All language subtitles for The life in Italian part1

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Original subtitles

Buonasera.

Signori, prego.

Su, presto, presto.

Un orato di rivedervi, signore molto, un orato.

E la camera 4 come al solito.

E un vino caldo.

Se si è la 4.

Su, andiamo a sbrigatevi voi.

Al vostro servizio, signora.

La camera numero 2 è la gratite.

C'è un più minuto.

E un vino caldo, magari.

Per fila vestra.

No, no.

Mi entevi in locale.

Per fila vestra.

No, avanti.

Il fondo, il fondo...

Vila, vila.

A testo sale.

Cosa è tutta questa confusione?

C'è un trapello di ufficiali dagli usi.

Mi fanno l'onore di dormire nella mia locanda.

Che bella cliente.

Ah, la mia locanda ha fama di essere la migliora del Vurtenberg.

Siamo in quattro.

E invito la camera 6 e la 7.

Sono comune.

No, no, no, ne basterà una sopa.

Beh, comunque sono comune.

Attenzione.

Fate attenzione.

Un clavicembolo non è un barile.

Mio tio che gente.

Oh, che errore, babbo.

Il piccolo stambale.

No, no, no, no.

È il trombettiere che è calante.

Che cos'è un clavicembolo?

Eh, ne so.

Ma pesa come un quarto di manzo.

Perdi qua.

Attenzione.

Attenzione a lo scalino.

Ecco qua.

Passo al sapere i vostri nomi per registrarmi.

Vice maestro di capella Leo Voldemort, certe famiglia.

Mosi cisti.

Sì.

Al servizio di un signore Sigismondo, fonserata in Bach.

Princi perci, vescovo di Salisburco.

La camera costa tre fiorini.

Va bene.

Il pesto ha latavo la comune 25 cose.

Abbiamo cenato per la strada.

Vado a prendervi una cantella.

Siamo attesi da su Altezzasto, carda.

Ah, sì.

Beh, è molto strano.

E perché?

Il princi per partito per Ludwisburg.

Siete sicuro?

Lo ho visto passare tre giorni fetticono che resterà fuori un mese e alle manovre.

Quando si affitano i soldati a tutta l 'Europa bisogna occuparsi.

E ne fatto così il princi per sempre da un 'accazerma all'altra.

Ma non gli cambierete mica nell'izzola, eh?

A questi salto in banchi.

Ma il cliente di Ieri aveva la febbropportano.

E con questo?

Sono rimettivi a tutto.

E tu?

Che cos'è questo sprecco?

Allora che conti di fare?

Andare a Ludwisburg.

E là non leggeremo una carrozza.

Ti cosa vuoi tu?

Pp, mamma.

Il vaso e dietro il parvento.

Ecco, Ana Maria, scolta.

E per la gazetta di Francoforte.

Il 15 del mese corrente, il signor leopold Mozart, arriverà in città con i suoi due

bambini prodigio, prima di proseguire per la Francia e l'inghilterra.

Il pubblico di Francoforte avrà il piacere di apprezzare

il talento portentoso di sua figlia di 12 anni.

E quello di un bimbo di 8 anni, suo figlio, che è il più grande musicista

di tutti i tempi nel violino e nel clavicembolo.

Che cosa ne pensi?

Che hai esagerato un po'?

Ah no, non è mai abbastanza.

Bisogna spuoterelo il pubblico.

Noi tedeschi, soprattutto.

Noi, soprattutto.

Bene, lavoriamo un pochino.

Adesso prima di andare a dormire.

Wolfgang, la sonata per violino è il clavicembolo.

Cosa, dopo tutta una giornata di viaggio, ma dovrebbe dormire?

No, ma voglio suonare, non sono più stanco davvero.

Visto, Ana Maria?

Non è più stanco, hai sentito?

Ah

no, no, no, lo meglio per il passaggio.

Papà, vi prende in giro.

Voi smetterla, Wolfgang?

Beh, fa a mi una scala in sol.

Fa attenzione al passaggio del pollice.

E perché passimare il pollice che sbagli?

Ora riparova.

Ah, bello, veri che fanno voi?

Su va a sederti a scoltaci.

A scolta tuo fratello.

Allora.

Pronto?

Wolfgang?

Via.

Bene.

Molto bene, Wolfgang.

Ma...

Che cos'hai?

Vapo, ha una sorpresa per voi.

Una sorpresa.

Una sorpresa.

Naderna, dammi la tua sedia.

Questo.

Una sorpresa.

Avanti.

Vennota l'idea questo pomeriggio.

Vi piace, Vapo.

Allora, lo scrivete.

Però sbagli la deteggiatura.

Guarda.

Il tuo secondo dito non può suonare il fa.

Devi usar il terzo dito.

Vederai che va meglio.

Recomice.

Ei!

Volete finirla con questo chiasso?

Siamo in una locanda.

E qui la gente paga per dormire.

Ma se io si permettono di criticare il trombettiere.

I militari almeno mangiano, bevono.

Spero.

Come vi permettete?

Voi non sapete a chi stava?

Oveca smetterla con questo poeca.

Mi ha figlio stato baciato dall 'impertrice.

Per centi.

No, no, no.

Non siamo dei pezzati.

Non è vero.

Non vi vergognate.

Come sarebbe?

Non aver paura, piccolo.

Ci lancio voi, anima perduta.

Era una camera canto a pregare.

E ho sentito quella musica.

Ah, signore.

E come sedio stesso?

La voce di Dio nella notte.

E sono questi bambini a suonare.

Queste animi nocenti.

E' bene, uscite.

La vostra presenza qui è un'offesa al signore.

Grazie, padre.

Grazie.

Senza di voi.

Ci ha dato dei pezzanti.

E' avete sentito.

E' mio marito che è insegnato tutto al bambino, padre.

Sì, il clevicembalo, il violino.

Allegger, far di conto, al scrivere.

Il vostro sposo è un buon servitore di nostro signore che si è degnato di

enlargire i vostri bambini questi meravigliosi doni.

Quando penso che avviene, abbiamo suonato da per tutto, davanti a principi ad uchi,

a conti, perfino davanti a sua maestà.

A che moro?

Sì.

L'imperatore voltava le pagine dello spartito del picco.

Su vieni qui, Vosgan.

Sì, mamma.

Viene dire la tua priiera.

Oh, andiamo, signore Mozart.

L'imperatore.

Non volete credermi?

Leopoldo.

Un momento.

I bambini, ti aspetta.

Ecco il dono del nostro imperatore Francesco.

Questo è quello dell'imperatrice...

Maria Teresa.

Dio la penetica.

Ora nia, pigata fa.

Pigata fa, levità.

Cere mica.

Cere mica.

Atic, atic, atic.

Ah, dopo Dio?

L'ianepopa.

Sì, prima Dio, Wolfgang.

Tu vedrai.

Vedrai che questi mercenari finiranno con lo scatenare un'altra guerra dei setteati.

Ma che fai, è mia.

No, adesso ce l'ho, io me la tengo.

È mia, ti dico.

Che cos'è?

Fammi vedere.

Ma è la croce.

La croce che mi ha regalato il con tepalfi, dove l'hai presa.

Non l'ho presa, l'ho trovata per terra.

Dove per terra?

Tincane era stamattina, vicino la porta.

Vicino alla porta, ma era nel cofanetto.

Il cofanetto?

Da mio cofanetto, presto.

La tabacchiera della principessa l 'ichronofsky,

la tabacchiera con i diamanti e sparita.

Come il sparita?

Sparita, scomparsa, rubata.

E chi può essere stato?

Ma il preto deve essere stato lui e magari, uscendo a perso la croce.

Leopold machettici.

Un preto.

Un falso preto.

Senza dubbio.

Un falso preto.

Sembra che oggi ce ne siano da per tutto.

Ah, come è se di stesso suonasse?

È la voce del signor e nella nostra.

Continuate per purificare l'aria.

Io mi faccio piccolino, come un topo all 'angolino.

Con un topolino con orice grandi, grandi.

E infilo un'azzampano il cofanetto.

Avrete il cofanetto, signor Mozart.

Fiste driste, miste gris.

Cofanetto.

Avrete in fretta che ci infilo l 'azzampesta.

Morfca.

Basta con queste sciocchezze.

Opa, voce ne regaleranno altri di tabacchiare.

E c'è l'enzio.

Sì, desiderate?

Leopold Mozart.

Vice maestro di capella presso il principale civisco di Salisburgo.

Sigismondo forcerata mac.

Sono anche l'autore di un metodo per violino.

Beh, allora?

Sono raccomandato a sua altezza da sua eccellenza il Conte von Wolfeg.

Ecco, noi speriamo che sua altezza vorrà farci la

grazia di ascoltarci quando lo riterrà opportuno.

Saremo molto felici di potere seguire davanti a sua altezza.

Ah?

Mosecisti inturne.

Ah, caro, signor.

E bisogna rebbe che voi foste un virtuoso eccezionare perché sua altezza si

interessasse a voi e non credo che voi siete.

Ma vedete, ecco, non è di me che si tratta.

Non si tratta di voi.

È tutto scritto nella lettera di sua eccellenza.

I miei bambini sono straordinari virtuosi che hanno già

suonato davanti alle loro maestà imperiali e reali a vien.

L'anno scorso e sono stati molto apprezzati.

8 giorni fa, Mona.

Sì, sì, ho capito, grazie.

Allora si tratta di questi due.

Mi affiglia, Marianne.

12 anni.

Mi affiglio Wolfgang, 8 anni.

È capace di... Spermiatevi la fatica, signor viciametto di capella.

Diamo già avuto qui gli automi del Signor Melzio

due anni fa, genera uno che era sorprendente.

Un giocatore di scacchi di assicuro veramente singolare.

E bene, il nostro principi non l'a minimamente considerato, quindi.

Ma i miei figli sono dei veri conditi.

Mestolo, dite voi.

E poi su altezza e alla caccia cingiale e

c'è solo da sperare che ritorni di Borumura.

Perdonate, potrei almeno incontrare il mio collega il maestro di capella gli omelli.

Ha credo proprio di no, abbiamo messa solenne qui al castello a fare due giorni.

Il Signor Yomelli è indefaratissimo con le prove.

E ho occupato tutta la giornata e non credo proprio.

Dopo la messa solenne.

Il giorno del Signor.

Allora... Yomelli, vi ha ricevuto.

E... come l'ha trovato il piccolo?

Caro mio!

Un miracolo.

Incredibile, incredibile.

Che un bambino te descopossa a avere.

Questo talento, questo fuoco, questo spirito.

E poi ha fatto di tutto per impedirci di sonare alla presenza del príncipe.

Ma perché?

A paura di perdere il posto.

Che io gli eloporti via capisce uno stipendio di 4.000 talle

di casa in città casa in campagna la legna, il carbone.

E quell'altro.

Quello bacaccio.

Crede da essere avversaio.

Un giorno ci saremo noi nella pera versoio.

Nanner, per favore alzati.

Questi italiani.

Che ci prendono tutto, tutti i posti, c'armatani.

Caraglie vogliono soltanto soffocare la musica tedesca.

Che vi hanno fatto, babbo?

Che vi hanno fatto?

Niente, niente.

Non mi ha scoltato.

È un mistero.

Che mistero?

Che la musica italiana possa essere così bella.

Nonostante si ha fatto dagli italiani.

E il príncipe è stato cattivo con voi.

Allora io lo odio.

No.

Wolfgang.

No.

I príncivi non sono cattivi.

Sono i sole che ci illuminai.

I regenti dell'altissimo su questa terra.

E tu devrai rispettarli.

Senza di loro non sei in una capisci.

Sono la mano che ci nutre.

Anche questo qui.

Certo.

A ripartiremo domani.

Fortunatamente a Francoforte o almeno due con certi assicurati.

E i burguesi pagano in buona moneta.

Sopiedi.

Wolfgang.

Nanel.

Nanel.

Nanel.

Aspetta mi qui.

Ma insomma, Nanel.

Che ti succede, eh?

Come ti viene in mente di sparire così?

Insomma, vuoi parlare.

Vuoi, vuoi non mi volete bene.

È sempre tutto per Wolfgang.

Io non esisto.

Ma tu sei in pazienza.

Si parla solo di voi.

Vuoi andare, vi dà bene, vuoi andare.

Oh, andiamo, Nanel.

Tu sei più grande di tu faranno.

Tu devi capire.

Lieni.

Tu, tu, tu, fratello è così più.

E' per questo che ha tanto successo.

Beh, certo.

Lui compone un po' suona bene.

Ma tu sei già una vera virtuosa.

Guarda, a cominciare da Franco forte l 'allegro del concerto lo suonerai da sola.

Va bene?

E a Parigi lo metteremo sempre in programma.

D'accordo?

A Parigi.

Su, vieni.

Non mi sento più le gambe da nostra unchezza.

Che città?

Sei sicura che c'è un pretedezco in questa parrocchia?

Sì.

E padre Connale, dell'ordini dei capucini.

La signora vanaica mi ha raccomandato.

Dove sono i bambini?

Vos grande, ha priso fritto.

Capisci con questi letti che non hanno neppure più o meno.

E poi le cucina francese non le dici risce, proprio comite.

Ora ed era signora vanaica con una bella borsa della quacalta.

E nannarlo?

Stavo di ando con lui.

E tu?

Ho potuto combinare un concerto dalla principessa deconti.

Una serata d'accademia, ma è solo fra nuovi giorni.

Finò dall'ora niente.

E quelle letteri di raccomandazione?

Oh.

Però un grande concerto è meglio che mi ente, no?

Beh, ma non basta.

E tutto?

Non hai visto nessun altro?

Oh, mi agare questa città è troppo grande.

Fai una cosa sola e la giornata è già trascorso, 70 gente.

Tutti hanno fretta a tutti indaffarati.

E il paura che non vede bene per i bambini.

Sei signora e non ci mette una parola buona.

Mi piace questa chiesa.

Mi ricorda un po' quella nostra.

E se li spurgo.

Sì, è vero.

Ma da noi è più vero.

C'è più gente.

I francesi sono cattolici, ma che voi che ti dica?

Non hanno senso morale.

Guarda, guarda da.

Anche qui, in una chiesa.

Le donne sono tutte truccate.

Si sente l'odora della cipria.

Barotta musica e Barotta vita.

Ecco i francesi.

Ma scusa perché allora siamo venuti qui?

Perché solo qui i bambini possono cominciare una vera carriera.

Senza parigi non si combina niente.

Bene, mi ho vado.

Tu non ti confessi oggi.

Dopo di te li ho pulta.

Ma comodate, mi fai.

Stato una serata.

Venite che signore, ma...

Ma che ti succede?

Stai cambiando tutto.

Lo faccio a posta.

Non se ne accorgono nemmeno.

Ma che ha quella gente?

Non ha mano la musica.

Fallo per me è volso, canter.

Quella gente.

Io la detesto.

E la sapete l'ultima di mi qua?

Ha proposito di me.

Non lo so.

Dessa mattina mi è stata raccontata già prebotte.

Non conosco niente di più isaspirante di

questa mania e di citare le parole degli altri.

Non potete usare le vostre.

Buonasera, scelto che buonasera.

Buonasera, Cleila.

Come stai il nostro cara?

E sempre pazientemente innamorato della sua giovana esposa.

E che?

Io?

Che?

Contalente c'è un'aria di assurre.

No.

Ma non ma che?

Merrillo.

Merrillo.

Vespa, andate a prendere un po' di champagne.

Succo.

Tessa in cantevole stasera.

Comprimenti, mio cara.

Piccolo mio, ma lo sapete?

Che quando suonate toccate ricolore?

Come vi chiamate piccolino?

Mozart, signora.

Wolfgang Mozart per servirli.

E mio figlio.

E Marianna, mia figlia.

Ah, ha dei piccoli tedi?

Siamo di Salisburgo, sì, signora.

La principessa decontice ha fatto l'onore di invitarci.

I bombini hanno già suonato davanti alle loro maestà imperiali e reali.

Ah, suonate ancora.

Bambino mio, suonate ancora.

Allo conoscete, è che è l'or della luna.

Prelo, comodate di.

Mi raccomatta.

Ora

qui sta avvenendo qualcosa di straordinario.

Ma vuole se le declevi al tuo nette.

Desperò, venite, venite.

Non mi raccomo, non mi raccomo.

Ancora, ancora.

Signora e signora.

Se lo desiderate, mio figlio che vi ricordo ha soltanto 8 anni.

Vi suonerà un'altra variazione sullo stesso tema.

Ma questa volta, questa volta, con la tastiera coperta.

Buonasera.

Ah, proprio buona.

Signora, finalmente, la fortuna di interessarvi.

Venite con me.

Siete in cerca di noti?

L'esperatamente.

Ho qualcosa di importante per la vostra che dita.

Dillace, un vero prodigio.

E che viene proprio dal vostro paese.

Venite a vedere.

E' questo il vostro giorno.

No, no, no, no.

Scusate.

Permesso.

Permesso, signora.

Scusate, signora.

Ecco, il signor Mozart mi pare.

Signora Mozart ho una proposta da farvi.

Amicicari ho una proposta da fare a tutti.

Ascoltate.

E' ascoltate.

Allora, questo bambino che ha sbaglordito tutti, io voglio sfidarla.

Pico lo mio.

Vi accenerò una rietta che il signor Gretri ha

composto per mesi, sì, per me, proprio per me.

Acetate di sonarmi l'accompagnamento subito senza averla mai ascoltata.

Io la canto e voi ti accompagnate.

Che cosa dice?

Signora, dice che vuole solo che gli cantiate

le prime due battute per prendere la tonalità.

Ma sì, un certo, subito, non si prepari.

Settavigia, moi, pompe, in adusagia.

L'on for the city, te.

O tra te.

L'amua, l 'ipodio.

L 'on for the city.

D'on il...

Sì.

Ma come siete a parigi da più di 15 giorni?

Io grim non ne sapevo niente.

Con questo talento.

E io non ne sapevo niente.

È incredibile.

Sua maistà avrebbe già dovuto sentirli.

Vi dovete fare ascoltare, mio caro.

Ho qui con me dell'etere di presentazione.

Ma che non vi saranno servite niente?

E effettivamente, fino a raccono.

Noi sapete che anche io sono tedesco.

Ah, vuoi sì.

Sì, ma francese per elezione.

Melchiorre Grimm, segretario del Ducador Leano.

Quello che vi occorre sono degli articoli, mio caro.

Articoli, articoli sui giornali.

Lasciatemi fare.

Entro tre settimane, il vostro piccolo prodigio sarà lanciato.

Ma che cosa stai facendo?

Ancora sveglio a questo ora, Wolfgang.

Ho cercato di metterlo a dormire, ma non c'è stato verso.

Per una volta che poteva andare a letto presto, come gli altri bambini.

Come è stato il concerto?

Boh, come la musica francese, acqua fresca.

Niente da mettere sotto i denti.

Non ho conosciuto un certo signor Carmontel, che vuole fare il ritrato al piccolo.

Leo, voldumetelo a letto e poi ti prego i fieniti e tu e tard.

Su Wolfgang bisogna andare a letto, adesso.

Dove sei?

Dove, ma cosa fai?

Papa, poi io scrivere delle sonate per la signora di test.

È così gentile.

È così bella anche.

E poi canta bene.

Scrivere sonate.

Niente altro?

Ma è difficile, Wolfgang, bisogna saperlo fare.

Se ci tieni domani comincerò a spiegarti, tu mi

accenerai qualche motivo e io te lo scriverò.

Tenete, Papa, e per voi ne ho già scritto un movimento.

È qui sulla vostra carta.

Ho fatto proprio come fate voi.

Sapete, non è mica difficile.

È come quella del signor Shober, che abbiamo sentito al concerto.

La iscritta questa sera.

Sì, quando siamo ritornati dai certini.

È strano, perché io avevo tutto in mente quando passeggiavamo.

Era tutto lì, fermo, come il nostro film assa le sburgo quando è gelato.

E poi lo scritta a tavolino e ha cominciato a scorrere.

E non hai toccato il clavicembro?

No, non volevo svegliare la mamma.

Allora, siete contento.

Suonamera.

Suonamera.

Non hai solno.

No.

Ascorta.

E' avvenuto qualcosa di importante.

E vambino stannare.

Ma no, ma no, ma no, calmati.

Ti ricordi.

Ti ricordi l'emozione che provamo tre anni fa.

Quando il piccolo suono la parte di secondo violino con Shactner.

E la suono quasi alla perfezione senza aver mai presolezione di violino.

Ti ricordi a Shactner vennerò nella Liberiochi.

Volfo Gangabe va solo cinque anni.

Sema.

E quella sensazione che abbi allora.

La sensazione che andasse più in fretta di quanto si potesse immaginare.

Era inconcepibile e incomprensibile.

E pure io l'avevo.

Sì, ma che cosa spiegami?

Il piccolo è un compositor.

È dotato.

Più che è dotato.

Questa sera, direttamente, tavolino.

Mentre tu dormi, vi ha composto un'andante di sonata.

Perfetto.

Compiuto.

Con la modulazione alla dominante al punto giusto.

Il ritorno al tema, la mano si mistra.

E l'ascritto senza un errore straordinario.

Anna Maria è incredibile per la sueta.

Sarebbe stato difficile per chiunque.

Anna Maria.

Io credo che Volfo Gangabe ha mia più che del talento.

Ma perché ne sei così sconvolto?

E perché è migliore di me ma cerca di capire.

Non è solamente un virtuoso.

Non è solamente un buon musicista.

Forse diventerà un genio.

Non è vero.

Non è vero.

Tu non sei solamente un buon musicista.

Ma perché vuoi sempre valutarti così poco?

Il tuo metodo per violino è il migliore che ci sia.

L'Eupholto.

Io non ho bisogno di tutte queste grandi.

Lo so, Anna Maria.

Ma il signore ci ha dato un dono.

Non possiamo dire che questo dono non l 'abbiamo ricevuto.

Ne possiamo dire e non l'abbiamo coltivato.

Sarebbe un insulto alla generosità del signore Anna Maria.

Alliamo, viene suonere.

Ho ritrovato la fuga di Handel.

Allora, vieni, si o no?

Senti, Christian?

Si, Volfo Gangabe.

Io, se basti ambato o padre, era anche lui un grande musicista.

E dimi, ti insegnato tutto come mio padre insegna a me.

Certo, mi ha insegnato molte cose.

Il mio babo non è severo.

Lui sa tutto.

Li arido po' il concerto a c'è?

Avete dato un concerto a c'è il sì, veramente.

Sì, in un caffè con Anna.

C'era moltissima gente.

Si pagava all'ingresso.

Che strano ha, il suo mamma mi ha fatto capire quello

che ci ha raffritto sul manifesto del concerto.

E pensa, Christian, che era in inglese.

Ho capito tutto, tutto, senti, eh?

Edward Gibbon.

Story of the client and full of the Roman Italian.

La storia della... Beh, non lo so ancora, bisogna che lo domande al babo.

Sei a me il piaccio nei numeri.

Fare i calcoli.

Allora, inviato mi fa fare dei problemi.

E in Francia è imparato subito il Franciese.

E la storia.

E la musica, no?

Beh, certo.

Il mio padre Wolfgang, era molto severo.

Sì, molto severo.

Ma anche molto buono.

E molto grande.

Più grande di te.

Più grande di mio babo.

Ah, molto certi.

Buongiorno.

Wolfgang, vai a suonare di là.

Devo parlare, señor Bax.

Va, va.

Su, va.

Mi hanno scritto da Salisburgo.

Il nostro principi percivescovo ha perduto la pazienza, vuole che rientri.

Sì.

Sembra che senta la mancanza del mio talento a le feste Salisburgesi.

Perché non ascoltarlo?

E come?

Ritornando a Salisburgo.

Ma... Ma allora, la carriera di Wolfgang?

Beh, proprio per questo.

Ma non vene accorgite.

Molt certi.

Il piccolo è completamente spinito.

Ha bisogno di riposo.

Ormai già da qualche anno.

Non ha fatto che studiare, soltanto studiare.

Ha avuto grandi successi.

L'ionore della rola al society, del British Museum.

Ha potuto studiare con maestri italiani e poi con me.

Ha avete approfittato di tutte le possibilità che erano a vostra disposizione.

Cosa volete di più?

Io penso che Salisburgo farebbe bene il piccolo.

Non vuoi no?

Fate preso voi.

Salisburgo.

Non sapete che cos'è?

Un vero mortoio.

Qui ho mille occasioni per far conoscere mio figlio.

Wolfgang può dare tutti con certi che vuoi.

Perfino nei caffè.

Se il piccolo mi ha raccontato.

Non vogliate me nema penso che ne voi, ne lui,

ne vostra figlia, abbiate bisogno di questo.

Una tazza di te?

Bene.

Bene, allora rienteremo.

Ma... Ho degli impegni in Holanda io.

Inviti da per tutto, perfino dal principio d'oranoci,

il quale vale bene il principio e scopo di Salisburgo.

Il liege ha successo.

Non è niente.

Inerti.

Abbiamo una medicina a casa.

Presto, una carrozza.

Signore bisogna andare a chiamare un preto.

Ho fatto un altro salasso, ma il sangue è ancora infetto.

Queste febri cerebrali sono ribelli e bisogna avere la costituzione forte di

umomo per di uscire a cavarsela quando ci siamo alla.

Ma alla settimana passata, dottore, ma avete detto che era...

Sì, signora, speravo nel ristabilimento degli

umori, ma la natura ha operato diversamente.

Non ci date una prescrizione.

In Germania, abbiamo... Sì, ci sono il polvere in somma che...

Troverete una chiesa cattolica al angolo della zonda strata con la meri venstrata.

Il parolo che si chiama va a bevere.

Signor curato va a bevere.

E colpa tua.

Tutto è colpa tua.

Hai abusato delle forze del picco.

Hai sfidato il signore per il tuo orgoglio, per te stesso.

Tutto per te, tutto.

Tutto parlato a Gloria.

E ora sta per morire.

Sei contento adesso.

Sei contento.

Sei pazza.

Tutto ciò che ho fatto è per lui.

Solo per il suo avvenire.

No, era tutto per te.

E' unicamente per te.

Alla lunga di sburgo.

Ma ragione.

Avevamo tutto, legge.

Ma invece... Tutto lo sei trascinato dietro.

In tutte le locane ed Europa.

In tutte le sale da concerto.

In tutti i salotti.

E c'hai trascinato anche Nannner.

E due mesi fa, lei, rischiato di morire.

Ma ma vi prego, venpregno andite queste cose.

Ecco, Nannner.

Ecco, nannner.

Perché il buon dio per una volta almeno si è lasciato in piatto si cre.

Almeno per una volta.

Ma tu, tu ti sei intestredito sempre di più nel tuo orgoglio.

Non hai fatto altro che te parte i leorecchie.

E adesso lui sta per morire.

Papa, per favore.

I tre te.

Vedi Wolfgang.

Per la tua melodia interse tra biolino e clavicembalo bisogna infertire tutto.

Invertire tutto.

Mettere sopra il biolino e portare il clavicembalo all'ottame inferiore.

Un clavicembalo non canta.

Non può stare al di sopra del biolino Wolfgang.

Capisci?

Questa non si fa mai.

Alanti.

Riprendi all'ottame inferiore.

Si, Papa.

Il che tu fai?

Questa sonata adesso è appunto.

Tra un mes, la suona è remoda daanti al principi.

Allora, è vero.

Ritorniamo.

Le avete avversità.

Lo sanno già.

E così potremo far sapere tutto.

Lirà quant'erimo tutto, eh?

La zebra lo zodo di Londra che correva.

E il giorno che ci ho piccava.

Ehi francesi, laverzai.

Stai seguito, e ascoltami.

Perchè, che c'è?

A Salisburgo, le cose non... è molto tempo

che siamo lontani dal nostro paese, Wolfgang.

E tu hai dimenticato come era.

Perchè, non è più lo stesso, babbo.

E fiume ha cambiato posto?

No, è sempre là.

Ma...

Il nostro principi è un buon principi, Wolfgang.

Devi essere rispettoso, è un alto prelato della nostra chiesa.

E il nostro signore che parla attraverso di lui.

Hai capito, Wolfgang?

Bene, venite, venite signorvici a maestro di capella.

Ecco, vi ritornato.

Si è testato via a lungo, ma infine, esite qui, molto bene.

La vostra soddisfazione per me la migliore ricompensa, vostra grandezza.

Sì, sì, sì, io vi credo.

E così a quanto mi dico no, ma avete portato in tutt'Europa

la fama del nostro principato e della sua capella di musica.

Ciò farà perdonare la vostra sensi e gli

inconvenienti che ne sono venuti al servizio.

Voi mi capite signorvici a maestro di capella.

Oso sperare vostra grandezza di non avere del tutto perduto la vostra fiducia.

Vedremo.

Vieni avanti.

E così questo è l'autore delle pradezze di cui ci hanno riferito.

All'aria di un bravo bambina è ducata alla religione.

Com che tutti suoi doveri spero.

Parlo dei suoi doveri verso il nostro signore.

Sì, mo signore.

Quanti e il piccolo Mozart?

Sua madre si chiama Anna, ma riapperto e lo sapete.

Sarà un bocola si manda.

Beh, ne riparverebbe.

Non vi trotengo più.

Sua grandezza mi incarica di dirvi che desidera

riprendiati i servizio da questa sera i vespre.

Conta molto su di voi.

E spera che riporterete i cori a livello che si addice

alla loro fama, alla fama di Salisburgo di Montsignore.

Sì, e il gelenzio.

Vi autorizza anche a tenere vostro figlio con voi stasera per la cena al castello.

Grazie, gelenzio.

Che beccato che vi siete persi la cena.

Beh, io ho visto tutto.

Ero davanti alla finestra arrave.

E nel cortile?

Vedo Gustavo che fa il ruo bacuori.

No, ma mandando un marcio al liso.

Sapete quella che fa la guarda robiera.

E nel far così, mette il piede su una lattra

di ghiaccio e finisce con il culo per aria.

Io rispetto, parlate.

È il povero Gustavo.

Il fatto è che sul momento mi è toccato trovare un altro cargione di scuderia.

Capite.

La Già, perché Gustavo?

La quando si è fatto male, l'hanno messo al mantice dell'Organa del Signora.

Ah, Mozart.

Il Signor Heiden, il nostro nuovo maestro di capella.

No, andiamo e non vi farà con correnta.

Ha il contratto soltanto per questa.

Sono Lietto, Signora.

Sareste per caso parente di Joseph Heiden e mio fratello, signor Mozart.

Io mi chiamo Michele.

Mi fel Heiden.

Benissimo.

Vostro, Fratello.

Ne so quanto vuoi.

Non ci frequentiamo più da molto tempo.

Babbo.

Che c'è?

Chi è?

Quello?

È il paruchiere di mon Signora e signor dell'enanza, un italiano.

Babbo.

Cosa?

Non mi piace il vestito che portate.

Quello è il vestito.

Questo qui?

Nambe.

Ah,

Wolfgang, smettila.

Se

bello, vi pregherai di riflettere sull 'offerta che vi ha fatto.

Che cosa?

Dicevo che vi pregherai di riflettere sull 'offerta che vi ha fatto.

Tutto qui.

Perchè dovre darvi in affitto quelle fattorie?

E a quel panezzo.

Non sarebbe certo una fare.

Vi sbagliate, Frustemberg, credetevi a quel prezzo e un attimo a fare.

Comunque ora non è il momento.

Continuate.

E'

che sia sotto, Frustemberg.

E' già abbiamo sonato in otilmente.

Ha vedi vista la faccia del vostro vicino di capella mentre dirigeva?

Non, non l'ho notato.

Non sembrava proprio a sua accia.

E posso anche dirvi per...

Ormai contama di essere invitata a vienna con suo

figlio per evidenzamento della figlia di Maria Teresa.

E invece?

E invece l'invito la ricevutova del gastro.

Quindi... e lo trovate giusto.

Dopo la serenata che ha composto il piccolo.

E che abbiamo sonato oggi.

Una serenata che è la perfezione assoluta.

A 13 anni.

A 13 anni, 13 anni, 13 fondos sono soltanto tre meno di sedici.

E puoi sapete che a 16 anni Teleman aveva già scritto ben 11 concerti.

E per golesi addirittura tre offer con il vostro permesso.

Alliamo, questo serenata non merita tutto questo entusiasmo.

E' una musica graziata a tutto qui.

Questo è la mia opinione.

E io dico sempre come la pezzo, signor Mozart.

Signor Gherard, come vice maestro di Cappell, vi devo dire una cosa.

L'obbo è uno strumento difficile.

Quando sia l'onore di dare in lá ad un orchestral, bisogna cercare di darlo intonato.

D 'altra parte, io e mio figlio, vi dispreziamo.

E chiaro, signor Gherard.

Non ti hanno nemmeno invitato.

Ti rendi conto, Leo Pold.

Non il pandiamo, punpo e basso.

Oh, ma io non ne ho neanche voglia.

Tu parlerai quando sarà interrogato.

Ci saranno festa in continuazione.

Ci pensi?

Il matrimoglio di un'arci duchessa con il re di Napoli.

Oh, adesso ho mai più.

Con un po' di fortuna potremo essere ricevuti a Shembro.

Ma io so, ma la moglie del Dottor Barizani mi ha detto che per se l'i sbugui.

Ehi, signora del Gasser l'organista che è stato invitato.

Vuoi tacete, Trezzell.

Avroyo il diritto di parlare a mia moglie senza che tutti si intramettano, no?

Su, vieni.

Cerca di capire, Anna Maria.

Presto, Wolfgang non stupirà più a nessuno,

cominciano a dimenticarci la prova, eccola.

Non siamo stati invitati a vienna.

Ma io credo che vi... Ah, Presto, tu capisci.

Wolfgang sta soffocando.

Soltanto a vienna può avere una possibilità.

Oh, ma le ho voldo.

Ci sono persone di talento qui.

Guarda, Michaela Edm.

Ah, proprio un bel esempio.

Un ubriacone.

E ci doremmo mettere di nuovo in viaggio a dormire nelle locande.

Vienna è a ragione.

Sì, ma tu non sei stato invitato.

Hai l'espese a Carico.

E Wolfgang ancora così piccolo.

Piccolo?

Come tutte le madri sei completamente c 'èca.

Wolfgang!

Wolfgang!

Vieni qui, vieni qui subito.

Piccolo?

Adesso vedrai.

Mettiti qua.

Quattro piedi e sei porco.

No, fai guardare me.

Quattro pollichi.

Ho detto sei.

Già, ma dimentici che porta i tacchi.

Ma insomma, non vorrei mettere in dubbio quello che dico io.

Sono sei.

No, quattro.

Wolfgang, ora basta.

Wolfgang!

Bevi, mamma, al bevi.

Per favore, stai già meglio, ti devi nutrire.

Wolfgang, ti stai che troppo.

Ti regge e appena in piedi.

Mammi fa piucere, mamma.

Vuoi ti faccio un po' di prodo anche a te?

Sì.

Editi al babbo che quando un annere si adormenterà fare un po' di esercizio.

Ma hai sentito, vuole suonare.

Stai già molto meglio.

Credo che i nostri due bambini si hanno salvi.

Anna Maria.

Si ha ringraziato i dio.

Dicono che i mesnere sono andati a stare in campagna.

E anche quelli del piano di sotto.

Ieri ne sono morti due in questa strada.

Questo bagnolo che discrazia.

Una vera sciabora.

Ascolta.

Sì.

Che cosa significa?

Che cosa significa, babbo?

Voi restate qui, eh?

Io vado a vedere.

Cosa c'è, signora Gesnera?

La nostra graziosa principessa Maria Josefa, la

fidanzatina, è morta poche ore fa, sapete, signor Mozart.

Vedete, mia cara.

Questa grande casa è diventata vuota.

Povera, signora.

Povera, Maria Josefa.

Così giuvate.

E poi alla vigile del matrimonio.

E poi vero redinappoli che destino crudele.

Dele sinfonie.

Dele sinfonie, delle sonate, delle messe.

Senza contare le sue qualità di virtuoso al clavicembano, al violino e all'organo.

Tutti talenti che abbiamo potuto affinare

durante il nostro ultimo soggiorno piabienna.

E i vostri figlioli non sono stati contagiati?

Oh, sì, sì.

Tutte due.

Abbiamo avuto tanta paura, ma... ma grazie a dio.

Sì, certamente.

Grazie a dio.

Quanto al nostro povero redinappoli, gli darò

sicuramente un'altra delle mie figlie in sposa.

Nella sua immensa bontà, il signore ha voluto concedermi a bombanza di progenie.

In questo vedo i disegni benevoli della providenza.

E' stato quattro anni, Faber?

Sua maestra e troppo buona ricordazione.

Oserai dire che adesso il mio figlio potrebbe

rivaleggiare con i migliori musicisti di vienna, sì.

Signore Mozart, il mio schrinno è vuoto.

La Austria è in poverita dalle guerra e io devo prima

di tutto preoccuparmi del denaro dei miei subiti.

I posti esistenti sono occupati e non posso crearne degli altri.

Se sua maestasi degnasse di ascoltarlo,

suplico vostra maestà di volermi perdonare.

Sì, un sistema forse ci sarebbe.

Non voglio lasciarvi partire con la sensazione che

la vostra famiglia non mi interesse, signore Mozart.

Mi interessa.

E ragazzo.

Sì, vostra maestà.

Sapresti scrivero un'opera per vienna.

Ma certamente.

Sì, sì, babo, sì, sì.

Vostra maestà, vedrebbe che lasciatelo parlare.

Allora?

Ma, se sapeste da tanto che lo desidero, credete, mi le sarei talmente felice.

La scriverò, vostra maestà, la scriverò.

Oh, vire in grazie, vire in grazie, vire in grazie.

Se volete conservare l'amicizia dell

'imperatrice, moderate la vostra joya, Giovanotto.

Bene, dovrete andare a trovare il conte da fligio e a lui che ho dato in affitto i

teatri imperiali, ma credo che una mia raccomandazione abbia ancora il suo peso.

Entrate, signor Mozart.

Adesso di questo teatro siete come in casa vostra.

Ah, dunque, voglio dei fiori.

L'affiori dà per tutto.

No, ma che cosa fate voi?

Vi volete dolire di lì.

Ah, vio, vio, vio, vio.

Signor Mozart, quando avrete un teatro vostro, signor Mozart.

Se mai avrete un teatro, non diffidate delle donne delle pulizie.

Le donne delle pulizie sono il flagello del teatro.

Una volta ho trovato un'ostrofinacciola nel palco imperiale.

Vedete, signor Mozart, quello che mi chiedete per vostro filo è enorme.

E' enorme!

Come si fa ad affidare la composizione di un'opera?

Ha un bambino di 12 anni.

Tredici.

Tredici.

No, ma... E' fonde!

E' fonde!

Vio, devo difendere la reputazione del mio teatro.

Un teatro di fama mondiale.

Ma l'inseratore.

Vio, prendo sempre in grande considerazione il volere dell'imperatore.

Ah, Giuseppe, non dimenticate le 12 bottiglie di tocai per la nostra diva.

Ma come?

Bene.

No, no, niente, ha fatto.

A bisogno di sapere che ci sono.

Ah, i capricideri di mio caro.

Altro dramm'altra preoccupazione è il nostro tenore.

Lui vuole sempre la sua costata di manzo.

Non l'avevamo dimenticata e abbiamo rischiato di non andare in scena.

Tredici anni.

Un bambino di 13 anni che compone e dirige un'opera.

Ah, vedo già il manifesto.

Bello quasi quanto quello del mio spettacolo per Londra.

C'avevo messo un orso, un cingiale, una tigre,

un buo selvatico con dei petarvi nelle orecchie.

Quello sì che... che era spettacolo.

E' ancora fatto.

Sì, ma qui... qui si tratta di musica.

Di musica?

Ma certamente sì, di grande musica.

Ma ciò non esglude il manifesto.

Wolfgang Mozart.

Signore e signori.

Ricordate bene questo nome.

Wolfgang Mozart.

Non sono certo io che rischio di dimenticarlo.

Oh, è vero.

Che sbadato.

Ah, l'entusiasmo.

E quando mi prende l'entusiasmo non so più quello che dico.

Signore Mozart.

Vostro figlio a un immenso talento.

Non lo avete ancora ascoltato.

Ma ho preso informazioni.

Un direttore di teatro deve essere sempre informato.

Deve saggiare il pubblico.

Sapete che consulto per primo io?

Signore Mozart?

Il mio parruchiere.

Il mio parruchiere è d'accordo.

Ascoltate-mi.

Accomodatevi.

Bene, a buon intentitor poche parole.

Tra persone come noi le questioni di denaro, dunque vi offro 75 ducati.

No.

No.

Ha avete ragione.

Ha avete mille volte ragione.

Ci rimetto manufamente.

Vi offro 100 ducati.

Ma... e il libretto?

Ah, il libretto.

Ne ho uno io.

Ma certamente.

Un opera buffa.

Buffa?

Ma... il lotto?

Il lotto?

Ma qual è l'outto?

Ah, se il lotto è l'outto.

Ma il lotto finisce.

Noi lavoriamo per l'avenire.

La finta semplice.

Ah, gran bel titolo.

Solo il titolo mi mette di buon umore.

È la storia di due vecchi barbaggi, due ruoli incantevoli.

Cassandro e polidoro hanno una sorella giacinta.

Carina, molto carina incantevole.

Arriva un'ufficiale.

Vedrete.

E di chi è il libretto?

Ma me è un'aturalmente.

Con un po' di goldone ma... Capisco.

Però poi ci vorrebbe credo sia questa alla consuetudine.

Una granzia.

Una granzia?

Ah, sì, sì, benissimo.

Bravo.

Vedo che non ho a che fare con un novellino.

Guardate qui.

Guardate.

È il mio contratto di società con il Signor Bluck.

Signor, caro, Signor Mozart.

Con il Signor Bluck c'è dentro per un quarto.

Alzatevi.

Signor Mozart.

Alzatevi.

Guardate questa poltrona.

Ieri qui erai seduto il Signor Bluck.

Non è meglio di una garanzia.

Un contratto è un pezzo di carta.

La parola da fligio.

E' bordo.

Cosa c'è ancora?

Sono i fiori, Signor Conte.

I fiori che mi avete fatto comprare.

Ebbene, lasciate lì?

C'è anche il conto.

Vedate l'alcacierre, no?

Il cazierre assente, Signor.

D'avolo purtroppo ho dimenticato una borsa.

Ah, mio caro amico.

A vorremmo c'è.

Qual'è?

Di 17 fiorini.

Di 17 fiorini.

Già che ci siete?

Date tre fiorini in più a questo bravo.

Quante bufas?

Cosa?

L'imitazione del cane è fatta con il primo violino.

Ah, quella.

Carina?

Ti piace?

Molto, l'ha inventata da su.

No, l'ho fatta con il babbo.

Ma è un'obbon idea, no?

Che cos'hai?

Io nulla.

D'andiamo, tu non sei nascondere niente, Wolfgang.

Che cos'hai?

Dimelo.

Non avrei fatto qualche sciocchezza.

Non ci riesco l'ammer.

Non va, non va.

Ma tu sei matto.

Sei matto?

Il questo è che cos'è?

È musica e è anche buona.

Il libretto ci capisci qualcosa a tu.

Questo chiede dal babbo, io sei... Ecco, devo sempre andare a chiedere al babbo.

Per questo, per quello.

Beh, non mi aiuta, mi corregge, ma... Il pochi è tendo nel foso.

Non l'ho mai visto così.

E tu l'hai visto mai così?

Mi fa sempre ricominciare e rifare dei pezzi.

E ogni domanda perché?

Lui non mi risponde nemmeno.

Senti, non dire niente al babbo.

Prometti.

Sì.

Puoi darci che...

che non sapia neppure lui.

Cosa?

Vuole dire, che forse non sapia cosa risponderti.

No, ma sei matta.

Che cosa state confabulando voi due ragazzi?

Tutto bene?

Vai avanti, eh?

Sì.

Ci siamo.

Ho visto Gluck.

Stada alla nostra parte.

E ho chiesto udienza in principi caunizzo.

Cosa il ministro?

Certo, non bisogna tralosciare di ente.

E per me tartazio?

Marte di mattina.

Lo sai bene, avvenne se Christo facesse un miracolo davanti alla catedrale.

Bisognerebbe pagare la gente perché si scomodasse ad andare a vederlo.

Hai un secondo, Anna Maria?

Sì, sì, certo.

No, vieni.

Prendi, ecco.

240 fiorini.

Per un urologio cronometro ad doppia cassa con tre diamanti.

È una vergogna, Anna Maria.

Avvien... I gioiellieri approfittano della miseria della gente.

L'urologio che ci ha regalato i re di Francia.

Non ho fatto anche quello.

Beh, necessario.

Ora che l'arcivesco, voi mi suspende lo stipendio ogni volta che mi assento.

Parla piano, leopold, i pappini.

Pappo?

Sì.

Scusate.

Qui non riesco a capire.

C'è il cassembro che dice.

Quando sono alle vicino, il sangue mi ribolle.

Perché il sangue di ribolle è stato ferito?

Ma no.

Non ti preoccupare di questo scrivi la musica.

Guardate, dice anche, ecco io mi imporpo, vuol dire che sangue.

Ah, ma come faccio a sapere?

Guarda che... sei... sei proprio a segno.

Bisogna che sapi le cose per scrivere.

Se è ferito la musica è diversa.

La sciolta ha revolgante.

Tuo padre è molto stanco oggi.

Anna, tirafori le due aree per falsetto.

Quella del primo atore e quella del terzo.

Ho ottenuto una udizione con da fliggio, domani sera.

Così il forse finirà per firmarci il contratto.

Panccellette, ritrosette, si è per fare assai per fare.

Fatevere i verità, pianccellette, risroseppe e verità.

S'aperparvi a noi di ucane.

Voi vi fate, assai per fare.

Fatevere i verità, pianccellette, risroseppe e verità.

E' altro.

Un sugo in Dr. Italia.

Il signor di Berma, molto importante.

Tu credi che si è stato giusto chiedere questo video.

Va, era necessario.

Caratelli?

Si, signor Conte.

E allora?

Va bene.

Va benissimo.

Ma non è tanto facile.

Questo è un'opera eccezionale.

E il piccolo ha un grandissimo tale.

Questo opera è una vera meraviglia, vi assicuro.

È ragazio musicista, un grande musissie.

Eh no, sono sei mesi che ci portate in giro.

Sono sei mesi che la nostra opera è finita.

Ancola niente, promesse, promesse.

Avrebateci un altro che avremmo debutato a Pasqua.

E invece avete fatto una presentare la cacina.

Poi alla pente coste è toccato alla buona figlio.

Io, di nuovo, ali, oblige.

Puello di mancare alla vostra parola?

Ci sono delle donne che ci ascortano.

Panto meglio.

Così sapranno tutti che razza di uomo siete.

Ma qui io sono nel mio tempo.

A un teatro, diretto da un bugeardo, da un trossatore.

Ritirate quella parola, signor.

Ritirate la immediatamente.

No, gli abbiamo un contatto.

E io l'annullo.

Mi ripolgerò all'imperato.

Ah, io ci andrò prima di voi.

Gli dirò che la mia orchestra non vuole essere diretta da un mochoso.

Che i miei artisti trovano le aree difficili e non riescono a cantare.

No, l'ho di ranno, è questo che conta.

Oye, aggiungerò che la vostra finta semplice non vale niente.

Che manca di umorismo di fantasia, niente.

Il mio figlio.

Vostro figlio.

Ma voi lo prostituete, vostro figlio.

Piccolo Wolfgang piccola musica.

Nel mio paese anapoli si dice, da un limone verde non si spreme succo.

Gli dirò macchi.

Un po' divina Mozart.

Ma insomma, cosa avete?

Dovre stessere soddisfatto la finta semplice è stata un successo ieri sera, no?

Sì, qui, ma sono il Spurgo.

E vostra moglie ha cantato stupendamente.

Grazie.

Eh, in mancanza di Vienna.

Bisogna sapersi contentare di una sola rappresentazione davanti al principio.

È sempre così.

Ma quello che mi fa più male, Hayden, non è questo, credete?

Essere vittima di un raggiro, un complotto, un vero e proprio complotto, è già duro.

Ma che si è organizzato da tedeschi.

E contro un tedesco.

Quei bravi signori di Vienna, i Glucchi, gli Asse.

Ah, no paura di un bambino.

Wolfgang adesso per loro è il nemico, il pericolo.

Ma del resto, che ci si può aspettare da un

paese in cui la musica è affidata a un tafliccio.

L 'adro.

Non mi ha pagato neppure un fiorino.

Sapete che cosa ho usato dirmi?

Che mio figlio io lo prostituisco.

A ragione.

Cosa?

Che cosa dite?

La finta semplice non è affatto bella Mozart.

La verità è questa.

Nient'altro.

Non è affatto bella.

Siete ubriaco come al solito.

Sì, sono ubriaco.

Forse bisogna essere ubriacchi per avere il

coraggio di dire quello che sia solo stavaco.

Voi continuata in colpare il mondo intero del

vostro in successo, ma bastava scoltare ieri.

E quella sarebbe un opera buffa.

Troppi recitativi, nessuna unità stilistica, arri da

opera seria, e poi è in coloro, ecco cosa è in coro.

E di tanto in tanto cinque sei battute, aspettate.

Di arrablierete più tardi.

Ma quel piccolo io sono arfezionato.

Avete ragione?

Ha più talento in un solo dito lui di tutti quegli asini di Vienna.

Ma voi l'avete spinta a fare cosa al di sopra della suega.

Ha rischio di lovinarlo, di spezzare la molla.

Bene, bene, d'accordo?

D'accordo.

Voi credete di giovarli.

Smovendo cielo e terra, scrivendo all 'imperatore,

bombardando l'austra con le vostre suppli che gere mia di.

Non fate altro che renderlo ridicolo.

Ha it.

Vi trovate a casa mia.

Se voi siete solo un piccolissimo musicista, leopold Mozart.

Piccolo, molto piccolo.

E avete tentato con la finta semplice di diventare

grande a Vienna, attraverso Wolfgang, è così?

No, volete picchiare.

Non vi servirà niente, picchiare uno priaco.

Però...

Prima di partire da Vienna, dopo la finta semplice,

il piccolo ha scritto Bastiano e Bastiana.

E ha avuto successo.

È graziosa, Bastiano e Bastiana.

Lei, in ogni caso, non potete fargli del mare.

Ma quanto ha resto?

Acco, dovresti portarlo in Italia.

Sì, questa sarebbe una buona idea.

A Bologna c'è Padre Martini.

Lui sì che conosce la musica.

Certo, la il piccolo non perderebbe tempo.

Tutti e quattro non era possibile.

E anche a me dispiace molto.

È un lungo viaggio in quattro sarebbe costato troppo.

E bisogna che nannerle continui a dare lezioni.

Mi abbiamo bisogno.

La mamma non poteva lasciarla sola.

Ma... Non siamo qui in noi due.

Un lungo viaggio noi due soli.

Non ti fa piacere.

Questo viaggio è necessario.

Per te, Wolfgang, per mi tuo venire.

Tutto quello che potevo insegnare te lo

insegnato, adesso bisogna cercare più lontano.

E per questo c'è solo l'Italia.

In Italia si fa musica da per tutto.

E lai musicisti sono rispettati, sono stimati, amati, veramente.

Avremo lavori su commissione.

Forse persino un'opera.

Credete che sarà possibile.

In Italia tutto è possibile.

A Bologna andremo a trovare padre Martini.

Martini, Wolfgang, Martini...

e la musica fatta a uomo.

In poche lezioni ti insegnerà delle cose che ti saranno utili tutta la vita.

E anche io, se voglio continuare ad aiutarti, devo imparare.

Insieme a te.

Tu lo vuoi.

Non è vero?

Un momento.

Aspetta che guardiamo nella guida.

No?

No, sembra che non ci sia niente da vedere.

Ma che cosa?

Cos'è un matrimolo?

Ci si sposa di sera in Italia.

E

per te che sono venuti tutti.

Suona.

Ma come?

Quali piccol?

Sublime.

Assolutamente l'ipi.

Vedete questa rose a scurre tra le sue piccole vita, come se fosse Anna.

Ah, un vero portante, unico mio.

Credo di morire.

Sono stata tanto felice, signora.

E' espressione.

Avete sentito che suono.

A volo con la sua liera.

Oi siete a Pullinio.

E' quella parola.

A Pullinio.

Io sono il padre.

Il padre di qui.

Io stai solo, ho scritto un metodo per violino.

Ma sì.

Ecco, caro, vi ho portato una bevita all 'orzato.

Dovete morire di se.

Grazie.

Tu mannellici, quel chiesa di sandabile.

Ma per far cosa?

Ci siamo le come se già la vesse.

Che cosa, babbo?

La commissione.

Con offera qui abilano per la prossima stenzione.

Un'itridate, red del ponto.

Il conte firmiana già combinato tutto.

Davvero?

L

'hai visto Mozart?

Sì, vedila nello alla mano sinistra.

È la nello del diavolo.

Del diavolo.

Il castone doppio con il rubino.

Non si spiega altrimenti.

Da che mondo è mondo non si era mai visto nessuno.

Capace di sonare così con la mano sinistra, no?

Noi sei sicuro, sicurissimo.

Ma no.

Vado tutti gliori a prendere lezione di musical con Ben?

Ah sì?

Allora ti ha nel piede in due stafe.

Va molto bene.

Quella seconda variazione.

Hai visto?

Tutto quello che hai provato oggi è piaciuto molto.

Ah, il giovane conte è meradetto.

Il giovane conte.

Andiamo su quando ha suonato dopo di te, non era poi tanto male.

Voi che ti aiuti per i recitativi di mitridate?

No, face da sola.

Ma saranno pronti per il 15 ottobre?

Sì, sì.

Ah.

Non siamo mai stati alloggiati così bene, vero?

Riberiti, coccolati.

Lo scritto a tua madre.

Eh sì, signori.

I signori, e quando sono come questo palla vicini,

sono tutt'altra cosa che i nostri tedeschi.

Pensa che sta mattina nel suo ufficio si era accorto che ero stanco.

Ebbene mi ha fatto sedere immediatamente, capisci.

Sì, ma voi perché avete aspettato?

Eh beh, ci vuole pazienza.

Domani andrà i sensi di me da padre Martini.

Per una volta.

Hai fatto il contropunto?

Ma certo.

Non vieni ad ormire?

No, da fare ancora per un po.

Intanto andate voi.

Nel contrapunto a quattro voci paralle, le vede figliolo, la difficoltà.

Sta nell'ivitare che lo sviluppo renda la materia della musica troppo densa.

Mi sono spiegato bene.

Sì, vero indissimo padre e maestro.

Allora io stringo troppo le parti.

Eh sì, ma non solo questo.

Guarda qua.

E' qua.

Questo melodie ha accompagnato alla terza da un movimento parallelo.

È troppo facile.

È indegno di c'è.

Da poliponi è un gioco libero in cui l 'armonia

deve nascere dal movimento dei contrari.

dei contrari.

Ma referentissimo, padre e maestro, mio padre.

Dice che...

E già mi è ora tu sei come il camaleonte che

prende il colore della stoffa su cui lo si poccia.

Tu cerchi di piacere.

È un modo di sentirsi sicuro.

Ma è anche la tua devolezza.

Ho ascoltato il tuo concerto dai pallavicini.

È soltanto mondanità, sono bolle di sapure.

Non c'è nulla.

Va bene se lo si prende come... come deve

essere represo, come un divertimento mai male.

Se lo confonde con quello che dovrebbe essere, la tua creazione.

Ma referentissimo, padre e maestro.

Vedete, mi opate, mi ha detto che il pubblico...

Tutto quello che gli altri avevano da dirti, lo hai ascoltato abbastanza.

Ora devi ascoltare solo testesso.

Non sono gli aplausi degli altri che ci aiutano a il silenzio della nostra anima.

Medite su questo.

Una pendola ferma segna l'ora esatta due volte al giorno.

Sì, questa pendola ferma.

Ferma su quel che sei veramente.

Su quello che hai di unico, di il sostituibile.

Non correre dietro alla moda.

Facciamo così non l'affererai mai.

Lascia che sia dai aragiungerti.

Quando il signore da qualcuno dei due cosi splendiri, come ai tuoi.

È perché.

Perché si hanno messi al servizio della sua grande gloria.

Vi vuole non ascoltare nessuno.

Ne pura, mio padre.

Nessuno.

Ho insomma.

Tutto ciò è incontrappibile.

Vergonoso.

È vergonoso.

Ma io vi giuro, vi giuro.

Come sarebbe?

Come sarebbe la mia influenza.

Quando ti faccio cambiare qualcosa non è influenza, è esperienza.

Ma da scoltare.

Allora, è questo che i preti insegnano adesso.

L'odio dei figli verso i genitori.

Ma non è un odio babbo.

È pezzo, rupezzo, ingratitudine.

Ma io vi sono riconoscente.

Rompera il legame tra noi.

Ecco, ecco cosa vuole Martini.

Un legame che è voluto da tio.

Da tio?

Volfgang.

E poi, quando ti dice, non ascoltare i consigli.

Non è anche questo un consiglio, forse vuoi sapere la verità.

Martini è superato.

Tutto questo contrapunto va benissimo come esercizio, ma

nessuno scrive più così quello che la gente vuole adesso.

E la melodia.

Ma padre Martini... No, io lo so.

Lo so meglio di lui.

Su 100 persone che ci ascoltano.

C'è ne saranno 10 che capiscono quello che facciamo.

Gli altri.

Gli altri sono asini.

Con lunghe orecchie.

Ma sono queste oriche lunghe che fanno il pubblico.

Sono queste oriche che bisogna sollecitare.

E per questo la tua musica deve essere piacevole.

Piacere volfgang.

Bisogna piacere.

Altrimenti si finisce in miseria.

E questo che vuoi?

Beh, certamente no.

Allora pieni, rientriamo.

Andiamo a lavorare alla nostra opera.

La generale è tra due mesi.

Pensa?

L'arci d'uca ferdinando.

Il figlio della nostra imperatrice sarà in teatro.

Il nostro avenire dipende da lui.

Non ti crede non tu.

Non ti crede non tu.

Non ti crede non tu.

Non ti crede non tu.

Non ti crede non tu.

Non ti crede non tu.

Non ti crede non tu.

No, non ci penso neppura.

Per dirvi la verità questa mattina ho ricevuto daviene

una lettera dell 'imperatrice in cui mi scrive.

Vi prego figlio mio di non accollarvi tutti

quei pezzenti che vanno girando per il mondo.

Ti consigli dell'imperatrice.

Si sono sempre rivelati e cellenti.

Ai, guardate!

Il genio non ha bisogno di studio.

È sufficiente che si mostri.

Che risplenda, che tuoni!

Mi ho piccolo Zeus.

Inginocchio davanti a te.

Inginocchio!

La poesia inginocchio davanti alla musica.

Preparlo un po' è!

Sono sorelle.

La musica, la tua musica, ma trafitto l 'anima.

Domani, o questa notte?

Sì, sta notte stessa, bambino mio.

Nella profondità delle tenebre scriverò un 'ode per... Sì.

Per te solo.

Un'ode?

Con un'ode di corrilla?

Voi siete sicuro di passare alla postetta.

Ma ti si volna.

Sì.

Ma non c 'è più.

Ma è un mio rischio.

Ma non c'è più.

Ma non c'è più.

S'apevo che tra queste due giovani creature sarebbe scoccatta la Cintilla.

Amadeus, visto che tu sei amato dagli dei, ecco il giovane dio che ti amerà.

Si chiama Thomas Lilley.

È violinista e allievo di nardini.

Guardateli.

Sono la giudinezza.

Hanno il genio.

Sembra di vedere gli dai della Grecia.

Io, una sorella ammadeusa.

Una sorella che amo molto.

Se la conosceste, ci rassomigliamo talmente che spesso ci prendono per gemelli.

Allora deve essere bellissima.

E voi?

No, invece il mio sorella non mi rassomiglia.

No, ha fatto.

La vostra musica è così bella.

Ogni volta che la sento mi viene voglia di piangere.

Di piangere veramente.

Poi avete un grande talento.

Valete molto più di me.

E se restassimo insieme se facessi un 'aturne, non sarebbe meraviglioso.

Lo domanderò il mio padre, di da certamente di sì.

La celebre turle di Thomas Lillie e Wolfgang ammadeus Mozart.

No, voi per primo.

Wolfgang ammadeus Mozart.

Tomat Lillie.

Vabbè.

Arrivederci.

A presto.

Perché?

Conti di rivederlo?

No.

Sì, la settimana prossima.

Venezia.

Ci saremo nello stesso periodo.

Nello stesso periodo.

Non perdere con certi spero.

No, Thomas deve esibirci a Bolzano.

Capisco.

Bolzano è un buco.

Ma suo padre è compositore il mestro di musica come voi.

Abba, vicino l'ombra.

Di pure che è meglio di me.

Se ti fa piacere.

Ma non crederete veramente che?

Bene.

Spero che tu abbia finito l'ultimo movimento del quartetto per Venezia.

Se non ti resta più tempo.

Attenzione.

Attenzione, Bolzano.

Grazie, mano.

Piano, piano, animali.

Buongiorno, signorabate.

Buongiorno.

Buongiorno, dinardo.

Soffrite ancora molto, signor Mozzerte?

Molto.

Ho dormito a sei male, esta notte.

Ma e il doverai in anzitutto.

Niente mi impedirà di suonare il concerto di mio figlio domani.

Hai copiato tutte le parti, Wolfgang?

Sì.

Per favore, vorrei cominciare con l 'adaggio.

È l'unica parte un po' difficile.

Sembra che tu abbia fretta.

Beh, me che...

Ho appuntamento con Thomas Lilley e qui soltanto per oggi.

Proviamo.

Ma che cosa significa?

Che cos'è questa musica da selvaggi?

La gente non reggerà cinque minuti.

Si alzerò e se andrà, sei diventato matto.

Ma, babbo.

Vi assicuro, signor Mozzerte, che certo ci sono alcuni passaggi in Consueti,

ma... Passaggi in Consueti?

Sì.

Voi li chiamate in Consueti.

Grazie per la vostra carità cristiana.

Avate mie agoli iguaiti, stridi, grattate.

I rapporti di tonalità sono aberranti incomprensibili.

E per questo che ho sacrificato la mia vita.

Perché il mio figlio si lascia se montare la testa dai padri martini, dalle

corrilla, da un libertino, come quel Thomas Lilley.

Senza di me tu non sei niente, Wolfgang, niente!

Hai sentito?

Quello che hai scritto, non si può suonare, non si può suonare!

Ma se l'abbiamo suonato vuol dire che è possibile?

Ti hanno insegnato a rispondere.

A quanto vedo?

Mi scriverai un altro adaggio immediatamente.

Un altro.

Per domani.

Se servirà ci passarai la notte.

Io faccio la fatica di suonare al tuo concerto, no?

Sali in camera tua.

Sali in camera tua.

Sali in camera tua!

Va bene.

Ma lo vedrò lo stesso, Thomas.

Non ho potuto aspettarvi, purtroppo.

Vi ricordati versi che la corrilla aveva scritto per voi.

Poi che il destin da metti separò.

Con il pensiero ogni orti seguirò.

Gioio e sorriso ormai dimenticato.

Ma tamo ancora, pur se disperato.

Thomas.

La gamba non vi fa più male.

Sì, ma ad un tratto bruscamente ho avuto un miglioramento.

Bene, ne sono molto felice.

Hai visto lì in lei?

Sì.

Siamo potuto passeggiare per tre ore, sapete?

Sono state tre ore meravigliose.

Abbiamo passeggiato per tutta Venezia.

Thomas è un ragazzo straordinario.

Reste in Italia ancora tre settimane.

Potremo vedere.

Carredo proprio di no.

Domani sera dopo il concerto, partiamo per mestre.

Li prendiamo la diligienza per insbruca.

Ho già fissato i posti.

Mentre tu giro vagavi tra le gondole.

Io qui ho ricevuto una lettera da Salisburgo.

Il nostro principio è vescovo von Schrattenbach e morto.

Ho intratto per presentarci al nuovo signore.

La mamma sta bene.

Sì, sembra soddisfatta.

La nuova le fa bene.

Ritornerà domenica.

Prezel!

Prezel!

Buongiorno, buongiorno.

Avete dormito bene?

Io ti benedica mi è incomparabile.

Regina, posso finalmente presentare la sultana di

tra bisogna del mio rispettoso saluto del mattino?

Prima che la diarrea di prima classe liberi queste regali vissere?

Potete dirmi dove è trezel?

Alla messa.

Che vuoi da lei?

Ho assoluto bisogno della mia camice di batista,

ma in questa casa non si trova a me niente.

E dove te le vai questa mattina così in fretta e tutto elegante si può sapere?

Dalla contessa lo dron.

Abbiamo le prove del mio concerto per tre clavicembali.

Aspetta, non dimenticare che sta sera devi accompagnarmi dalla signora forrote.

È la sua serata di tarocchi.

Una serata di tarocchi organizzata dalla signora forrote.

Che cosa c'è?

C'è che bisogna vedere per credere la santa vergine e proivita.

Questo arcivescovo supera tutti i limiti.

Niente, per esempio, a Natale, è proivito.

E alle palme gli asini della processione, proiviti anche qui.

E non è tutto.

Aspetate il seguito.

Vuole obbligare i fratticapucini a portare le scarpe, come tutti gli altri.

E' naturale.

Il nostro arcivescovo si espira all'aida e nuove.

Sapete che cosa si racconta in città?

Embra che nel suo studio abbiamo messo i ritatti di due diamoli tremendi.

Valter e rosso.

Ma dove l'ha sentito?

Una vesialità simile?

No, no.

A ragione.

A patolega con il diavolo e con bolter e rosso.

Resa in un secondo.

Dove la mia camice di patista?

Di amine oggi dovrete farne andare.

E alla varie.

Volete fare il damerino e cambiarvi la camice a tutti i giorni.

Con questo ritmo io non posso tenervi dietro.

Sele una scusa bella e buona.

Wolfgang.

Vieni a vedere.

Vieni.

Mannheim, grosse notizie.

Ci sono probabilità.

Probabilità?

Non lo sai bene.

Il secondo maestro di capella è ammalato già da quattro mesi.

A 72 anni e il principale lettore dovrà pur sostituiflo.

E penserebbe a me.

Penserebbe proprio a me.

Ammo certi.

Padre.

Voi siete molto gentili.

Ma vi fate delle illusioni.

Le vostre retere non serviranno a nulla.

Lo sapete che a Mannheim il vecchio non mollera mai.

E io fra ventane sarò sempre uno dei musicisti del principale.

Quindi vi prego.

Lasciate mie le mie serenate e le mie musicette sale sburghese.

Io piaccio.

E' da questo che contano.

Le orichie da Asi non sono contenti.

Ma scrivere le mie musicette per contesse.

E con grande piacere sì.

Lo faccio con il menso piacere.

Padre il principale.

Vi ha già rifiutato due turne.

E bisogna proprio il che trovi te a te in testa.

Il grammustino mi ha fatto.

E da lui non aspettiamo c'è niente di buono.

Hai scritto l'antifona?

Ne ho bisogno per il servizio di oggi.

Non ho avuto tempo.

Suonate quella della no scorso.

Il grammustino si ne accorgerà.

Non ci capisce niente.

Tieni l'unico, non devi riusciti.

Signor Borgham?

No riesco a fare il passaggio di terza a due mani.

La mano finistra.

Suonate le due parti all'unico.

Non soffì.

È più facile.

La mano finistra.

Non va bene.

Signor Borgham.

Allora lasciate suonare solo la mano destra.

La vostra destra va benissimo.

Signor Borgham, venite.

E te è pronto.

Sì, arrivo.

Adesso provatiliero.

Aspetta.

Allora, mio piccolo Borgham.

Molte grazie.

Ci sono progressi.

Ah, considerevoli, signor.

Corciderevoli.

Ventite già come un vero marchese.

Ma ho capito benissimo che con quella sciocca mi sono fatta delle illusioni.

A mettetelo quella povera soffì in capace di suonare il vostro concerto.

E se riduceste i treccola di Cèmbalia II?

Io e Maria Carolina potremmo suonarlo.

Nonostante tra bocchette.

E poi che al momento mi cucino con l 'oretto non risovrà carica di laburra.

Al vostro ordine, mi ha raccontessa.

Il concerto sarà pronto quando vorrete.

Siete la gentilezza in persona, mio giovane.

Madre?

Conoscete il distico che hanno fatto su L 'Arcivescova?

Il nostro principi con l'oretto non crede nel gloria, nel credo.

Dovrete farne una canzuncina?

All'estante, signora Contessa.

Questo tema mi spiera particolarmente.

Sua grandezza, collore, donna un credo al gloria.

Donna un credo al credo.

Si, collore, non credo al gloria, non credo al credo.

Niente, collore, non credo, collore, non credo al credo.

Sopri!

Dovro ricevimento questa sera.

Perché non vimite anche voi?

Ho una piccola orchestra, potreste suonarci la vostra deliziosa serenata.

Allora?

È che ho promesso la mia sorella di accompagnarla

la sua serata di tarochi dalla signora Rubinic.

Rubinic?

E chi sarebbero?

Lo sapete, mamma, ferro e metalli?

Ah, sì, ho capito.

Dicesamente, mio caro Wolfgang non c'è stata di stupirmi.

Tra una serata da me, il taroco da quei signori,

solo voi in tutta sa rispurgio potete esitare.

Ebbene, portate vostra sorella, saremo felicissime, quanti anni.

24 anni con te.

Ha avete una sorella di 24 anni e non lo dicevate, comincetela.

Non le mancheranno certi o gli espaldimenti.

E sono sicura che bene ducata come voi il mio giovane Wolfgang...

o sbaglia.

E?

Che cos'hai?

Che ti succele?

Che cos'hai?

E' pa, per Wolfgang!

Volfuga, che ha fatto po' farca il suo.

Si, si sapete che cosa mi ha detto.

Si, si sapete quante che ti ho com'è?

Che cosa hai fatto tu, sorella?

E di là che si sta sciogliendo in lacrima e poverina.

Ah sì?

Beh, ho voluto farla ragionare tutto qui.

Che vede le cose come sono.

Adesso è tutta scomvolta, perché dai lo dron e

il nipote della contessa le ha fatto la corte.

E dovete vedere come?

La prendeva in giro, anche un c'è cosa ne sarebbe accorto.

Quei divertimenti a cui si dedicano questi giovani nobili.

Se dorre le borgesuce credulone puoi ritrovarci fra

loro a raccontare storie di miserabili con queste.

E quella socca c'è cascata.

Sì, sì.

Mai possibile enamorarsi sempre così.

Padre, voi dovete farla ragionare.

Ma questi lo dron?

Io pensavo che tu ci stessi bene e che ti considerassero quasi come uno di me.

Quasi?

Quasi?

Ecco, la parola quasi.

Noi saremo sempre quasi come loro mai di più.

Ah, non ho bisogno di noi per divertirsi.

Non fanno mai niente.

E quindi ovvio che si hanno gli anamorte i giovani signori.

E noi siamo qui per divertire un po' quanto basta, ma in realtà ci disprezzano.

Sì, ci disprezzano.

Ah, se avete sentito questa sera come hanno massaccarato la mia serenata.

Che poi non è affatto difficile.

Sì ma...

Ma questa salisburgo.

Quando penso che hai tempi di Sheratembach ci lamentavano.

Questo coloredo ha cento volte per giorre.

Sì, cento volte per giorre.

La avete sentito il mese scorso.

E voi chiamate musica e il vostro concerto però.

Ritornate a prendere le azioni in itali e poi gli almeno la musica la sanno scrivere.

Sì, povero idiote.

Non volso, gangra.

Ci pensate, mamma.

Ci pensate, mamma.

Vederete a osi.

E poi manheim e poi parigi.

Tu, a miei fulmini parigi.

Basta con i grammofti e basta con mofti.

All'inferno, signor principale percivisco.

E chi può sentirmi ma ammagliabri?

Non parlano.

Non danno consigli gli alberi.

Sono liberi gli alberi.

Non ti poteri così.

Alla mi sono paura.

Ad Augustburg deve fare buone impressione.

Tuozio è una persona molto seria.

Più seria di mio padre?

Non è un artista, lui è un rilegato.

E la figlia del fratello di mio padre.

E anche lei seria come il mio padre.

La tua cuginetta.

È certo che è seria.

Buonasera, cugino.

Buonasera, cugina.

Sembrava che fosse così triste questa sera.

Ho pensato che potrei consolarti un pa.

Se vuoi, però mi è vado.

No, no, resta.

Però sai.

Il piede che toccava il tuo sotto il davolo.

E' il mio.

E' morbida la tua pelle.

Non mi dici.

Non mi dici.

Non mi dici.

Tuozio è un gioco.

Ho pensato che è un gioco.

Non mi dici.atu.

Vai come c'è il gioco al gioco?

Se sì, è vero, sì, sì.

Se sapeste l'affetto che ho per voi, non ve l'immaginate.

Non vado da Stein.

Eh sì, da Mastro Stein.

De chi?

Il fabbricante di Piano Forci.

Il babo mi ha raccomandato di farli visita.

Sono i migliori Piano Forci del mondo, sapete?

E' vero, sembra che avviene addirittura mezza autava in più degli altri.

Ma direndete conto, mezza autava in più.

Tu vieni con me, Cuginetta.

Sì, insomma, con il vostro permesso, zio.

Padre, senza di me, vorso, gagne non lo troverà mai.

Vieni su.

Vieni, andiamo a provare quello.

Ma lo sei.

Ma lo sei, di un miracolo.

Tutto diventa perfetto.

Si è come l'impressione... si è l 'impressione che suoni da solo.

Sì, è meraviglioso.

Ha un bel suono, vero.

Ma, strostein, è incredibile.

Quando pensa a quei ferri vecchi di Salli Sburgo.

Sembra che i miei strumenti vi piacciono, signor Mozart.

Come piacervi?

Ma piacervi non è la parola e zarta.

Sono veggio i elidi, i miracoli, i deviolini, delle arpe celesti.

No, signore, sono Piano Forci.

Sì, sì, vi prego discusarmi.

Suona, mi colcata.

Sì, viene qui.

Te c'è, mi sembri un po' triste, Wolfgang.

Ai?

Priste, perché?

Non so, forse perché dobbiamo lasciare augustro.

Ma augustbourg, quel buco sinistro.

E poi lo c'è Francia, che funerale.

Ma ha e me tutta un'altra cosa.

Lece è il principale letture che ama veramente la musica.

Sembra che spenda più di 200.000 fiorini l 'anno solamente per la sua orchestra.

E stessi alla migliora orchestra del mondo.

Vela, rendete conto.

E' la bella cogina.

Sicuro che non l'arimpiangereai.

Ma è graciosa.

Grazie, osa, tutto qui.

No, è stupida.

Ma dovresti accendere il fuoco.

Sei quanto hanno il coraggio di chiedere qui per un po' di legna.

Sì, ma non è una buona ragione almeno per qualche ore.

Non è vale la pena dal momento che esci.

Ma voi?

No, io non ho fredda.

Abbiamo spis 800 fiorini da quando siamo partiti.

Tuo padre non è molto contento e a tutte le ragioni.

Sentite, mamma.

Non è risparmiando sulla legna che potremmo restare qui più a lungo.

Sì, lo so che voi non avete voglia di riporire.

Ma il principi, il principi in persona ha parlato di d'arti un'incari.

Cine ha parlato, ma poi più una parola, niente.

Ma ed è probabile che un'anima buona abbia fatto notare che serve un affronto...

...a sua eminenza e il principi perci viscovo colorito.

Che se ne ad un preppe?

Questi principi.

Si tengono mano fra di loro.

Sì, ma ti fai dare le zioni ai suoi figli?

Già, ma quando gli chiedo di pagarmeli?

Mi risponde che mi devo contentare dell 'unora che mi fa.

E siccome questi figli sono tutti i legittimi.

Mi raccomanda la discrezione come se non bastasse.

Ma insomma, l'onore doveva affinire.

Senti, te marna.

A partire da oggi aspettarò ancora 8 giorni.

Niente, uno di più.

Se non avrò avuto qualche cosa di positivo, una risposta chiara,

partiamo per parici.

Sì, ma.

I tuoi allevi, i tuoi impegni, il concerto per i signori di Già.

Poi, vera mamma.

Volete la verità?

Mi avevo promesso 200 gulden, quel signori.

200 gulden.

96.

96.

E a saldo di tutto, a quanto pare?

Ecco, per favore scrivitolo al babo.

Vedrete, lui mi capirà.

Bene, io coro d'alcopista adesso.

Ah, non preoccupatevi.

Canna Bichmini ha trovato uno che non è caro.

C'è di fuori anche questa sera.

Sì, lo promesso a vendling.

No, no, torno a cenere con voi.

Ma per favore, mamma.

Preparate qualcosa di buono come a casa.

No, no, signore.

Non vi storbate a fatto.

Va da davertire il mio marito.

E appena rientrato dal teatro e è molto occupato.

Sta li buona.

Giosefa!

Scusate, mi è.

Il lesso, tra cinque minuti, togli l'opure dal brodo.

Sì.

No, non con le bambine.

Venite, si detevi pure.

Grazie.

Mi ho marito, viene subito, eh?

Il mio poperito non è sempre a casa tardi.

Sei sita, Sofia, queste sono cose nostre.

Dei fossili al signore.

Ma no, signorina.

E' una graziosa bambina.

Ah, buongiorno, signore.

Desiderate?

Buongiorno.

Il signor cannabis mi ha parlato di voi.

Mi ha detto che siete molto veloce.

Queste parti d'orchestra mi occorono fra quattro giorni.

Sì, quattro giorni.

Ah, questo è...

Papa.

Un concerto.

Quattro giorni.

Fatte presto voi.

Significa quattro notate buone.

Sno bene, mi rivolgerò al trove.

Ah, ma che aspettate?

Aspettate.

Con chi ho l'onore.

Volts gang Mozart.

Il signor Mozart.

Sì.

Il c'è le pre.

Volts gang Mozart.

Signora Weber.

Signora Weber.

Lo sai che c'è il casa nostra.

Il signor Mozart.

Il c'è le...

L'Ostresimo signor Mozart.

Sono un orato maestro.

Un oratissimo.

Allora lo prendete questo lavoro, Siono.

Ah, non è più.

Un lavoro.

È un piacete.

E per il prezzo c'ercorderemo certamente.

State tranquillo.

Non sa lo certo io a mandarvi gli ufficiali giudiziali.

Quella che canta è mia figlia.

Mi affiglialo, Isia.

Ah.

La mia seconda.

Sono tutte dotate.

Soprattutto lei.

E vero?

Allo Isia.

La mamma dice di venire subito di là.

Ah, no.

Perché avete interrotto il...

Che cosa c'è, mamma?

Pa.

Allo Isia.

Allo Isia vieni.

Voglio presentarti al signor Mozart.

Buongiorno, signor Mozart.

Buongiorno, signorina.

La vostra voce...

Voi avete una voce che?

Signor Mozart, volete farci l'onore di restare a cena con noi.

Vi raccontentarete di quel poco che c'è.

Ma è come si dice.

È un'ospita in casa e come dio in casa.

Ah, no, mi dispiace.

Io non...

Sì, con gioia, smiore.

Wolfgang prendi da sciarba.

Non sei a basazza e coperto.

Ma vado dalla principessa.

Ah, io sono.

Non al polo nord.

Io le conosco queste principeste.

Fanno scaldare bene i loro salotti.

E poi ti fanno aspettare in un'antica camera senza cammino.

Ma guardate come sono infagottato.

In viaggio non c'è alcun bisogno di essere eleganti.

Faremo tardi, Wolfgang.

Ah, c'è ancora tanto tempo prima della messa.

E io, io, che ero così felice di restare finalmente solo con voi.

Quando mi avete proposto di accompagnarvi, avevo usato a sperare che... Ma, Wolfgang.

Per video non è certamente un pretesto.

Io ne ho bisogno, lo capite.

Ho bisogno di ritrovarmi nella sua pace prima.

Prima del concerto di domani.

Ma che cosa c'è?

Che vi succede, a Luisia?

C'è l'occombo.

Come?

C'è la vita con me.

Ma sì, parlate troppo bene di me a tutti.

Tutta questa gente davanti alla quale io devo cantare si aspetta a meravigli.

Ma, Luisia?

Ma io non ho una bella voce, Wolfgang.

Io sono certa che riderò.

E anche voi.

Dovete aver fiducia.

Non ho ancora voto successo.

Nessuno si accorge di mia, ma non c'è la farò un maio, Wolfgang.

Lo so.

Lo so.

Allo, Isia.

Cara, io ve lo ho già spiegato.

E' il vostro modo di cantare che non va.

Voi avete una voce bellissima, meravigliosa.

Una voce chi ha la dote più rara, il colore.

Solo quello che vi manca è l'espressione.

Non è importante solo la perfezione della nota, o cura l'espressione.

Capite.

Dovete essere anche attrice.

Allora?

Sì.

Sì.

Vi aiuterò io.

Sarò il vostro maestro.

No, non abbiamo tenato.

Ah, andiamo chi ha parlato di denaro.

Io perdo il mio tempo dando lezione che mi hanno io a morte.

E questa volta ne lo farò con piacere.

Allora.

Sì.

Sono così felice.

Prometete mi parò di essere indugente.

Cosa?

No, al contrario.

Vi renderò la vita impossibile.

Sarò terribile con voi.

Io parò di voi la prima prima donna di un 'ho.

Vi ho portato un regalo di compleanno.

Ma, e tra fai mette il mio compleanno?

No, non il vostro, il mio.

Oggi è il mio compleanno.

Tenete.

Un'aria.

Non so dove viene.

Prendete.

È bellissima.

Ma non ci riuscirò mai.

Perché andare a parigi, mamma?

Al biavolo parigi.

Quando la fruttura ti passa a canto tak.

Bisogna se perla prendere per il collo.

In Italia.

Bisogna andare in Italia.

In Italia sono conosciuto, sono apprezzato.

La giù mi aspettano, ma a me e con l 'aluisia abbiamo già vinto.

Abbiamo già vinto, capite.

Ha una voce straordinaria.

Meravigliosa, meravigliosa.

Una voce, come piace a loro, in Italia.

Mamma, scherivarò un'opera per l'aluisia.

Figliolo, intenzione di perdere per l 'Italia con questa ragazza.

Tu e lei da soli.

Cosa?

Ah no, certo che no, mamma.

Non sono ancora matto.

Porteremo suo padre, il mio copista.

Sì, sarà un eccellente empresario.

E verrà anche la storia la maggiore Giozeva.

È un'ottima cuocra.

Faremo economia.

E poi con i miei concerti e le mie elezioni.

E potremo viversi tutti e cinque, secondo tutti e cinque.

Ah, mamma.

Ma puoi desiderate solo tornare a stali sburgo.

Lo so.

E con questa turna in Italia sarà possibile.

Adesso siete con venta spero.

Ma via, queste persone le conosci appena.

Come puoi pensare di marcarti con loro in questa ventura?

Ma ma non c'è bisogno di conoscere le persone da 100 anni per apprezzarli.

Io amo questa famiglia.

E vorrei fare qualcosa per loro.

Capite.

Dovrete conoscerli anche voi.

Così integri.

Con esti, cristiani.

E danno dei sani principi.

Ma purtroppo hanno avuto un'ulta sfortuna.

Sono stati perfino per seguitati.

E prova gente in capace di intrighi e all 'uisia.

Tu sei pazzo, Wolfgang.

Completamente pazzo.

Ma ma io non sono mai stato così ragionevole.

Damalheim non ho più nulla da aspettarmi, nei da Parigi.

Più nulla.

Ma a Parigi Wolfgang c'è Signor Grimm.

Dicono che sia diventato un personaggio importanti.

Si è in Italia c'è il mio pubblico.

È più sicuro.

E poi ho già scritto al babbo una lunga lettera.

In cui gli dico tutto.

Mi darà ragione.

Approverà, vedrete.

Volete aggiungere qualcosa.

No.

Allora siete gentili e spedite.

Io non ho tempo una punta miturgente.

Con all'uisia.

Mi conoscete bene e indovinate tutto.

Mamma vietola.

Sono così felice che ho dimenticato le partitura.

E per fortuna me ne sono accorta al momento.

Che cosa fate?

Mamma, questa è.

Wolfgang.

È diventato completamente pazzo.

I Weber lo stanno rovinando.

Questi Weber sono una famiglia di intrigante.

Sono ben conosciuti in città.

Cercano di sfruttarlo.

Mi sono informata sul loro conto.

E il padre è un buono nulla qui danno per

pietate i lavori da coppista e da suggeritore.

Vogliano oggettare la figlia tra le braccia di Wolfgang.

Cosa sono tutte queste bugele?

Mamma, ma come ho usato eschini per certe cose?

Dite me.

Avete schieto voi questo?

Allora siete contro di me?

Sì.

Voi.

Com' mi proseguitate anche voi mi siete tutti contro!

Siete informata senza divinienza e spiate vostro figlio?

Sì.

Dovevo mettere tuo padre al corso?

Sì, con questa sacquella dimensione.

Quali menzogni è tutto vero?

Tutto vero è vero, è suo falso.

Sì.

Sempre comandate agli alla questa lettera avanti.

La mia lettera con il vostro miserabile può scritto.

Vedrete che il babo mi approverà.

Starava la mia parte, ne sono sicuro.

E davanti ragioni a me.

Sì, un corretta a la porta.

Che aspettate, sbrigatevi!

Ma per favore muoio da la fette.

Grazie.

Molte grazie.

Mi ho caro figlio.

La tua lettera mi ha stupito e spaventato.

Il tuo progetto di intraprendere un attorneco di signor Weber e sui due

figliuole mi ha quasi fatto perdere la ragione.

Come puoi pensare di andare in giro per il mondo con degli estranei?

Come puoi dimenticare la tua reputazione, i tuoi genitori, la tua cara sorella...

e apominevole.

La tua lettera è intessuta di follia.

Come puoi solo concepire l'idea di questo viaggio?

Voi veramente fare di meno il simbello del principio e di tutti qui?

E del resto quale empresario italiano non si vorrebbe di chi gli presentasse come

prima donna una ragazza di 17 anni mai salita sul polkoceco.

Vai a pregi.

Cerca l'appoggio dei grandi e li che troverai gloria e successo.

Questa disgustosa facenda mi ha già costata pariti a notti in sogni e voglio

sapere al centesimo quel che vi resta di tenaro.

Mi ho caro figlio.

I tuoi genitori innanzitutto.

Se non pensi più a loro che a te, la tua anima andrà all'inferno.

Ricordati in che stato miserevole ero la mattina della tua partezza.

Abbiamo fatto i bagagli fino alle due di notte e alle sei ero di nuovo in piedi.

Dunque, apparici, essenza in duci.

Ti accompagnarà la mamma così ti presenterai meglio.

Tuo padre, leopold che ti vol bene.

Costanza, Sofia, ti l'ha.

Oh no mamma.

Obedite.

Allora vostro padre ha detto di no.

Ah,

bisogna capirlo.

Ha già fatto molti sacrifici.

Vede pieno di debiti.

Mi assore le obbligate a dare lezioni.

Sì, contano su di me.

E allora... mio padre vorrebbe.

Vorrete che cosa?

Che io andassi a parigi prima.

Quanto?

Domani.

Ha già tutto orche iniziato da Salisburgo e...

E voi accettate?

Sì, ciò è intanto dire.

Voi accettate.

Aloisia, io riturnerò.

Sì, riturnerò.

È molto presto.

Aloisia, ve lo giuro.

Aloisa.

Basta questa comedia durata abbastanza.

Ma avanti, coraggio, guardatevi allo speggio.

Il grande mozzarte, il maestro, che doveva lanciare la nostra Luisa.

Il babofis che il caniolino ritornò alla cuccia.

A Luisa non va bene per voi.

Ero, cosa ne dice il vostro paparino nella sua letra?

Cosa ne dice?

Beh, mostrate me.

Avanti, mostrate me la siede avete il coraggio.

No, certo, non l'avete il coraggio.

Dio, sa qualinvolgarità.

Volete che brutica?

Siete uno smidollato.

Un vero smidollato, sinior mozzart.

Mi state pena.

E tu non ti mischiare.

Tu sei feggio di lui.

Beh, anche voi dovete capirla.

Non ha una vita facile.

Quattro figlie.

La maggiore che dovrebbe essere già sposata non si riesce ad acasarla.

Io che sono un fallito.

Ma quindi.

E poi vorrei anche dirvi che Luisa...

Non sarebbe stata una moglie che vi ci vuole.

Si si credetemi.

Vi avrebbe deluso.

Una bella voce ma... Non li uscirà mai ad essere una buona interpreta.

Io lo so quello che le manca come atrice e come donna.

Le manca un po' di questo.

Sì.

Ma io l'amo.

Oh sì, lo so, lo so.

Quando siamo.

Ci si spaglia.

Aspetate.

Aspetate.

E' come un momento.

Non vorrei che mia moglie lo vedesse.

Sapete?

E' un piccolo ricordo per voi.

Sono le opere di moglie.

Sì, ho voluto scriverci una breve dedica in italiano.

Non pensavo che le cose sarebbero andate così.

Ma che cosa vi prende?

Sì.

Scusate, signori.

Signora d'oquezza.

Il signor Mozart desidera bene.

Insiste?

Ah, Mozart.

E' fatta aspettare.

Sono in piena espirazione.

Bene, signor.

Ah, signor Mozart.

I miei più rispettosi omaggi, signora d 'oquezza.

Mi odio a riteli di tagelate.

Non fa molto caldo nella vostra antica amara, signora d'oquezza.

Sì, aspetta già da più di un'ora.

Non vi scusate, vi riscalderete suonando.

Grimm mi ha parlato di voi con un entogiasmo che gli ho veduto oraramente.

E' quel mio piano forte.

E' carino, vero?

E' un regalo di mio suo acero.

Vi ascoltiamo.

E bene, signor Mozart.

Ma anche a no due tasti al vostro piano forte, signora d'oquezza.

Lo so, ma con un talento come il vostro, immagino che la cosa non ha di importanza.

Ma è vero?

No, che cos'è?

Ci ho altezza reale che fino ad allora non aveva bebuto niente.

Insomma, quasi niente.

Ma non è possibile, amico mia.

Ma sì.

E bene, in pieno ballo, ha dato un punio a una signora e maschera che lo infastiveva.

E chi credete che fosse?

Ma era sua pudina, ma d'andè vorrò.

Immaginate che è puditerio.

Signor Mozart.

Voi da telezioni alla mia giovane pudina Ginn?

Infatti, signora d'oquezza.

Devo andarci uscendo di qui.

Portate le risaluti da parte mia.

Signore.

Signore.

Ma insomma.

Non signore la signorina.

Sono in cantaigna per una settimana.

Ma avevo appuntamento per la lezione di composizione.

Spiacente.

Potevano avvertirvi per o meno.

Non signore la vera dimenticato.

Scusate.

Si.

Non signore non ha lasciato il denaro per le mie lezioni.

Ah, certamente.

Non signore non lo ha dimenticato.

Per le luigi.

Come?

Ma... 24 lezioni fanno 7 luigi.

Sette luigi, veramente?

Allora, il signore non resta che fare presente la cosa

mon signore quando sarà di ritorno dalla campagna.

Ah, guarda, venne.

Buonasera.

Buonasera.

Mamma.

Restate accena con noi.

Mamma, gli avete chiesto anche voi, spero.

Non ho scusatemi, ma parto domani di buon ore.

E devo ancora fare i bagagli.

Ah, fari tornati a Madhime.

Siete fortunato voi.

E andate bene oggi.

Volete sapere si andate bene.

È questo che volete, ma come potete pensare che

vada bene in un paese dove tutto va di traverso.

Già, non uscite mai voi, non potete sapere.

E qui... qui sembra che tutto si sia fermato, indurito.

La gente per la strada è diventata astiosa.

Cattiva, perfino.

Tu domande un'informazione a qualcuno e quello risponde come se volessi a zannarti.

Vi ricordate, mamma.

A vienna la nostra principessa marianto niente.

Beh, qui a Parigi e la Regina, ma se potessero avere la Fraule Mani,

l 'impichereverò il primo lumpio.

Lo spie anche come puoi parlare così, una Regina.

Ma sedetevi, Vendling.

Voi non potete rendervere in conto, siete qui solo da sei settimana.

E nei, sono ti ancora peggio.

Prodigioso, sublime, straordinario.

Ma ci si ferma la.

E come se io non ci forse, come se non esistessi.

Come se fosse ancora la unpa un prodigio?

La dorabile piccolo prodigio di 7 anni, il di Mozart, il divino piccolo Mozart.

No, ma dam, sono diventato adulto.

Il compositorio tedesco, Wolfgang Amadeus Mozart.

I francesi hanno i loro problemi.

C'è scusata e mi sono lasciato trasportare.

Oggi non chiedo altro che... Che di potermi andare finalmente a Parigi?

Sono andato al concerto spirituale oggi.

Ho visto le gru e disposto a far eseguire la vostra sinfonia.

E così mi ha detto.

E come posso credere quell'animale?

Mi ha comissionato una sinfonia con certante.

Ma la fatai eseguire e non rispondevi.

No, ma me la aveva promesso, aveva durato.

Ma ti è nel mano scritto nel cassetto.

Non ho fatto copiare neppure una nota.

Credo che ne sia adolorato.

Davvero?

Dobreste andarci.

Per farmi riempire la testa con gli alloggi per quel... ...cambini o quel gosset.

Quello compositorit di canzone e te da austeria.

No, grazie.

Spetta a voi, decidere.

Venne in che fate me un favore prima che vene andiate.

Facciamo un po' di musica come faceva a Mamma Nime.

Avete con voi il flotto.

Ah, sì, ma...

Vi prego.

Sini.

Venne in che?

Venne in che?

Dite.

Vorresti portare a Mamma Nime una lettera e un'aria.

Grazie.

Avete lasciato la giula metà di voi stesso, non è però.

Vi dirò la verità, Wolfgang.

Credo che non ti abbiano aspettato.

A Loisia è stata ingeggiata a Monaco.

E poi sapete quando si ingaggia una cantante.

Beh, allora suoniamo?

Che c'è?

C'è che io lavoro.

Lo capite io lavoro.

Smetetela immediatamente con questo rumore.

Ho ridile.

Sentite, amico.

Con questo rumore mi guadagno la vita.

E devo esercitarmi.

Io sono nei balli di feriferia, non dalle principesse.

Se non vi piace la contradanza, tappatevi le orechie.

Nasi a stare, Piermeri.

Che cosa vuoi che capisca quella gente?

Chiu di la porta.

E Grimm?

Grimm?

Grimm è come tutti i parigini.

Ma sulla cosa che gli interessa?

E di sapere se Piccini avrà più successo di Gruch?

O viceversa.

Io non mi curo delle loro disputa.

Ma non nessuna voglia di prendere partito.

La lettera di tuo padre.

Non l'hai neppure aperta.

Soggia qualche escritto.

I soliti consigli.

Guardate, posso leggerva l'anchia d'oche chiusi.

Non mi asfolti mai a Evolfe Gangla.

I miei consigli sono fatiche aspercata.

A te lo ripeto, vai da Grimm.

E pensi ai gusti di francesi quando componi.

E ai debiti che ho dovuto fare per te.

Mamma, volete che controlli?

Sono pieno di debiti, Wolfgang.

Ma non neppure di che comprarmi una vesta da camera nuova.

E la vecchie è così consunta che devo nascondermi quando suona no alla porta.

Tutta la scurie anche tu a madre che ha abandonato tutto per te e ne soffre molto.

Mamma.

Mamma.

Mamma.

Voi siete infelice con me.

Mamma.

Vi lascio solo troppo spesso, vero?

Mamma.

Domeni andrò a trovare le grotte, lo giuro.

Io serò più a rendibola e scoltere un mio padre.

Ho tante cose, i mente.

Tanti buoni progetti, sapete.

La mia simfonia è proprio il genere che piace ai pari gini.

Mamma, viene prego.

Dite qualcosa.

Dite qualcosa, mamma.

Mi prego.

Mi prego.

Sono qui stacca, morso.

Mamma.

Così stacca.

Tu almeno vedi dell'agento.

Tu vai via di rentri quando ti pare, ma...

E io ho volte l'impressione di aver perso l'uso della parola.

Ma...

Ho richiatto rivedere tua padre.

No, non so, io vorrei risetterli.

Apparigi, mio caromo, certi il primo colpo d'arco è fondamentale.

Ci sono viste offeri cadere al primo colpo d'arco.

Il nostro pubblico è fatto così, è inflesibile.

Ecco perché trovo notevole il vostro primo movimento.

Voi avete compreso perfettamente.

Sarà un grande successo.

Grazie.

Ciao a tutta via.

Se me lo permette, vorrei fare una piccola attenzione.

E il secondo movimento va bene.

Perfettamente bene direi meraviglioso.

Ma è forse un po' a...

Ah, è come dire?

Troppo in modulazione.

Esattamente.

E poi secondo me, forse non è abbastanza... Guardabili.

Ecco, avete veramente il dono della parola.

Sì, ve lo sistemerò, signor Legroni.

Tra una settimana avrete un altro andante.

Ma lo farete veramente?

Ah, sì.

Oh, non lo savo chiedervo.

Siete molto gentile, calomo.

No, no, no.

Ma cominciò a capire l'ambiente.

Sì.

Mamma.

Mamma.

Mamma.

Mamma, cosa avete?

Mamma.

Mamma.

Mamma.

Mamma, che è successo?

Mamma.

Coraggio.

Mamma.

Mamma, mi sentite.

Mamma.

Mamma.

Mamma.

Mi sentite.

Dite qualcosa, mamma.

Per favore, mamma.

Mamma, che cosa avete?

Mamma, rispondete.

Mamma.

Bene, sucreco, mamma.

Mamma, mamma.

Mamma.

Aprendete.

Aprendete, per favore.

Aprendete.

Per favore, aprendete.

C'è una persona che è sommale.

Aprendete.

Non c'è nessuno.

Ah, signor Legroni.

Vilita da aiutare, mia madre.

Signori.

Mi ha trasvenuta.

Vi ho detto che non c'è nessuno.

Signor Legroni.

Aiutate, mia svestiera.

È troppo pesante per me.

Grazie.

Ma che sarà?

Mi ho marito, andate a chiamare un medico.

Ah sì, grazie.

Grazie.

Siete voi, mia piccola Mozart.

Che cosa devo questa visita?

Signor Grimmatt.

Ecco.

La mia sinfonia sarà eseguita per questo.

Io pensavo.

Se io lo so, Legroni ha detto, alla fine avete capito.

Bravo.

N' avete bisogno di qualche raccomandazione?

È questo?

State tranquillo, la vretta.

Non è per questo.

Non ho un po' di fretta, Mozart.

Signore, mia madre.

Si è ammalata, sono già sei giù.

Oh, è la stagione, non la di Grave.

Il dottore dice che si tratta di tifo.

Oh, si guarisce, si guarisce di tutt' oggi.

Vi scrivo due parole per il mio medico, il dottomersie.

La mamma vuole solo medici, te veschi.

Per le medicine, bisognerebbe che ho bisogno di danaro.

Capisco.

Mozart.

Mozart, non avete mai saputo amministrare il vostro bilancio.

Il vostro padre ma lo ho scritto anche ultimamente.

Per fortuna.

Ci sono qua io.

Uno, due, tre luigi, tre luigi, va bene?

Leopol...

Leopol...

Sono più caro leopol... Sì tu.

Leopol...

E avete nel più forte.

Dilevi mi... Sono stacco.

Sono vicino a voi.

Mamma, sono qui.

Non vi può succedere il nulla.

Voglio essere felice con te il leopol.

Mi ho caro.

Felice per tutta la vita.

Quelli pello, leopol... Pello, tanto.

Mamma, sono Yuvoldka, vostro filo.

Mamma, tu vi vi solo per la tua musica.

Mamma... Mamma di quanto a mia musica.

Quanto la tua...

Mamma... andate a riposare, la veglia rollo.

Vi ingrazio per l'aiuto che mi avete dato, signor Barone.

Quei pochi luigi?

Quindi ci credo.

Non ci pensate troppo.

Mi oggiovani amico volete un consiglio.

Voi non siete fatto per Parigi.

E qui bisogna giocare da stuzia, adulare, insinuare.

Non inimicarsi nessuno.

Di avrei preferito, con la metà del talento, e il doppio di...

di promozia, di hipocrisia.

Datevire...

Tornate, Salisburgo, e quello, il vostro posto.

Filio, mio.

Finalmente... sei tornato a casa.

Vieni.

Bisogna capirla.

C'è la come?

Per via della mamma e il viaggio a Parigi che la uccisa.

Se non fosse stata obbligata a partire con te, non voglio crescere il vuoto.

D'olore, facerto, sei un po' responsabile della morte della tua povera madre.

Resta.

Padre, ho viaggiato tutta la giornata.

Resta.

Trezell, lasciateci, espare chiedete più tardi.

Tengo a mettere in chiaro le cose.

Ho fatto i conti, è tutto qui.

Tu sei partito con 300 fiorini che ho preso in prestito da Hagenauer.

Più 200 fiorini per coprire le tue scappatelle di Manhattan.

Ma padre.

Ho fatto fronte alle tue spese di Parigi con una lettera di cambio di 110 fiorini.

Più 8 Luigi Doro, e ciò è 88 fiorini.

Più il mese scorso 165 fiorini.

165 fiorini il mese scorso.

I 15 Luigi Doro, al corso del cambio, che hai preso in prestito dal Signo Grimm,

mi ha scritto chiedendo me nella restituzione.

Immaginavi che te li avrebbe regalati per casa.

E così dopo 14 mesi di Ascenza, tu riporti 165 fiorini e 12 croizers.

Insomma, per permettarti di correre dietro alle

tue chimere, mi sono indebitato per 863 fiorini.

Ti faccio grazie a dei croizers.

Ma padre.

Il viaggio a Parigi, siete voi ed è per lo voluto, per guadagnare denaro.

Non per prenderlo in prestito.

Non per rovinarci.

Per colpa tua tua sorella è senza dote.

Se si presentasse un marito che gli andrei a raccontare.

Quando penso che alla mia età oltre al mio servizio a corte,

ho dovuto risolvermi ad aprire un negozio di piano forte.

Io.

Non voglio morire lasciando solo debiti e tua sorella nella miseria.

Mi bisogna metterci alla tutta ragazzo mio e pagare.

Intre possiamo riuscirci a condizione di lavorare.

Non ho mai smesso di lavorare.

Quando di collaborare parlo di un incarico sicuro.

Fortunatamente...

L'arcivesco vuoi è disposto a perdermarti.

L'arcivesco vuoi.

No, mai.

Ora basta.

Ora basta.

Intesi?

Doveresti ringraziarmi in ginocchio?

Abbiamo una possibilità.

Il nostro caro vecchio ad El Gasser è morto.

Dovra iscrivere immediatamente per solucitare il suo posto di organista a corte.

Padre, io...

Ho detto.

No sei tu.

Bevi qualcosa.

Andiamo Viennika e si sta facendo tardi.

Abbiamo promesso a scicanederli a andare all'ultima replica del suo spettato.

Perfino mia moglie.

Anche voi venim fiscate di me, vero?

Perfino, Raile.

Missile.

Muoio, orazio.

Il vereno si impadronisce del mio spito.

Non posso vivere fino ad udire le novelle di inghilterra.

Ma io, profetizzo, che la scelta cadrà su forte braccio.

Narra di il corso di questi eventi e i fatti che li ando che terminati.

Il resto... è silenzio.

Buona notte, dolce principi.

Che il canto di schiere di Angeli ti conduca verso il riposo.

Che, amleto, come un soldato, si ha portato sugli scudi da quattro capitano.

Solo l'occasione gli manco, di manifestare indoleveramente regale.

E per la sua dipartita, musica militare e salve di guerra.

Parlino di lui.

Ah, che pastidio, questa perruca.

Ah, mi riesco ad abituarmi.

Ah, signor Cicanese.

Il mascalzone, ne avrei ammazzati, stasera.

Una chiamata solo, ed è accandata bene.

La trasettimana mia no fisciafo.

Ah, fiscchiare Shakespeare.

Buongiorno, Mozart, come va?

Salve Hayden.

Buonasera, signor Cicanese.

Sono piccola, spieghiamo, c'è tre mezz'ora si parte, domani si prova le due a Tranche.

Senti, Peter, questa sera nello spettro non c'è ripropio.

Come sarebbe?

Non c'è ripetato in modo ignobile, tra l'altra è una scena difficile.

Se fosse per me la taglierai.

Signor Cicanese, il costume.

Sì.

Tagliare Shakespeare.

In teatro non bisogna avere piatta.

Senti, proposito, ho un letto il testo che mi hai mandato.

Quello parate deschia che hai scritto.

Sì, come si chiama?

Va in me.

Quella.

Eh, così.

Guarda, è sul tavolo.

Dio Po.

Chi te la messo insieme?

Un nostro vecchio, amico.

Schaktner.

Senti a taleggio.

Troppo lungo.

In teatro regola numero uno, azione.

Sempre azione.

Regola numero due, tagliare, tagliare sempre.

Quel che è tagliato non è mai fischiato.

Bene, diciamo tutti?

Sì.

Benissimo.

C'è la luna.

Potremmo viaggiare tutta la notte.

Ci siamo?

Non ma, che nessuno, è Manuel.

Bene.

Allora, grazie a tutti e tu.

Mi siete stati di grande aiuta, Salisburgo.

Ah, Salisburgo, la capitale dei piaceri.

Ci mancherete, Cicaneda.

Niente emozioni in nutli.

Il teatro è una grande tabiglia.

Ci si ritrava sempre.

Comunque la tua musica amico.

È eccellente.

E il libretto che non vale nulla.

Eh, sì.

Do, si parte.

Ti asserebbe partire con loro, eh?

Sei deluso per la tua zaiti?

No, no.

Cicaneda, ragione.

Ma bisogna mai continuare quello che è cominciato male.

Mi fermo, ma poi si come ho baglia di lavorare.

È vergognoso quanto bello.

No?

Mi sta uccidendo?

Sei, beh, mi sta uccidendo.

Il teatro si può fare in questo buco.

Tu almeno sei un musicista.

Un vero, un grande... Sì, smettila, basta.

Un grande musicista, Wolfgang.

No.

Non so come ti avolo fai.

Le due harmonie le conosco tutte.

I due temi sono simile ai miei, ma poi quando l'i

sento, c'è qualcosa che mi prende e non mi lascia più.

No, non so nubriaco.

No, naturalmente.

Non è pure invidioso.

Di mio fratello si sono stato geloso, ma di tenno.

La tua simponia è concertante.

È la più bella musica del mondo.

Vattene, Wolfgang.

Arriva il momento in cui la fortuna non gira più.

E non si può più partire.

Vattene.

Vattene.

Fatemi.

Non sai dove tu ho fratello?

No.

Adetta Teresa, il che sarebbe tornato per il prezzo credo.

Ah, bene.

Scusate un'istante per favore.

Che cosa c'è, Pat?

Scusate mi, signorino Cephera.

C'è che l'arcivesco vuole assolutamente vedere Wolfgang.

Questo pomeriggio ha palazzo e furi bombo.

Che altro avrà combinato tuo fratello.

Non riusciro mai a vivere tranquillo.

Non può aver fatto niente di male.

Da quando è ritornato è cambiato completamente.

È puntuale, modesto.

Doci le fa quello che gli si dice.

Diffenti adesso.

Dico quello che è giusto.

È vero.

Vi preoccupate un po' troppo per lui.

E non vi fa certo bene.

In ritardo come al solito.

Se credete che abbia il tempo di aspettare.

Lavoravo per vostra grandezza.

Bene.

Vi accordo 6 settimane.

Non un giorno ne è un'ora di più.

Sono completamente agli ordini di vostra grandezza, ma...

6 settimane per fare che cosa?

La Corte di Baviera vi reclama.

Sembra che vi apprezzi, non mi domanda perché.

La Bata e Clay, mai eravidarei particolari, io non ho tempo, si tratta di un 'opera.

Come si chiama?

I domeneo re di crita.

A già è vero, i domeneo.

Conoscò la storia, vostra grandezza si tratta in poche parola di ore,

che per scuggire una terribile a tempesta ha fatto a posetone

di sacrificare il primo uomo che incontrerà sulla riva.

E combinazione questo me su figli.

Si, io capito un'altra sciocchezza, avete fortuna.

Sono di buono muore.

E ho bisogno di buoni rapporti con la Corte di Baviera.

Ah, signor musicista.

Spero che farete un'ore alla mia capella.

La Bata e Varisco si occuperà della cosa.

Il libretto vera scritto da lui.

Ma credete che questo Varisco possa... si è in grado.

Tutte nel corvi sento.

Furie del crudo overno.

Lungo a si gran tormento.

Amor.

Merce.

Pietà.

Chi mi ruboco il core.

Quel che ha tradito il mio.

Provin dal mio fuore.

Vendetta.

E crudeltà.

E allora, signor Mozart.

Il vostro parere, per favore.

Allora, è molto brutto?

No, non è molto brutto.

E' abbastanza brutto, sì.

Questo, sì.

Stazito, stazito.

Ci può sentire.

No, è in campagna.

Già, sembra che ci si provi meglio per concentrarsi e lavorare.

Per quel che combina potrebbe anche restare in città.

È lungo, stiracchiato.

Tagliare, tagliare.

Tagliare.

Tagliare.

Tagliare un Paresco.

Ma certo?

Io nai c'è io, naturalmente.

E lui accetta.

Finora sì.

Ha riscritto per fin'o un pezzo.

Solo che...

Domani, parto per Monaco.

Se ci fosse bisogno di altri cambiamenti nel libretto, dovresti espligarli a voi.

Io.

A Paresco.

Sì.

Trovate il modo.

Dite gli qualche tagliato non è mai fischiato.

E chi altri volete che lo faccia.

Nannner?

Sì, ma... No, no, no.

Ma guardate.

Guardate che cosa ossa domandare a me.

Ma questa è rostrofe e una più stupenda dell'altra.

E lui vuol tagliare.

Non resta niente.

Vuole che faccia delle modifiche.

Ma chi si crede di essere?

E poi, e poi, questo bisogno.

Questo bisogno di tagliare gli aparte.

Con il pretesto che rallenta non azione.

Ma insomma, mandiamo, signora da... Ma signora non piacciono gli aparte.

Le signori li puttavia gli aparte.

Eh?

Ma come?

In un'opera gli aparte.

In un'opera sono la cosa migliore.

Lo dici anche.

Lo dici anche i grandi metastasio.

Ma forse il vostro signor fratello si crede più grande del grande metastasio, eh?

Ma in tanto di temi.

Dove adesso vostro padre, gli voglio parlare.

Penso che sia in negocio.

Bene, benissimo.

Ci vado subito.

Scusate, mire.

Scusate, mi è un'estante.

A scoltare un certo.

Non ce la faccio più ad andare avanti così.

Mi ho figlio.

Una lettera.

Perchè adere scusa?

Vi scrive questo, vero?

Eh?

Non proprio.

Non ha aspettato a esposta ai tagli sono fatti.

Senza la mia provazione.

Questa volta, signora, io rifiuto.

Io mi opongo.

Io te mo.

Ecco, te mo che sia definitivo.

Le prove con l'orchestra sono cominciate ormai.

L'imperattrice... è morta.

È stato dichiarato il lotto in tutto l 'impero.

L'arcivesco è partito per viena.

Chiuderanno i teatri?

Il domenè uno sarà mai rappresentato.

E mi contatti.

E mi contatti.

E mi contatti.

Io il mio.

Io il mio.

Io il mio.

Tu stratti di vatti.

Se tu i brani hai ori muerto, avrirò mi di questo.

Allora, avete fatto buon viaggio.

Siete bene alloggiate.

Bene, vedete fatre.

Sbagliavate a preoccuparvi.

Domani c'è la prima.

Il lotto è stato tolto da due giorni.

Scusate.

Amici sono costretto a ricominciare a bacano.

Ma sì, per colpa del vostro collega.

Non so, si muove come una marionetta, ma è chiestonato.

E quindi non si può fare la prova del concertato oggi.

Non è così.

Ma state tranquillo, va bene.

Lo dite, lo dite voi.

Io sarei molto più tranquillo.

Se lo cagliate completamente.

Non ci arrivo.

Ma sì, ma che cos'è?

Cosa dite?

C'è la farita, vecchiora.

Continuate così.

Se lo dite molto.

Allora, va bene.

Benissimo.

Il principale è contento.

Viene quasi a tutte le probe.

Evi il cantante?

La soprano?

La moglie di Bentley?

Perfetto.

Non l'avresti preferito la tua loisia Weber.

La loisia non poteva accettare.

E' un contratodo.

Possiamo parlare d'altro padre.

Sidi resistibile.

Scusatemi, trego.

Prometetemi di presentarvi mio padre, mia sorella.

La signora duce che prima donna dell'opera interiale di Braga.

Signore, vostro figlio è un genio.

Il mio due almeno è un genio allegro.

Ah, padre.

E' troppo bella.

E' arrivato tutto lo stesso giorno.

E' un po' della mia opera, il mio compleanno e il carnevale.

Tutti gli temi hanno dato appuntamento.

Non vero.

Ah, ma è festa, padre.

Ma paghi tu.

Il principale mi ha pagato bene.

State tranquillo.

Posso permittere.

Posso permittere.

Si, si, vengo.

In genio è grazie.

Signori, cari amici, atori, prima donna.

Spertatori, a voi tutti, grazie.

Amici miei, sapete che ha detto su altezza della nostra opera?

Ha detto che era...

Aspetate, ha detto... Gignale.

No, no, no.

No, questo l'hanno detto gli altri.

Lui ha detto che ci sono così immensamente grandi nella vostra piccola testa.

Chi è questo fondipold di cui ha parlato il padre?

Qualcuno.

Ma magari un qualcuno che ti fa la curte.

Si.

Ah.

E tu, lo amici?

Si.

Ma il babo non vuole.

Perché?

Non è niente e non è niente.

Ah, non è niente.

Si tratta di te.

Si tratta della tua vita.

Sorollina non fare come a me.

E tu lo sai.

Io mi sono lasciato me nare per il naso troppo spesso.

Dipenditi.

La mia renta.

Dipenditi la tua felicità.

Certo.

Con noi mi preno.

Io sei capito.

Se mi stiti in questo mardi, continuo per annegarmici.

Ai, come padre.

Vado a parlare di un'ulto.

Scusate.

Padre.

Sapete che mi succede.

I duce che mi invitano a praga.

È una buona occasione, no?

Ah, così potrà far mettere i scenali domineo.

Aspetta, un secondo.

Non ho voluto parlare del primo di questa sera, ma è cosa?

Per lo sei preso con comodo di tuo permesso.

Le 6 settimane sono passate domani.

Ma c'è stato il luto?

L'arcivescovo mi ha incaricato di trasmetterti d'ordine di raggiungerlo a pienna.

Per l'incoronazione di Giuseppe II.

Tutta la capella è già la.

Devi partire domani.

Domani.

È praga.

Pensi a praga unicamente per via di quella doma.

Prova almeno ad ottenere l'autorizzazione dell'arcivescovo.

Sei chi ha nominato gramp maestro di cucina?

Tu a superiore, insomma.

Ah sì, l'avevo dimenticato.

A Sally Sburgo avrò come superiore un maestro delle cucine.

Non l'ho mentarti.

E il giovane con te arco.

Tu o amico, no?

Da piccoli giocavate insieme.

L'hai ritrovato dai lodron con lui avrai un alleato su posto.

Ma bene, andrò a vienna.

Ma questa volta vi giuro che avrò finalmente una spiegazione con l 'arcivescovo.

Una spiegazione.

Che altro vuoi combinarlo?

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