?
Qua ci vogliamo bene, non c'è problema di
niente. Ma io... A tipo america. I fischi
sono applausi. Ah, tipo america. E allora
dicevo che qua siamo allo ZN2. Ma
disturbano. Bambini, silenzio!
Silenzio! Ci troviamo
allo ZN2. Senta Mira, lei non trova che
la vita... Lei non trova che la vita sia
un po' difficile? Una pernacchia io ho
sentito. Lei no? No, non ne fanno
pernacchie. Cioè lei ha la capacità unica
di negare l'evidenza, lei non ha sentito
pernacchie? Non ne fanno pernacchie.
Franco non si capisce bene cos'è, vediamo
cosa... Ma lei chi l'ha incaricata di
organizzare questo concerto? A me l'ha
incaricata una persona che insomma fa
parte pure del comune. Ma come mai lei è
così omertoso? Omertoso? Perché sono
omertoso? Come faccio una festa per
Bostellino la posso fare anche per un capo
mafia, qual è il problema? Io l'ho
fatto... Scusi, lei mi sta dicendo che lei
potrebbe fare... No, l'ho fatto, l'ho
fatto. Lei ha fatto una festa per chi?
Per persone, non è che... questo si
sa perché è borsellino, ma non è che le
posso dire che sono le persone che ho
fatto le feste. Ne ho fatte tante, non è
che... Ma tutta gente nell'ambito della
legalità o no? Beh, noi siamo legali o
no e non legali. Cioè lei è un
professionista? Chi ci chiama, noi siamo a
disposizione. È una cosa loro, è una cosa
normale questa. Cioè in pratica come gli
impresari di pompe funebri. Beh, appunto.
Sfortunatamente Ciccio Mira sembra non
essere consapevole di avere scelto per la
sua festa il quartiere più difficile e
pericoloso di Palermo.
Sì, perché lo ZEN, acronimo di Zona
Espansione Nord, fin dalla sua nascita,
risalenta alla seconda metà degli anni
Sessanta, è sempre stato visto dal resto
della città come un inferno a parte,
una specie di Bronx palermitano dove
perfino polizie e carabinieri entrano al
volentieri. E chissà, ci chiediamo se
il buon ciccio accontezza che proprio
nelle stesse ore in cui lui sta facendo i
sopralluoghi per il concerto, in una
scuola media dello Zen, è accaduto un
brutto episodio che dovrebbe preoccuparlo
non poco. Abbiamo avuto l'onore di fare
questo grande spettacolo per i 25
anni di Falcone e Postolino, che insomma
il Signore ne ha voluti e questo è la
vita. Comunque devo dire una cosa che...
No, scusami, a parte gli scherzi, il
Signore li ha voluti...
Allora, di solito il Signore li ha voluti,
si dice quando uno ha 80 anni, 90 anni, è
morto di morte naturale, sono morti e
ammazzati. No, se tu dici il Signore li ha
voluti, vuol dire che il Padre Eterno era
d'accordo con Totò Riina.
Purtroppo c'è stata una cosa dolorosa,
quando è morto il nonno, il bisnonno e lui
rientra.
Nonostante le infinite avversità in cui si
imbatte puntualmente il nostro audace
impresario, c'è da dire che egli può però
contare sull'amico che per lui è più di un
fratello, una colonna traiana che lo
sostiene nei momenti più bui e
sconfortanti. Il suo nome è Matteo
Mannino, produttore e consigliere anima
gemella di Ciccio Mira.
Un autentico idealista che da quasi 30
anni produce con la sua agenzia Palermo
International tutti gli spettacoli
dell'amico ciccio, anche a costo dei più
duri sacrifici. se fosse un soldato di
cala da montagna d'oro che? mio compagno
che corrisponde per me è felice il mio
compagno? il mio compagno è felice il mio
compagno è felice a tutti scusami ma tutti
i tempi? ah tutti a posto, tutti a posto
Senta Mannino, come mai lei ha deciso
insieme al sodale di una vita Ciccio Mira
di dedicare una serata allo Zen proprio
a Falcone e Borsellino?
Perché abbiamo deciso di fare così?
Avete stabilito che costoro avevano fatto
delle cose buone in vita? Sì. Uno.
L'omenazione. Due.
Fognatura. Tre. Febbre di calcetto.
Quattro.
Giardinaggio. Velletta diciamo.
Cinque. Asile nido.
Sei. Lotta alla mafia. Non comodo, non lo
so. Lotta alla mafia. Sei. Non lo so.
Niente. Non lo so. Niente.
E così siamo finalmente arrivati al
fatidico 19 luglio. Tra poche ore,
infatti, avrà inizio il concerto. E tutto
ormai, bene o male, è pronto. Manca solo
il breve discorso di apertura del
produttore Matteo Mannino. Aspetta ciccio,
chi è che di voi due sa scrivere?
Sì! E lo scrive lui! E lui non deve fare
niente! E come scrive che non sapere a
scrivere? Come non sapere a scrivere? Non
sapere a leggere e mancare a scrivere.
ma mi pare difficile, va beh dai andiamo
di là, la fine della legge è mancato il
caffo, va beh lo so io,
va beh allora lo scrivi tu Ecco
allora che Ciccio Mira si offre con la
consueta generosità di scriverlo lui al
posto dell'amico e per meglio concentrarsi
i due si ritirano nel piccolo studiolo di
TSB dove noi con qualche senso di colpa
abbiamo piazzato una telecamera nascosta.
e noi siamo lieti di essere qui stasera
all'OZEN per rappresentare Falcone e
Borsellone per far sapere al pubblico
dell'OZEN i beni che hanno fatto a
Palermo facendo scuole, giardini e
alluminazioni combattendo anche la mafia
come noi. Tu ci metti dalla corsa e ora
c'è tutto, non ne fa niente c'è. Ma qua
non c'è niente, stiamo in chione, non ci
metto a passare la madre, non ci siamo io,
non io, mica, ma tu... No, non posso. Oh,
niente, non ti devo dire niente.
combattendo anche la mafia come eroi,
come eroi, come eroi, come eroi, come
eroi, come eroi.
Buon divertimento e tutto.
Magari soffraccò
nel postellino e hanno fatto errore queste
cose. Ma anche queste cose che non posso
dirci. Minchia. Eh, andò.
combattendo anche la mafia come eroi
con divertimento tutti gli appesanti
dell'azienda abbasso la
mafia come chiami? abbasso la mafia
abbasso la
mafia ma no non c'è niente di questo cosa
c'è puoi
cancellarlo non c'è niente di questo cosa
pesante E
allora? Dicevo, io mi sconto, dicevo, con
il sogno non ce l'ho un pè di minchia.
Dicevo, va bene cosa vedi, io mi sconto,
ce l'ho ce l'ho ce l'ho. No, non posso no.
Un po' io se ce l'ho ce l'ho. Io non è che
a sogno ce l'ho ce l'ho. Ce l'ho gente che
ce l'ha ce l'ho, ce l'ho io. Non lo posso
fare. Ce l'ho,
non lo posso fare veramente. Mi uccido.
Davanti vuoi partire? Buonasera,
siamo qua per l'allenatore Falcone
Bossellino siamo
qui stasera all'hotel per rappresentare
Falcone Bossellino per far sapere al
pubblico che lo sento
e bene che hanno fatto a Palermo Falcone e
Bossellino facendo scuole e illuminazione
e giardini combattendo anche la mafia come
eroi, buon divertimento a tutti gli
abitanti dell'Otenna, auro e figlie
maschile.
stai lavando, abbassami la freccia stai
lavando capito? no, dove sta cosa c'è?
che fai coglionino? no perché non la lavo,
vuoi che mi incassi i capelli? ma,
allora, ripetate le parte feste
in onore di Falcone e Bostolino perché
siamo letti di essere qui stasera allo ZEN
per rappresentare E
lei ci va alla pesta, per falcone
e borsettino.
E' una festa per ricordare qualcuno. Ci
sono altre cose più importanti da fare.
Ora c'è una festa qua, con i cantanti
neomelodici. E' in onore di Falcone
Bussellino. Ci venite o no? C'è una donna,
chiamala Prento questa. Ci viene da
ascoltare i cantanti per Falcone
Bussellino e ci sono qua.
Non ti interessa? Allora dimmi perchè non
ci vai? Perchè non c'ho impegni più
importanti, senza offesa di Falcone C'ho
impegni più importanti, la famiglia La
famiglia viene prima di Falcone C'ho cose
più importanti, è vero, ci sono cose
importanti, però anche questa è una cosa
importante No, no, no A me è una persona
che è brava, no? Per loro, per me no
Peccato ci sono i cantanti neomelodici
che ne fregano i cantanti i babbalucci
sono meglio una bella sucata di babbalucci
una bella biglia scusi ma qui,
perdona se intervengo, ma qui a legalità
all'Ozzento come siete messi? male qua no
va bene non lo so niente Il
comune qua non fa i miei. Io qua ci sono
venuta 30 anni fa ed era una schifezza,
ora è un po' meglio, un po' meglio, un po'
meglio. Un po' meglio? Da 30 anni, da 30
anni. Non avevate idea che un sindaco solo
che può fare, un sindaco solo. No,
Orlando solo i piccioli sanno mucare. I
piccioli sanno mucare. Non ci voglio
parlare più con il signore. Non ci ho
detto niente da Orlando. Io lo
amo Orlando, lo amo! Perché è
il sindaco più bravo che ci sia!
Ammazzati tu!
Ammazzati!
Scusa Letizia, mentre camminiamo ci
fermiamo all'angolo, ma ce l'hanno con
Orlando? Ce l'avevano con Orlando? Ce
l'hanno sempre con tutti. Ma tu come lo
spieghi?
perché sono impotenti di fronte alla
situazione. Non riescono a vedere la
grandezza del progetto. Ma va cacca
tu pure. Grazie. Mancano soltanto 10
minuti alle ore 21 per dare inizio allo
storico concerto. E visto che di gente
ancora se ne vede poca, ci inoltriamo nel
vivo dei preparativi della festa. dove la
tensione è tanta, ma gli artisti la
nascondono efficacemente, grazie alla loro
solida professionalità. Ad un certo
punto incrociamo le tizie a battaglia,
che tra una minaccia e l'altra... Non mi
fare fare la danza con loro, che ti scippo
la minchia! La minchia te la scippo!
Ma scusami... Dicevamo che tra una
minaccia e l'altra ritrova l'entusiasmo di
fotografare le sue adorate monelle
palermitane,
Subito dopo ci dirigiamo con passo
determinato al gazebo dove Ciccio Mira,
pregno di fervore organizzativo, sta
impartendo le ultime indicazioni ai suoi
collaboratori più stretti. In quale punto
della serata lei Mira e soprattutto lei
Mannino inviterete il pubblico a dire no
alla mafia? Ma vediamo, vediamo quale è
il punto, vabbè non è che a metà, quando
c'è il momento opportuno vediamo di fare
qualche cosa, vabbè. Mannino, lei? A metà,
a metà. Non troppo.
Mannino lo sai che... Cristian, lei,
tu vuoi dire qualcosa? Non va dimenticato
che Falcone e Borsellino sono stati coloro
che ti hanno beneficiato perché tu stavi
male e loro ti hanno fatto uscire. Ti
hanno aiutato. E tu sei grato a loro. Sì,
sono grato a loro. Questa sera canti per
loro. Canto per Falcone e Borsellino. E
per Lozenna. Per il popolo Lozenna. Però
non alla mafia. Non alla mafia no.
Grazie, grazie.
Dobbiamo presentare il nostro produttore.
Signori, il presente è il nostro
produttore. Buonasera. Matteo Mannino.
Buonasera a tutto lo Zenne. Buonasera a
tutto lo Zenne. Volevo dire solo una cosa.
Io sono qua per la festa per gli amici
dello Zenne. Per tutto lo Zenne. E come
fosse casa mia. Inolore Falcone e
Bostellino. Un applauso.
Buonasera a tutti. E vi ringrazio.
Grazie, grazie, grazie. Questo festo è per
voi.
Rispettaci alla senata. Mannino!
Mannino! Una piccola
intervista. Una piccola intervista.
Come mai lei non ha detto no alla mafia?
Non com'è. Non com'è. Non mi interessa la
cosa. Peccato. Un'occasione mancata.
Non mi interessa la cosa. Quando dico non
mi interessa, non mi interessa. Io sono
una persona abbastanza seria. È coerente?
È coerente. Non mi interessa. Lei è
coerente? Sì. Senta, lei avverte questa
sera una certa tensione? No, no,
no, assolutamente. Tranquillo, come ho
detto poco fa sopra il parco, lo dico
ancora qua. Senta, come spiega così poca
gente? Come? Come spiega così poca gente?
Gli eroi che hanno vinto la battaglia
sotto al cielo E' proprio questa vita che
vorrei vivere Sono nato da una bomba Dopo
l'apertura affidata al talento pop
neomelodico del giovane Toni Campanella
segue l'astruggente Angeli del bravissimo
cantautore Salvatore Toni Gambino.
E mamma c'ha ghiagnolato
O sti figli a godone stavito Odore D'un
tratto succede qualcosa che allerta tutta
la truppa.
Uno dei nostri cameraman, incuriosito da
uno strano movimento dal luogo dietro il
gazzebbo, si è accorto che il produttore
Mannino viene avvicinato da un soggetto
dall'aria per niente raccomandabile. e per
questo ci fa chiamare con la massima
urgenza. La polizia è una
cosa ma non ci pare troppo eccessiva
questa situazione d'uoco, non ci pare
troppo eccessiva, perché poi siamo fuori
luogo da conaltro, non è che siamo
apolatiani. Non lo so, ma non facendo
questa festa per voi, non è che... Non
stiamo facendo questa festa per niente,
cioè siamo fuori luogo, non siamo
apolatiani. e non sono io, diciamo che
l'organizzatore l'ha organizzato e io sono
l'organizzatore. E quello che ti faccio
chiudere io, insieme a voi, mi accorgo che
stai prendendo con un cernicoletto e stai
accendendo solo dei sacchi. Ecco, una cosa
che ti dico è che vieni a barracchiare il
burattino e vieni a venderti. Prego,
prego!
Ah, non lo so, è una cosa mia, non mi
interessa.
Io me ne vado in giro. Io me ne
vado in giro. Ora? Sì.
Io me ne vado
in giro per stare qua. Camancini, vado a
scendere qua. Ho montato tutte le cose che
dobbiamo montare a me.
non si puo' stare a vedere a cazzo a moli'
c'e' caccia, c'e' saldata c'e' c'e' e' il
neone ma abbasore c'e', c'e' da vendere,
si montate c'e' da vendere, c'e' bene c'e'
caccia c'e' Anche
stavolta, e come sempre, il nostro cinico
organizzatore sembra non dare peso a
quello che gli dice l'ansioso Matteo
Mannino. Ma si tratta di una sicurezza
solo di facciata, perché in realtà
Cicciomira ha già capito, da vecchio lupo
di Palchi e Palchetti, che la serata sta
precipitando e quindi decide, su due
piedi, di cambiare la scaletta dello
spettacolo.
Ecco quindi a vicendarsi sul palco il
camaleontico Ciccio Quattrocchi,
accompagnato da un improvvisato, quanto
inconsciente, corpo di ballo. seguito
nell'ordine da Lucas Gagliardi, sedicente
sosia del ben più noto e indimenticato
Peppino, da Luigino, chiamato
affettosamente Toro seduto, detentore del
triste primato di essere l'unico cantante
neomelodico su sedia a rotelle in Italia,
e poi ancora dal carismatico Vittorio Lo
Bianco, detto il masaniello dello zen.
E infine dall'inedito duo Fabio Nardi e
Christian Michel, che interpretano
l'assurgente Frate Carcerato, dedicata a
tutti gli ospiti dello Stato originari
dello Zen.
Mentre i due giovani talenti arrivano
finalmente a toccare i cuori dei pochi
spettatori dello Zen, sempre sensibili
alle vecchie, care storie di carcere e
malavita, noi d'improvviso ci chiediamo
dove sia finita la nostra letizia.
Qualche minuto dopo la ritroviamo in mezzo
al pubblico e ci sembra che il suo
bellissimo volto esprimano qualche forma
di frastornamento e forse persino di
delusione. Ma chi vedo in mezzo
al pubblico? Signora, abbiamo una grande
signora, una grande signora. Abbiamo
signori, niente poco di meraviglia.
Letizia Battaglia, la più grande solodonna
che abbiamo a Parenimo, Letizia.
Ora è giovane, quando era bambina ne avrà
fatto girare di testa agli uomini. Un
bacione per Letizia, un applauso forse per
Letizia da battaglia.
Purtroppo né la simpatia di Cicciomira né
la trorompente energia di Agatha, la
presentatrice, convincono Letizia a
rimanere un solo minuto in più. E così,
con ossessiva fermezza, chiede e richiede
l'arrivo di un taxi. Da parte nostra
proviamo con delicatezza e discrezione a
trattenerla invitandola a conoscere
finalmente Cicciomira, l'ambiguo artefice
della serata, ma ogni argomento risulta
vano.
Probabilmente anche Matteo Mannino
vorrebbe saltare su un taxi e scappare via
dallo zen, ma a differenza di Letizia,
egli è costretto a chiedere prima il
permesso al suo socio Ciccio Mira, del
quale, teme i suoi proverbiali, scoppi
d'ira. Ma perché mi hai
sotto il suo cuore? Tu com'è da fare? Ti
avresti ammazzato? Ti avresti ammazzato?
Ti avresti ammazzato?
Ma che mi chiedi questa carina?
Ma come mi chiedi questa carina? Sei un
cagomato!
Ma chi mi chiesse a cantare? Qual è il
sacco?
Tu avresti dovuto cantare Anime vaganti
del maestro Mario D'Annunzio in onore di
Falcone e Borsellino. Come mai non l'hai
cantata? No, non l'ho potuta cantare. Non
l'hai potuta cantare. Motivi di salute?
No. Motivi morali?
No. Motivi tecnici? No.
E perché? Fatti mei.
Per motivi tuoi? Sì. Che adesso puoi
svelarci? No. Niente? Ma perché?
Perché non ho potuto cantarla, non c'è in
scaletta. L'ho scelta Cosa Regino.
L'hai sostituita? Cosa Regino. Ma se fosse
stata in scaletta l'avresti cantata? No.
Quindi sarebbe stato inutile se stava in
scaletta. Sì.
tu per sicurezza per ora vattene,
allontanate perchè mi chiamate, c'è il
mediocampo, se non me vai tu per sicurezza
per ora allontanate ma chi è lui? te per
una, per sicurezza, capisci? aspetta che
me lavo tutta cosa e me ne vado e cosa
c'è? e cosa c'è? sai che dire tu?
ma lasciatemi qui ma sai che dire? ma
sempre coi... ma non lo arriva a capire ma
sempre i coltelli e le panne ma si sta
togliendo? ogni anno sempre la camorria
boh, ammone, non te la mostratene, ammone
vai e allora, come siamo combinati? onnè
ma com'è che chissà chi è in sabato,
chissà chi vuole essere in sabato? vabbè
dammelo che vado a mangiare ma perché se
non sai chi? ma che ne so, è la mia
amoreccia ma c'è che non lo so? è
scantolina, scantolina prova a capire
perché sei standa, almeno proviamo a
capirlo fulgisè Abilissi sulla parola
che si scanta! Ma cos'è scanturino è? Ma
io voglio ammettere che stiava cacchio!
Come l'applauso, vai! Amore, via,
allegria! Malgrado le non poche tensioni
dietro le quinte e l'angosciata fuga
dell'infelice Matteo Mannino, Ciccio Mira,
da vecchio leone di palcoscenico, sa bene
che lo spettacolo deve continuare e
quindi, con esemplare professionalità,
lancia ad un certo punto il sempreverde
Tuca Tuca, esortando il pubblico ad
abbandonarsi all'allegria e all'abbrezza
del ritmo. Si chiude così una serata
che se da un lato non ha raggiunto
l'obiettivo di partenza, cioè onorare
Falcone e Borsellino nel 25ennale,
dall'altro poteva finire decisamente
peggio, se non addirittura in mezza
tragedia.
E siccome noi siamo fermamente convinti
che ogni uomo può riscattarsi fino
all'ultimo, prima di andare via ci
riproviamo ancora una volta. Senta, dica
no alla mafia velocemente. No, che c'entra
la mafia? Io ho tanto rispetto per tutti,
sia la mafia e sia la
politica. Arrivederla, tante cose. Ti
vediamo. Un bacione.
Ciccio! Non mi fare fare brutta figura con
le tizia! una grande tenerezza
era tenero quel mondo che che
non era abituato a incontrare Falcone e
Bossellino. Era tutto
così surreale, così fuori dal tempo,
fuori da una logica anche.
Indignata, no? Indignata proprio per
niente. Anche se tutto mi sembrava
inadeguato alle grandi figure di Falcone
e Bossellino. C'erano giù le
ragazze che ballavano, sculettavano.
C'erano dei cantanti improbabili,
organizzati da poveracci. Però mi
crea più indegnazione via da Medio,
via Notar Bartolo, L'Albero. I politici
che arrivano, arrivano da Roma,
da fuori, e poi...
silenzio.
Ormai sempre più convinti che dietro la
scoperta di Falcone e Borsellino, da parte
di Ciccio Mira, ci sia qualcosa di losco,
decidiamo di andargli a parlare a TSB,
con lo scopo di fargli ammettere quali
erano le sue vere intenzioni
nell'organizzare la festa dello Zen.
Qui, con un poco stupore, apprendiamo che
non va più in onda da almeno due settimane
e da altrettanto tempo non ne sanno
niente. Grazie. Ma scusi, ma io l'ho fatta
entrare. Proviamo quindi a cercarlo nei
luoghi che solitamente frequenta, ma non
trovandolo, corriamo al villino di Carini
dove incontriamo la simpatica signora
Giovanna, la fedele e devota moglie di
Ciccio Mira. Io non l'ho vista, ma è
sicuramente verso Castelvetrano per una
cena spettacolo.
Alla cena spettacolo di Castelvetrano
troviamo finalmente Cicciomira. Qui però
ci tocca aspettare con stoica pazienza che
prima presenti alcuni dei pezzi forti
della sua scuderia artistica e solo dopo
un'ora di supplizio, che a noi sembra
senza fine, riusciamo a portarlo davanti
ai nostri microfoni. Ma lei come fa ad
organizzare serate così indegni? Ma io
sono uno che organizzo sempre serate,
teatro... Lei sa che questa serata è
indecente? Come? Lei sa che questa serata
è indecente? Passiamo alla prossima
domanda. Come mai non la si vede da tempo
a TSD?
Giustamente perché? Giustamente perché
mancanza di soldi. Cioè lei non fa più la
trasmissione per mancanza di soldi? No,
se non si paga non è che uno può fare...
Cioè in altre parole, l'uomo che lei
sfrutta da decenni, Matteo Mannino, non le
passa più soldi? No, sicuramente no. Però
diciamo che la cosa si sta riprendendo,
c'è il spettacolo, il teatro...
Senza mira, lei è un millantatore, no?
Lei è un millantatore, no?
Lei conosce il significato della parola
millantatore? Uno che... ma...
millantatore? E' un millantatore?
Uno che va da spettacolo?
E' uno vilo? Lei è un millantatore?
Poiché non riusciamo ad afferrare
chiaramente le parole di Ciccio Mira a
causa del volume della musica, lo
costringiamo a un certo punto a condurci
direttamente il giorno dopo a casa di
Matteo Mannina, per sapere da lui medesimo
come sta dopo la drammatica esperienza del
19 luglio allo Zenna.
Allora, giustamente, me ne sapevano. Ti
racconto una cosa, caso non fosse per me,
se lo vissi, io avrei afferrato un
nebbiagio conte, secondo.
non ce la
faccio niente, i bicicli non ce lo faccio
nessuno ma rimane una cosa ciccio ma è
vero che una volta si voleva pescare le
rucastietole? una volta si stava pescando
un'oceano con i pallavanei, una volta si
faceva pescare le rucastietole ma fammi
capire una cosa, soffre di depressione?
un pochettino ma non è Sì, ma quello che
vorrei capire è che lui soffre di disturbi
mentali. Parlamone chiaro, Ciccio. No,
lui ha avuto la meningite quando era
piccolo. Ha avuto la meningite?
Ah!
Mi spiace toccare un argomento così
delicato. Ciccio mi diceva che Matteo ha
avuto da bambino la meningite. La
meningite, sì. Ah! E quindi ogni tanto ci
sono effetti? Sì. Quindi adesso
lui parla... Si, lui lo fa. Non si muore
chi stanno leggendo. Ma com'è che non si
muore? Vabbè, anche poi una nella morte...
Non si muore chi... Com'è che non si
muore? Possiamo provare a parlargli? Si,
si, prego. Beh ci fa strada? No, no, no,
io no. Niente? No, no, no, no.
Franco, la pessa è mia? Sì, sì.
Camminare la pessa è mia. Uno, due, tre,
sella. Uno, due, tre, sella. Buonasera,
buonasera, buonasera Ciccio, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera,
buonasera, buonasera, buonasera, bu
Passiamo? Sì, piano piano. Permesso?
Permesso? Ciao Matteo. Ma tu sei andato
via dallo zen per quale motivo?
Te lo ricordi?
vabbè non lo so non so dov'è dov'è che
cosa? 1 2 3 4 e 5 1 2 3 4 e 5
1 2 3 4 e 5 1 2 3 4 e 5 1 2 3
4 e 5 1 2 3 4 e 5 1 2 3 4 e 5
Il grande Mazinga. Chi sono stati Falcone
e Borsellino? Te lo ricordi? Papà e
Peppino. No no Falcone e Borsellino. Papà
e Peppino. Falcone e Borsellino.
Papà e Peppino. No Falcone. Papà e
Peppino. Fa finta si scanta.
Io bene e tu? Ma quando com'è che
io adesso cominciare? Ma non è buono
niente! Ma non è buono niente! Ma non è
buono niente! Ma non è buono niente! Ma
non è buono niente! Ma non è buono niente!
Ma non è buono niente! Ma non è buono
niente! Ma non è buono niente! Ma non è
buono niente! Ma non è buono niente! Ma
non è buono niente! Ma non è buono niente!
Pregni di malinconia ma anche di tanta
rabbia di fronte alla deriva psichica del
povero Matteo Mannino, decidiamo di
cercare conforto da Letizia Battaglia che,
malgrado la solita torrida estate
palermitana, è attiva più che mai.
Poi, alla fine di settembre, arriva la
notizia della vita. Quella che Letizia
aspettava da anni. La prossima apertura
del suo tanto atteso centro internazionale
di fotografia. Finalmente.
Finalmente,
finalmente. Dopo cinque anni.
Cinque anni. Scettico di c***o, maresco!
Scettico? Di c***o! M***a!
Che bello! Finiscila? Finiscila? Con me?
No! Con te no! E finalmente si inaugura!
Perché io pensavo, perché io oso pensare e
continuo a pensare che cinque anni sono
tanti! Sono tanti! Ma si inaugura che
cosa? Si inaugura un centro internazionale
di fotografia! e anche di cinema alla
faccia tua e anche di musica e di teatro e
di ballo e di poesia e di vita e
di vita e di vita e d'amore e d'amore ma
io il resto è escluso scettico di merda
Facci capire, tu praticamente fai una
trasmissione con Cristian Michel? La
trasmissione è uno speciale con Cristian
Michel E chi ti paga?
Perché tu hai bisogno di soldi? E perché
lo produce la madre?
E se no succedono delle cose brutte,
capito? Per esempio? Per esempio, metto il
ghiacchierino e tutto sarà a casa.
Prendiamo la vocazione, ecco, i cassi,
si agge... Rompono i mobili? Rompono
tutto, specchi rotti, cose rotte. Quindi
la madre è costretta? È costretta, sì, è
costretta. Ogni mercoledì c'ha la
puttanella piccola al TSB. Tra l'altro che
c'è qua? Il giorgetto? ho detto per
l'interrutto metto tutte le cose da sotto
ma non me le ho compite a nudo sennò
succedeva una tragedia ma perchè succede?
perchè andavo a cantare al TSB perchè non
avevo soldi quando non ho soldi mi vengono
in crisi perchè lui vuole fare la
trasmissione? si perchè lui vuole fare
sempre la trasmissione ogni settimana
quella che presenta Ciccio? si Ciccio me
la fa il presentatore ma scusi non è il
TSB che deve pagare a lei? no sono io che
paga al TSB e lei i soldi dove li prende?
Lavorando e con l'aiuto di mio padre che è
pensionato.
Mio padre che era arterioscoloso, da me
non c'è niente da invidiare, mi creda.
Deve combattere pure con papà. Deve
combattere con mio padre pure, ed è
giusto. Senta, ma che fine ha fatto ora
Cristian? Dov'è? Lo sapevi tu che è
succeduto a Estebbe? Veramente no. Un
manicomi, un manicomi che non ci dico, un
macello di quello che ha combinato. Non
glielo so descrivere neanche io che sto
alla marcia. Addirittura? Sì, non lo
capisco più. Quando viene in prisione io
non lo conosco più. Non so neanche più se
è mio figlio, mi credo. Siamo arrivati
adesso a presentare il nostro grande
artista delle canzoni melodiche, il nostro
amico Gennaro Vincenzo! Ciao Vincenzo!
Tutto bene? Tutto bene, allora stasera
come ha fatto Chris ne farei pure tu,
però non ci presenti? Tu sei una cosa
grande, però zio Ciccio non ti voglio
bene, ti rispetto, però mi raccomando
uscanciamo loro con più, perché non
siamo... Vincenzo siete tutti uguali, non
siamo tutti gli stessi, non siamo...
Andate tutti bene e non...
Il ragazzo è arrivato qui nella nostra
struttura un po' troppo esagetato quindi
abbiamo dovuto sedarlo ma ora con la
terapia giusta sta migliorando moltissimo
ed è molto migliorato il ragazzo.
Senta,
lui naturalmente ha questa fissazione del
canto, ma cantare gli fa bene. Cantare gli
fa bene, gli farebbe bene, ma se è un
canto tranquillo, un canto per potersi
divertire, ma se il canto poi è portato a
volere un po' irridere il ragazzo,
Christian Mischel sicuramente andrà a
peggiorare e non a migliorare.
Senta, ma questa storia del coma e di
Falcone e Borsellino che gli sarebbero
apparsi per dirgli vai a cantare, cosa c'è
di vero? Niente, perché il ragazzo
Christian Michel non è mai stato in coma,
quindi sono state sicuramente delle storie
inventate da qualcuno, forse dal signor
Ciccionira per potere, non so cosa, ma
cercare di lucrare su Christian Michel,
nient'altro. Vedo che qui conoscete il
signor Mila. Sì, lo conosciamo abbastanza
perché Christian Michel è in queste
condizioni, possibilmente anche per colpa
sua. Grazie dottore. Di niente.
Non c'è dubbio che il drammatico e penoso
epilogo della vicenda di Christian Michel
costituisca uno spietato atto d'accusa
contro Ciccio Mira, il quale anche questa
volta ha dimostrato che pur di realizzare
i suoi roschi progetti sarebbe più che
capace di passare sul cadavere di
chiunque. Eppure l'animo puro e
profondamente buono di Christian ha
perdonato il suo cinico sfruttatore e così
complice l'immortale spirito del Santo
Natale, i due si ritrovano ancora una
volta insieme a TSB per annunciare via
etere la nascita del bambin Gesù.
Nel frattempo è arrivato il nuovo anno,
2018, che si annuncia foriero di
rivoluzionare i cambiamenti per la nazione
italiana. E infatti si insedia un nuovo
governo che da subito si preannuncia
garante di stabilità, benessere e spirito
di modernità. Ma una rivoluzione di
portata veramente storica è quella che
avviene il 20 aprile dello stesso anno,
dove il Tribunale di Palermo annuncia al
popolo italiano una sentenza che non ha
precedenti.
Visti gli articoli 533, 535, codice
procedura penale dichiarati,
le donne Giuseppe, Morimari e
Subrami Antonio colpevoli di aver reato
l'ora scritta al Capitolale d'Attività.
Siamo tutti figli di Matteo!
Siamo tutti figli di
Matteo! Siamo tutti figli di Matteo!
Commossa? Sì, sono molto commossa. Senti,
fammi citare il mio amato Gatto Pardo.
Oggi battuto uno a zero. Ma perché
mi guardi co schifo? Non mi piacciono
queste battute. Maresco, mi piace, sono
contenta, sono contenta che dopo 150 anni
finalmente abbiamo una sentenza che dice
che lo Stato è stato complice della
mafia, per cui sono molto contenta. Ma
sono contenta per Nino Di Matteo, questi
anni l'abbiamo amato, seguito, protetto
con l'amore, basta. Lui è schifiato da
tutti, manco a Palazzo di Giustizia gli
sono solidali. Sui giornali non esce quasi
niente più della sentenza, dopo qualche
giorno non se ne parla più. E nemmeno il
Presidente della Repubblica dice niente.
Ma è strano, questo è molto strano. E mi
dispiace molto tanto.
Abbiamo la certezza che la trattativa ci
fu. E avviene questo incontro dove
Provenzano... ...ha chiesto una condanna
a sei anni di reclusione, quindici invece
per il generale Mario Mori. La pedazione
sta a 16 anni, è stata chiesta per il boss
mafioso Leo Luca. Non si può essere usi e
obbedienti a gente! E sta cendo a morire
con questa marmata! Oggi c'è stata anche
la sentenza di Perlo che assume il vico.
Cicciomira, nei giorni scorsi alcuni
giornali hanno commentato polemicamente il
silenzio del nostro Presidente della
Repubblica, Sergio Mattarella, riguardo
alla sentenza sulla trattativa
Stato-mafia. Lei invece va contro tendenza
e apprezza questo silenzio. Come mai?
L'apprezzo perché Mattarella non parla, è
stato palermitano. Ma perché, scusi, i
palermitani non parlano? Quelli veri non
parlano. Quelli? Quelli veri non parlano.
I veri palermitani non parlano? Non
parlano. Ma lei come se lo spiega? È una
cosa genetica questa. Prego? È una cosa
genetica che ci esce così. Cioè è
iscritta nel patrimonio genetico di ogni
palermitano? Di quelli veri.
Giunti a questo punto, il poco pubblico
rimasto in sala si chiederà, ma come mai
uno come Ciccio Mira sta dalla parte del
presidente Sergio Mattarella, cioè il
simbolo dei più alti valori della
Repubblica Italiana? Per rispondere a
questa più che legittima domanda è
necessario fare un salto nel passato,
nella Palermo dei felicissimi anni
Sessanta. Qui una calda sera d'estate il
poco più adolescente Ciccio Mira insieme
alla mamma si reca al Cinema Massimo dove
il padre Camillo lavora come caposala.
Il film è appena finito e papà Camillo
propone di andare nella vicina Mondello
per cercare di contrastare il terribile
caldo palermitano. Arrivati a
Piazza Leoni, all'imbocco del Reggio Parco
della Favorita, la famiglia mira
all'inaspettato piacere di imbattersi in
un suo eccentrico consanguineo,
l'indomito Zio Michele, che tra le mani
tiene un oggetto non bene identificato.
Mi chiede con un polpo nelle mani, con un
po' un po' in punta di mano un po' Lei per
il polpo cosa intende? Un po' il po' che
si mangia. Ah l'animale? L'animale, un po'
il po' che si mangia. Mi chiede un po'
come si mangia la monea, ma poi mi chiede
un po' come si mangia la monea.
e la famigliola arriva a Bondello. Siamo
arrivati a Bondello, ho messo Michele con
questo poipo in mano e va in bancaletta e
dice che facciamo qui con questo poipo e
che diceva questo Michele mi dispiace
tanto, sono asciutato, questo poipo
è da me quale cazzo vuoi fare? Poi mi
hanno chiesto cosa facessero con il suo
corpo e mi hanno detto che il suo papà
era il suo creante e che non voleva farne
niente. Mancanza di rispetto.
Mezzio niente fischio. Era nervoso? Era
nervoso, inghiampazzo Mezzio. Lo stassione
si trovò una pistola là sul tavolo.
Scusi, non l'aveva con sé? No, non le
portava mai mio zio pistola. Prendi questa
pistola. Per caso era lì? Per caso, era in
mezzo ai pui, in mezzo ai pui di
Cosrumare. Ma di chi era? Ma non lo so.
Prendi questa pistola.
E dunque impauriti ed emozionati ripartite
per Palermo.
favorita, statua e via libertà. Ad un
certo punto...
Papa sbanda! Emozionato? Emozionatissimo!
Macello! E a sbattere non cancello! E di
chi era questo cancello? Era la famiglia
Mattarella. Cioè la famiglia dell'attuale?
Presidente della Repubblica.
Di fronte a cotanto spavento, a cotanto
incidente, esce tutta la famiglia
Martarella. E cioè? Esce la mamma, poi
c'era Piersanti. Chi? Piersanti, il
fratello. Ma mi scusi, Piersanti quello
che... Escono Piersanti e la loro figlia,
Piersanti. Ma Piersanti chi? Piersanti è
il figlio della famiglia Martarella. Il
martire di Cosa Nostra. E lo dica! No,
ma quale martire? Non so niente di questa
situazione. Va beh. Poi esce pure Sergio.
Insomma... E i Dulcis in fondo. Esce il
nostro grande... della democrazia
cristiana, Bernardo Mazzarella. Poi,
insomma, lui ha detto, mio padre diceva,
io ti pago tutti i danni. Ha detto, no,
no, per carità. Ah, gli dava del tuo già
subito? Sì, sì, si conoscevano, perché
lui, papà votava sempre lui. Quindi si
sentiva autorizzato? Sì, sì. Allora ha
detto, senti, Bernardo io ti pago tutto
quello che è successo. No, no, fammi
questo favore, non pagare niente. Dice,
allora mi viene il tuo paracinema, così,
insomma, cerchiamo, insomma, di sistemare
questa situazione. E così sono rimasti.
Vabbè, e comunque quella sera nasce Nasce
questa grande amicizia Tra la famiglia
Mattarella E quella nostra E cioè la
famiglia La famiglia Mira Noi due della
legione siamo E
dunque possiamo dire, Mira, che
praticamente la famiglia Mattarella tutti
i giorni festivi e le domeniche era in
prima fila al Cinema Massimo. Ma una
rivelazione, che film guardava il giovane
Sergio Mattarella? Un po' film difficili,
diciamo, non è che erano film impegnativi.
Ci può fare un esempio? Sì, lui era avanti
di un regista, di Ingman Bergman.
un regista arabo? Sì un regista
importante. Ciccio Ingmar Bergman
me l'hai detto? Ingmar Bergman. Ingmar
Bergman. Bergman. Sì vabbè rifacciamo.
Questo curioso racconto di Ciccio Mira
potrebbe spiegare l'origine della nota
cinefilia del nostro Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella, ma da fonti
molto attendibili abbiamo invece appreso
che l'appassionato elogio di Mira per la
più alta carica dello Stato sarebbe
tutt'altro che disinteressato.
Sembra infatti che l'inossidabile
impresario sia profondamente legato a un
suo giovane nipote che si chiama Giannino,
detto di Iramisù. Attualmente ospite dello
Stato al 41 bis nel supercarcere dell'Aqua
e per lui vorrebbe chiedere la grazia
all'illustre concittadino che oggi risiede
al Quirinale. Ma questo è un particolare
che ci porterebbe lontani dalla nostra
storia.
È passato esattamente un anno da quando
abbiamo iniziato questo film dedicato alla
memoria di Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino, nonché agli uomini e alle
donne che perdettero la vita nelle stragi
del 1992.
All'albero Falcone c'è, come sempre, la
solita folla e la solita rappresentanza
delle istituzioni. Ma quest'anno si sente
qualcosa di nuovo nell'aria, come una
rinnovata primavera. E ne abbiamo la
conferma guardando il volto commosso e
luminoso di Letizia, che sembra essersi
riconciliata con questa manifestazione
che, tra polemiche e consensi, dura ormai
26 anni. Per quello
che ci riguarda, noi manterremo vigile il
nostro scetticismo, ma di una cosa siamo
certi. che la passione politica e civile
di Letizia Battaglia è un esempio
imprescindibile per chiunque voglia
continuare a mantenere viva nel tempo la
grande lezione di Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino.
Buonasera a tutti e benvenuti qui a
Lausanne sono contento di essere venuti
qui a Lausanne come ogni anno noi facciamo
questa grande festa dedicata a Falcone e
Borsellino questa sera insomma abbiamo un
altro da insomma da nominare signore
un grande amico se me lo presento subito
giustamente il nostro grande palermitano
Sergio Mattarella a questo punto
dedichiamo questo brano che è una cosa
fabolosa da Ciccio Quattro Occhi e la sua
band.
Ah, c'è venuto! C'è venuto! Ah, c'è
venuto! Ah, c'è venuto! Ah, c'è venuto!
Ah, c'è venuto! Ah, c'è venuto!
Ma dica la verità, a noi c'è stato
sussurrato che lei vorrebbe chiedere al
presidente Mattarella un favore da
Palermitano a Palermitano. Di che si
tratta? No, è un favore mio che devo
chiedere a lui, cose personali mie. Ma per
lei o per una persona a lei? Per una
persona mia cara. Per una persona a lei
cara? Sì. Molto cara? Carissima.
Possiamo sapere come si chiama? Si chiama
Nessuno. Prego? Nessuno. Nessuno.
Nessuno, sì. Nessuno. Se si ricorda lei
Ulisse, se si ricorda Ulisse, quando ha
cercato il ciclope, la gente
gli chiedeva che è stato, che è stato,
rispondeva Nessuno, perché Ulisse le è
dato che si chiamava Nessuno. Ah, quindi
la nostra omertà è antica. Eh, siamo
naturali noi. Ed è per questo motivo che
quando, per esempio, si va per strada e un
palermitano vede un omicidio, ha il
carabiniere che gli chiede chi è stato e
risponde... Nessuno. Ah, è così? Eh,
e chi si è voluto? Nessuno, non è stato
nessuno. Chi ha rubato in quella
tabaccheria? Nessuno. Quindi è dritto
dritto da Ulis? E' appunto una cosa che
viene da Ulis, la cosa si è inquadrata
benissimo. Sicuro del certo? Sicuro del
certo. Grazie mille. Prego.
come Cristo poi li abbiamo messi in croce.
Uomini di
lealtà, Paolo Borsellino e
Giovanni Falcone, nomi che tu sai
già, via d'Amene, strada statale
capace.
Ai senti più che mai,
lottavano per noi,
per liberare il cuore dall'umertà
e terrore che la città ci
offre. Ricordo quei tempi,
su tutti i giornali, quei morti ammazzati,
a culeburselli li
abbiamo uccisi noi.
la vita.
Can't find what you're looking for?
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