All language subtitles for David Grieco - Andrej Romanovic Evilenko - English with German Subs

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Original subtitles

C'era una volta una bambina come te,

con i capelli come i tuoi e gli occhi come i tuoi,

che, inseguendo una nuvola, imparo' a volare.

Dopo un po', non vedendola in giro, tutti pensarono che fosse morta.

Cosi' le fecero il funerale,

e la bambina lo vide, da lassu', in cielo, in mezzo alle nuvole,

e vide che nessuno piangeva.

Scopri' che la sua mamma e il suo papa' non le volevano bene.

Cosi' lei rimase lassu' in cielo e non torno' mai piu' sulla terra.

E' finita?

Si'...

Noi siamo i pionieri dell'Unione Sovietica!

Siamo milioni e milioni!

Ecco le nostre bandiere, che, sventolando,...

diffondono le meravigliose idee del compagno Lenin!

- Si'? - Potrei riavere il mio pallone?

Vorresti forse dirmi che questo e' il tuo pallone, Sasha?

Si', me l'ha regalato la mamma per il mio compleanno.

La tua mamma, il tuo compleanno, il tuo pallone...

Sei fortunato ad avere una madre. Molti tuoi compagni non ce l'hanno.

Noi siamo tutti uguali, qui dentro!

Non ci puo' essere niente di tuo in questo istituto, o di suo o di mio.

Tua madre sbaglia a farti dei regali, dovro'...

dirle che sbaglia, quando la vedro'.

Ti puoi sedere adesso.

Tu no! Prendi la scopa, oggi tocca a te!

Troia...

Troia.

Troia!

Perche' piangi, Tonja? Le troie non piangono.

Smettila di frignare, avanti. Basta piangere.

Vieni, su, vieni qui!

Oh... Tonja... tu sei l'unica che...

Sei l'unica che mi conosce a fondo.

Gli altri hanno paura di me, ma tu no.

Perche' tu lo sai quanto bene ti voglio, non e' vero?

Cosa stavi facendo vedere al tuo amico Kolia, durante la lezione?

- Niente. - No, ti ho vista!

Lo sai che ti ho vista, sei diventata rossa, ...

proprio come stai facendo adesso.

I segreti bisogna pagarli. Questo e' giusto.

Ecco, sono tuoi, prendili. E adesso fa' vedere.

Fammi vedere se vale quello che ho pagato.

E' la prima volta che vedi un vero uomo. Hai paura?

Pero' ti piace anche, di' la verita'.

Lo puoi toccare, se vuoi. Vieni, dammi la mano.

Oh, no. Lui vuole fare amicizia. Mi ha detto che gli piaci.

Vuole farti vedere cosa succede, quando lo tocchi.

Diventa grande.

E se lo tratti bene, se sei sincera con lui, puo' fare qualsiasi cosa.

Non c'e' niente che non riesca a fare. - Cioe', puo' anche volare?

Si', anche volare.

E se sei coraggiosa, lui... ti lascera' volare con lui.

Sa anche parlare?

No, lui non parla con nessuno! Non si fida di nessuno!

- Neanche di me? - No, di te si fida.

Allora, dai, fallo parlare!

Aspetta un momento...

Devi... devi prima farlo... diventare grande.

Sei un bugiardo, non sa parlare! Non puo', perche' e' morto!

No... no...

Perdonami, Andrej Romanovic, ...

ma la piccola Tonja sostiene... che avresti tentato di violentarla.

Vedi, compagno, io voglio molto bene a Tonja.

Non so per quale ragione sembra che lei pensi solo al sesso.

Il fatto che accusi me di averla violentata, ne e' la prova lampante.

Non trovi anche tu, compagno direttore?

Cosa c'e' che non va, Tonja?

Come hai potuto inventare una cosa cosi' orribile? Credi sia bello?

Io non ho inventato niente! Ho detto la verita'!

Se non ci credi, guarda il braccio, l'ho ferito col tagliacarte!

La verita' e' che altri insegnanti l'hanno aizzatacontro di me.

Un complotto, vuoi dire. - Mi hai tolto la parola di bocca, compagno.

Siamo sull'orlo del caos!

Noi comunisti abbiamo il dovere di fare qualcosa, prima che sia tardi.

Fammi vedere il braccio, compagno Evilenko!

Faro' finta di non aver sentito, compagno.

E io faro' finta di non aver sentito questa storia.

Mi aspetto le tue dimissioni entro un'ora, compagno Evilenko.

Su, Andrej, sbrigati o farai tardi a scuola.

Non ci vado piu', Fenja.

Te lo spiego stasera, quando torni dal lavoro.

No, avanti, Papochka, dimmelo subito.

Ho fatto una scoperta, una terribile scoperta.

Anche il direttore fa parte della cospirazione.

- Cosa? Sulinov?! - Si', c'e' dentro fino al collo!

L'altro giorno un alunno ha chiesto all'insegnante di geografia...

che cos'e' il comunismo, e lo sai la Tablinova cosa gli ha risposto?

Gli ha detto: "Il comunismo e' un progetto di societa'..."

"... in cui tutti gli uomini dovrebbero essere uguali, ..."

"... ma non e' altro che un'utopia, un progetto irrealizzabile".

- Capisci con chi ho a che fare?! - Come pensi di rispondere?

Ho detto a Surinov che se tollerava la propaganda anticomunista, ...

a me non restava altro che rassegnare le mie dimissioni!

Bravo, Andrej! E lui cos'ha detto?

- Quel porco le ha accettate. - Cosa? Non e' possibile!

Devi andare subito a dire tutto al partito! - Lo faro', Fenja.

Pero' devo fare attenzione, molta attenzione!

No, Andrej. Ascoltami, non puoi arrenderti proprio adesso.

Devi andare al partito e fargli capire la gravita' della situazione.

Anzi, perche' non scrivi una bella lettera?

Sei cosi' bravo a scrivere!

Vai, adesso. Non voglio che tu faccia tardi.

- Finalmente! - Ciao. - A domani. - Non spingere!

- E' da molto che aspetti? - Ho perso il mio autobus.

- Come ti chiami? - Larissa.

Scommetto che hai undici anni, Larissa.

Si'!

E scommetto che ti chiedi come faccio a saperlo. - Si'!

E' facile, io insegno alle bambine come te. Sono un professore, sai?

Ah...

Scommetto anche che oggi hai preso un brutto voto.

E come lo sai? - Un bravo insegnante sa sempre tutto.

A tua madre non fara' piacere che torni tardi con un brutto voto.

Oh, Larissa, non piangere.

Sai cosa ti dico? Ti accompagno io a casa.

La mia macchina e' parcheggiata dietro quegli alberi.

Vieni.

Io esco, Fenja! Non sopporto piu' di vedere questo schifo!

- Tornero' presto. - Va bene, Andrej.

Sei tu Evilenko Andrej Romanovic?

- Si'. - Vengo direttamente da Mosca.

- Da Mosca? - Sono venuto a riportarti queste.

Le mie lettere? Che cosa dicono a Mosca delle mie lettere?

Al giorno d'oggi, non sono piu' in molti a pensarla come te.

Io sono comunista, e intendo morire da comunista!

Ho perso il mio lavoro alla scuola, per i miei ideali!

C'e' una scrivania che ti aspetta.

Ufficialmente sei un impiegato, ma in realta' lavori per noi.

- E tu chi sei esattamente? - Sono il generale Tabakov.

Oh... KGB.

C'e' bisogno di compagni fidati, e sento che tu sei uno giusto.

Il dirigente del tuo dipartimento si chiama Bagdasarov.

Lavorava per noi, ma ora e' passato dalla parte di Gorbaciov.

Occorre dimostrare che e' un ladro.

Credi di poterlo fare?

Faro' del mio meglio.

Bene.

Se hai qualche problema, non esitare, chiamami.

- Come ti chiami? - Pavel Alexandrovic.

Scommetto che "hai fatto sega" a scuola oggi. Non e' cosi', Pavel?

No, mi hanno dato il permesso.

Se e' vero che te l'hanno dato, come mai ti porti dietro i libri?

Non preoccuparti, non devi avere paura di me, non faro' la spia.

Ma come te la caverai, quando il controllore passera' di qui?

Il biglietto non ti servira' a molto.

Il controllore ha una lista dei ragazzi che mancano da scuola.

Ehi! Siediti, sta' tranquillo.

Vuoi scendere? La prossima fermata e' tra circa mezz'ora.

A tutto c'e' rimedio.

Adesso ascolta, vai al gabinetto e aspetta li'. Chiuditi dentro.

Quando il controllore se ne sara' andato, verro' io ad avvisarti.

Bussero' tre volte.

Il mio piccolo mostro!

Principessa... Sei la mia piccola principessa.

Chi c'e'? E' la mamma! Oleg!

"Striscia di bosco". Ne hai mai sentito parlare?

Quello che ammazza i bambini.

Non solo bambini, anche donne, purche' abbastanza giovani.

- Quanti ne ha uccisi? - Tu quanti ne sai?

Tre o quattro, credo.

Ha iniziato con uno ogni tre mesi.

Ma dato che riesce a farla franca, il numero e' in crescita.

E quindi, quanti?

Ventidue. Quel che e' peggio, e che non c'e' una pista da seguire.

Non un testimone, non un indizio. Niente.

Si sposta di continuo e riesce a colpire ovunque.

Giorni fa era a Leningrado, ha ammazzato una bambina.

Siete sicuri che sia lo stesso?

Vedessi cosa fa a quei ragazzi. Dire che li uccide e' poco.

Prima li stupra, poi li taglia a pezzi e se li mangia.

- Se li mangia? - Si'.

- Perche' io? - Per tanti buoni motivi.

Dimmene uno qualsiasi. Ciao, amore.

- Perche' sei iscritto al partito. - Tanti investigatori lo sono.

Non piu' tanti, di questi tempi, e tu sei di gran lunga il migliore.

Dimmene un altro. - Te ne diro' uno che potrebbe sembrarti strano.

- Vale a dire? - La tua famiglia.

Cosa c'entra in questa storia?

Non mi hai detto come si chiama tua figlia. - Mariam.

Sono le bambine come lei che sono in pericolo in questo momento, ...

mio caro Vadim Timurovic.

Andiamo a giocare? Si'?

Natalia, dai un'occhiata a questa, e anche a questa.

Allora, Evilenko, a che punto sono quei rapporti?

Tu continui a viaggiare, a fare ispezioni, ...

e ancora non hai scritto una riga!

Che cosa fai nel tempo libero, Evilenko?

Commetti qualche omicidio per passatempo?

Ho aiutato un amico questa mattina presto ad ammazzare il maiale.

La prossima volta, non essere cosi' egoista, porta qualche salsiccia!

E' mia figlia!

Lasciatemi andare!

Irina! Irina!

Irina!

Tracce di sperma? - Non lo so, dovrei prima rimuovere quel ramo.

Lo rimuova, allora. Che cosa aspetta?

Ci ho gia' provato, non ci sono riuscito. - Si faccia aiutare.

Ho anche pensato che si potesse portarla via cosi'.

Sta scherzando, dottore?

C'e' sua madre qui. E' laggiu', dietro gli alberi.

Vuole che veda la figlia infilzata come un trofeo di caccia?

Ha ragione, pero' l'esame dello sperma non serve a molto.

Chissa' quanti ne troveremo dello stesso gruppo.

Lo sperma dell'assassino e' l'unica cosa che abbiamo.

Quindi rimuova quel ramo prima che venga notte.

Come si chiamava?

Irina Radinova. Aveva solo 12 anni. Sembra piu' grande, eh?

Manda qualcuno ad aiutare Amitrin e digli di fare presto.

Sissignore! Nikitin, dai una mano a Boris!

Ha gia' confessato?

Non ancora, ma il suo kalashnikov era in terra, vicino alla vittima.

Sembra molto giovane. Quanti anni ha? - Ventuno.

- Nome? - Vladimir Nosov.

E' di leva? - No, e' un soldato di professione. - Da quanto?

Da tre anni.

Mamma...

Mamma...

So che non hai ucciso tu quel bambino, non hai nulla temere.

Mamma...

Mamma...

Mamma...

Ma so che tu eri li', percio' devi aver visto qualcosa!

Non e' cosi'?!

Hai visto l'assassino?

Stammi a sentire, io faccio venire qui l'assassino.

Se lo riconosci, non devi fare altro che indicarmelo.

Se sei d'accordo, fammi solo un cenno, chiudi gli occhi.

Bene.

Frolov, Ramenski, andate!

- Coraggio, mettetevi in riga! - Prendete le panche!

Loro non ti vedono.

Lui c'e'?

L'hai riconosciuto?

E' quello?

Vuoi scherzare? A me ne serve uno molto piu' grande di questo.

E' anche troppo grande, per la misura del tuo cervello.

Ora guardi questa.

Lei! Venga!

Nome, cognome e patronimico.

Aron Richter. Mio padre si chiamava Abramo.

- Ebreo? - Si'. - Professione? - Sono medico.

Qui c'e' scritto che lei ha un debole per i bambini.

Si', mi piacciono molto i bambini. Avrei tanto voluto averne.

- Serve una moglie. - L'ho sentito dire.

Ma lei non ha ne' moglie ne' figli, perche' e' omosessuale. Dico bene?

Conosco molti omosessuali con mogli e figli.

Nel 1975 lei e' stato arrestato e condannato...

per aver molestato un bambino in un cinema: le risulta?

Non lo troverete facilmente.

Lo sappiamo. Uno che fa questo deve essere un tipo particolare.

Al contrario, puo' essere chiunque. Io, lei, lui... chiunque.

Parliamo di pedofilia e cannibalismo.

- L'uomo e' l'animale piu' feroce. - Chiunque puo' fare di questo?

Se un uomo ne e' capace, ne e' capace qualsiasi uomo. - Perche'?!

Vuole sapere perche'? Ma e' semplice.

Prima eravamo un gregge di pecore, ora siamo un branco di lupi.

Lei e' un chirurgo, dottor Richter?

In teoria lo sono, ma non ho mai operato nessuno in vita mia.

Quest'uomo e' sicuramente molto piu' bravo di me.

- Qual e' il suo campo? - La psicoanalisi.

- E' psichiatra? - Psicoanalista. - Qual e' la differenza?

Gli psichiatri di solito mettono i malati in manicomio, io no.

E lei dove li mette? - In nessun posto. Vengono da me, a casa mia.

- E come li cura a casa sua? - Loro parlano, io ascolto.

Grazie. Passi di la' e poi puo' andare.

Dov'era la notte dell'ultimo dell'anno, Evilenko?

- Ero a casa mia con mia moglie. - Nessun altro?

Dia un'occhiata a questa foto.

Le trova divertenti?

Non e' per questo che rido, compagno.

Non posso vedere le foto perche' non ho portato gli occhiali.

Solo per questo. Hai capito, compagno?

Non mi chiami "compagno".

Perche' non vuoi essere chiamato cosi'? - Professione?

Ti ho chiesto perche' non vuoi essere chiamato compagno!

Sono io che faccio le domande qui!

Non ti rendi conto?! SENZA

Le ho chiesto qual e' la sua professione.

Sono un iscritto al partito. Voglio parlare con un tuo superiore.

Qui il partito non c'entra niente.

Non peggiorare la tua situazione, ragazzo.

Voglio parlare con un tuo superiore. - Qualcosa non va?

Non sapevo che fosse diventato un reato essere comunista!

Non lo e', tant'e' vero che sono comunista anch'io.

Continuiamo il nostro colloquio, compagno? - Sono qui per questo.

La tua professione?

Insegnavo Lettere alla Scuola Internato numero 32 di Kiev.

Adesso lavoro per le ferrovie.

Cosa fai per le ferrovie?

Ispeziono la rete, scrivo rapporti, conto le traversine...

Hai fatto una strana carriera. Come lo spieghi?

Mi hanno costretto a lasciare la scuola!

- Chi? - Quelli della perestrojka.

- Cosa c'entra? - C'e' una guerra in atto!

E' ora che tu prenda la decisione di schierarti, compagno!

Leggo qui che tuo padre Roman e' morto ai lavori forzati.

Si'...

Mio padre era un nemico del popolo.

Ha avuto cio' che meritava. Sono contento di non averlo conosciuto!

I cosiddetti "nemici del popolo" sono stati riabilitati.

Adesso si chiamano "vittime dello stalinismo". - Gia'.

Due anni fa, Irina Zubova ti ha denunciato per tentato stupro.

Irina Zubova era una prostituta. C'e' scritto, nel tuo libretto?

- No, non c'e' scritto. - Figurati se c'e'!

Ormai le puttane e i ladri hanno preso tutto il potere!

Puoi andare adesso.

Prima vai dietro quel paravento per il prelievo dello sperma.

- Temo di non poterlo fare. - Sarebbe a dire?

Che sarebbe inutile, non succederebbe niente.

Spiegati meglio.

- Il "coso" non funziona. - Non sei sposato?

Non vedo il nesso. - E quella Zubova che volevi stuprare?

Certo, se la parola di una puttana vale piu' della mia, allora...

Scopriremo quanto vale la tua parola. Sei in stato di fermo!

Buonasera, signora Evilenko. Vadim Lesiev, della Procura Generale.

- Possiamo salire e parlare? - Possiamo farlo qui.

Devo farle alcune domande delicate, sarebbe meglio salire in casa.

Perche' avete arrestato mio marito?

Suo marito e' sospettato di omicidio.

Vuole dire che Andrej ha ucciso qualcuno? Chi?!

- Ci sono stati molti omicidi. - Ah, si'? Cioe', quanti?!

Il numero non importa. - Lo credo che il numero sia molto importante.

Quanti sono gli omicidi che non siete riusciti a risolvere?

Devo farle delle domande sui rapporti sessuali con suo marito.

Non ci interessa il sesso.

Tutto questo sesso che si vede in giro ci disgusta. - Capisco.

Pero' siete sposati, avrete dei rapporti sessuali. - No.

- Non avete rapporti sessuali? - No!

Da quando? - Non ci interessa il sesso, gliel'ho gia' detto!

Non avete mai desiderato dei figli?

Andrej ne aveva tanti, quando insegnava all'istituto.

Tutti gli volevano un gran bene.

Figli vostri intendo. - Figli nostri? Cosa significa "nostri"?

Quando si e' comunisti, i figli appartengono a tutti,...

e tutti sono responsabili del loro benessere.

Non hanno chiesto loro di venire al mondo.

Vuole dirmi perche' vi siete sposati?

Perche' Andrej e io ci siamo sempre adorati.

Che c'e' adesso?

Chi e' questo?

Un superiore del tuo superiore. Fagli solo sapere che io sono qui.

- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.

- Sono arrivati i risultati? - Si'.

Ma quasi tutti hanno lo sperma dello stesso gruppo dell'omicida.

Ventitre' di loro su trenta. Cosi' se ne eliminano solo sette.

Dobbiamo rilasciare i quattro fermati.

- Tre. Uno di loro e' gia' uscito. - Chi? - Evilenko.

Sono venuti a prenderlo due del KGB ieri pomeriggio.

Quindi Evilenko ha a che fare con il KGB.

Ho provato a chiederglielo, ma quelli non rispondono mai.

Si ricorda di me?

Si', mi ricordo, purtroppo.

Giudica interessante l'uomo che cerchiamo?

Si', dev'essere molto interessante.

E' un peccato che non sia un mio paziente. - Per lei e' un pazzo?

Posso sapere quanti ne ha ammazzati?

Ventinove. - Ventinove? In quale arco di tempo?

- Cinque anni. - Cinque anni...

- Come spera di trovarlo? - Magari con il suo aiuto.

Io dovrei aiutare la polizia?

- Io sono un magistrato. - Se non ci sono altre domande...

Visto che sono un poliziotto, le ordino di sedersi!

La prego, lei deve aiutarmi! E mi aiutera'!

Allora, va meglio cosi'?

Le ripeto la domanda: per lei quest'uomo e' un pazzo?

- Si', e' un malato di mente. - Come fa ad esserne sicuro?

Solo un malato di mente uccide per il piacere di uccidere.

- Questa malattia ha un nome? - Schizofrenia.

E' rara? - La schizofrenia nasce da una crisi di identita'.

L'unica identita' dell'uomo sovietico e' il comunismo.

Il comunismo sta morendo, e l'uomo sovietico, per non morire, ...

ricorre all'istinto di sopravvivenza.

L'uomo divora l'uomo, come nella notte dei tempi.

Quindi siamo tutti malati?

I manicomi vi sono serviti solo per chiudere la bocca ai dissidenti, ...

cioe' agli unici sani di mente.

Quindi i veri malati devono essere ancora tutti fuori, non le pare?

- Secondo lei agisce da solo? - Si'. E soffre di solitudine.

Si potrebbe dire che e' un essere eccezionale.

- Ne sembra affascinato. - Lei no? - Io voglio solo catturarlo.

E... che cosa ne farete?

Ci pensera' il tribunale. - Sara' condannato a morte. - Spero di si'.

Non potendo capire, ucciderete lui e quelli che verranno dopo di lui.

- Quali altri? - Ne verranno altri, vedra'.

Ci sono milioni di schizofrenici, la' fuori.

Gente malata, sull'orlo della pazzia.

Allora, lei e io vogliamo collaborare?

No.

Lei vuole quell'uomo tanto quanto lo voglio io. - Si'.

- Ma io lo voglio vivo. - Perche'? - Credevo di averglielo detto.

In questo paese sta per scoppiare una grave epidemia.

Lui e' il virus. Se lo ucciderete, non troverete mai l'antidoto.

Pronto? E' qui. E' per lei.

Si'?

Si'.

- E' incredibile. - Cosa? - Guardi, non e' lacerato.

Non manca nemmeno un bottone. E' come se si fosse spogliata da sola.

Vedo che ha gia' iniziato a lavorare.

Io non ho cominciato un bel niente.

Per poter lavorare, dovrei consultare i vostri archivi.

- Va bene. - Va bene cosa?

Le do accesso alle informazioni che le occorrono.

Compagno Bagdasarov!

Volevo solo dirle che sono convinto della sua innocenza.

Vede, Andrej Romanovic, so bene che e' stato lei a denunciarmi.

Non mi fraintenda, non la biasimo, ha fatto il suo dovere.

Certo, compagno Bagdasarov.

Ma se parlasse in mio favore, sono sicuro che mi sarebbe d'aiuto.

Ma certamente. Vedro' quello che posso fare.

- Non so come ringraziarla. - Ma di che? Si figuri.

Grazie! Grazie! Grazie!

- Che cosa ti ha detto? - Oh, niente.

Mi ha solo offerto dei soldi in cambio del mio silenzio.

Grazie.

Hai portato il "guanto"?

Senza "guanto" costa di piu'.

Sono vegetariano, signorina Zubova.

Non voglio fare niente, voglio solo parlare.

Come mai conosci il mio nome?

Che cosa sei? Uno sbirro o un frocio?

Tutt'e due, signorina.

No, non sei uno sbirro, sei troppo educato.

- Non sembri neanche una "checca". - Te lo assicuro.

Come hai fatto a denunciarlo? Non conoscevi il suo nome.

L'ho incontrato davanti alla stazione.

Poi non ricordo piu' nulla, e' come se fossi svenuta.

Secondo me, deve avermi ipnotizzata.

Mi sono ritrovata qui, legata al letto, ...

e lui era in piedi davanti a me con un rasoio in mano.

Ho gridato, i vicini hanno sentito e lui e' scappato.

Tu ci credi che mi ha ipnotizzata?

Che cosa farai, quando lei se ne andra'?

- E' ancora una bambina. - Pero' crescera'.

Se ne andra' di casa, si sposera', avra' dei figli. Che farai allora?

Cerchero' di consolarmi con te.

Ehi, lo champagne e' arrivato! E' eccellente! - Allora...

Non puoi bere, amore.

Propongo un brindisi! Ai nostri figli!

Voglia Iddio, se esiste, vegliare su di loro...

e proteggere le loro giovani e fragili vite.

Salve, dottor Richter.

Che ci fa qui? - La sto cercando da parecchi giorni.

Non c'e' ancora nessuna novita' e non credo che ce ne saranno.

- Forse cerca nei posti sbagliati. - I posti giusti non esistono.

- Non credo che lo troveremo. - Perche' no?

Perche' non sono sicuro che sia un solo uomo.

- E' l'unica certezza che abbiamo. - E' una certezza infondata.

Cosa glielo fa credere?

Troppe vittime, troppi omicidi. Per me sono piu' di uno gli assassini.

Abbiamo sempre parlato di un uomo solo.

L'ha descritto come un individuo eccezionale.

Se ben ricorda, dissi che eravamo sull'orlo di una epidemia.

Ormai c'e' ben poco da fare, puo' essere chiunque. - Ha ragione.

Puo' essere chiunque, perfino un vecchio malato e perverso...

che va al cinema a farsi le seghe guardando i ragazzini.

Ciao.

Che cosa ti e' successo?

Andrej!

Andrej...

Andrej!

Andrej, finalmente!

Ti sto cercando da tutta la vita!

Io so quanta paura c'e' dentro di te, perche'...

perche' io sono tuo padre, Andrej!

Vieni! Coraggio!

Vieni tra le braccia di tuo padre!

Vieni, figlio mio. Lo so quanto ti sono mancato.

Ma sono tornato, adesso. Vieni qui, ti prego!

Vieni...

Tuo padre...

Tuo padre e' fiero di te, sai?

E' da tanto tempo che non ci parliamo. Lo so, e' colpa mia.

So quanto ti sono mancato. Si', so quanto hai sofferto.

Ma adesso sono tornato. Ti prometto che non ti lascero' mai piu'.

Mai piu', Andrej.

Ah!

Scusa... scusa...

Mi dispiace... ho visto...

una bambina morire davanti ai miei occhi.

E' morta. Non e' stata colpa mia.

Non e' stata colpa mia.

E' morta. Non e' stata colpa mia.

E' proprio il dottore.

Ha trovato in poche settimane l'assassino che cerchiamo da anni.

Mariam...

No... No!

Mariam! Oh, mio Dio...

Stai bene? - Sei pazzo? Perche' urli in quel modo?

Non vedi il sangue? - Perde sangue dal naso, sai che ne soffre.

- Bisogna portarla dal dottore. - L'ho gia' portata.

Che cos'hai? Non ti avevo mai visto cosi'.

Non riesco a crederci: sei tu che dai la caccia a quel mostro.

Che ne sai?

Ne parlano tutti dell'assassino che prende i bambini e li mangia.

Non e' piu' come una volta, la gente non si lascia tenere all'oscuro.

E' per questo che sto facendo di tutto perche' la gente sappia.

Lo dici a tutti tranne che a tua moglie? - Te lo sto dicendo ora!

Non dovrei. Lo faccio solo per tranquillizzarti.

Hai idea del rischio al quale ci stai esponendo? - Quale rischio?

Credi che sappia che gli stai dando la caccia? - Che domanda e'?

Non lo conosco, non so chi sia.

Non hai mai pensato che lui potrebbe conoscere te? - No, mai!

Non ci credo! Se fosse cosi', perche' ti saresti messo a gridare?

Me ne sono reso conto solo quando ho visto il sangue di Mariam.

E' vero, credimi.

Ti credo, certo. Io ti credo sempre, lo sai.

Che succede? Rulana, dove andate?

- Che succede? - Ho capito adesso.

Cos'hai capito? Perche' te ne vai?

- Io ho bisogno di te. - E' per questo che vado via.

Vai via perche' io ho bisogno di te? - No...

Vado via perche' tu devi arrestare quell'uomo.

Devi farlo. E so che lo farai, amore.

Ecco a lei, signorina.

Ehi...

No! Che cosa vuoi? Lasciami stare.

Non voglio soldi. Lo so che ti piaccio. Sei solo un po' nervoso.

Vattene via, ti prego... Vattene, per favore...

Calmati, ti faro' stare molto bene, vedrai.

Fermo dove sei! Documenti!

Quanti uomini di guardia ci sono alla caserma? - Venti.

- Fanno quattro turni di sei ore. - Quindi in tutto sono 80. - Si'.

Ritiene possibile che nessuno abbia visto o sentito niente?

Mi sembra alquanto improbabile.

- Posso interrogare i suoi uomini? - Non ho nulla in contrario.

Ho trovato questo. - Di che giorno e'? - Del primo maggio.

- A quando risale la morte? - Tre giorni, forse quattro.

Quanto le occorre per saperlo?

Tre giorni, forse quattro.

Si sta divertendo? - Mi perdoni. E' solo che non ce la faccio piu'.

Voglio i risultati dell'autopsia entro le 8:00 di domani mattina.

Attenti!

Il primo maggio una donna e' stata assassinata qui,...

nel vostro territorio!

Pertanto considero tutti voi ugualmente responsabili.

Vi evitero' un processo a condizione che ricordiate...

se quel giorno avete visto qualcosa di sospetto.

Soldato Romanenko Andrej Alexandrovic. - Ti ascolto.

Credo di aver visto un uomo che usciva dalla striscia di bosco 37.

Erano circa le 19:00 del primo maggio.

Credo anche che potrei averlo fermato.

Che significa?! - Mi correggo, so di averlo fermato.

Perche' hai detto: "Credo di averlo fermato"? - Perche'?

Non lo so... Non ricordo piu' niente.

Pero' l'ho scritto nel taccuino!

"Primo maggio 1990, ore 19:07."

"Un uomo con il viso sporco di sangue..."

- E' questo il nome dell'uomo? - Credo di si'.

Pero' non ricordi di averlo visto.

Congratulazioni, Vadim Timurovic, sapevo che ce l'avrebbe fatta.

- Direi di arrestarlo domattina. - No, conviene aspettare. - Cosa?

Voglio prenderlo "con il topo in bocca". - Vuole un altro omicidio?

36 o 37 non fa molta differenza.

Non possiamo rischiare di perdere, per la fretta di vincere.

Non possiamo giocare con la vita della gente.

Se lei lo arresta, cos'ha in mano?

Un appunto di un soldato che non ricorda di averlo visto.

Stiamo raccogliendo altre prove.

Gli spostamenti di Evilenko...

coincidono con gli omicidi commessi lontano da Kiev.

Si tratta solo di coincidenze, supposizioni. Troppo poco.

Credo di poter ottenere una confessione.

- Perche' dovrebbe confessare? - Perche' e' un essere malato.

- Che malattia avrebbe? - Una malattia mentale.

Solo un essere malato uccide senza movente.

Sa dare un nome a questa malattia? - Schizofrenia.

Non sapevo che avesse studiato anche psichiatria.

Lasciamo la diagnosi a un vero medico, d'accordo?

Nel frattempo, faccia come dico io.

Sicuri che e' in casa? - Non ci siamo mossi nemmeno per pisciare.

Voi due, portatelo direttamente all'acquario.

L'ordine non era di aspettare?

Sono io che comando qui, e gli ordini li do io.

Chi ha avuto questa idea?!

Solo per ammorbidirlo un po', ho pensato che...

Hai pensato?! Falli subito uscire!

Procuratemi un camice bianco.

Evilenko? Sono il compagno Lesiev, sono un medico.

Come ti senti?

Bene... - Non la passeranno liscia, non ti preoccupare.

Sei preoccupato? - Certo che lo sono. Guarda come ti hanno ridotto.

Non hai nessun motivo di preoccuparti, compagno.

Non mi hanno fatto niente quelli. Nessuno puo' fare piu' niente a me.

Io sono gia' morto.

Senti, Andrej, tu ancora non sei morto.

Pero' sei in pericolo, ti vogliono tutti morto per cio' che hai fatto.

Io ti posso aiutare, perche' so che sei malato.

Se vuoi aiutare te stesso, mi devi raccontare tutto.

Cominciamo dall'inizio.

Sono nato a Ekaterinburg il 20 ottobre 1940.

Il sole era nero, quella mattina. Il cielo era buio e faceva freddo.

Mi hanno abbandonato.

- E lui mi ha salvato. - Chi ti ha salvato?

- Non era un uomo. - Che cos'era?

Un leone.

Io ero dentro la sua bocca, ma non avevo paura.

Il leone mi ha portato nel bosco e mi ha lasciato li'.

Ma, prima di andarsene, mi ha detto che dovevo scegliere.

E io ho scelto di vivere la mia vita da comunista!

Chi era il leone? Stalin?

Niente nomi, compagno. Niente nomi.

Il leone e' morto, l'hanno ucciso.

- Chi l'ha ucciso? - I codardi. - Quali codardi?

I codardi... non sanno che il leone e' dentro di me adesso.

Loro non possono piu' ucciderlo.

Dillo al signor Gorbaciov, quando lo vedi.

Gorbaciov cosa c'entra?

Basta cosi', non dico altro. Non posso spiegarti tutto.

Se fossi un vero comunista, potresti arrivarci anche da solo.

Spogliati, voglio vedere cosa ti hanno fatto.

Ti hanno conciato piuttosto male.

Per fortuna, pero', non c'e' niente di rotto.

- Tu non sei un medico. - Perche' dici questo?

Lo vedo da come mi guardi. Mi guardi come una donna.

Perche'? Perche' te lo guardo?

Ehi, io sto parlando di lui!

Purtroppo lui non ti sente.

Dimenticavo, tu sei impotente. E' questo il tuo problema, vero?

Non e' il mio problema, compagno. Questo e' il mio privilegio.

- Ma tu che ne puoi sapere? - Sapere cosa?

No... non fare domande stupide.

Se te lo dico e'... finita.

Devi dirmelo. Se te lo tieni dentro ancora, scoppierai.

D'accordo, compagno, te lo diro' io. Tu non sei veramente impotente.

Quando avvisti un ragazzino in strada, non lo sei.

Che cosa succede in quel momento, Andrej? Che cosa fai?

Lo guardi fisso. E' questo che fai?

Lo guardi fisso, ...

cosi' come stai guardando me adesso.

Dove mi stai portando?

Come ti chiami?

Vadim Timurovic.

Come mai a quest'ora non sei ancora a casa, Vadim Timurovic?

Perche'...

Mio padre e mia madre sono morti.

Oh, mi dispiace.

Su, non piangere. Saro' io a occuparmi di te adesso.

Pero' devi fare tutto quello che ti dico.

Spogliati adesso.

Ma che diavolo sta facendo? E' impazzito?!

C'e' un limite a tutto!

Nessuno puo' entrare!

Avvicinati, Vadim Timurovic.

Dove mi stai portando? - Non importa, vieni.

Ora ti faro' scoprire qualcosa...

che tu non hai mai neppure immaginato che potesse esistere.

Dammi la mano, coraggio.

Bravo.

- Lo senti? - Si'...

- Ti piace, eh? - Si'...

Ora...

Oh... Lo senti...? Lo senti...?

Oh, si'...

Si sta ingrossando! Lo senti? Rispondi!

Succede questo quando affondi i denti nella carne di un bambino!

Succede questo quando hai la bocca piena di sangue!

Il sangue ti eccita! Il sangue te lo riempie! Guardalo!

TU MI Fal SCHIFO!

Mi dirai tutto, Andrej?

Si'... si'...

E' nella mia scrivania in ufficio. Ma tu non lo puoi leggere.

Devi portarmelo qui. Sono l'unico che lo puo' leggere.

Ma bravo, Lesiev. Veramente bravo.

E cosi' ha fatto di testa sua e l'ha arrestato.

- Sara' stato difficile catturarlo. - Evilenko ha confessato.

Ah, si'? E dov'e' questa confessione?

- Che cos'e'? - Il suo diario.

Ha raccontato tutto con i disegni.

Tutto cio' che ha fatto alle sue vittime in ogni particolare e' li'.

Non c'e' dubbio, quell'uomo e' pazzo.

L'unico pazzo da queste parti e' lei, Lesiev.

Questo diario, come lo chiama lei, e' inutile. E' solo un fumetto.

Se non fosse cosi' cruento, potrei regalarlo a mio nipote.

La sua carriera finisce qui, Lesiev.

Se va via lei, ce ne andiamo tutti. Sto parlando a nome di tutti.

Grazie, ma vi prego, restate. Questa esperienza non va gettata.

Temo che verranno altri come lui, e qualcuno dovra' arrestarli.

Vadim Timurovic, presto! Deve venire di sotto!

Ha detto che vuole parlare solo con lei.

- Vuole parlare con lei. - Allora devo interrogarlo?

Lo ha chiesto lui! Dopotutto, siete entrambi comunisti, no?

- Non vedo il nesso. - E' semplice.

Ha combinato il guaio, ora sta a lei ripararlo.

Se non ottiene la sua confessione, in tribunale ci porto lei. Auguri.

Igor Mikailovic! Il diario!

Lo tengo io. - Ho promesso che gliel'avrei portato.

- Gliel'ha promesso! - Sara' piu' difficile senza quello.

Se non e' servito a me, potra' farne a meno anche lei.

Ne vuoi uno pulito, Andrej?

Perche'? Qui dentro ci sono io.

Sei li' dentro?

Adesso non ci sono piu'.

Non sono riuscito a portarti il diario.

Lo sapevo. - Immagino che ora farai piu' fatica a ricordare.

Se guardi dentro il mio cervello, vedrai il cielo.

Mi permetterai di entrare nel tuo cervello?

Per evitare che tu ci possa entrare, dovrei prima farti uscire.

Quello e' un elenco con i nomi, i luoghi e le date.

Avrei piacere che gli dessi un'occhiata.

Ci sono 36 nomi. Non abbiamo dimenticato nessuno, vero?

- Cosa c'e'? - Devi prendere carta e penna.

- C'e' il registratore. - No. E' meglio che te lo scrivi.

15 maggio 1984.

Larissa, eta' 11 anni. Striscia di bosco 134, distretto di Kiev.

29 agosto 1984.

Viera, eta' 18 anni, striscia di bosco 21, Pavlosk.

15 ottobre 1984.

Tamara, eta' 21 anni, striscia di bosco 11, Rostov.

4 novembre 1984.

Oleg, eta' 7 anni, striscia di bosco 19, Riga.

24 dicembre 1984.

Lev, eta' 11 anni, striscia di bosco 22, distretto di Leningrado.

4 aprile 1985... 21 giugno 1985... eta' 9 anni...

Tamara, striscia di bosco 14... Striscia di bosco 29...

18 aprile 1985.

Maria, eta' 12 anni, striscia di bosco 40, Leningrado.

11 giugno 1985.

Ana, eta' 13 anni, striscia di bosco 18, Riga.

19 novembre, Mark, eta' 13 anni, striscia di bosco 24, Leningrado.

12 febbraio 1986.

Rosa, eta' 12 anni, striscia di bosco 36, Shakhty.

- Ma quanti sono? - Sono 55.

Abbiamo fatto un buon lavoro, non e' vero, compagni?

Lei e' Andrej Romanovic Evilenko?

E' questo il suo nome: Andrej Romanovic Evilenko?

Si'.

Evilenko, noto come "mostro della striscia di bosco", ...

e' stato giustiziato stamattina per aver ucciso 55 donne e bambini.

L'assassino, condannato un anno fa, e' stato dichiarato morto alle 7:20.

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