All language subtitles for The life in Italian part2

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Original subtitles

Il signor organista è maestro di capella Mozart.

Monsignor?

Signor maestro di capella.

Come stai?

E tu devo felicitarmi Monsignor per le vostre altre funzioni.

Mi sono per fare qualcosa.

In un certo senso adesso segno capo e superiore.

Devo prenderla come una recriminazione.

Si ma giustificata vuoi venire a vedere la camera che si

sono degnati di assegnarmi per il mio soggiorno a via.

E nello stesso palazzo in cui alloggia sua grandezza.

Sotto il tetto, uno scabuzino.

In cui entrama la pena e letto.

Come vuoi che faccia lavorarci?

E bene, fai come me.

Non lavorare.

E poi un'altra cosa.

Non voglio più mangiare alla tavola dei domestici.

Non voglio più.

E quanto all'obbligo della livrea.

L'obbligo della livrea e previstono il contatto.

Si usa in tutte le cortite deschie, anche i grandi Josef Hayden.

Ah, io non sono Hayden.

Ah, finalmente una cosa giusta.

Quanto ai pasti poi benissimo prenderli fuori?

In ogni caso, è previsto un rinborso.

Si, di 30 croizier e vero, sì.

Come per tutti quelli della capella?

Dove mangi con 30 croizieri in una bettola.

Sei che farò?

Il tuo inderizzo lo consiglierò ai miei buoni dei chiamici.

La Contessa Tun, oppure il Conte Kebensi.

Lo sappiamo, signor maestro di capella che avete delle conoscenze.

Al vostro posto non ne parlerai troppo.

Ora tocca a me e ricordarvi qualche vostro dovere.

Uno, la livrea.

Due, la proivizione di esibirvi per vostro conto.

Ma soltanto ieri avete partecipata ad una cademia in città.

E aggiungo anche l'articolo 3 che è forse il più importante.

La proivizione di burlarsi dell 'arcivescovo e di chiamarlo Grammoufti.

Come fate voi nei momenti di allegrile?

Si ragionevole da Miretta.

L'arcivesco vuoi già abbastanza infuriato con te.

Hai una buona occasione di rabbonirlo questa sera.

Ah, sì?

Perché?

Che c'è questa sera di tanto speciale?

Sua grandezza da una serata musicale del

Principe Gallizi in l'ambasciatore di Russia.

In programma varie musice tra le quali alcune di un certo Mozart.

Ah!

Bene, allora potete contare su di me, un signore.

Il contetone, la signora, contessa.

Sua grandezza, serenissima, non signore il Principe Arcivescovo di Salisburgo.

La parte della viola.

Avete visto la parte della viola per la selenata?

L'avremo posatela.

Il vecchio è arrivato.

Adesso toccano io.

Hai visto quanta bella gente, ero millini.

Bro, c'è un bel dino, mi è sempre hyena.

Potevano fare lo sforzo di mettere qualche camdela in più.

Signore Johan!

Siete pronti?

Certamente, signor Conte, solo che il nostro maestro di cappella non c'è.

Molto certo non è arrivato.

No, signor Conte, non ancora.

Vedete, c'è l'enza.

Io penso che il nuovo Governo di sua graziosa maestaggio seppe secondo.

Non posso che rinforzare i nostri legami con la Russia.

Il Ken sono sicuro e una granzia di tranquillità per l'Europa.

L'accordo degli principi dell'impero con la politica di pace della nostra

imperatrice non può che giovare all 'Europa.

A proposito, caro Zomenfels.

E se vostra altezza mi permettevo rei presentarvi il signor Foszomenfels,

consigliere di sua maistà, cui l 'imperatore

affidato la riforma del diritto giudiziario.

Signore?

Vostra altezza.

Ommassone mi hanno detto.

Così dico, no?

Se vostra altezza mi permettevo.

Si, con te.

Ho appena ricevuto da Mona con una lettera entusiasta.

Da mia cucina RAIF e se in cui mi descrive il triomfo dell'Idomenio.

Vostra altezza ha avuto la mano felice nella scelta di

un maestro di capella del valore di questo signor Mozart.

C'è vero.

Lo sentito ieri dai mesmer.

Mozart avviene che fortuna per la musica.

Vostra altezza, domani noi abbiamo il concerta nuale

per le vedove gli orfani dei musicisti di Vienna.

Il signor Mozart ci ha promesso di sonare al nostro

concerto, con il permesso di Vostra altezza, beniteso.

Domani, purtroppo, è impossibile.

O, per favore di te se vuostra altezza, il giovane genno

di Vostra, da deve un tale splendore al nostro concerto.

E signor Mozart deve occuparsi prima del suo servizio.

Si tratta di un'opera di benessice.

Bene, vederemo, Arco?

Questo, questo.

Ma Mozart non c'è signore.

Intanto prendete posto, vedrete che riguarda.

Certo che non gli manca la faccia tra l 'ostra.

Ah, carissimo, vuol dire che si vibrego di perdonarmi.

Ma c'è un essito.

No, più tardi.

Con il nostro permesso, signore.

Vostra, galle.

Si è arrivato, finalmente.

Coraggio, dunque.

Prezontuoso.

Signori, buonasera.

Cominciamo con la sera nata.

Sei contento di questo risultato.

Perfetto.

Sua grandezza sernissima ti ordina di lasciare viena dopo Domani, dopo il

concerto di beneficienza che gli è stato estorto.

Sì.

Siete uno svergoniato?

Forfante, mascalzone.

Come vi siete per messo?

Come avete osato?

Insolente.

Vi avevo ordinato di partire.

Giove discorso.

Non c'era più posto sulla diligenza.

Siete anche bu giardo.

Voi mentite.

Devo ritenere che...

vostra grandezza non è troppo soddisfatta dei mie servici.

I vostri servici.

Osate parlare dei vostri servici.

Non sono mai stato servito così male.

E io non ho mai fatto tanta fatica a servire.

Che cosa avete detto?

Sparite, andate vene.

Non voglio più avere niente a che fare con voi.

Neppure io con vostra grandezza.

Monsignore, domani avrò l'onure di inviarvi le mie dimensioni.

Comprate mie fiori signore, non sono pareti.

Che avete?

Ehi tu!

Lo fatto.

Cosa?

E gli prende.

Che succede?

Lo fatto.

Lo fatto?

Ma che cosa avete fatto?

Io lo fatto.

Lo fatto.

Ehi, non state bene, signore.

Tremate, che cosa vi succede?

Sì, lo fatto.

Lo fatto.

State male per casi, signore.

Fatto.

Lo fatto.

Lo fatto.

Lo fatto.

Lo fatto.

Mi l'ho metto, lo fatto.

Mi l 'ho metto meglio che viene in diata a lei.

Lo fatto.

E signore organista.

Che vi prende?

Mi prende che ho mandato una lettera di dimensioni ingerizzata qui.

Mi prende che aspetto da più di 8 giorni la risposta.

Per la buona ragione che la lettera l'ho tenuta per me.

Cosa?

Che?

Ma con quale?

Il diritto della amicizia Mozart.

Voi fate una stupidaggine.

E un amico e anche chi vi impedisce di fare delle sciocchezza.

Ma prendete voi.

Se ti ho scato senza dubbi ho c'è cato da qualche complemento.

Da qualche donna di mondo sempre pronta a sdelinquirsi per il primo che capita.

Non manici sdelinquiranno per un altro e vi avranno completamente dimenticato.

Credetemi.

Niente vale quanto un impegno stabile.

Solido.

Magari modesto.

Ma sicuro.

Voi parlate come mio padre.

Infatti dite bene.

Vostro padre effettivamente mi è scritto.

Mi ha supplicato di ottenere il perdono di sua grandezza.

Che cosa ti te?

Siete tutti colizzati contro di me e tutti.

Voi, mio padre, l'arcivescovo.

Siete tutti colizzati contro di me.

Parco.

Adesso finalmente vi riconosco.

Voi siete come loro.

Avete la stessa faccia.

Quella del potere.

Quella dell'opressione.

dell'odio per la libertà.

E quella della paura.

Mozart non perdete la te.

Ah, potete anche dire a mio padre.

Siamo farò inoltre la vostra lettera.

Domani.

E perché domani?

Perché oggi voi non ragionate.

Vi lascio ancora 24 ore.

Ma io non so che farne nelle vostre vedi soltanto.

Mozart anch'io, pure sendo un conte, ricevo affronti e soprusi.

Signor Conte.

Voi forse avete delle ragioni.

Per lasciarvi umiliare.

Io no.

Mozart.

Non vi permetto.

Voi siete nato per incinarvi.

Per vedere agli oggi.

Vabbè io no.

Sì io no.

Un villanzone.

Sì sì.

Buongiorno, c'è il Mozart che bella sorpresa.

Vi aspettavamo solo domani.

C'è vero, snora beber, mai come qua.

Ah, entrate.

Sofia.

Constanza.

Io sefa.

E arrivati il Signor Mozart.

Ma state tranquillo.

È la vostra camera è pronta.

Potrete dormirci da stasera.

Sofia.

Signorina Constanza.

Sì.

Buongiorno.

Ah, io sefa.

Siete qui a chi vuoi?

Come stai?

Bene, grazie.

Snora beber.

Fatemi un favore.

Chiamatemi Wolfgang.

Una pitta camera con sui inquilino, ma non sta bene.

Ah, ecco il mio bagagliano.

Non dimenticate, Wolfgang.

La camera è quella in fondo al corridoio di fronte.

Sì, signori.

Su.

Constanza, vai a deprire la porta.

Sì.

Quanto sarebbe stato felice, mi ho marito.

Mi voleva tanto bene.

Allora, questa è il civiscovo.

Finito.

Una volta per tutti, signoria beber.

Sono libero.

La mia vita ricomincia oggi.

Qui sarete come casa vostra in famiglia.

Wolfgang.

Che peccato che all'Uizia non abiti più qui.

Si è inturne con l'angue suo marito.

Sì.

Ah, uno dei miei pensionanti.

Permettete a Sternheim.

Consigliere e referendario alla corta dei conti.

Permettiti?

Mozart.

Compositore.

Per conto proprio.

Ah,

il signor torpat.

Revisore dei conti presto i teatri imperiali.

Un buon amico.

E dalla morte di mio marito tutore delle mie cari figliole.

Costanza, vuoi accompagnarlo noi.

Il signor Mozart nella sua camera.

Ah,

ma bisogneri per ammendarle questi.

Siete voi che di occupata del cucito qui?

Ah, per forza.

La mamma ha potuto casare all'Uizia perché aveva una bella voce.

Io non canto bene, poi non sono cari.

Sì, mi permettete.

Non sono affatto di questo parere.

Dite davvero.

Costanza, vuoi charge?

A tavola.

Viniamo, mamma.

Ah, questa alcestima in canta mi manda in estasi.

È un capolavoro.

Ma la sale è mezzo e vuota?

Ah sì, non l'ho notato.

Mi ho chiaro conte.

Salieri sostiene che voi non riempite il teatro.

Beh, che cosa volete?

È una ripresa, anche se è di gluc.

Io penso.

Che è una parte del pubblica?

Vi ha preferito andare ad ascoltare molte.

Già, ma quale pubblico?

Quelle pubblico si trova in quei concerti popolari?

All'aria aperta.

Perché non nelle cucine?

L'opera è musica per un'elitto.

Per una classe.

È necessaria un'educazione.

Ho ritorizzato.

L'imperatore è troppo buono.

Ti lascia influenzare da tutti questi massoni.

Questi zone per se questi fomborno.

Senza di loro molte certe non sarebbe nulla.

Vi trovo molto severo.

Molte a te, bravissima.

Andiamo a staglieri.

Temete che riposta a superare.

Mozart è un buon pianista a tutto qui.

Un pianista che ha il torto di credersi un compositor.

Insomma, ma saglieri voi che siete un grande musicista.

Vi perrebbe mai in mente di comporre un 'opera su un libretto scritto in tedesco.

Come vol fare Mozart?

Insomma, non ha senso.

L'opera può essere cantata solo in italiano.

Con il suo ratto dal serralio il vostro Mozart.

E' perdonata in me l'espressione.

Il vostro Mozart ci sbatterà il grugno.

Mi meraviglio rosemberghi che voi sosteniate in questa impresa.

Ah, io sono solo l'intendente dei teatri di sua, ma sta e lui che decide.

Oh, ecco l'autore del libretto.

Allora, amico mio come va il vostro ratto dal serralio.

Una ventura turca cantata in tedesco.

Non ho mai sentito niente di più strambo.

Visto che non la si può far cantare in turco.

Non vedo perché sarebbe così strambo farlo in

tedesco, perché il tedesco è una lingua che non canta.

Io trovo che è un'idea folle.

Scusatemi.

Almeno è un'idea nuova, no?

Rosemberghi?

Se dopo secoli è ancora nuova vuol dire che non è buona.

Permettete, prego.

È un'idea patriotica, signori.

Un'idea progressista.

L'avete sentito?

Si è tradito.

I concerti popolari, l'operà in tedesco, fa tutto parte di uno stesso disegno.

Ingraziarsi il popolo, il popolo contro di noi.

Te vorresti dirmi che non c'è la massoneria dietro?

Oh, io non dico niente.

Perchieri di così?

Perché quando sono felice, io rido sempre.

E tu, non sei felice.

Si, sono felice.

Dimelo un po' meglio.

Io sono felice.

Sono felice.

Adesso ne mandare.

Dove?

Devo vedere una persona o un appuntamento.

Il lavoro mi sommerge letteralmente.

In certi momento l'impressione che mi scoppi la testa.

Non puoi restare.

Ancora un poco.

No, solo un minutino.

Ci prego.

Volto.

Sei io credo che...

Credo che... no, non credo.

Io lo so.

Io lo so che piamo.

Costanzano non dire questo.

Non siete che scherzare su questa cosa.

E perché?

È vero.

Sì, ma non è una buona ragione.

E che cosa si deve dire, allora?

Perché si parla sempre a te.

E poi scusa, vuoi spiegarmi che ti preso da

andare via di casa per venire a vivere qui, eh?

Ma perché?

Perché non andavo più d'accordo con il madre.

Ma è vero.

E quando la Baronessa fa un vastette, mi ha proposto di venire a stare qui?

Io.

E meglio per vedere ci do.

Sì, ma non è prudente.

Non è fatto prudente.

Ma non ti sei andato anche tu.

Sì, ma... ma per me è differente.

Non potevo più lavorare a casa tua.

No.

E perché ti hai scritto tu, padre?

Noti, sbagli, mio padre non c'entra nulla.

Assolutamente.

Ma... ma che cosa contribue per quello l 'ha?

Giacone a Luizia, storceve il naso, eh?

Costanza.

Costanza.

C'è Sofia, la vostra sorellina.

Presto torno subito a casa o il Signor Torvartiamo alla Polizia.

Cosa?

La Polizia.

La Polizia, casa mia.

Vesti, gli sbrigatemi.

andate a calmarli, non voglio storie con la Polizia.

Devo andare anch'io.

Ma certo, vi rendete conto la Polizia in casa mia, che scandalo.

No, giovano a totocame, parlare per primo.

Siete stato a conto qui come un figlio.

La Signora Weber, legge all'ante, Signora Weber.

Vi ha trattato come se poste un figlio suo.

E voi ne avete approfittato per corrompere, per sedorre sua figlia.

La carne della sua carne, un fiore di innocenza, una minovenne.

Potremmo adire le vie legali.

Viderabile, non soltanto ne avete disonorata, ma la avete comprometta da pertutto.

In teatro al Prater.

Signora Weber, le passeggiate al Prater, siete voi che la avete suggerite.

Ma per prendere area, non per prendervi mia figlia.

La mia costanza, la mia paura piccola.

Vedete?

Non avete esitato a portare la merconia e la

disperazione inseno a questa famiglia cristiana.

Considerate il danno che avete causato.

Questo mi dà il diritto di domandarvi quali sono le vostre intenzioni.

Quali sono le mie intenzioni, Smyr Torbart?

Beh, le mie intenzioni io ho per la Signora in accostanza la più grande stima.

C'erano forse altri mezzi per dimostrarvi la...

E anche il più grande effetto, credete.

Eh, che sono nel pieno delle prove in questo momento.

Il rato dal Serralio deve andare a scena giorni.

Il lavoro non mi lascene anche un minuto per me stesso, davvero.

Un giardo!

Non vi ha impedito di portare mia figlia da quella rubana.

Mi ha cara, amica, lasciate trattare a me questa facenda.

La vostra indulgenza potrebbe portarvi con strada.

Il Signor Mozart ci ha parlato dei suoi obblighi professionali.

Io li rispetto, io li rispetto, Signore.

Ma voi ci avete anche dichiarato di avere per costanza molta stima e affetto!

Questi Signore sono discorsi che impegnano.

Se siete uomo donore, e io lo credo, anzi direi che ne sono sicuro,

spero che non vi rifiuterete di metterni per iscritto.

Ecco, firmate semplicemente questo.

Con la presente, io mi impegno a sposare la Signorina

costanza Weber entra un periodo di tre anni.

Sì, mamma.

Volete prevedere un'alternativa?

Con la morta nell'anima, mamma l'incuore, ma la citiamo.

Scrivete.

Se dovessi cambiare opinione, la vedova Signora Weber

riceverà da parte mia una pensione di 300 fiorini l'anno.

Trece?

Avete disolorato la ragazza?

Dovete riparare?

Io vado.

La mamma ti ha raccomandato di non muoversi.

Che cosa state completando?

Ma io non ho bisogno di contrati per fidarmi del Signor Mozart.

Se vuole sposarmi, voglio che lo faccio liberamente.

E il Signor Mozart?

E il Signora è uscito.

E la Signora?

La Signora dorme ancora.

Ti avevo detto di advertire.

Non si piumba così in casa d'altre.

Non siamo a casa d'altre.

Siamo da mia sorella.

Ma damme la sorella.

Ma damme, c'è vostra sorella.

Con suomarito.

Voi siete suomarito, vero?

Che?

Allo isia.

Allo isia.

Allo isia.

Allo isia.

Ma sei ancora più bella.

Vieni tesoro.

Vieni fatti vedere.

Fatti vedere.

Ma questa è tua letta.

Mi odio.

Questa è tua letta.

Lo isia.

Josef.

Josef, che piacere.

Vedervi?

Ma su entra.

Entrate.

Mi prego.

Accomodate.

Su bien.

Beh, come vedete, siamo sistemati bene, no?

Il barone vettra ha insistito per prestarci questo appartamento.

Ammiratamente Wolfgang.

Vieni a vedere, vieni a vedere.

Vieni?

Vieni a vedere la nostra camera.

Visto.

Escuserai il disordine, ma ero ancora a letta.

A le onde?

E sì, che vuoi?

Nel mio stato.

Il medico mi ha raccomandato.

Sono in cinta.

No.

Sì.

Diggia.

Non hai perso, te?

Beh.

E' per questo che avete dovuto affretare in matrimonio.

Ma niente ha fatto.

Che cosa vai dicendo?

Oh, non vio neanche invitate a sedere io.

Aspetate.

Sedevete.

L'islo.

L'islo.

L'islo.

Sgonberà quelle sedie.

Il signore non vuole che sito che non le sue carte.

Bene, me la sbrigerò io con lui.

Vai a prenderci del cattà e vi ducci.

Sì, dolci.

Sono finiti il signore e le ammangiati tutti.

Beh.

Corridate a passicere.

No.

Soretta, svelta.

La passicere, presto.

Wolfgang è guloso.

Va a versarti.

Perché?

Paura per tuo marito.

Shock.

Sei sempre la solita shock.

È un po' forte.

Dimi di questa tournera.

Conta mi tutto.

Non c'è anche da raccontare.

È andato a tutto benissimo.

Allo isia ho tenuto un vero e proprio a tronfo.

No, sapete.

Sapete che tutta vienna se lo contende.

Ora è il mio Wolfgang.

Spesso a quattro a cinque concerti la settimana.

E aglievi.

Aglievi quantime vuole.

Ecco, in questo momento, stavando una lezione.

Solo che non puoi accetarli tutte.

Perché le lezioni rendono, è vero, rendono molto.

Ma... e l'impediscono di lavorare.

Non vi ho parlato del rato dal serralio.

C'è stato un complotto.

Wolfgang dice che c'è il sotto salieri.

Ma siamo alla diciotesima la presentazione.

E ancora si litigano i posti.

Te lo ricordi.

È il suo chiandoffiso.

Lo opera in tevesco.

Ma ecco, c'è riuscito.

Non mi farai troppo il lusione se fosse in lui.

Salieri ha sempre tutto in mano e vuole opera italiane e nient'altro.

Sei sicura.

Mi ha appena firmato uno stupendo contatto per una nuova opera in italiano.

In che rapporte siete con Sally Sburgo?

Con Sally Sburgo?

Ah, è vattuto benissimo.

A pena Wolfgang avrà tempo ci faremo una scappatina.

Lo sei che l'autorizzazione del padre è arrivata.

Sì, ma il giorno dopo il matrimonio.

È interessante.

Attenzione.

Wolfgang?

Sì.

In dove la chi c'è?

Che?

Non dove ne rai mai.

Ma chi?

Beh, che esperienza da bruciarvi.

Mi ho marito.

Ah, buongiorno.

Buongiorno.

Costanza.

Costanza.

E la nostra passeggiata.

La nostra passeggiata.

E' un quarto d'ora che sono.

No, mi sono rumenticata.

Mi ho avuto delle visite.

Un'ostra mico, Gottfried e Poyacven.

Un alievo di Wolfgang.

Mi sono... Sì, non sono marito.

E bene, no per 5 minuti.

E finisco di vestire.

Sono uvienico, me lo visi a vieni.

Oh, scusatemi.

Benissimo.

Ecco a voi.

Grazie.

E grazie.

Allora non dimenticate.

Domani alle tre come al solito.

Allora, la vecchia ha intrapolato anche voi.

Di che state parlando?

Della nostra comune suocera.

Cosa?

Oh, no, no, no.

Vi prego anche io per avere a Luisia.

Sono dovuto passare per la rendita vitalizia.

Ma sono dovuto arrivare a 700 fiorini.

E se non mi puoi rivelato, torvata.

Mi avrebbe estorto il doppio.

Da quello che so voi, ve la siete cavata più a buon mercato.

Che volete farci?

Le ragazze vebre sono fatte così.

Volete dire che a Luisia era al corrente di tutti i loro intrigi.

Ma naturale.

E anche costanza?

No.

No, neanche per sogno.

Costanza sarebbe assolutamente incapace.

Avresti dovuto vedere... Io ci sono passato prima di voi.

La sola cosa che mi dispiace.

È di non aver potuto assistere alla prova il giorno

prima con torvarta che dirigeva la messe in escena.

Aspetate il momento buono.

E poi entrate.

Volte, Ange.

Non hai visto il mio nastro.

Quello rosa, che mitone i capelli.

Non posso uscire se è il mio nastro.

Godfried.

Cercatelo per favore.

Deve essere da qualche parte.

Lisle.

Lisle.

Allora, mio caro Wolfgang.

Cosa?

Mi hanno scritorato all'opera interiale.

Lo sapevati.

Ah, sì, sì, lo so.

Però la prima di salieri sarà soltanto tra quattro mesi e sono tanti.

Io non posso aspettare così all'opro ma non posso aspettare il mio ristorno a piedi.

Ah, sì.

Che ne direste di un concerto?

Noi due.

Tra qualche giorno.

Potresti descrivere qualcosa per me?

Una ria.

Che vene pare dell'idea.

Ah, costanza.

Ecco lo il vostro nastro.

Pronto per venerti.

Sicuramente.

Mi restano solo da strumentare le ultime pagine.

Lo farò questa notte.

Le prenotazioni come va.

E' incredibile.

900 fiorini a tre giorni dal concerto.

Non si era mai visto.

Sapete quanto hanno fatto Fischer e Richter la settimana storse?

Appena 400.

E sono in due.

E guardate la liste.

Il principale Aurezberg, il principale obrovice, il principale di Liechtenstein,

gli esterasi al gran completo.

Datte qua.

Il principale Fona Aurezberg, Fona Aurezberg, Fona Aurezberg, il principale

di Liechtenstein, di Liechtenstein di Liechtenstein di Liechtenstein.

C 'è partino l'imperatore.

Quale meraviglia?

Fontratner, l'editore.

Signor Fontratner?

Honoratissimo.

Avervi, nella mia modesta Bottega.

Andiamo a questa modesta, non vi si addice a Artaria.

La vostra Bottega è una grande reputazione a Vienna.

Io e mia moglie siamo venuti a prenotare per il concerto di Mozzi.

Ma benissimo.

Descrivete.

E anche la contessa Blackstone Brozchi.

Signora Contessa.

Honoratissimo.

Descrivete.

Non credo che ci la farò ad aspettare il giorno del concerto.

Mi odio più forte di me, sono pazza per la musica.

Ah sì, una patita, come dite lo ve.

È per Mozzi.

Soprattutto Mozzi.

Perfavoro, ho trovato il mio posto in prima fila.

Voglio vedere le sue mani.

O quelle mani ho mi incanto a guardarle.

Sono semplicemente divine.

Sembra quasi che abbiano una loro vita.

Se la Signora Contessa mi permette, c'è qui proprio il Signor Mozzi.

Signora.

Oh, mio dio.

Mi odio lui in persona.

Oh, che emozione, Signora.

Mi sento quasi in pazio.

Finalmente.

Qui.

Una quanto tempo aspetto questo momento.

Io e mia moglie siamo molto atelici di conoscervi, Signora.

Aniamo molto alla vostra musica.

Contessa.

A giovedì, Signora.

Ma riuscirò a resistere fino a giovedì.

Oh, queste piccole mani.

Sono divine.

Sembra quasi che abbiano una loro vita.

No.

E quelli dicono di amare la musica.

Comunque pagano per venire.

E l'importante è questo.

Ma le avete sentiti.

E come?

Per loro Mozzi Arte è solo un virtuoso.

La sua musica non la capisco un'affatto.

Ecco quello che vi spetta per i due concerti della settimana scorsa.

State a sentire.

Ogni qual volta io compongo.

Faccio due parti distinto.

Con l'emminuscola la musica che possono capire tutti.

Tanto il cochiere che la contessa Blackstone Brozchi.

E perfino artaria.

Con l'emminuscola.

La musica per gli intenditori quella chiamate voi.

Quella chiamo io.

Se mi limitassi a quella con l 'emminuscola.

Mi vergognere di me stesso.

E smetterei di scrivere.

E solo con l'emminuscola, beh.

Credo che finerei col dormire sotto i punti.

Con l'emminuscola e l'emminuscola insieme.

Sì al successo e per di più la stima.

Sempre ha fatto di conservare le equilibrio o farle due.

Credo di riusci.

Non vorrei stavenire la casa mia domenica prossima.

Faremo musica tramici.

Ho qualcosa di veramente nuovo da mostrarvi.

Veramente nuovo.

Sì al successo.

Non la conoscevo.

Dove la avete trovata?

Sono sicuro che non è mai stata pubblicata.

Me la sono fatta copiare a Lipsia.

Le partiture di Bach sono tutte le.

È stupenda.

Come vedete?

Di nuovo non c'è che l'antico.

E ne avete delle altre.

Me le potete prestare.

Vorrei copiarle.

Avrei molto da imparare.

È meraviglioso questo andamento delle voce.

Il equilibrio che c'è.

È l'equilibri sta che parla.

No, no.

Bach, questo lo ha scritto per sé.

Solo per sé.

Sì.

Non aveva bisogno del pubblico lui.

Lui no.

Lui vi date.

Non lo so.

Ah, no.

Sì.

Mi ria.

Sì.

Sì.

Vedelo il futuro fatto.

D'accordo.

Avete ancora di lito a due domande.

Due.

E se fosse un'animale?

Un'animale.

Barone e un'animale?

Sarebbe un'agno.

Oh, sì.

Una fornica.

Con una lince.

Non riesco a che ploe.

E se fosse un mobile?

Mobile.

Un osportello.

Giusto.

Ho anche un palotoliare magari.

E il Signor Besslar.

Che bel ritratomo che ti ha fatto.

Un osportello.

Un palotoliare.

Ma no, che ci ho detto.

Un banchiere.

Bene, allora.

Sì, a te, coltrete.

Su esce.

La porta.

Ah.

Allora?

Chi?

Eh?

Chi gli facciamo scopere?

Me?

Me?

Allo isia ti prego.

Molto bene.

Goatfrid.

Goatfrid.

Puoi tornare?

Prego.

Allora.

Se fosse...

un fiore?

Una rosa.

Un'orchidea.

Ah, è una donna.

Ah, bravo.

E molto belle.

Fuoco, fuoco.

E se fosse un animale?

Un cigno.

Una gazzella.

Una colomba.

Una volte.

C'è chi ha detto una gazzella.

Una volte tutta bianca con le sue teliche invernale.

Siete voi, signora.

Sembra proprio di sì.

Attenzione tra poco e mezzanotte.

Ascoltate, ascoltate, silencio.

Si, sì.

Le che vanno, scoltiamo.

Buon anno a tutti.

Buon anno.

Buon anno.

Buon anno.

Buon anno.

Buon anno.

Buon anno, piccola mia.

Buon anno, vostra.

Buon anno, vostra.

Buon anno, Luisia.

Ma dove eri?

Ti ho cercato da per tutto.

Bevi troppo.

Nobile concesso.

Vi comunico che per questo beglione, il nostro grande e caro Mozart,

ha composto per noi 6 danze tedesche che io avrò l'onore di suonare.

Grazie, grazie.

Ma ballate.

Ma grazie.

Ho una richiesta da rivolgere il mio Mozart.

Ah sì?

Mi amoglie non avrebbe mai usato parlare bene la istesse.

Ma sarebbe veramente felice se voleste prenderla come il nostro aliever.

E credo che sia un eccelleppe pianista.

Permettete che vi raffisca il mio cognato, solo per un ballo.

Ma che cosa vi prende?

Siete diventata, matta.

Siete inア scuola.

Ma che cinque?

Come ve dobbiamo fare il solo di l'acqua, ma cosafishno di cosa vede paura?

Debo strutt'oddare.

E così non sa.

Grazie, nului.

Oppure di costanza o di mio marito, state tranquilloh.

E io se fa non riesce neanche?

All'osia!

Sguamitrina, lancia di prego.

Ma calmatep... Non di mischata neanche!

которая?

L'anghi!

Siete paghi?

Siete prestiamo con le viti due.

Voi correte troppo.

O in teatro bisogna calibrare gli effetti.

Il teatro?

Quala teatro?

Che siete voi?

Oh!

Mi presento.

Da ponte.

Lo renso da ponte.

Poeta.

Alla corte.

Libra e cista.

Alla corte.

Il canovaccio è buono e cellente scorrevole.

Nell'opera bufa tutto deve essere veloce, ma non troppo.

Bisogna che si insinui un po' di passione tra un'azione e l'alta.

O baci perduti, baci rubati, ma non ci sono mai stati, baci.

Niente, baci perduti, ne baci rubati.

Amanti, sorpresi, marito geloso, non ci sono amanti.

Ma l'intesi, solo apparenza.

La signora innocente.

Il pubblicolo sai, il marito non lo sai.

L'effetto è sicuro.

Ma soprattutto mai scrivere una scena senza avere previsto la seguente qui,

entra in gioco il talento del libretista, deve sapere tutto il libretista,

il suo compito, deve già prevedere nella scena che precede, quella che seguirà.

Io, per esempio, signor Mozart, so già che vostra moglie sta per svenire.

L'ho chiamare Tarajmond.

Dovete dargli il nome del padrino.

Dallo isi usa così.

Certo che il babbo poteva anche aspettare.

Aspettare cosa?

Che tu amoglie si degnasse di rincazare dalla sua passeggiata?

Sino a che ora avrebbe dovuto aspettare.

Anche Ieri è arrivata il ritardo.

Prende a servizio solamente le tre.

Aveva tutto il tempo, no?

E i suoi Alleri.

Il negocio di Piano Forti si ammazza di lavoro per sbarcare l'unario.

Con quello che mandi tu non potrebbe neppure pagare l'assito.

Io mando quello che posso mandare.

Vostro appartamento a quanto dicono.

È una residenza piuttosto l'usosa, no?

Mi spiacete i sbagli di grosso.

Il barone vezz'l'arciospita gratuitamente.

Po' darsi, ma tu amoglie hai visto i vestiti che porta.

E va bene.

Parliamo le pure visto che hai cominciato.

Allora se vuoi sapere.

E vero!

Non vi mando molto denaro, ma per chi?

Credi che la vostra coglienza mi spinga a fare di più.

Avete ignorato costanza che pregostava la gioia di conoscervi?

Che chiede solo di amarvi?

Amare, Wolfgang.

Sei c'è il cofino a questo punto.

Non hai capito che quella donna ci disprezza.

Non ti sei accorto che ci deteste.

Stasetta!

A questo matrimonio siamo sempre stati contrari.

E lei lo sai.

Completamente assuto.

Ma se ci ama tanto tu amoglie?

Vuoi dirmi allora perché hai rifiutato di dare il nome di nostro padre.

Ma che stai dicendo?

Non hai rifiutato a fatto.

Ah sì?

E il bambino come si chiama?

Rai mondo.

Prego!

Rai mondo leopoldo.

Che piacere.

Ha provato il babbo quando l'ha saputo.

Stava per piangere.

Ma che va bene, ma costanza non c'è entra niente.

Il primo nome gli ha la dato vecchia.

Il nome di uno straniero per di paese.

Padreino!

E della nutrice.

Volfgang.

Il nostro piccolo.

È morto.

Bene.

E c'è lente.

Non avete neppure ascoltato.

Ah sì sì.

Naturalmente mi ascoltavo.

Che cos'è che non va?

Va tutto benissimo, vi assicurò.

Perché questa domanda?

È per via di vostra moglie, non è così?

Non riesce a tarsi pace.

E questo?

E questo?

Sì.

Da quando siamo ritornati?

Non fa che piangere.

Non fa che piangere.

Continuamente.

Il dottor barisè ne li ha prescito dei calmanti delle droghe.

Anche io non riesco ancora a riprendermi.

No, non è niente, grazie.

Scusate.

Grazie.

Grazie, Gustaf.

Vostra moglie non può continuare a vivere in quella casa.

Ci sono rimasti troppi ricordi.

Lo so, ma... Noi abbiamo un appartamento voto qui al primo piano.

Perché non venite a viversci.

Ma non possiamo, come facciamo?

Io il mio marito ne abbiamo già parlato.

E anche lui è d'accordo.

In ogni caso per la fito non c'è alcun problema.

C'è a corderepo.

Grazie.

Di qualunque cosa avete bisogno non vi disturbate.

Vi manderemo Gustaf.

E a vostra disposizione.

No, no, no, vi ringrazio.

Mi lascia provcavere da solo.

Che sei facendo?

No, no.

Sei innamorata di lui, vero?

No, no, proprio.

Non proprio.

Che vuol dire?

È così debore.

Così sprovveduto.

Debo le lui.

Trovo che ha una vitalità sorprendente.

Sistordisce.

Ci siamo incontrati per la strada l'altro giorno.

Stava correndo come un alèbre.

Sono riuscito a farlo sedere per una tazza di caffè.

Mi ha raccontato quello che fa in una giornata.

All'essai del mattino è già in piedi e non si corica fino a mezzanotte.

Non si ferma mai.

Ti confesso che io anche alla sua età non avrei fatto un quarto.

Ma non hai capito che fuggi.

Fuggi e che cosa?

La sua angoscia.

Attenta, mia cara, sei su una chiina pericolosa.

Una donna che scopre che un uomo soffre di angoscia.

È pronta ad amarlo.

Pronta a venirli in aiuto.

Un brucio alla sua vita.

Sprecha il suo tempo, il suo talento e il suo denaro.

E tu vorresti mettere ordine nelle sue finanze e dargli un po' di senso pratico.

Sì, anche questo.

Insomma, se ho capito bene fare quello che non fa sua moglie.

Sua moglie non è degna di lui.

Altra frase che è un gran brutto segno.

Insomma, fa tu per il meglio.

E non dimenticare che io sono tu, amica.

Il più sincero di tutti i tuoi amici.

Ma se tu andassi troppo oltre... Te lo dirò.

Te lo prometto.

Mozza.

Mozza.

Mozza.

Buongiorno.

Ho molta preta da con te.

Come me?

Tutti abbiamo fritta.

Sì, però io sono qui con una graziosa signorina.

Più orgente di cose.

Ma è l'ho.

Venizio.

L'ore.

Su, venite, vi prego.

Ecco qua.

Un mio carissimo amico, il celebre Mozza.

Sì.

Sì.

Una voce e doro.

Oh, perdò.

Di diamato.

Oh, da volte voi non siete il mio intresario.

Molti sedetto.

Sì.

No, no, mi dispiace molto, ma devo andare un appuntamento.

Aspetate.

Anche se ho un soggetto per voi?

Ah.

Nuovo.

Il più nuovo che esista.

Un soggetto eccellente.

Lo sposo dell'uso.

Fatto sub misura.

In due parole questa storia comincia con un garano.

No, no, no, basta così.

Se cominciate, andate avanti fino a domani.

Però mi interesse.

E volete venire...

Giovedia, casa mia alle, patro.

Va bene, nessuno ci disturda bene.

Molto spiacente, signorina, ma ha dato che le giornate hanno solo 24 ore.

I nostri mestieri sono i peggio pagati di 10.

Se si volete vivere come un principio, si deve lavorare come un cane.

E bene, scappate, signor Mozza.

E bufo il vostro amico.

L'isla!

Allora, l'estirata la tua maglia grande.

Non l'ho trovata, signor.

Attenzione la gambia, sciò!

Piccolo, piccolo, piccolo.

Vortgang!

Vete con te carino quando piega la testa?

Buongiorno.

Un toale, come d'accordo.

Sono due minuti e sono d'accordo.

Fate come foste a casa vostra.

Ma la comandazione superfola, qui mi sento sempre a casa mia.

Buongiorno.

Per la donazione.

Allora, volete il cazzo?

Volentieri.

Con molta panna.

La panna è la spizzera del canfei.

Però... È finito.

Un concerto per una lieva, Babette Plueye.

Ah, la conosco.

Dite mi... O...

Quella graciosa ragazza con cui eravate l 'altro giorno, come si chiama.

Nenzi stories.

La vostra ultima conquista, eh?

Un inglese.

Oh, mai.

Non sapevo a veste certi pregiudizi.

Non sono pregiudizi, questa è prudenza.

È maritata con un brutto.

Un violinista che la carezza solo con il suo violino capite la picchia.

Non vorrei che facesse altrettanto con me.

Allora, torniamo al nostro soggetto.

Dunque per il libretto di cui vi ho parlato, io credo che sia buono.

Che c'è il secondo?

Riedate mi la prima pagina.

Che cos'è?

Grazie.

E non è niente, è un registro.

Con tutto quello che compongo, non mi c'era capizzo più.

E così ha notato le mie composizioni, con la data e le prime abattute.

Saggia decisione, devo dire.

E non hai finita qui, c'è un'altra novità.

Bene.

Dunque lazione si svolge a ruo e momento.

Quando la prima coppia nibale e demilia stanno per...

Abbiamo anche un secondo registro per l 'espese, per l'entrata.

Viene tutto allotato.

Abbiamo deciso di mettere ordine nelle nostre finanze.

No, sei stato tu.

E lo è che ci ha pensato.

Io trovo sia una buona idea.

Il denaro ci sta rici tra le mani, spesso crediamo di averle ancora.

E poi ci accogliamo che sei andato, chi sa come.

Aspetate.

Oho!

C'è, nel ristorante, un fiorino e 40 croizers.

Ben io, ma la cavo con 50 croizers.

A me piace mangiare.

A questo di uno storno, 35 croizers.

Mangime, per lo storno, mezzo?

No.

No, mandiamo.

Non mi vorrete far credere che vi è utile sapere che

avete speso mezzo croizers per il mangime di uno storno.

Sono le piccole spese che mandano i ravina da ponte.

Se non ci si fa attenzione alla fine, si accumulano e diventano sommeni enormi.

Beh, allora, me lo raccontate il vostro libretto, si o no?

Eh, il libretto.

Non cambiate discorso, Mozart.

Che cos'è?

Faccio che?

Vuoi che contate il discorso?

No, piuttosto stile.

E' proprio una stupidagine, una tostialità.

L'iso.

Se chiedesimo ad apponte di restare a cena.

C'è abbastanza da mangiare.

C'è un bel pezzo di manzo.

Non pezzo di manzo?

Lo faremo in sassa, baceto.

È la mia specialità.

Gli domandiamo se da corba.

Non, non, non, non, non, non, non, non si crede.

Petteria non è vossa, ci mettere la mano sul fuoco.

Andiamo.

Vuoi che tenete i corti come qualsiasi impiega a tu.

Ma per cari, da me rifiuto di crede.

Non, non è poscoltate, da ponte la sciate, che

l'itemi quello che volete non vi crederò mai.

No, no, no, no.

Qui sotto c'è una donna e non è costante.

Allora chi è?

Una creatura dal profilo angelico, ma soltanto le

donne dal profilo angelico possono avere similite.

Mi dica come dove passo il mio tempo.

Adio?

Ma io sono tu avanti.

Io ho il diritto di sapere.

Volgang.

Volgang.

andate a raggiungerlo.

Prego?

Non fate quella faccia.

Credete che non mi sia accorta della vostra presca.

Avete appuntamento con lui, vero?

Da qualche ruffiana.

Lasciatemi.

La casa nostra non è abbastanza comodo.

Lasciatemi.

Che cosa c'è, signora Mozart?

Siete contrariata?

Avete bisogno di qualcosa, forse.

Posso mandarvi Gustaf, se volete.

andiamo.

Vieni?

Io posso giurarti che non andavo a raggiungerlo.

Non ti domando assolutamente niente.

Non so neppure dove sia.

Ah sì?

Eppure mi sembrava che ti dicesse tutto.

Mi piace questo vino bianco.

Quando lo vedo mi sento come un brivido sulla pelle.

Vedete, Mozart, a volte bisogna saperci fermare.

Saper prendere tempo.

Se no ha il tempo che prende voi.

Anche durante la guerra.

Quando l'eserci davanza a marce forzate, bisogna concedergli una pausa ogni tanto.

Naturalmente se prendete semplie dei militari.

E perché no?

Anche loro fanno parte della vita.

Questa vita, di cui si nutre la vostra musica, dovete

lasciare che fluisca verso di voi senza farle fretta.

Trovate il che corra troppo, che va davanti a marce forzate.

E vero se la mia è una specie di guerra contro chi non lo so.

Forse contro il pubblico.

Sono fatto così.

Evidentemente sono nato per combattere.

Ma il problema è se sono capace di combattere.

Decisamente i nostri pranzi e greenfinch, vi rendono malinconico.

Chime?

Ma se io sono l'animatore delle serate viennesi.

La vostra musica mi dice tutto il contrario.

Perché anche quando divertite il vostro mondo, quando sembra che ridiate,

traspare sempre una parte di verità, il palpito del vostro apore.

Forse il problema è questo.

Hai viennesi piacere con mossi, ma lo stesso

tempo ha nel terrore di venire sconvolti.

Io li conosco.

Quello che avete scritto qui è sconvolgente.

Troppo sconvolgente.

Non hai adatto alla buona società.

Lo trovate buono questo quartetto.

Veramente.

E una delle cose più grandi che sono mai state scritte.

Grazie, signor Hayden.

Ho amo la tonalità di Midemolle.

C'è tanta limpidezza, tanta luminosità nel vostro quartetto.

E come riuscita a far cantare tutti e quattro distrumenti?

È la perfezione.

La devo a voi.

Senza, il vostro quartetto al duca paula.

Non avrei mai saputo trovare la strada, ma non è stato facile.

Dio, quanto ci ho sudato sopra.

Mi confesso che ci ho sudato sopra, anche io.

Mi avete già fatto l'onore di leggere tre quartetti.

Temo di dover mettere a dura prova la vostra pazienza, sottopanendo venne altri tre.

Che dovete ancora comporre naturalmente?

Sì, che vorrei dedicarvi come i primi.

Ah, nello che non lo troviate, è sconveniente.

No, Mozart.

Niente ha fatto.

Bene, credo che sia ora di rientrare.

I principi posterati riparte domani naturalmente devono tornare con lui in un verino.

Ah, sì.

Bene, prego, non ne parlate troppo male.

Vale più del vostro colorido.

E gli devo moltissimo.

Vi tornerò presto.

Signor Hayden.

Sì.

Voi mi avete...

Mi avete detto poco fa che bisogna se persi concedere una pausa di tanto di tanto.

Credo che ci sia un posto in cui ci riuscirei.

Vieramente, quale è questo posto?

Ne parleremo in carrozza, se volete.

Con Hayden.

Hayden.

È un'ora che ti ripeto.

E ho caro con lui, se non mi credi, per me è palo stile.

Non è vero.

No, non è vero.

Non ho più soffricabelli.

Però con Hayden come tutti i giovani da che hai tornato a me.

Se fosse vero, tu me l'avresti dei.

Sì.

Tu eri con una puttana.

Non vuole puttana.

Che so io, Teresa, un'altra.

A Teresa do lezioni di piano forte e sono lezioni di piano forte.

E la lettura.

Quando fate la lettura?

A me hai forse mai letto qualcosa.

La lettura non interessa.

Tere in fisca.

Tutto per lei adesso, i segredi.

La Teresa fuori da tutto questo.

Ma perché?

Lei è sacra, intoccavile.

Che cosa è quella più di me?

Allora non ero voi dire.

E forse più intelligente.

Tiene meglio la sua casa.

Certo con 5 o 6 domestici e facile.

Tieni!

Ecco il pulio pro delle svese.

Ecco qua.

E lo puoi rendere.

Sei che ti dico preferire che andassi a letto con la cameriera.

Non vado a letto con nessuna.

Ne con la cameriera, ne con Teresa ha contratmere.

Mi rifiuto di continuare a debitare sotto il suo tessuto.

Non voglio che il mio bambino nasca nella casa di quella donna.

Lo cattisci.

Vuoi ascoltare?

Io voglio.

Io esico.

Io esico di cambiare casa.

Di cambiare casa.

Ma sei nata?

No.

Ma non ne passa più.

Non ne passa più.

Non c'è vero mai e tu e caprici di donna incintamente tolentesta.

Una volta per tutti.

Neanche a me avete detto nulla.

Ma Teresa, andiamo.

E pure questi incontri avevano una grande importanza per voi.

Perché mi li avete nascosti?

Teresa, vi prego.

Vi ho già detto.

Quello che avete detto è perfettamente chiaro.

Io pensavo che fra noi ci fosse una confidenza totale.

Una comunione completa.

Questa confidenza voi l'avete trattita.

Mi avete chiuso il cancello del vostro giardino segreto.

Costanza.

Traspluchiamo.

Cosa?

Lo sapevo.

Lo sapevo che non potevi essere panto a cattivo.

Volca anche.

Volca anche.

Mi ho volca anche.

Non!

Costanza.

Attenta il bambino.

Signore, signori.

No, per i dammi.

No, per i cavalieri.

Avvicinatevi.

Avvicinatevi.

Noi non mortiamo.

Ma sì, signora anche il bambino.

Andiamo piccolo.

Vieni più vicino.

Dai la mano alla simbietta.

Avanti, signore, signori.

No, per i dammi.

No, per i cavalieri.

Avvicinatevi.

Dapponte.

Ci siamo.

L'ostre moglie ha partorito?

No, ma che sta dicendo?

Si, si, si ha partorito naturalmente.

Un bambino bello è robusto.

Carottoma.

Se li è felicitazioni.

Ma se ho capito bene non hai questa la grande notizia.

Dapponte.

Ho trovato un soggetto per la nostra opera.

Un soggetto.

Ma non sono io i libretista.

Ma sì, naturalmente.

Cameriere è un altro poche per favorite.

Allora?

Voi bruciate.

Faremete per sapere, vero?

Ho fremo.

Sì, abbastanza.

Ascoltate.

Il matrimonio di... Figaro.

Non siete mica matto perché?

La comedia è superba.

A pari già è stato un vero trio.

Fa tutta vienna già di vorrato la traduzione.

Grazie.

Voi dimenticate un dettaglio.

Omi, no, scolo, i significanti, appena un neo.

L'imperatore ha formalmente vietato la rappresentazione.

No.

Pai gelo ha messo il barbiere di civile e musica, no?

Per quello che ne so, è una comedia di Bomarci.

Ma ha confrutto con il matrimonio, il barbiere è uno peretta, uno scherzo.

Ci sono delle frecciatine, d'accordo.

Ma le matrimonia non ci sono frecciatine.

Ci sono canonati.

La nobiltra.

La religione.

I privilegi, la censura.

C'è dentro tutto.

È incendiaria.

E la rivolta messa in scena.

Ma hanno finito per rappresentarlo.

A parigi.

A parigi?

Ma a parigi la gente vuole ridere, ci si può permettere tutti.

E poi a parigi tutto tra balla e quindi un traballamento in più o in meno.

Ma qui no?

Le istituzioni, la censura.

Abbiamo che fare con gente serie.

Lo sapete quanto c'è voluto, Bomarci, per arrivare a farsi da presentare.

Tre anni.

E voi avete tre anni da perdere?

Io no.

L'imperatore però è un uomo illuminato.

Vi confiderò un segreto mozzetto.

Anche quando sono uomini illuminati.

L'imperatore non ha fatto che gli si spari contro.

andate a parlare e vedrete quello che vi tira.

Davonte.

Perché diostinate pensare solo alla comedia?

Non è la comedia che noi li è sotto porremo.

Sarà già l'opera.

Cose?

Volete lavorare di nascosto?

Qui avv... avviene.

Avviene dove basta confidarsi con il proprio

guanciale perché l'indomani tutti siano alcorre.

E poi c'è un'altra cosa.

Voi non rischiate niente, io sì.

Io sono uno straniero che si può espella quando lo si creda opportuno.

Io sono un preta spretato.

E mezzo e bravo per di più.

E malgrado questo l'imperatore nella sua inmensa, bontavoluto concedermi un incarico.

Bene, allora vedete.

Io vedo soltanto i cocotri li che vorrebbero di vorarsi il mio incarico.

Pronti ad approfittare della mia più piccola imprudenza.

Da punte.

A mettiamo che quanto l'imperatore vuoi abbiata ragione.

Ma non c'è solo vienna.

Ne ho parlato con Vetzlar, che è della stessa idea.

Lui è pronto a montare l'opera a Parigi all'ondra, ad ovunque vogliamo.

Vi ha detto questo, il banquiere.

Sì, mi ha detto questo.

Dopo aver letto la comedia.

Sì, dopo aver letto la comedia.

Allora, questo cambia completamente il problema.

Cameriere un altro ponce.

Scusate, ma io quando cambio opinione, devo sempre dire qualcosa.

Ah sì, perché?

Che cambiate un momento, un momento.

Lasciatemi bere prima.

Salute.

Bene, mettiamoci al lavoro.

Ah, da punte, da punte, bravo.

Ah, lo sapevo.

Io poi scriveremo l'opera del secolo.

Piano.

Piano.

Se non tutta vienna domani lo sapere.

Piano.

Ma io non renuncio.

Vienna.

Eh?

Vedrete, avremo degli appoggi.

Sì, dei serie appoggi.

Fonsviten, Zonanfils.

Vite una cosa mauzert.

Fonsviten, Zonanfils.

Non sarete un po' massu, per caso.

Ma l'edizione... su colui che tradisce ai nostri segreti.

Il vizio precipita l'uomo nello scurità.

Soltanto la virtù nireca la verità della luce.

Solo la virtù è immortale.

Voi avete visto le spade di tutti i vostri fratelli puntate contro di voi.

Adesso le vedete pronte a difenderti.

Ma i vostri fratelli vi abbandoneranno.

Se l'onore e la virtù vi accompagneranno nel vostro cambio.

Il lavoro della luce...

della vera concordia... così è terminato.

Andate, fratelli.

Fratelli, vi comprimento a l'ome di tutta la luce.

E' un atosno per luce.

Lasciate che vi abbraccio.

Permettete che vi esprima, Caro Fratello, ha l'infinito

piacere che provo a vedere tra di noi un grande musicista.

Vi ringrazio, vostra eccellenza.

Ma tutto il merito deve andare con lui.

Grazie alle sue convinzioni.

Ha saputo fare di me un prosely.

Che vittoria.

I due al più grandi musicisti tedeschi fratelli della luce.

Non vi avevo detto che esisteva un posto a

vienna dove potevamo trovare la vera concordia.

E' anche il solo posto in cui io sono il maestro e voi la premista.

Voi avete un'arma invincibile.

Fate sorridere l'imperatore.

Vi ringrazio, ma non ho proprio idea di come debba prenderlo certo, però che

tagliare l'herba sotto i piedi di quel fatto.

Niente di meglio che una sana rivalità tra due libretisti ma ricordate.

Salieri e sarti hanno dalla loro un potente alleato.

Rosenberg.

Vostra mai tra comprendere anche se mi sono permesso di sottoporre.

E' per questo.

E' per questo che sono sicuro della provazione di vostra amasta.

Sfinior da ponte, mi sorprendete?

Voi sapete bene che io ho proibito questa comedia?

Oh, saggia decisione, vostra amasta.

Nessuno febice.

Sono... confortato dalla vostra approvazione.

Ma allora volete dirmi che cosa siete venuto a fare?

Vostra a me sta a metterà molto umilmente di insistere su questo punto.

Io non sto parlando della comedia.

Io parlo dell'opera.

Non riesco ad afferrare da differenza.

È fondamentale.

Il soggetto sarà lo stesso.

Oh, il soggetto.

Il soggetto è un parolone.

Diciamo un punto di partenza.

Tutt'altro più diciamo uno spunto.

Certo.

Come vostra amestavra, acutamente notato, buomarce che crede di avere delle idee,

delle idee, il poverino.

Ha pensato bene di aggiungere qualche spigolosità, qualche spina.

Allora, è una buona ragione per buttare via la rosa.

Togliamo le spine e resta la rosa, resta l'emozione.

Il valore umano, l'intreccivi personaggi.

L'amorale.

L'amorale, nel matrimonio di figaro.

Da ponte, siete davvero esilaranti.

Vostra a me sta comprenderà che se mi sono permesso di sottoporre questo progetto,

è perché ci vedo il mezzo per esaltare con l'alta moralità che può apparire in un

teatro solo a patto della protezione di vostra amestra.

E poi c'è la musica, con la musica.

La parola perde il suo potere allusivo, la aggressività scompare.

Vedete in un opera le parole sono la cosa che conta di me.

Quando guardiamo che so io, un patinatore sia un patinatore.

Quello che ammiriamo è la grazia dei suoi movimenti, la scioltezza delle sue

evoluzioni e non il ghiaccio, su cui le compie.

Per un libretista vi trovo improvvisamente molto modesto.

Insomma, voi dommandate il mio appoggio per violare la mia stessa censura.

All'idea è nuova.

Io penso che questo opera possa essere il più bello maggio a

quella politica di cui vostra amestra si è fatta di fensore.

E per la musica.

Vostra mai stare miglior giudice di me, ma

credo di potere affermare che è meravigliosa.

La musica?

Volete dire che l'opera è già terminata?

O jamais, jamaisire.

Non ci saremo permessi.

Ma perché vostra amestra possa giudicare?

Noi abbiamo proceduto a qualche...

Saggio.

Qualche... Qualche campione?

Ecco, campione.

Ebbene che Mozart mi presenti il suo campionario e poi vedrò.

Ecco per l'appunto... Sosa c'è, ancora.

Ecco Mozart e di là in antichamera, con lo spartito.

Voi siete un entusiasta.

E' una qualità che apprezzo particolarmente.

Ciò mi permette di passare sopra le vostre

qualità di diplomatico che sarebbero da rivedere.

Signor da Ponte.

Da rivedere.

Andiamo a sentire Mozart.

Bravo, Mozart.

Bravo.

Ma avete superato voi stesso.

Signor da Ponte, per il testo fiducia in voi.

E amerei non dovermene e pentiremmo.

A penna la partitura se la terminata farete in chiare le prove.

Bene, direi.

A penna la partitura se la terminata, Rosemberg.

E si ho ben capito, non manca molto.

Ah, avete già pensato all'interfetti?

Senza l'autorizzazione di vostra maestà non ci saremo mai permessi.

Per la contessa vedrai bene la signorina all'aschi.

E per il ruolo di Susanne...

Quella piccola reglette.

E' un'accusazione.

Esatto.

Quanto ha suomarito, non temete.

Lo ho mandato a sonare il violino al trovo.

Vostro, nipote, padre.

Viene tra le mie braccia, ho metto mio.

Fatti facciare.

Che piacere, avervi con noi, padre.

Avete fatto buon viaggio?

Oh, abbastanza buono, sì.

Posso abbracciarvi?

Ah, non vorrei entri.

In Annner.

Come sta, è felice.

Ah, sì, e suomarito come?

Se fosse venuti al matrimonio, lo sapreste.

Il signor Berktoldo, su sonnenburg, a 50 anni.

Vedovo due volte.

A cinque figli.

Quando una ragazza è arrivata fino ai 33 anni prima di maritarsi.

Non può più fare la difficile.

Ma lui è un bravoomo.

Bea molti mezzi.

La signora è servita.

Vogliano dai.

Che seconda?

Questo appartamento...quanto ti costa.

Come?

Ah, sì.

460 fiori nila.

460 fiorini.

È una somma enorme.

Ho bisogno di spazia.

Oh, per due persone è un bambino.

No, padre.

Devo tenere un certo tenore di vita qui.

Cercate di capirevi.

Bene.

Fai conto che non abbia detto niente.

Vi ringrazio, signori.

Di aver voluto sonare di nuovo questa introduzione per me.

Non mi stanco mai di spostarla.

Grazie.

Ammi revole.

Ah, eccovi.

Ah, sì.

Vorrei presentarvi i nostri amici inglesi, padre.

Mi sto resi.

Stifene, venite.

Questo è suo fratello, un compositor.

E il signoro Kelly, che suonava nelle noze in picchero.

Venite, Nancy.

E la musica.

Non mi dite che avete?

Si, si è arrivato tardi e tutto finita.

Sì, ma saremmo tutti feliciti.

Sì, mi sei la signorina storia.

Svole se dedicarmi un piccolo brano.

Dalle nozzi di figaro.

Un'aria, eh?

Permetete.

Il secondo dato come c'è con l'incontro tra l'eroina e il protagonista, ma prima.

Sembra che rasserata si è cominciato a beh?

Afranno, fama.

L'iso e corri de nostre, un dinare.

E c 'ha portata così siano.

No, ci rinoccio, prendi per venci.

No, no, no, no, no.

Non ci riuscirete mai.

Ehi!

Oh!

Ah!

Non è fatta.

Ottimo, tiro.

Scommetto cinquanta fiori.

Cinquanta.

Cinquanta.

S'abbacco.

Ah!

Ah!

Sbagliato, poco male.

Io perso il triplo.

Allora, vi devo cento cinquanta fiorini.

Ho avvicinato tanti musicisti, fra i più grandi.

Io ho potuto apprezzare molta buona musica.

Altre cinquanta fiori.

Vostro figlio ci supera tutti.

Altre cinquanta fiorini.

C'è?

Volfgang si guadagna bene da vivere certamente.

Ma tutte queste spese, questo denaro che vola via, avete sentito, signo Hyde.

100, 200 fiorini.

Ah, Salisburgo.

Ci potrebbe vivere una famiglia intera per un anno.

Sono Giovanni.

Io non ho più letà.

Per i concerti, per uscire tutte le serie, per le scene.

Non si va mai ad ormire prima delle due del mattino.

Credo che farei meglio a ritornare a Salisburgo.

Volfgang.

Che cosa c'è?

Non stai bene.

Niente.

Non è niente, padre.

Ma tu stai soffrendo.

Che cosa hai?

Vuoi che... Non lascia testare, non vi è preoccupata.

Sono abituato a questi modesse.

Sono Ierini.

Vuoi che chiami costanza o un medico vuoi... Non lascia testare bene, prego la pausa.

Volfgang non puoi continuare questa vita.

Lavori troppo.

Ti stai uccidendo.

Ah, per favore.

Però aprevovi.

Però aprevovi.

Chi amo.

Chi amo come non ho mai amato nessuno in vita mia.

Mi credi vero.

Mi credi.

Sì, sì.

Sì.

Sì.

Ma devo dirti una cosa.

Io e costanza non ci lasceremo mai.

Le devo anche dirti.

Che costanza è inciente.

Da quanto tempo?

Due mesi.

Puoi lasciarmi subito se puoi.

Ma nessuno potrà impedirmi di continuare a demarci.

Nessuno.

Mai.

Sei preoccupato per la tua opera.

Sono sicuro.

Sono sicuro che sarti e salieri stanno tramando qualcosa.

Un complotto di assaccosare.

Volfgang.

Lo sai che comincerà a subigliare a tua parte.

Io.

Ti senti sempre per seguitato, come lui.

E cosa vuoi che stiano tramando?

A l'imperatore dalla tua parte, ti dovrebbe bastare.

Ti annoio con le mie storie, vero?

No.

No.

No vorrei dormire.

Ma se vuoi posso dormire nello studio a partire da domani?

Fino al giorno del Parto.

Sei un tesoro.

Grazie.

Ma non staccate la voce e basta per questa sierente rompiamo?

Domani alle due.

Va bene.

Capite, Benucci.

Figaro e lì è piattato ed ascolto.

E Susanna gioca con lui, come fa il gatto coltopolino.

Vi ha sorpresi?

Costanza.

No, no, no.

Non inventare bugieo, ho capito benissimo.

Tutte queste porcherie.

Mentre io aspetto un bambino.

Allora non vi basta più.

Andare alle tu insieme.

Dovete metterlo in piatta davanti a tutti.

Per fortuna luisia mi ha aperto gli occhi.

Non, basta.

Mi sarebbe troppo accopo.

Va bene.

Ci ho uvieni in entranto.

Anche voi.

Vuoi che ti spiegue.

Benissimo.

No, non davanti a questo do.

E davanti a chi, allora?

Volce gaga.

No, no, lascia mi parlare.

Per dire cosa.

Che lami.

Oseresti dirlo davanti a me.

Lo dico davanti a te.

Io l'amo.

E credi di risolvere tutto, eh?

Io sono sua moglie.

Io sono tua moglie, catici.

Posso far uno scandalo, se voglio.

No, tu non farei nessuno scandalo.

Sì.

Posso farlo.

Vieni, siediti.

Per favore.

Tu non farei nessuno scandalo perché... perché io non ti lascero mai.

Non ti lascero mai, lo capisci.

Mai, non si lo sa.

Non, non è vero tu menti.

È vero.

Non ti lascero mai, costanza.

Ma ad una condizion... No, non ha certo condizionato.

Ma condizionato che tu non faccia niente fino a la prima delle noze di figaro,

che tu non dica niente, che ci lascia lavorare tranquilli, senza fare scegnate,

senza per favore.

Fino.

Fino alla sera della prima.

È molto importante per me.

Molto importante per me, sia per me.

E dopo.

Dopo.

Non so, dopo non c'è nulla.

Farò quello che vorrei.

E voi?

Fino alla prima.

In bocca l'upo.

Accarevi l'upo.

Non ho già le dita in bocca per fiscchiare.

Preparatevi al vezzo.

Ti amo, sei.

Non piadrai, parla all'ammoloso.

Non sei giorno, non si torno, tirando.

Se la belle non andò, è il buon sonno.

Anzi, sei su a dolzino, dalor.

Se la belle non andò, è il buon sonno.

Anzi, sei su a dolzino, dalor.

Grazie, vieni, poppa, bacco.

Durando, stacchistetto, sacco.

Ti appensa la, fa la bianco.

Pa' la ripo.

Un buco planco.

Un gran casco.

Un venturbalte.

Molto l'ol.

Foco contante.

Foco contante.

Foco contante.

E di invece, verta andando.

Un lavaggio per il tallor.

Per valzagni e per valori.

Con le levi e i sugliori.

Al concerto di camboli.

Di bombarde, di tallori.

Che le palle in tutti i fuori.

Allora, ecchio panpischiare.

L'albiadai.

Quei pennappini.

L'albiadrai.

Quei pennappini.

L'albiadrai.

Quei pennappini.

L'albiadrai.

Quei pennappini.

L 'albiadai.

Pa' l'ole a moroso.

L'olpe giorno.

L'olpe giorno.

L'albiadai.

Il Chungro Cuto.

L'ampere.

L'phologico.

L'ampere.

L'ampere.

E' creamy.

Un calolo di valore.

Ne tani amici.

Ah, diluce.

Grazie.

Grazie.

Bravo.

Prechiamo fratelli e sorelle in questo momento di dolore.

Per l'ami ma del nostro fratello.

Il piccolo io, Antoma Sleopold, che il signore si ha fatta la sua volontà,

ha voluto toglierci.

Il signore ce l'ha dato, il signore ce l 'ha tolto.

Anima in nocente, per le termità in nocente, sali al cielo.

E che la tua preghiera ridisenta su di noi.

Vera che è un triunfo sarebbe per lo meno esagerato.

Pensate alle nozze di figura?

Nove rappresentazioni in quattro mesi non è poi molto.

La critica è stata buona, il pubblico soddisfatto.

La ternellusione degli autori, il pubblico è quasi sempre soddisfatto, interatro.

E o comunque sia preso la pena di venire, di pagare e

deciso a gradire comunque tutto quello che gli si presenta.

Bisognerebbe che la rappresentazione fosse veramente orrenda per non piacerli.

No, il vero è solo interrogativo è questo.

Sono abbastanza soddisfatti da mandarci gli altri, i parenti,

i miei e quelli che non sono ancora venuti a vederci.

Una nota pronta è bisogna che mi rassegni, i viennesi non amano.

Quello è difficile, perché io non amo vienna.

Questa è poi il nuova.

Il lamentavo di sall'isburgo, ma credo che avviene sia anche peggio.

Con in più la presunzione delle idee preconcepte.

Ma qui si segue solo la moda, tutto si riduce a futili.

Forse domandiamo troppo.

Il finale del secondo dato è difficile, lo mettete.

Questa gente ama solo il cibo facile da masticare.

O meglio ancora quello che non va neanche ma sticato.

Se provassimo a metterci a loro l'idea.

A cercare di piacerti.

Signori, si pari o tra dieci minuti.

Tra dieci minuti.

Si pari o tra dieci minuti.

E l'isabetto.

Ho finito.

Volete lasciarci solo un'istante?

Sì, signorina.

A Praga le nozze hanno un successo enorme.

Mi l'ha scritto, Josefa Dusseck.

Successo, strepitoso.

Canticchiano le mierie dappertutto.

Sì, insomma, nelle strade, nei caffè.

Volfe Gang.

Sì.

Hai ricevuto parecchio ferte da Londra.

Anche l'alinozie potrebbero avere un grande successo.

Io sto per tornarci.

Potremmo ritrovarci la.

Sì, sì.

Ma vedi quell'invito a Praga?

Io non posso rifitarlo.

Ho già accettato.

Torterai costante?

Sì.

Si pari o tra 5 minuti.

5 minuti.

Sì.

Volevo dirti quel sol.

Cerca di arrivarsi più leggera.

Sì, leggera.

Sì.

Ah sì, il mio metodo è semplicissimo.

Quando una persona mi fa paura, mintimi di sceglia, immagino che sia un

turco con un turbante dei grossi baffe e una mezzaluna sul petto.

E da un nome turco, e gli parlo in turco e la cosa è sistemato.

E poi parlo in turco.

Ah, ma no, neanche per sogno.

Lo invento.

Il turco è il vanzaggio che lo si può inventare.

Valenca, turlice e buzzucco.

Per esempio, il mio archivo è scopo con l 'oreidosa.

L 'esborgonche lui mi terrorizzava.

Da quando l'ho chiamato grammo, il film è passato la polla.

Mi faceva solo ridere.

Il nostro amministratore errinzi punzi in minimiri.

Beh, per lui mi ci vorrebbe un po' più di tempo.

E il nome deve essere turgo.

Mi spessabile.

Vuoi di chiamerò Rosca Pumppa.

E vuoi Gollymoli.

E gli?

Noi bundini, noci bichiccibi.

Ma benissimo.

Adesso, fratturchi.

Se parlassimo un po' della vostra prossima opera.

La mia prossima opera.

Io non ho prossime opera.

Prendete in mano, niente in tasca.

Ah, mano, scriverete una dopo questo trio.

La scriveriste per me.

Avete visto la collienza di Praga?

Abbiamo già fatto più rappresentazioni che avviene.

O se volete un racconto?

Siamo già arrivati all'acconto.

Allora vi immaginero turche con il turbante.

Allora, per questo opera, mio caro Bozzard.

Insomma, la nostra opera.

Vida un racconto immediatamente.

Le spese di soggiorna pagate alla presentazione dei conti.

Ola, no, no, no, no.

Senza presentazione dei conti.

E in più l'appunto dura appartamento.

Diciamo, per ridere la stagione.

Lascoltate-mi.

Noci bichiccibi, vi dirò una cosa.

Vi dirò.

Sì, d'accordo.

Un don Giovanni vi andrebbe bene.

Un don Giovanni.

Mi mi meravili.

Ha una condizione.

Accettata.

No, no, no.

Aspetate.

Aspetate.

Io vi darò quest'opera.

Il giorno in cui il vostro amministratur.

Me la chiederà ridendo.

Ridendo.

Molto.

Dove andatevi con un qualcosa?

Ma non questo.

Non ha mai visto in tutta la vita.

Dovete provarci?

Noci bichiccibi.

Dovete provarci.

Non trovi che è meraviglioso, qui?

Sì, certo.

Qui tutti ti adora, non tutti ti ammirano.

E io sto bene.

Io sono felice.

Ah, senti.

Non potremo restare a plaga.

Farai venire anche il piccolo.

Che cosa c'è?

Ritorniamo a viena alla sennana prossima.

Ma perché?

Stiamo così bene, perché vuoi andartane?

Per tornare da lei?

No.

È partita per l'umbre.

Partita definitivamente.

Definitivamente.

Ci metteremo in viaggio martedì.

Ma scusa, perché?

Perché?

Tutto qui?

Sì.

Solo di 17 prenotazioni.

Eh sì.

Non una di più.

E quanto fa?

107 fiorini.

Ma da praga, avrete portato qualcosa, no?

E' stato un enorme successo.

Ho avuto molte spese.

Ah, da secchante.

Ci sono anche i quartetti dedicati a Daiden.

Gli clienti li hanno rifiutati, mi ho venduti solo 5.

C'è ancora da pagare la stampa e dovrò recuperarla sui 107 fiorini.

Cosa rimproverano ai miei quartetti?

Questi vienezie?

Dite.

I più gentili dicono che c'erano errori di

stampa e gli altri che non erano di loro gusto.

Se volete a mia opinione, è una musica troppo complicata per la gente di qui.

Comunque, continuiamo a sperare.

Mancano tre giorni al concerto.

Non ne posso più.

Non ne posso più.

Ma che vergonia?

Non è venuto di puri al funerari di suo padre.

No, era stanco, lograto.

Credetemi.

Sono quelli che restano che bisogna compiange.

Ah!

Avete perso altri due ziorini.

E non male che avete avuto la redità.

Le redità ve la raccomando.

Una miseria.

Mille fiorini.

Tra i lunghi mesi di sordi e discussioni, per

poi rompere i rapporti con mia sorelle suomarito.

Sono statini.

Di una tale mischiniità.

Ah!

Bia sui!

Avete già pensato a quello che dio chiesto per l'inizio?

L'inizio.

L'inizio... di che cosa?

Di don Giovanni, naturalmente.

Ah, don Giovanni.

Si, nel don Giovanni di Moliere.

Ah, sì, sì, ma io... Io vorrei cominciare con qualcosa di più insolito da ponte.

Si vorrei...

aggredire il pubblico.

Vorrei...

Aggredire.

Sì, insomma... qualcosa di violento, eh?

Da ponte.

Potremmo mettere... potremmo mettere il duelo tra

don Giovanni e il commendatore subito all'inizio, eh?

Il duel... Sì!

La morte del padre di Donan.

La morte del padre.

Sì!

Sì!

La morte.

Ah!

In guardia miserabile!

Ah!

Ah, ah, ah, ah...

Venga a prendi...

Se vuoi andate...

...so, so, so...

andra bene, lo so.

Lo so.

Mano.

De sono sicuro.

Non sarò mai un succeso.

Non li sentite.

Li senti.

Eh?

Li senti, ma sei solo.

Se mi faccio.

E' un seiompo.

Sono scatenati.

Sono scatenati.

Sono tutti scatenati.

Non ho mai sentito a plaudire così in un teato.

Visto.

La claque.

La claque.

Un teatro pieno di claque.

Hola, Golià.

Come è attanagliata.

Permesso.

Oh.

Mio, caro.

Da ponte, mi aveva detto che non eravate come gli altri.

E vedo che non aveva esagerato a fatto.

Vogliate scusarmi mai io ritorni in sala.

Alla c'è una tonsoira migliore.

Il venite, casanova.

Casanova, voi siete casanova.

In persona per servirvi, signora.

E per aiutare nella misura dei miei modestissimi.

Meggi il mio giovane è dotato a mico Mozart.

E il grande casanova.

Il famoso amante di tutte le donne.

Mi accorgo questa sera che mi è mancata proprio la più bella, madame.

Vi chiamano, andate a ringraziare.

Sono migliori giudici di voi su.

Da quel tevole sovivo.

Sento al salì l'espiti.

O mescolo, cui vanti.

Mi ho capito.

Con l'or.

Non vedo.

Non vedo.

Non vedo.

Non vedo.

Non sei visto un cliente a stasera.

Io me ne torno a casa.

Sfrido, io con un tempo simile.

Deve essere ubriaco, quello l'è.

Non sei sa mai.

Vieni con me?

Signore?

E' ubriaco, fradi, ci ho andiamo.

Più?

Non ho niente affatto.

Signore, mi ha appena nato una figlia.

Io ho la segnavo danni.

E ora è arrivata.

È nata questa mattina.

E perché non stai con me?

E la mia gioia era troppo grande.

La partamento troppo piccolo, soffocavo.

Avevo bisogno daia.

La chiamerò la chiamerò?

Teresa.

I piace.

Che ne dite?

Va bene, io ho capito.

Lasciamo perdere.

E per giunta a glu che morto.

Le nostre condolianze non lo sapevano.

No, no, è un'altra grande gioia.

Finalmente abbrano il suo posto.

Compositone di corte.

Ci va anche a soltanto la vostra firma.

Ah, sì.

No, no, no.

Leggete.

Bisogna sempre leggere un contratto.

800 fiorini.

Solo 800.

Ah sì, è quello che sua maestà dietro a mia suggerimento.

Si ma glu che ne prendeva 2000.

Il cavalliere e glu che aveva la sua fama.

Il posto che occupava in società.

Grazie alla fortuna di sua moglie.

Per l'appunto?

Per l'appunto, ma come sarebbe?

Dal momento che aveva dei mezzi, bisognava pagarlo di più.

E io che ne ho bisogno a promeno della metà.

Ah, e così, allora.

Mio caro, amico.

Se questo contratto non vi conviene, siete libero di non firmare.

L'affitto Bisogna va a car.

Bisogna per presto slucia.

Bisogna il luogo e i felici lasciamo.

Il babbo, la mamma, la pinbaccarina, dolcina, terra e sacco.

La cacina, mamma e la dolcina.

Parapara, chissato, bandremo.

Ma la c'ostare la bambina per favore le farai tornare la torna.

No, no, no, no.

Stiamo benissimo, Teresa, in piscina.

Vero, vero.

Ti sembra questi momento di giocare.

Cosa?

Giocare io?

Sto giocando io?

Samatino ho già scritto quattro contratta.

Se quattro.

Giovedì è carnevale, cara.

Stumi fruni.

Sono il compositore derresci o no?

Ah, ah, ah.

Signor da fonte, buongiorno.

In mio magicare a cavalieri.

Si, si.

Come vedete, stiamo sologgiando.

C'è la diamagambe in una parola trasluchiamo.

Ma perché?

E molto gracioso qui.

A me piaci.

Anche a me.

Troppo caro, non ci sono i quattrini.

Il pubblico non paga più per sentire il signor Mozart.

Ah, vi sbagliate.

Sul peggio non si può mai giurare Mozart.

Grande inovita.

L'imperatore ci ha chiesto il dongio vanni.

A vienna.

A vienna.

All'opera imperiale.

Quindi vedete.

Tutte le vostre apprenzioni, le vostre angosce.

E evidentemente le notizie da Braga hanno avuto i loro effetti.

Si, ma Rosenberg?

Sapete da dove tengo per l'appunto in questo momento?

Vengo dalla casa di Rosenberg.

Non vi dirò che è entusiasta.

Ma non bisogna mai domandare troppo, non esageriamo.

Però se ne fatta una ragione.

E io, per fine, ho strappato un piccolo anticipo.

E ci sono 250 fiorini che vi aspettano.

Sembra che non vi faccia piacere.

Perché dovrei era allegrarmi di un 'insucesso.

Un'insucesso.

Perché un'insucesso?

Lo sapete, non avremo mai il tempo di provare.

Ma la data della prima non è stata ancora fissata.

A lo dicevo, Rosenberg ci portere in giro così chi saffina qua.

Voi è il vostro Rosenberg.

E l'imperatore che parte per il fronte e tu.

E con questo, noi possiamo benissimo fare la prima anche senza l'imperazione.

Rosenberg non lo perbetterà mai.

No, no, no, basta, adesso veramente basta.

Escusate, basta con questo.

Pi siete fissato con questo Rosenberg.

Io me ne vado.

E ritorno quando vi sa passata questa idea a fissà.

Vieni.

Andiamoci.

Visto, ma se è diventato pazzo.

Che andi conto di quello che hai fatto?

È insoportabile.

Ma che li succede?

Non lo so.

Dopo parà che hai diventato cosa?

Zaponte.

Aspetate.

Io ho tanto lavoro in questo momento.

Avete ragione, ma è una buona notizia.

Ma ci sono tante partire a sistemare.

Siste e mai rimuotuto quello che volete.

Oltre dell'idea in proposta.

I due to soprattutto.

Sopra tutto.

Bisogna fare dei tagli.

Adoro tagliare.

Bisogna tagliare l'ultima.

Ah, sia, salmente.

Non è buona, sì.

Io sono d'accordo.

O già che ci siamo...

La nostra cara cavalieri per il vuolo di Elvire... Voi siete d'accordo, no?

Io penso.

Sarà divina.

Lei desidererrebbe...

un'aria in più.

È un personaggio meravellioso.

Intesi.

Mi vuole c'esti o non mi?

In cui mi spazio vivi tre mendi?

Non puoi da inciabulato?

Non puoi tartarvi per il cielo.

Lo giustete a tartarvi.

Senti un cipolle la fatale.

E il piomba sul capo.

Ho perdoso il gioco.

In sentino.

Vietra di nuova ingrato.

L'elai, mai l'elai.

Andiamo, presto.

I mafelli dell'esibio.

Si è testata di vina, mi ha caro assolutamente.

Oh, caro, salieri, scusatevi, ma il nostro Mozart ci aspetta.

Una piccola serata tra noi per festeggiare la prima.

Grazie.

Grazie.

Grazie.

Arrivederci.

Oh, ma prego.

A certo.

Da Teresa Stadler, che ne capisce.

Con 300 è l'emozinate.

Con 2000 proponete una fare.

Un prestito a lunga scadenza con intresse rimborsabili.

State comporendo degli osinfoni.

Sì, tre.

Allora, di te gli chiartaria, vi ha promesso un anticimo.

Ma no, il taria è una promesso proprenente.

Costanzo.

Voi dite, gli ero, date miletta.

E il gioco è patto.

Ma ragione.

In fondo hai i concerti, le commissime.

Sì, i concerto rimborsero.

Tutta passare in bassare.

No, finesse.

Ora scherivo subito a Puchberg.

Gli chiedo 2000 fiorini.

Finalmente potremmo curare Teresa.

Mi ha contanto di 300.

Va bene, concesso.

È l'arte che mi ha rovinato.

Lì, sapevo fare il fidanziere.

Lì, sapevo.

Sì.

Devo scrivere una lettera, appena sarà pronta alla portarelli.

Bevo tornare a viena questa sera.

Beh, prenderai una vettura.

È divertente fare una cose viacre, no?

Ma cosa fate?

Lo porto dalla balia, signora.

È meglio.

E sua sorelle.

Che dice il dottore?

Tere.

Ho fatto un quel che ho potuto.

Volo scontri.

Ma

dove vado, passeggio?

Dove?

E con chi?

Con i corvi, magari.

A viena, anche quando piove, posso andare a trovare mia madre e posso uscire.

Posso vedere gli amici.

A qui sono sola.

Sono sola.

Sola, sola, sola.

Sono io.

Tu non fai che lavorare.

E poi, quando ti parlo, non mi dispondire pure.

E quando mi guardi.

Mi guardi come se io non esistessi nemmeno.

Io ne ho abbastanza di questa vita, lo capisci.

Ne ho abbastanza.

Ne ho abbastanza di questa casa.

Io voglio ritornare a viena.

No.

Ma seri tu?

Non volervenire in campania.

È vero, ma adesso che ci vivo, ne apprezzio i vantaggi.

Qui almeno ne sono viena di sturbarmi.

Mi piuttosto che ti vimenti caro.

Ti dimenticano tutti.

E poi, la campagna non ti fa bene.

Se sempre malato, o sei raffreddato, hai le nevragie.

Una cosa, l'altra.

Quando mi lasci tranquillo, io lavoro splendidamente.

Se ne vengono guadagnasse.

E invece ne ho pure un soluto.

Nessuno ci capisce più niente.

Non ti importa nella tua musica.

Tu figlie è morta.

Ma tu componi, componi, componi, componi.

Sei felici.

Ma ne cosmetti la morta.

Non hai posso più.

Non sei neanche quello che dici.

Sì, sì, sì.

Non sa veniti.

Non ti importa niente di me.

Pensi solo alla tua musica.

Costanza, stasì.

No.

Stasì, no.

No, non stasì.

Sei un grande koista.

Lo vedì.

Non sei poi tanto cattivo quando vuoi.

Sì, è vero.

E in fondo potrai anche renderti felici.

A che pesi?

Lichinov, scherzai il principale.

Lichinov, scherzai.

Ne ho già parlato.

Come alla loggia, uno dei miei ultimi fedeli.

Ti è prestato del denaro.

No.

No ma... sta per fare un lungo viaggio.

Deve comprare dei nuovi cavali perché vuole rinnovare le scuveri.

E allora?

Parti domani per Berlino.

Berlino.

Dove le mie opera stanno preonfando?

Dove ho la benevolenza del reddove?

Potrei ottenere degli incarichi.

Lichinov, scherzai il mio proposto di accompagnarlo nella sua carrozza.

E tu hai detto di sì?

Ho detto di no, non è pure quanto basta per dividere le spese.

E allora?

Perché mi repare?

Lichinov, si assumerebbe tutta la spese del viaggio.

Io la compagnerai gratis per così dire.

Di appraga, dresda, l'ipsia.

Ah sì.

Dove potrei dare dei concerti adresda, soprattutto dove la duscia che accanto in

questo momento per venire in bellezza Berlino?

Ma è meraviglioso.

Ma perché non mi ne hai parlato subito?

Perché...

Naturalmente dovrei partire senza di te.

Ma tu devi dire sì?

Devi dire sì.

Dessi?

Dessi?

Ti parega, di... Le c'è il sul serio.

Ma certo, perché poi, sarà troppo tardi, no?

Ma perché?

Perché, come perché?

Sì, perché?

Perché c'è di restare sola?

Mentre io starò via qualcuno di consolerà?

No.

Digni chi?

Volchang.

Amore mia, io non ti capisco.

Stadler, vero?

Ti piace, eh?

Stadler?

Stadler?

Di consolerà lui.

Ma sei matto.

Vi mi diverto.

E già si comince così.

E questo tuo desiderio se si può di tornare in città, perché?

Perché rispondi?

Volchang.

Sì.

Sì tu parte.

Io mi sbarazzo di questa casa.

E subito.

Subito e capito.

Non posso più vivere qui.

Dopo tutto quello che ha successo.

Mi fa un ruo.

Mi fa un ruo.

E sento di te io qui, non resistere ai mali.

Mi fa paura questa casa.

Vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi,

vedessi, vedessi.

Vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi,

vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi,

vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi,

vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi,

vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi,

vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi,

vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi, vedessi,

vedessi, ved La puntamento adresda è per domani, dopo domani mattina ripartiamo.

Ah, i cavalli possono aspettare.

Si, infatti.

Così come possono essere anche comprati.

Certo, non si organizzia come una vendita di cavalli e lasciatemi un po' di tempo.

3 giorni.

Sette.

Cinque.

Ah, la signora dusce è chimale.

Sì.

In carrozza, quel caro Mozart non ha smesso un attimo di parlare di voi.

Scusa.

Non, non, non, non dice te le vostre camere sono le più belle di tutta la giovana.

Ma in strane.

Se vostra tezza, se vostra tezza vuolete girmi.

Ecco, ecco, per di qua vostra tezza.

Josefa, vi auguro di non dover mai niente nessuno, amica mia.

Questo principale è il novski.

Non ha accettato di restare a praga più di due

giorni e volete sapere che cosa mi ha fatto per te.

Il contratto per un opera.

Guarda, soni stava per far malfilmare.

Buongiorno, Wolfgang.

Buongiorno, Boigia mia.

La più grande delle cantanti siete l 'angelo buono della mia vita.

La signora, il signor noi, ma due grandi amidatori del vostro talento.

Prasi fu agli habito Andrés, due eccellenti musicisti.

Non ne dubito.

Ah, Josefa.

Il mondo è pieno di gente meravigliosa.

Basta, basta solo lasciarviene.

Ah, sì.

Ah, se sapeste come mi sento bene.

Mi sembra di avere 18 anni e ricomincio una nuova carriera.

Ammettete i due bauli in fondo alla camera.

La camera del giovane mozza.

Vi trovo un po' di magrito.

Sapete molto.

No, non è niente.

Mi remettero.

E quando andrete all'ipse per la vostra tonne?

Fra tre settimane, perché?

Perché ci sarò anch'io di ritorno da Berlina.

Sarà meraviglioso, no?

Credete che potrei incontrare subito il principale.

E purtroppo solo cinque giorni.

Il signor noi, ma ne è ottimo amico dell 'intendente e divertimenti del prince.

Questo Hasler era il talento di una salsiccia.

Ma per tende di essere allievo di un 'alievo di bachel.

Il pauro bachel si rivolterà nella tumba.

E i miei allievi suono lo meglio.

Sì.

La avete accettato questo concetto.

Ah, sì, però.

La avevo dimenticata.

Improvinciatura di concerti.

E' a non la musica che si merito.

E qui ad resta va bene questo.

E il principale lettura fortunatamente è stato gentile e erissere.

Quanto gentile?

Una tabacchiera con 200 educati gli affari si mettono bene?

Sono molto felice e costanza mia scritto annunciando mi che ti nuovo incinta.

No, ma...

Siete preoccupate per lui?

È un genio.

Sì.

Quando suona.

Ma dentro una carrozza vi assicuro è davvero insoportabile.

Sempre ad agitarsi a gesticolare.

Senti, mia cara.

Se volete farmi un piacere dovresti consigliarli, siete la sua migliore amica.

Le donne hanno un certo tatt'o.

Consigliarli di essere un po' meno agitato.

D'avere un po' più di contenno.

Voi capite durante i viaggi.

Non apprezzo l'abitudine di scarzare con i valabrenieri.

Sua maesta è intusiasta.

Assolutamente intusata.

Vi esternerà personalmente alla sua soddistazione.

Inoltre mi ha incaricato di consegnarvi questo.

Eh, ma dico, sono 100 federigi d'oro.

È una soma.

Aiutatemi, per favore.

Senza, senza contare l'ordinazione di sei quartetti e di sei sonate.

Adetemi, chiaro, amico.

Poco fa durante il concerto?

3 fila dietro sua maesta era seduta una giovane signora.

Una giovane signora molto affascinante.

3 fila dietro sua maesta.

Ah, ma certamente.

Quelle è la vostra blonde.

Ma sì, la baranius.

Le ho affidati il ruolo di blonde nel ratto dal serraglio.

Mi sarebbe tanto chiusuto che foste qui per la prima.

Mozart è che assiste alla rappresentazione vergino che privilegio per il teatronatio.

Bene, non dimenticate, ripartiamo domani alle 11

precise, non nessuna voglio di aspettarvi in strada.

Ma devo fare ancora una visita.

Come?

Un vecchio maestro al quale devo presentare il mio maggi.

Il signor Bach.

Alla Thomas Schure.

Il vecchio Bach.

Ma è morto?

Sono almeno 40 anni.

La sua musica, no?

E poi...

Credo proprio che dovrete continuare il viaggio da solo.

Pardon?

Domani, alle 11 punti.

Che cosa vi prende?

Eh, mi prende che io resto.

Vi rendete conto di cosa significa.

L'albergo a vostra espese, la diligenza, invece della mia carrozza, a vostra espese.

Devo dedurre che la mia compagnia vi pese?

Sì.

Benissimo.

Sapiate che io penso esattamente la stessa cosa.

Solo che io non l'avrei detto.

Questo è un'educazione a supongo.

Ha proposito mi dovete centofiorini.

Centofiorini.

Siete sicuro?

Non avete fatto che perdere al gioco.

Ah sì, Bach.

Bach era un grande.

Ma... Ma adesso nelle vostre chiese...

Si suona musica doppera.

Si, qui a Lipsia va ancora bene.

Voi conservate in qualche modo la sua ereditama altro.

Non dimentichiamo che la musica di chiese ovviamente prima di tutto un musica sacra.

De questo solo dei musicisti cattole ci possono comprenderlo.

I protestanti non ne hanno la minima idea.

Siamo in casa di un pastore.

Iosefa.

Se un pastore non tollerà la verità.

Chi la può tollerare allora?

Quella dei protestanti è una religione più

intellettuale che vede come dire nella pesta.

Capite.

Allora.

Che volete capirne di parole come?

A News Day.

Come pacem.

Chi riellesonsi.

No, no, no, no.

No, bisogna esserci stati immersi dall 'infanzia, come me.

Chi rielleson.

Cristeleison.

La macia delle sillate.

Tanto merco.

Sacramentum.

Lice l'inferno.

Lice il paradiso.

E lice la morte.

E non nella testa, signor pastore.

Nel sangue.

Non è il nostro sangue.

E allora non ce ne pure bisogno di comprendere queste parole.

In quanto parole?

Per sapere che proprio lì in queste parole si trova il sicurito, il sortileggio.

Sì, car pastore, sì.

E il quanto le mettiamo in musica, queste parole anche se le ascoltiamo mille volte.

La nostra dime è sconvolta, e diventiamo bambini.

E ritornano a lo sporco mondo dei compromessi delle menzogne.

E ritornano il mondo dei colorito che scacia i bambini.

E con escele in nocienza.

E allora ci divassiamo come mosche, nel vuoto della vita quotidiana.

I nostri ragazzi hanno ancora questi in nocienza, e sgior pastore.

Sanno ancora sorridere.

Fate mio sorrisino su.

I bambini del pastore non vogliono sorridere.

Peccato, è un vero peccato.

Voi olfagano.

Aspetate.

Videvo dire.

Melo direte domani.

No, subito.

Domani non sono più qui.

Vornate a viena.

Averlino.

Giuseppe.

Sono innamorato.

Si innamorato pazzo.

È fantastico.

Sono innamorato.

L'Ichi.

Tanno il yet.

Baranius.

Baranius.

Alriet.

Baranius.

Come avete detto?

Sono innamorato pazzo.

Alriet.

Cosa?

Come potete essere così in cosciente?

Avete deciso di rovinare del tutto la vostra esistenza?

Corriet.

Ma c'è costanza che vi aspetta, che incinta, che vi darà un figlio.

E voi andate a approcciarvi di una ragazzina che è stata con tutti.

Lo sapete almeno che è la mante del re.

Non mene importa niente.

Io la salvero.

La salverete da che cosa?

Volso grande.

Mi sentite uno.

No, non sento niente, l'esefa.

Voi siete la più cara delle amiche.

Ma non capite niente.

Io brucio.

Io brucio, Arto.

Mistro con l'Oltano Balei.

Ma posso ancora arrivare in tempo per la prima di Perlino.

E le dirò.

Ah sì.

Volso grande.

Lasciate mi stare.

Lasciate mi prego.

Lasciate mi impacce.

Eravate voi, maestro.

Ma è meraviglioso.

Sapete che quando mi hanno detto che eravate qui.

Sono morto di spavendo.

Non credevo neppure di poter rientrare in c'è.

Ah sì sì.

Vite la verità.

Ho cantato come avresti voluto.

Permittete, mi aspettano, devo cambiarmi.

Avete cantato divinamente.

Ma non è questo che conta.

Io volevo dirvi che si.

Io volevo dirvi che viamo.

Arriete.

Che viamo, che vio amata fin dal momento in cui vi ho vista per la prima volta.

Che solo tornato, solo per voi.

Vorrei, vorrei che voi e io fossimo una cosa sola.

Vorrei che cominciassimo.

Signor Mozart.

Io non so che cosa dire, Signor Mozart.

Vi amo.

Ma... La piccola è giusto.

Ma...

Ma...

Tutte sono.

Tutte sono.

Ti prego, ti prego.

Non ti prego.

Costanza.

Costanza.

Sono qui io adesso.

andrà tutto bene.

Signor, non potete.

No, non potete.

Lasciate le faccia.

Vincere meglio.

Da quanto il tamale?

A due giorni.

E' colpa mia.

E' tutta colpa mia.

Avrei dovuto ritornare prima.

Ti dommando perdono.

Perdono.

Osside.

Dottore, io volevo... Era ora che arrivaste, Signor.

Una cosa in sé non è molto grave, ma la Signora in cinta

non si è ancora ripresa dalle gravidanze precedenti.

Se non facciamo subito qualcosa, l'infezione si aggraverà e finirà per degenerare.

La cosa migliore per vostra moglie sarebbe una cura in una città termale.

Mi suggerisco bene in una cura e buona.

E poi ai vantaggio di non essere troppo lontano da qui.

Potrete andare a trovare quando vorrete.

Non vi venite a raccontare che non avete il denaro.

E non parlo soltanto del mio honorario.

Ho ricordatevi che la vita di vostra moglie è in pericolo.

Vero dico seriamente.

Quindi stava a voi prendere una decisione.

Non perdete tempo in ogni caso.

Ho avuto dei grossi problemi.

Insomma, sono torrate, non ho quasi più niente.

Mi dispiace, ve lo dito, mi levote, ma non posso farci nulla.

Con tutta la buona volontà.

E poi un anticipo su che cosa?

Su che cosa?

Sul concerto che vi ho chiesto di organizzarvi.

Leva bene, parliamo del vostro concerto.

Ho aperto le prenotazioni da due settimane.

Ecco, guardate qua.

Fate vedere.

E il barone fa un svita, né?

Poi?

Tutto qui?

Una sola prenotazione.

Una sola.

E siamo a tre giorni dal concerto.

Al vostro posto sapete che farei?

A nullarei.

Sì, ma le composizioni che vi ho spedito.

Non recupererò neanche le spediti stampa.

Non si vendono, Mozart.

Non si vendono.

A me piacciono, ma sono il solo.

Artari, è una questione di vita o di morte.

Ho bisogno di quel tenaro.

E dove lo trovo?

Volete vedere la cassa?

Caro Puchberg.

Sono in una situazione che non augurerei a mio peggior nemico.

E se voi mio confraterlo e mio unico-mico, non mi darete un aiuto immediato.

Nonostante io non abbia colpa della mia disgrazia.

Sarò rominato.

E come la mia povera moglie malate.

E il mio brambino.

Avviene ai miei la fortuna mia ostile a tal punto che non riesco a guadagnare nulla.

Nonostanti mie esforzi.

Perdonatemi.

Per un ordi d'io.

Vien quattordi ciluglio 1789.

Mezzanotte.

Ma

pane che non ti fai vedere?

È il lavoro, il volto.

Bella schive, il lavoro.

Dopo tutto, va bene a due ore da vien.

Sì, lo so.

Oh, grandi notizie.

Per questo è un così bella stessa.

Ah, ma anche tu hai un bella stessa.

È vero?

Sì, fai vedere un po' che bella stile.

Molto carino.

Ti senti meglio adesso?

Sì, sì, mi sono rimesta.

Voi vedere qualcosa?

Ecco, ti presento il mio nuova lievo, che anche mio copista.

Franzi piatta su smile.

Ha molto talento.

Vien, siede.

Un po' di limonata?

Sì, grazie.

Il tuo aliega, una riacarina.

Sì, sia molto talento.

Allora?

Queste grandi notizie.

Dunque, in primo luogo la ripresa delle nozze, che va benissimo.

Già no per la presentazione e chiamate a non finire.

E ci renderà un po' di venare, no?

Un po', sì.

Del che sai, non ho più un soldo.

Ma ti sei potuto permettere un abito, no?

Sì.

È vado anche a cavallo, me l'ha raccomandato il medico.

Ah, l'imperatore mi ha commissionato un 'opera.

Mi ha dato il soggetto lui stesso.

No.

Sì, sì.

Oh, fantastico, fantastico.

Mera viviosa.

E ne buono questa soggetta?

Sì, c'è un'idea.

Comunque da punte si diverte follemente e ascrivere il libretto.

È una storia che sembra sia caduta veramente.

Atrieste.

Due giovani ufficiali sono così sicure della fedeltà delle propria donne che c'è

uno scommette che l'altro non riuscirà a sedurli la mante.

E come fanno?

Sì, fanno passare tutte due per Albanesi.

Ah, sì.

Sì, beh, l'interesse è un po' difficile a spiegarsi, ma comunque si travestono.

E questo scatena dei qui, però, cuo.

Sì, c'è un'idea.

Sì, sono molto rispetto.

E come si chiama?

Così fanno tutte.

E in italiano.

Sì, ma le donne sono tutte in fedeltà.

Costanza.

Costanza.

Finite, tu che voglia adesso?

Scusate, signore, mettiamo giocando.

Sì, sì.

Ah, venite.

Oh, ma tu?

No, perdete, mi vede.

Mira, com'anno.

Vietela, perdete.

Ah, venissimo, venite.

Sì, vedete.

Sì, vedete.

Sì, domenza.

Sì, vedete.

Sì, ragazzi.

Sì, ragazzi.

Sì, ragazzi.

Sì, ragazzi.

Allora, allora.

E' max.

No.

Ah, è che per ricordi sotto la parru.

La cicatrice sopra il lapro.

E' frà.

Vero che siete voi franzi.

Scusate.

Non credi di stancarti un po' troppo.

Costanza.

È meglio rientrare adesso, pensa al bambino.

Tutti questi giovani che... Un Wolfgang.

Sono talmente felice qui ti prego.

E poi l'ide luderei, sono reto.

Ci tornano dal fronte turco.

E bisogna fare qualcosa per loro, che pesci.

Eh?

Su, venite.

Io vado.

Era un bambino.

E vissuta solo un'ora.

Se posso permettermi, signora.

Tutto sommato è meglio così.

Sì, perché se era questo il suo destino, almeno

non avete avuto il tempo di affezionarvi.

Perché poi, quando arrivano le malattie, è ancora peggio credete a me, signora.

Mamma, perché piangete?

Penso la piccola Anna che se ne è andata così presto.

Penso la mala sorte che ci perseguite.

Avete perduto altri nipoti?

Siete sempre stata così coraggiosa.

Ora non lo so più.

Sto invecchiando.

E voi siete così calmo.

Il mio lavoro lo esige.

In questi giorni sto componendo un concertato in tempo

lento, in cui ho bisogno di dolcezza, di tenerezza.

Sì anche di malinconia, ma che non ha niente che vedere con la mia vita.

Una malinconia che mi detta solo il libretto.

Sapete, questa musica che nasce in me, viene da una regione della mia anima,

ma dopo le tristezze non giungono mai dove.

Le gioie, l'infelicità, la felicità sono sconosciute.

Sì ad ormentata.

E come sta?

È ancora molto affaticata, ma smesso di piangere.

Posso avere un po' di caffè.

Per tanto tempo mi sono rivelato a la morte.

E adesso, adesso che mi sono chinato su di lei, ho

compreso che la morte è la chiave della nostra felicità.

Il vero unico scopo della nostra vita.

La morte è fedele, è paziente.

Vedo il suo viso davanti a me e non ha nulla di spaventoso anzi al contrario.

Mi calma, mi incorraggia.

Volete che vero di che io non mi ha tormento mai senza

pensare che forse domani anche se sono ancora giovane.

Non ci sarò più.

E pure di posso ossicurare che questo pensiero

non mi fa dispiacere e non mi fa soffrire.

E pure non

è una cantata sacra, quella che state provando.

E assolutamente inascoltabile parolomia.

E' horribile.

Questa è gente che si muove, che vive.

Lo capite.

Che piange, che ama.

Sì, ma cercate di capire che cantare la vostra musica con il braccio sollevato

così, come se stessi facendo un rinzi, beh, io non ci riuscirò mai.

E beh, sì, c'è nessuno obbiobbligato al essere le braccia.

E' un gesto che non sopporto!

Tenete l'evasse.

Non siamo ad una menza oficiali.

Non brindiamo al signor Colonello.

No, ascoltate, mi ascoltate.

E voi dovete guardarvi tutti e quattro.

Gli occhi negli occhi siete naseati di tutto, completamente desingantati.

Non vi fate più alcune illusione gli uni sugli altri.

E tutta via.

Via mate.

Parado sale, no?

Sì, paradossale.

Ferrando... non era abbastanza su mesi al controcanto.

No, no, no, no.

Niente esibizionismi.

Bene, per favore riprendete alla sesta battuta, per favore.

Signori, sua ma install imperatore Giuseppe Secondo è morto.

Grazie.

Un credito.

No, no, no, avanti, vanti, lascia, lascia.

Vi avevo chiesto la somma di 200 fiorini sulla garanzia di due con certi.

Una proposta onesta, no?

E allora?

17.

17 fiorini capisci quanti me demanda, 17.

17.

17, perché?

Ma è una miseria.

Quando lo racconterò?

Ah sì, è una data memorabile, non va dimenticata.

Perga andato 17 fiorini.

Se?

Ma che devi ti si possono pagare con 17 fiorini niente?

Il proprio di consacrarli è una buona cina al serpente d'argento.

Venite con noi, starle.

Ma certo.

E anche il nostro sysmai era invitato.

Ah, è risultato dalla mia subblica nuova

imperatore per avere un posto nessuna risposta.

Grazie.

Ah, quanto è buon?

Anche a me.

Nessuna nuova, buona nuova.

Mi non voi non siete stato licensiato come da ponte rosa.

E così fanno tutti avuto una coglienza tiepida, terribilmente tiepida.

Il pubblico?

Crittica e pubblico tiepida.

Il risultato restano in casa soltanto 17 fiorini,

meno il conto di questa sera naturalmente.

Che sarà superiore?

Credo proprio di sì.

Tabula rasa.

Per fortuna mi restano i miei due amici Stadler e Sysmai.

Era un famoso duo, signorio e signorio plombite.

E' con l'entrata comica dell'irresistibile duo Stadler e Sysmai.

Raccontate a me un po' la vostra storia del monte di piedà.

No, non contate lui, non mi piace raccontate.

Ah, scoltate Sysmai.

A scoltate, ne vale la pena.

Avevo due orologi, ma due orologi molto belli.

Chiedo a Stadler di impegnarmi gli al monte di piedà, d'accordo.

Allora, l'oludo fa giuro la gentile.

Sempre se può sempre contare su di lui.

A parte un piccolo dettaglio.

Sì, va benissimo.

Il denaro sale tenuto lui.

Oh, sentite.

Sì, sì, sì, lo so.

Sembra che fosse questione di vita o di morte.

Lui li chiamo così i suoi debiti di biliardo.

Ah, prego.

Quella volta, però, non era il biliardo.

Dopodiché state a sentire Sysmai.

Sapete che ne ha fatto delle mie polizie?

Non indovine reste mai.

Le arrivendute tenendo sì sol di naturalmente.

Siete rimasto a desto co' eh?

Ma è anche colpo rosta.

A casa vostra non c'è niente sotto chiave.

Io sono nuomo ordinato e quindi le cose puoi

riponere in una tasca che è sempre la sua.

Non chattisca.

Non sarebbe stato più semplice erubarli i due erologi.

Avete sentito, Stadel?

Era Sysmai e avrebbe fatto così.

Ma no.

Niente.

Ah, no.

No, sapete.

Stadel era un uomo molto più delicato.

Lui rupa si ma lo sa per gravi.

È più... è più tecnico.

No, non mi avrebbe mai... Non mi avrebbe mai rubato gli erologi.

Con lui... come voi mi rubata le partiture.

Io?

Voi si vuoi e chi altri siano.

Ma non sono accorta, cosa credete.

Un lui, col nary di una fancullina, appena staccata dalla conne della mamma.

E poi... Venite, venite a partitura.

Tata, tata, tata.

Ah, non fa niente.

Non sono arrabiato.

In fondo per le partiture colpa mia non dovrella lasciare l'ingirso.

Non sono sempre sottomano, non è vero.

La mici si albi sopra di queste cose, Susmaier.

Provare delle partiture, eh?

No, questa, poi, Susmaier.

Se ho brendati avanti, eh?

Bevete con me.

A la mia salute, bevete a la mia eccellente salute.

Ho fredda.

E il fuoco è spento, ci vorrebbe dire la linea.

Non c'era più.

Beh, allora vado a prenderla.

Con quali soldi?

I botegai non ci fanno più credita.

Ah, d'acqua.

Non puoi continuare ad avere freddo così, subieni.

Vieni, vieni.

Vieni, vieni.

Non scrivone anche più.

Si, Hayden, già da 8 mesi.

Io continuo a trascinarvi, riesco a penare, ristrumentare la musica,

di handle per fun speed, non vi rendete conto.

Io parto domani per l'ombre.

Cosa?

Perché non venite con me?

Ah, no, no.

Orili vi fa una proposta molto allettante.

300 sterline per due opere, lasciandovi tutta la libertà,

se ne avrete voglia di dare anche con certi privati.

No, ora che esterasi è morto.

Sono diventato finalmente un uomo libero.

Faremo il viaggio insieme, Mozart.

Sarai felice di averli per compagno.

Franchamente, non riesco a capire il vostro rifiuto.

E soprattutto non mi parlate del vostro posto accorte, un posto

che non vi piace e per il quale benide pagato una miseria.

Costanza in cinta.

In fin dei conti, Mozart.

Che cosa potrà tenervi agli enda?

D'acquanto vi siete allontanato, dalla vostra

salli sburgo non vi sono capitate che vi isgrazie.

Si, ma ero tanto giovane.

Vaid, mi addolora la vostra patenza.

So già che non ci vedremo più.

Amico mia, anche se hoci quant'otto anni, spero

bene di avere ancora una lunga dita davanti a me.

Non pensavo a voi.

Volete scacciare quest'idea in irra dalla vostra mente.

Dovete rimettervi al lavoro, Mozart.

Senza perdere un minuto.

Volete che ricominci a corgere?

Si.

E suonate a distanza, ancora meglio.

Tenete.

Si caneta.

In persona.

Non si può dire che vi siete precipitato.

Sono due anni che trionfata bien.

Potevate venire a trovarmi prima.

Ma non potero.

Volete intrare.

E allora voi siete mai venuto da mio teatro?

Perché un teatro privato e voi siete un frequentatore

di teatro e sovenzionati o pure perché in periferia.

Vi sono persone che vengono tutti i giorni, bisogna

chiedere la strada, due o tre volte, ma ci si arriva.

Vieni.

Ti presento Manuel Cicaneter in persona.

Signora.

Un amico.

Teneo parlato, è il direttore del teatro Auf der Viden.

Volete portare via quel vaso.

C'è un po' di caffè.

Sì.

Vado a prenderla.

E' incanterole.

Complimenti.

Grazioso questo.

Lo sentito per le scale.

È molto grazioso.

E' nuovo?

L'unico nuovo.

Penso di dare presto un concerto, senso, ma è un concerto insieme a un cornista.

Pensate o ve già organizzato?

Metà e metà, diciamo.

Ah, capisco.

La situazione non è per ilante, vero?

No, me la vostra?

Me anche la mia.

Ah, immagino la vostra vita.

Comissioni continuami.

Sì, contrattante.

Pensate, Cicaneter, scrivo per fino dei pezzi, però organo meccanico.

Ma no?

Sì, ma alla fine ne usciro.

Vedrete ne usciro.

No?

Arate, prendete una sedia.

Venite, venite qui.

E se ne uscissimo tutti e dur?

Ascolta, è mozzerto.

Le mie ultime tre opere non hanno funzionato, ma io so il perché.

Devo mirare più in alto.

Più in alto.

Mi c'è volo uno spettacolo che sia un avvenimento sensacionale.

E' bene questo avvenimento siete voi nel mio teatro.

Mozzarti un teatro privato.

Ecco la trovate.

Volte, c'è quello che ti propone, signor Cicaneter.

Cicaneter, signora.

Vedi che è così?

Non se ne fa più.

Esattamente di cosa avresti bisogno.

Di qualcosa...

Qualcosa di smisurato, signora.

Il mio teatro ha una prezzatura straordinaria.

Ci sono macchine.

Ci sono bottole.

Dovresti vedere le mie bottole.

Gli attori entrano a escono in nessuno capisce come.

E' praticabile, alti come il bocacela.

Io posso fare di tutto.

Volete la salto di un bastione?

E' come servito.

Una bella tempesta di mare?

Quante ne volete?

Insomma... Insomma... Mi ci vorrebbe uno spettacolo sensacionale.

Fantastico.

Fiavesco.

Mai visto.

Si e avete il denaro?

A abbastanza per dare più un anticipo.

No, non parlavo di questo.

Ma del denaro per montare un vero spettacolo su una verascena.

Ciccanever Mozart, sei sui nostri nomi non trovo un finanziamento?

E' il libretto?

Un soggetto nuovo.

Moderno e fiavesco insieme.

Un momento, voi dite fiavesco e moderno.

C'è una contraddizione.

No, no, no.

Ciccanever, se avete un'idea, addite me al ciamamenti, andiamo.

Voi siete massoni.

Anchio.

Anchio.

Sò che avete già scritto delle cantate massoniche.

Una fiava massonic.

Certo, esatto.

Parpendo dai nostri simboli, immaginate lo spettacolo.

La venimento.

Un'opera dite come una delle nostre ceremonie.

Sì, sì.

Come si è prendessimo il pubblico per la mano per un

viaggio di iniziazione con le nostre prove e i nostri riti.

Sì, ma bisogna trovare una trasposizione che ci

permetta di esporre la nostra dottrina in piena luce.

Il conflitto tra bene e male, tra il giorno e la notte, tra la ragione e il lignoranza.

Sì, sì.

Sì, proprio così.

Sei felice, ti piace?

Dimelo.

Lascia me in pace.

Tere per ecco, dico di lasciarme in pace.

Sì, canederno.

No, è impossibile, bene, d'accordo.

Mi ci metto oggi stesso.

Ma, attenzione.

Il mio pubblico è popolare, ma esigente.

È difficile.

Più difficile degli intellettuali mondani dei vostri teatri subvenzionati.

Sapete la differenza capitale da me e la gente paga per risposto.

E vuole l'equivalente del suo denaro.

Ma che cosa?

Voi, avete parlato di un'anticipo, signor Cicaneda.

Sì, ve lo darò in giornata.

Cicaneda era così, presto.

Ditto, presto fatto.

Ma si può sapere che cosa?

A me piacerebbe tanto andare a Baden.

Sapete quanto vorrei tornare a Baden.

Io, adoro, Baden.

Volca.

Volca, mio caro.

Volca.

Eh?

Mi piacerebbe andare a Baden, tu lo sai.

Sei d'accordo, non è vero.

Quella cura mi ha fatto tanto bene.

E io... Bene, d'accordo, mate a compagnere a susmaier.

Susmaier?

Se è stupido, è vero, ma almeno avrei compagnere.

Volca, anche il lavoro ha molto meglio il senso di me.

Silenzio!

Siamo in un teatro.

Ah, ti continuate?

No, no.

Va bene.

Sì, la già l'ha volato con me.

Anche con me.

Cinque anni fa, nelle nozze.

La parte di Barberina.

Va bene, vi prendiamo, passate nel pomeriggio a firmare.

Oh, grazie, grazie.

La prossima.

Sì, ecco la signora.

Hans!

Hans!

Cosa è che prende dal particabile del giardino?

Bisogna fissarlo.

Va doglio, signora.

Vai, vai.

Con giorno, signorina.

Allora, dev'ete lo spartito?

No, signora.

No, millordai, non ho spartito la signorina.

Eh, non è più, signora.

Quello che servito per Gothelipsù, presto.

Ma se l'he portato via?

Se l'he portato via?

Tutto, bisogna dire tutto.

Qui, se le cose non si dicono, non si fanno.

Quello non è uno spartito, forse.

Ah, il tempo vola.

E' costa.

E' anche a te altro chiuso, l'espese continuo a correre.

Sì, scappa dal copista.

Dove il vostro copista?

Scushmeyer.

Ah, Baden.

Ah, Baden.

Va bene, inaudito.

Noi stiamo qui ad ammazzarci di lavoro.

Il copista e a Baden.

Che cosa fa la giue, malato?

No, accompagnato mia mugie.

Bene, detto Mozart.

Voi siete sempre imprevediti.

Ah, sì.

Tate attento, però.

Conoscete la vaggio moglie a secco, marito becco.

Signorina, nel frattempo, cantateci qualcosa che conoscete.

Così ci possiamo fare un'idea.

Vero Mozart?

Ma dove andato?

Che?

Che?

Costanza.

Ma che cosa fai qui?

Wolfgang in piena notte che cosa...

È successo qualcosa al piccolo.

Bimbi.

Bimbi.

No, no, no.

Avevo solo bisogno di vedere susmaier.

Susmaier.

E tu cerchi susmaier in camera mia.

Entrando dalla finestra.

Costanza.

Bambi la mia.

Costanza non sto bene.

Non so cosa è ma.

Oh come...

Una specie di vuoto qui in mezzo al petto.

Mi fa male, continuamente.

Giorno e notte, sale.

Mi prende la gola, non so cosa.

Non ne ho idee.

E anche il lavoro mi calma più, se mi mi

tolchiano forte sua nombrano della mia opera.

Mi sento così scommolto.

Lo riesco più a lavorare.

Ah, più forte di me.

Io.

Signor Mozart.

Si?

Mi avevano detto che facevate la passeggiata mattutina al Prater.

Che vi avrei certamente provato.

Posso tratenervi un'estante.

Imprivato.

Me?

Staremo più comodi nella mia vetura per parlare.

Oh, d'io, contro.

Non avevo mai visto niente di più ridicolo.

E quello spilongone del visconte con il suo razone.

Stavo per sbottarli e ridere in faccia.

Tieni.

Però fai attenzione, dorme.

Si.

Sofì.

Cambialo.

Io mi revo il capello.

Non trovi che si è comportato bene per la prima passeggiata.

Ma come sei qui tu?

Che cos'è?

Ho visto la morte costanza.

Cos'è?

Il messagero della morte.

Al Prater.

Un uomo in nero.

Mi ha ordinato un requiem.

E io ne ho visto tante vita mia.

Ma non avevo ancora mai lavorato con un pazzo.

Un pazzo fuori... Non è sagerate.

Come non esagerate?

E pazzo ve lo dico io, costanza e pazzo.

O pazzo da legare.

Dice che il requiem ha la precedenza su tutto.

Il requiem.

Ma quale requiem?

Il requiem di chi?

Non fantasma?

Non vi fai fai tocopiare le musica per un fantasma?

Perché naturalmente l'uomo in nero è un intermediario.

Ho proibito sapere che c'è dietro è un mania.

Quello dico io, costanza è chiaro come la luce del sole.

È un attacco di pazia.

Una lucinazione.

E va bene, se è un attacco di pazia, bisogna lasciare che passi.

Il medico ha detto che è stanco che non bisogna contrarriare.

Ah, bene, allora.

E io che fine faccio in questa storia.

Se il mio teatro chiude, io ha vado fallito.

Volca anche, dice che l'uomo... Ma quale uomo in nero?

Ancora si credete, l'uomo in nero non esiste.

Io ne vedo altri di uomo in in nero che si profirano all'orizzonte.

Sì, gli ufficiali giudiziali.

Sono in casa del signor Mozart?

Sì.

Lui c'è?

No, ma io sono somole.

Benissimo.

Sono venuto a portare al signor Mozart.

L'anticipo che abbiamo stabilito per quella rechie.

Ecco.

Vogliate dirgli da parte mia... che lavori con suo comodo.

Non c'è fretta, può prendersi tutto il tempo di cui ha bisogno.

Buonasera, signora.

Buonasera, signora.

Allora, avete sentito?

Tutto il tempo di cui ha bisogno.

E invece cosa fa?

Dovrebbe stare qui a scrivere il mio flautomagico?

Sì.

Ma lo riprenderà, Caneber.

Ma no, ma no, non lo riprenderà.

Un'altra comissione è qualcosa, perché il mio teatro non resti chiuso.

Ormai, è un vizio.

Lui la musica non la compone più se la di vora.

Ah, bisogna verificare la bottola de giardino.

Si ha premale.

Sì, signora.

E poi voglio vedere le corde che dovranno reggere i tre bandini.

Va bene, signora.

Ah, voi.

Alliamo un po.

Sì, va bene.

Sì, così, va bene.

Ah, eccovi.

Un giorno.

Canebervi.

Pitevo dire che io.

No, no.

Non mi dite niente.

Gli hanno fatto una nuova proposta.

Come lo sapito?

Di conosco.

E' un'opera, vero?

Prego.

E' un'opera?

Guarda sui, ha a traga.

Per l'incoronazione di l'opoldo rediponi.

La prima è il sei settembre.

Il sei settembre.

Il sei settembre.

Ma siamo al sedice a costo.

Non se scrivo un'opera in tre settimane.

Non mi faccio i lucioni.

Guarda sui rivolto a me, perché sono più rapido degli altri.

E' una folliglia, Mozart.

Non posso permettermi di rifiutare 200 educati.

E' qual è il libretto si può sapere?

La reclemenza ha ditito.

La cosa?

Di metastasio?

Quell'ecca anese che si ritornara per tutto.

E voi?

Voi mi discutete ogni virgolata del flauto magico.

E per lui che volete abandonarmi, vero?

Mozart.

Mozart lo dico per il vostro bene.

rifiutate.

Impossibile ho detto di... A me d'acetta.

Sì.

Questa.

È una vera pochina.

In poca lupo.

Di stralende sonnet.

E tre ben di nacht.

Cernista andè a fai slerdo.

E schliegenemato.

La vera è la vera.

La vera è la vera.

Sì.

Signore.

Signore.

Signore.

Fantastico.

Non sierò mai visto.

Propriadesso dovuto mandare via delle persone

che volivano prenotare per il mese prossimo.

Li ho sgraziato, le hai mandate via.

Ma signore, un 3 di 15 giorni con la cossiera non si riempi un piatto.

Avete sentito?

Cosa?

rifiutiamo per il mese prossimo.

Sono due mesi che si replica.

Tietete un po, amico mia.

Il successo vi fa bene.

Siete un po' grazie.

Sieda un po' di tempo su una pensiona al serpente.

Da diena, è la copciana.

Non vi trovo a fatto in grassato, signore Mozart.

Sé un tionotto.

Voltila rene e tu la camerina.

Si pari o tra un'ora.

Conioso come queste ragazzi amano il successo, eh?

Allora, lavorate sempre al vostro reckne.

Sempre.

Più un piccolo concerto per stare.

Vado a prepararmi.

Si, andate.

Attra poco.

Ma si possa vedere che ti avevo la resaltata in mente.

Buonasera, maestro, non c'è nessuno con voi?

Ah, si canedere furioso con me per via di uno scherzo che io ho fatto.

Uno.

Mellaria di Papa Gaino, il pubblico crede che si assicanedera suonare il flauto.

Invece lo suono io e nel punto in cui lui ha

una pausa di sorpresa suonato un arpeggio.

Lui si è spaventato, ha dato una motta lo strumento e ha detto chiunil mecco.

Tutto il teatro, Arriso.

Vi porto la carta?

La carta?

Ah, no, no.

Questa sera.

No, no, no.

E portatemi solo un bicchiere di vino.

Sì.

Un bicchiere di vino per il suo armozzo.

Allora, va sempre bene in teatro?

Ah, sì, sì.

La sala è piena tutte le sere.

Ah, tutti ne parlano e l'adenimento dell 'anno.

Avete superato i brutti momenti?

Eh?

Sì, forse.

E il vostro piccolo caro.

Lo vi sto passare l'altro giorno.

È molto cresciuto.

Vesogna che cominci a occuparmi seriamente di lui.

Ascoltatemi diner.

Io, Mozart, ho seguito una processione di Padrescolopil, il mese scorso.

Dico vi immaginate mi con un cero in mano che seguo una processione.

Pazesco.

Volete che vi dica perché l'ho fatto?

Vorrei che Carl, che Carl andasse a scolar da loro.

Un'educazione religiosa.

È l'unico modo per forgiare un'anima.

Buoni capite.

Sì, sì, sì, sì.

Sì, voglio che te grande mio figlio abbia un carattere forte che rifiuti con

promessi, che resti patrone della sua compria.

Io non ho saputo farlo.

Sir Mozart, avete la vostra musica?

La mia musica.

Non so cosa questa sera, non mi sento bene.

Dine ero vicinato.

Mi prego.

Prendete, tagliere.

Li mio bicchiere.

Brindate.

Alla mia salute, tagliere.

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